Il Gran Premio del Sudafrica 1983 è stata la quindicesima, e ultima, prova della stagione 1983 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa sabato 15 ottobre 1983 sul Circuito di Kyalami. La gara è stata vinta dall'italiano Riccardo Patrese su Brabham-BMW; per il vincitore si trattò del secondo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il connazionale Andrea De Cesaris su Alfa Romeo, e il brasiliano Nelson Piquet, anch'egli su Brabham-BMW.
Grazie ai risultati della gara Piquet si è aggiudicato, per la seconda volta in carriera, Campionato mondiale piloti di Formula 1, mentre la Scuderia Ferrari ha vinto il Campionato costruttori, per l'ottava volta.
Vigilia Sviluppi futuri All'indomani del Gran Premio d'Europa la Scuderia Ferrari annunciò che Michele Alboreto, pilota impegnato con la Tyrrell, avrebbe sostituito Patrick Tambay, a partire dalla stagione 1984. Era il primo italiano a correre nel mondiale di F1 per la casa italiana dal Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973, quando la Ferrari aveva schierato Arturo Merzario. Tambay venne avvicinato dalla Renault, mentre si fecero più insistenti le voci di un rientro nelle competizioni per Carlos Reutemann, con la Ligier.
La FISA modificò la prima bozza di calendario per la stagione 1984; l'esordio era previsto il 26 febbraio, col Gran Premio del Brasile, la fine il 7 ottobre con quello d'Europa. Nel frattempo, il sindaco di Roma, Ugo Vetere, annunciò l'interesse della città per ospitare una gara, nel 1985.
Analisi per il Campionato Piloti Tre piloti erano ancora in lizza per il titolo: Alain Prost comandava la classifica con 57 punti, seguiva Nelson Piquet con 55 e infine René Arnoux con 49; nessuno dei tre si trovava nella situazione di dover scartare il punteggio ottenuto in questa gara. Prost si era aggiudicato 4 gare, mentre i suoi avversari solo tre.
Alain Prost avrebbe vinto il suo primo titolo se:
avesse vinto; fosse giunto secondo o terzo, con Piquet non vittorioso; fosse giunto quarto o quinto, con Piquet non primo né secondo; fosse giunto sesto, con Piquet non a podio; se non avesse ottenuto punti, con Piquet al massimo quinto e Arnoux non primo;
Nelson Piquet avrebbe vinto il suo secondo titolo se:
avesse vinto; fosse giunto secondo, Prost non a podio; fosse giunto terzo, con Prost non fra i primi cinque; fosse giunto quarto, con Prost fuori dai punti e Arnoux non vincente;
René Arnoux avrebbe vinto il suo primo titolo se;
avesse vinto, con Prost fuori dai primi 5 e Piquet non a podio.
Di seguito è riportata la situazione, in base ai piazzamenti e alle possibili combinazioni, tra i due contendenti del campionato
+ Piazzamenti totali Pos Pilota 1° 2° 3° 4° 5° 6° Punti1 Alain Prost421110 572 Nelson Piquet331200 553 René Arnoux322010 49
+ Condizioni per ogni pilota di vincere il campionato Pilota Risultato(punti totali) Punti massimi dei rivali(punti totali nel caso) Prost Piquet Arnoux Alain Prost 1° 66 - - 2° 63 2° (61) - 3° 61 2° (61) - 4° 60 3° (59) - 5° 59 3° (59) - 6° 58 4° (58) - >6° 57 5° (57) 2° (55) Nelson Piquet 1° 64 - - 2° 61 4° (60) - 3° 59 6° (58) - 4° 58 ≥6° (57) 2°(55) René Arnoux 1° 58 6° (58) 4° (58)
Analisi per il Campionato Costruttori Due scuderie potevano ancora conquistare il titolo riservato ai costruttori: comandava la Ferrari, con 89 punti, e seguiva la Renault con 78. Entrambe le scuderie avevano ottenuto 4 vittorie in stagione. La Renault era perciò costretta a vincere il Gran Premio per tenere vive la speranze di aggiudicarsi il titolo.
La Renault avrebbe vinto il suo primo titolo costruttori se:
avesse ottenuto una doppietta, con la Ferrari che non raccoglieva più di quattro punti complessivi. si fosse piazzata al primo e al terzo posto, con la Ferrari che non otteneva più di due punti. fosse terminata al primo e al quarto posto, con la Ferrari che raccoglieva al massimo un punto. fosse terminata al primo e al quinto posto, e la Ferrari che non otteneva punti.
Ogni altra combinazione avrebbe dato, per l'ottava volta, il titolo costruttori alla Ferrari.
Aspetti tecnici
Il Sudafrica aveva interdetto, da luglio, l'importazione di idrocarburi sul suo territorio nazionale; ciò avrebbe costretto le scuderie ad utilizzare la benzina locale, a 93 ottani, di qualità scadente. Per ovviare ai problemi tecnici che ne sarebbero potuti derivare si decise di permettere ai team l'uso della benzina avio a 104 ottani. Pochi giorni prima della gara però la Brabham, saputo che il divieto d'importazione era decaduto, decise di far giungere in pista 1.500 litri della benzina utilizzata normalmente nel corso del campionato, sulla quale, tra l'altro, vi erano timori di irregolarità espressi dai concorrenti.
Scoperta l'abolizione del divieto le altre scuderie ottennero il mantenimento della deroga all'utilizzo della benzina avio. Questa deroga fu però contrastata dalla stessa Brabham. La FISA minacciò di non considerare valido il gran premio, senza prima un accordo sulla benzina, ma questo avrebbe privato il pilota della Brabham, Nelson Piquet, della possibilità competere ancora per il titolo.
La BMW fornì alla Brabham un sistema di controllo elettronico dell'iniezione, che poteva essere regolata con un manettino presente in vettura. La casa tedesca aveva ideato anche un nuovo sistema di raffreddamento. La Renault preparò, per la prima volta, un motore da qualifica. Altre innovazioni vennero presentate anche dal motore TAG, che equipaggiava le McLaren, e che riguardavano il sistema di raffreddamento degli scambiatori di calore.
L'innovazione più importante fu l'esordio della Williams FW09, la prima vettura della scuderia inglese a motore turbo, fornito dalla Honda, che già sosteneva la Spirit.
Aspetti sportivi Originariamente il gran premio era previsto come gara di apertura del campionato, ma, dopo la decisione assunta dalla federazione di modificare il regolamento tecnico, venne rinviato, per concedere alle scuderie più tempo per testare le nuove vetture, modificate nell'aerodinamica.Le due Osella non avevano ottenuto un tempo sufficiente per la qualificazione, ma vennero ammesse al via comunque, con l'accordo degli altri team.
Alla gara non partecipò la Theodore Racing, che così abbandonò definitivamente la Formula 1. Non vi partecipò nemmeno la Spirit, che però rientrò in campionato l'anno seguente. Il numero di vetture iscritte scese così a 26, visto che la Williams non schierò più la terza vettura, come invece avvenuto nella gara precedente.
Nelle prove libere, che si tennero a inizio settimana, il più veloce, al lunedì, fu Patrick Tambay, che precedette Elio De Angelis; i due furono però i soli piloti a testare gomme da qualifica. Tambay completò 93 giri, pari a due gran premi. Tambay si confermò anche al martedì, mentre secondo fu l'altro ferrarista René Arnoux. La Renault ebbe delle difficoltà a esprimere velocità sul rettilineo principale, anche se Prost chiuse col quinto tempo. Si dimostrò competitiva la nuova Williams, con Jacques Laffite che ottenne il quarto tempo. Derek Warwick distrusse, in un incidente, la sua Toleman, restando però indenne.
Si ipotizzò che la Renault potesse saltare il rifornimento in gara, sfruttando l'altitudine del tracciato, che limitava la potenza dei turbo. Questo avrebbe significato, infatti, un minor consumo di carburante.
Qualifiche Resoconto Le prime prove ufficiali videro, col miglior tempo, la Ferrari di Patrick Tambay, che precedette di due decimi Nelson Piquet, e di oltre mezzo secondo Alain Prost. Tambay batté il tempo del brasiliano nella fase finale della sessione. L'altro pilota ancora in lizza per il titolo, René Arnoux fu vittima di un curioso incidente. Nella prima fese delle prove fu costretto ad accostare la sua vettura al bordo della Clubhouse, per un problema elettrico; nel tentativo di aiutare i commissari a spostare la monoposto, la ruota anteriore sinistra colpì la caviglia del pilota francese. Trasportato in un ospedale di Johannesburg le radiografie esclusero una frattura ma evidenziarono uno stiramento. La presenza del pilota francese per il resto del weekend di gara non venne messe in discussione. Keke Rosberg, con la nuova Williams, motorizzata Honda, chiuse col quinto tempo.
Il caldo del giorno seguente consentì solo a dieci piloti di migliorare il tempo del giovedì. Tambay confermò la pole position, la quarta della sua carriera. Il francese compì solo due giri nella giornata, proprio per la difficoltà di migliorare i cronometraggi del giorno prima. Alle sue spalle rimase Nelson Piquet, mentre terzo scalò Riccardo Patrese, pur nelle difficoltà delle Brabham, che subirono la rottura di due motori. Anche Arnoux riuscì a recuperare il quarto posto, battendo il tempo del giorno prima di Prost, che al venerdì dovette accontentarsi solo del decimo tempo di giornata, a causa anche di una errata scelta degli pneumatici. Kenny Acheson riuscì, per la prima volta, a qualificarsi per la gara, mentre le due Osella, pur non avendo ottenuto un tempo sufficiente per la qualifica (superiore al 110% del tempo della pole position) vennero ammesse comunque alla gara, con l'accordo di tutte le altre scuderie.
Risultati Nella sessione di qualifica si è avuta questa situazione:
Pos Nº Pilota Costruttore Tempo Griglia 1 27 Patrick Tambay Ferrari1'06"5541 2 5 Nelson Piquet Brabham-BMW1'06"7922 3 6 Riccardo Patrese Brabham-BMW1'07"001 3 4 28 René Arnoux Ferrari1'07"105 4 5 15 Alain Prost Renault1'07"186 5 6 1 Keke Rosberg Williams-Honda1'07"256 6 7 12 Nigel Mansell Lotus-Renault1'07"643 7 8 9 Manfred Winkelhock ATS-BMW1'07"682 8 9 22 Andrea De Cesaris Alfa Romeo1'07"759 9 10 2 Jacques Laffite Williams-Honda1'07"931 10 11 11 Elio de Angelis Lotus-Renault1'07"937 11 12 8 Niki Lauda McLaren-TAG Porsche1'07"97412 13 35 Derek Warwick Toleman-Hart1'08"061 13 14 16 Eddie Cheever Renault1'08"069 14 15 7 John Watson McLaren-TAG Porsche1'08"328 15 16 36 Bruno Giacomelli Toleman-Hart1'08"350 16 17 23 Mauro Baldi Alfa Romeo1"08"628 17 18 3 Michele Alboreto Tyrrell-Ford Cosworth1'11"096 18 19 4 Danny Sullivan Tyrrell-Ford Cosworth1'11"382 19 20 30 Thierry Boutsen Arrows-Ford Cosworth1'11"658 20 21 25 Jean-Pierre Jarier Ligier-Ford Cosworth1'12"017 21 22 29 Marc Surer Arrows-Ford Cosworth1'12"049 22 23 26 Raul Boesel Ligier-Ford Cosworth1'12"74523 24 17 Kenny Acheson RAM March-Ford Cosworth1'13"352 24 NQ 31 Corrado Fabi Osella-Alfa Romeo1'13"656 25 NQ 32 Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo1'14"903 26
Gara Resoconto Nel giro di formazione, a causa di un problema al motore, il pilota della McLaren John Watson non prese il via assieme agli altri piloti. Riuscito a partire, una volta raggiunto il plotone, già schierato sulla griglia, invece di accodarvisi, riprese la sua posizione in griglia, cosa non permessa dal regolamento, tanto durante il Gran Premio venne squalificato.
Al via le Brabham di Nelson Piquet e Riccardo Patrese presero il comando, rubando la prima posizione a Patrick Tambay; alla Crowthorne Andrea De Cesaris passò Alain Prost, per il quarto posto. Seguivano Keke Rosberg, René Arnoux e Elio De Angelis. Nel secondo giro Tambay dovette cedere anche a De Cesaris e Prost. Sempre al giro 2 Jacques Laffite finì la sua gara, per un incidente, dopo essere stato tamponato da Eddie Cheever.
Al quinto giro Niki Lauda prese la settima posizione ad Arnoux e, un giro dopo, passò anche Keke Rosberg. De Angelis, nel frattempo, viene passato da diverse vetture, a causa di un guasto al propulsore. Al nono giro Prost passò De Cesaris, mentre Lauda sorpassò anche l'altro ferrarista, Tambay, che aveva dei problemi con gli pneumatici. Nello stesso giro terminò la sua gara René Arnoux, uno dei tre piloti in lizza per il titolo, col motore fuori uso.