La Primera División 1931 è stata la prima edizione del campionato professionistico argentino di calcio.
La competizione venne organizzata dalla Liga Argentina de Football; venne adottato un unico girone all'italiana, in cui erano comprese tutte le 18 squadre associate alla LAF, con gare di andata e ritorno. Il torneo fu vinto dal Boca Juniors, che precedette il San Lorenzo; dato che non era possibile istituire una seconda divisione per mancanza di squadre, non furono previste retrocessioni. In totale furono disputate 34 giornate, dal 31 maggio 1931 al 6 gennaio 1932. La Primera División ebbe un vasto seguito di spettatori,. e a prendervi parte furono i club più importanti dell'epoca, che si erano staccati dall'allora unica federazione esistente, l'Asociación Amateurs Argentina de Football. Il successo di pubblico portò anche ingenti guadagni sia alla LAF che alle squadre partecipanti.. Contemporaneamente venne disputato il torneo amatoriale, la Copa Campeonato, organizzata dalla AAF e vinta dall'Estudiantil Porteño.
Stagione Antefatti Il 1931 segnò l'inizio dell'era professionistica del calcio argentino, con la creazione della Liga Argentina de Football (LAF) – non riconosciuta dalla FIFA – da parte di 18 squadre, staccatesi dalla Asociación Amateurs Argentina de Football (AAAF). La nuova federazione, presieduta da Julio Planisi, che ricopriva anche l'incarico di presidente del Racing Club de Avellaneda, era nata in seguito a uno sciopero, effettuato dai giocatori della AAAF, che contestavano la regola, allora vigente, secondo la quale per trasferirsi da un club all'altro necessitavano del consenso di entrambe le società. Essi, invece, ritenevano giusto che solo la squadra cui erano destinati desse il proprio assenso al trasferimento; era inoltre in vigore una clausola punitiva che prevedeva, in caso di passaggio da un club all'altro senza il consenso del primo, l'allontanamento del calciatore dal campo per un periodo di due stagioni. Questa clausola era rispettata dai presidenti, non già per una regola scritta, ma per un "accordo tra gentiluomini" che prevedeva il suo mantenimento. Proprio nel 1930 venne preso un analogo provvedimento ai danni di Hugo Settis, Pablo Bartolucci e altri cinque calciatori, colpevoli d'eccessive proteste contro questa clausola, denominata Ley Candado. Lo stesso Settis fu una delle figure principali della Asociación Mutual de Footballers, l'organizzazione dei calciatori che decise lo sciopero. I giocatori decisero quindi di astenersi dall'attività e l'iniziativa venne intrapresa in seguito, al termine del campionato del 1930; il 18 aprile 1931 iniziò lo sciopero vero e proprio, dopo che il 13 aprile era stata presentata una petizione, sottoscritta dai giocatori, nella quale si chiedeva l'abolizione della suddetta clausola, che impediva il libero trasferimento (pase libre) da un club all'altro. All'epoca, il calcio in Argentina era ufficialmente dilettantistico (amateur, parola importata nella lingua spagnola dalla lingua inglese) ma, come accadeva anche in Europa, alcuni tra i giocatori più valenti ricevevano uno stipendio, seppur "mascherato" come emolumento d'altro tipo; era questa una pratica che aveva preso piede già negli anni 1920. Diversi giocatori figuravano quali lavoratori di società, pubbliche e private, alle cui attività non partecipavano mai; in tal modo, essi potevano giustificare il loro reddito, che poteva essere dato loro sia sotto forma di pagamento successivo a ciascun incontro giocato, sia come retribuzione al termine del mese. Parte della stampa denunciò questa pratica: il quotidiano La Argentina scrisse, il 20 dicembre 1930, che mantenere il dilettantismo non aveva più scopo, giacché portava le società a falsare i propri bilanci e i giocatori a rendere in maniera minore sul campo, e propose l'introduzione del professionismo, da applicare a un campionato con un numero ristretto di squadre partecipanti;. Mundo Argentino pubblicò una vignetta in cui il calciatore, protetto da una maschera da "dilettante", nascondeva un sacco contenente il denaro datogli dalla sua società e sfilava dinanzi a un pubblico irritato dalla scena.. Queste due situazioni coesistenti (lo sciopero e l'apparente dilettantismo, che in spagnolo era chiamato amateurismo marrón.) portarono, ad aprile, alla richiesta di una mediazione del Presidente d'Argentina José Félix Uriburu, il quale delegò a sua volta la decisione a José Guerrico, intendente di Buenos Aires: egli riconobbe uno scopo comune a coloro che desideravano l'istituzione del professionismo, di cui già si discuteva dagli anni dieci, e agli scioperanti; conseguentemente, affidò la soluzione del contendere ai dirigenti delle società. Verso la fine di aprile, Guillermo Jordán aveva presentato al consiglio della AAAF un progetto con cui intendeva proporre l'introduzione del professionismo. Esso fu così commentato il 29 aprile dallo stesso consiglio:. La AAAF compì un estremo tentativo di chiarire la situazione internamente, senza giungere a uno smembramento: l'11 maggio furono presentate ai vari club 9 domande, per sondare la volontà dei dirigenti.. A esse rispose solamente il River Plate, che asserì la propria volontà di istituire il professionismo all'interno della stessa AAAF. Con il controllo del governo, che conosceva l'importanza del gioco del calcio nella società argentina, che da poco aveva assistito a un colpo di Stato, si arrivò alla decisione di formare un campionato professionistico, composto dai principali club dell'epoca – che sostenevano che, per rispettare il neonato professionismo, era impossibile rinunciare a un alto livello tecnico degli incontri – e organizzato dalla LAF, federazione creata dalle società maggiori, che si staccarono pertanto dalla AAAF, presentando la propria disaffiliazione da questa federazione il 18 maggio.. Una volta istituito l'organo amministrativo, fu redatto un contratto standard e si iniziò a preparare lo svolgimento del torneo. Giacché la LAF non fu riconosciuta dalla FIFA, la confederazione mondiale, che invece riteneva la AAAF l'unica federazione ufficiale argentina, essa poté gestire al meglio i propri conti finanziari: la mancanza di una affiliazione a un organo superiore rendeva possibile l'arrivo di giocatori senza contratto senza che la LAF dovesse pagare alcunché per i trasferimenti. Si originò inoltre una rottura tra le due federazioni: dato che i rapporti tra di esse erano scarsi, e le entità erano considerate interamente indipendenti, anche la modalità dei trasferimenti, che aveva originato lo sciopero, venne a modificarsi. I club non si sentivano più in obbligo di rispettare l'"accordo tra gentiluomini", e le società appartenenti alla LAF iniziarono a trattare gli acquisti dei giocatori di squadre della AAF senza tenere in conto la volontà dell'altro club, ma mettendosi in contatto esclusivamente con il calciatore. Una volta introdotto il professionismo, ai giocatori fu permesso di tornare nel calcio amatoriale in qualsiasi momento, qualora lo volessero; alcuni decisero di proseguire la loro carriera di dilettanti, rimanendo nei club della AAAF, mentre altri rifiutarono i contratti loro offerti perché li ritennero non soddisfacenti. Iniziò quindi un fervente movimento di calciatori, sia all'interno della LAF che tra federazioni: ancora a luglio le rose delle squadre non potevano considerarsi definitive, poiché molti trasferimenti non erano ancora completati; gli spettatori si rivolsero alla Primera División della LAF anche perché gran parte dei giocatori più conosciuti si stava trasferendo in club che vi partecipavano.
Campionato Formula Il campionato adottò un unico girone all'italiana, con gare di andata e ritorno, in cui erano comprese tutte le 18 squadre associate alla LAF: dato che non vi erano altre squadre affiliate ed era quindi impossibile creare una seconda divisione, non furono previste retrocessioni.. In totale furono disputate 34 giornate, dal 31 maggio 1931 al 6 gennaio 1932; si assegnavano 2 punti per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta. La LAF si riservò di valutare ciascuna irregolarità che si fosse eventualmente verificata sui campi da gioco, prendendo caso per caso decisioni differenti. All'11ª giornata ci fu una modifica del regolamento riguardante i falli laterali: mentre dalla 1ª alla 10ª l'errata esecuzione di tale fallo comportava l'assegnazione di un calcio di punizione in favore della squadra avversaria, a partire dall'11ª (giocata il 2 agosto) l'irregolarità nel fallo laterale era punita con la ripetizione della rimessa da parte dell'altra squadra. Dal 13º turno furono introdotti gli anticipi: mentre nei turni precedenti tutte le gare dovevano disputarsi nello stesso giorno, dal 16 agosto fu possibile giocare da una a due partite nei giorni antecedenti (solitamente uno o due giorni prima) la data programmata per la maggior parte degli incontri. Dalla 15ª giornata si giocarono i posticipi.
Girone di andata
Per compensare il ritardo dell'inizio del torneo, si rese necessario disputare dei turni infrasettimanali per poter concludere il campionato prima della fine dell'anno solare 1931; ciononostante, il campionato si concluse nel gennaio 1932. La Primera División dispose fin dall'inizio d'un ampio seguito popolare: ad attirare gli spettatori, oltre alla novità del professionismo, era la caratura delle squadre partecipanti, che, come già detto, all'epoca erano le maggiori d'Argentina. Il torneo ebbe inizio il domenica 31 maggio.. La prima marcatura in assoluto fu opera di Alberto Zozaya, che segnò al 4' della partita dell'Estudiantes contro il Talleres. L'incontro che vide il maggior numero di reti fu San Lorenzo-Tigre: durante la gara ne furono realizzati 6, 4 dal San Lorenzo e 2 dal Tigre; quello che invece vide il risultato più largo fu Quilmes-Huracán, in cui quest'ultimo club superò gli avversari per 4-0. Uno dei match, Independiente-Racing (il derby di Avellaneda), fu rinviato e si disputò il 9 gennaio 1932. La gara con il maggior incasso fu Boca Juniors-Chacarita Juniors, che fruttò al club xeneize 8.514 pesos: in effetti, la partita con l'incasso più alto fu Independiente-Racing ma, come già detto, essa non fu disputata il 31 maggio ma sei mesi dopo. Nella prima giornata vi furono altri avvenimenti degni di nota: nella partita tra Estudiantes e Talleres l'arbitro Neme espulse Viola dell'Estudiantes, ma intervenne il portiere del Talleres Ángel Bossio, che impedì al direttore di gara di cacciare l'avversario dal campo; così, Viola poté proseguire l'incontro. Fu anche realizzato il primo autogol del calcio professionistico argentino: fu ad opera di Narciso Enríquez, portiere del Quilmes, che portò il pallone nella propria rete in seguito a una spinta di Herminio Masantonio dell'Huracán. Infine, Aquiles Baglietto del Tigre lasciò il campo al 78' della gara con il San Lorenzo per un infortunio occorsogli in seguito a uno scontro di gioco con José Fossa.