Biografia Nacque a Napoli il 24 settembre 1663 da Carlo Ruffo, terzo duca di Bagnara, e da Andreana Caracciolo dei duchi di Celenza. Dopo aver studiato diritto civile e canonico, entrò a Roma nel prestigioso collegio Clementino.
Dopo la laurea in utroque iure all'Università La Sapienza iniziò una brillante carriera all’interno della Curia, ottenendo numerosi incarichi di prestigio: vice-legato a Ravenna, arcivescovo di Nicea, inquisitore a Malta; nunzio a Firenze e poi a Madrid; “maestro di Camera” dei papi Innocenzo XII e Clemente XI. Nel 1706 ricevette il titolo cardinalizio di San Lorenzo di Panisperna e fu assegnato come legato a Ravenna.
Nel 1709 divenne cardinale di Santa Maria in Trastevere e l’anno successivo inviato come legato pontificio a Ferrara, dove restò fino al 1714. Tornato a Roma, nel 1717 venne inviato di nuovo a Ferrara, questa volta come vescovo: proprio con lui la diocesi di Ferrara sarà elevata al grado di arcivescovado.
Come arcivescovo di Ferrara curò il rifacimento della cattedrale dedicata a San Giorgio martire e trasferì il seminario in via Cairoli. Nel 1717 promosse la ristrutturazione e trasformazione del palazzo del vescovo su progetto dell'architetto romano Tommaso Mattei. I lavori furono affidati a Vincenzo Santini e si conclusero nel 1720J. Bentini, Il collezionismo ferrarese: una tradizione ininterrotta, in La leggenda del collezionismo. Le quadrerie storiche ferraresi, 1996, pp. 60-62. Nell'edificio fu temporaneamente collocata la sua quadreria personale.
Il 16 giugno 1721 papa Innocenzo XIII nominò il cardinale Tommaso Ruffo deputatus legatus di Bologna. Tra i primi provvedimenti presi dal nuovo Legato ci fu quello di vietare tutta una serie di giochi d’azzardo «considerando tutti quei scandali, pregiudizj, e destruzioni istesse, che possono promuoversi da’ Lotti, e Giuochi illeciti», sotto la minaccia di pene molto severe (cinque anni di galera).
Al termine del primo triennio, verrà poi riconfermato fino al 1727. Tenne un sinodo nel 1726 emanando ottime costituzioni improntate alle necessità del tempo (cfr. il Sinodo romano del 1725).
Ruffo tornò quindi a Ferrara, anche qui come legato, fino al 1738 quando, per motivi di salute, rinunciò a tutti gli incarichi. Rientrò a Roma dove, oltre che decano del Sacro collegio dei cardinali, fu anche vescovo, prima di Ostia e poi di Velletri.
Dopo essere stato tra i "papabili" nel conclave dell'agosto del 1740, in cui poi fu eletto Benedetto XIV (1740-58), venne nominato vicecancelliere di Santa Romana Chiesa e commendatario della Basilica di San Lorenzo in Damaso (1740-53), nella quale commissionò la cappella destra del vestibolo a Nicola Salvi, con affreschi di Corrado Giaquinto e la pala d'altare di Sebastiano Conca. Si stabilì così nel Palazzo della Cancelleria, occupando l'appartamento che affaccia sulla piazza, dove allestì anche la sua collezione di dipinti, sistemata in cinque sale decorate in chiaroscuro a simulare il travertino e con lesene in finto marmo "portasanta".
La sua importante collezione venne donata tra 1915 e 1919 dal principe Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara (1845-1917) e destinata in parte al Museo di San Martino a Napoli e in parte al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma (vedi).
Morì nella capitale dello Stato della Chiesa il 16 febbraio 1753.
Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Cardinale Gasparo Carpegna Cardinale Fabrizio Spada Cardinale Tommaso Ruffo
La successione apostolica è: Vescovo Francesco Saverio Guicciardi (1709) Arcivescovo Giuseppe Maria Ruffo (1735)
Ascendenza
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Note
Bibliografia Carla Di Francesco , Antonio Samaritani (a cura di), Palazzo arcivescovile: il cardinale Tommaso Ruffo a Ferrara, 1717-1738, Ferrara, G. Corbo, 1994. ISBN 8885325351 Jadranka Bentini, Il collezionismo ferrarese: una tradizione ininterrotta, in Grazia Agostini, Jadranka Bentini, Andrea Emiliani (a cura di), La leggenda del collezionismo. Le quadrerie storiche ferraresi, Catalogo della Mostra tenuta a Ferrara nel 1996, Venezia, Nuova Alfa, 1996, pp. 60–62 ISBN 8877790741 Maria Antonietta De Angelis, I dipinti del cardinale Tommaso Ruffo (1663-1753): la quadreria di un alto prelato nella Roma del Settecento, in Collezionisti, disegnatori e pittori dall'Arcadia al Purismo, 2, Roma 2010, pp. 53–92. Mario Alberto Pavone (a cura di), Il collezionismo del cardinale Tommaso Ruffo tra Ferrara e Roma, Roma, Campisano Editore, 2013, ISBN 9788898229086
Voci correlate Cattedrale di San Giorgio (Ferrara) Palazzo Arcivescovile (Ferrara)
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