Oristano (AFI: ; Aristanis in sardoToponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 72 del 15.09.2010) è un comune italiano di abitanti capoluogo dell'omonima provincia, situato nella Sardegna centro-occidentale.

Si trova nella parte settentrionale della pianura del Campidano, nella regione detta Campidano di Oristano. Capoluogo di provincia dal 16 luglio 1974, la città ha una storia antica; di origine altomedievale, è stata a lungo capitale del Giudicato di Arborea.

Geografia fisica Territorio

Oristano si trova presso la costa centro-occidentale della Sardegna, di fronte all'omonimo golfo presso la foce del Tirso.

Clima Il golfo, di forma approssimativamente ovale, è chiuso da capo Frasca a sud e capo San Marco a nord.

Oristano rimane quindi abbastanza esposta ai venti occidentali. Il vento dominante è il maestrale, che spira da Nordovest e raggiunge per alcuni giorni l'anno intensità di tempesta, con raffiche superiori ai 100 km/h su Capo Frasca. Questi eventi arrivano relativamente smorzati a Oristano (intorno agli 80 km/h) grazie alla moderata schermatura dei due capi, la cui altitudine massima è sugli 80 metri. I maggiori rilievi nella zona sono il Montiferru a Nord (1050 m s.l.m.) e il monte Arci a Est (815 m s.l.m.), troppo lontani per fornire adeguato riparo dalla tramontana e dal levante. La città rimane dunque esposta a tutti i quadranti, in particolare allo scirocco che spirando da sud est può attraversare liberamente l'intera piana del Campidano da Cagliari a Oristano. Della pianura del Campidano Oristano occupa appunto il lembo Nordovest, che risulta essere il più fertile grazie ai sedimenti fini trasportati dal fiume Tirso, sulla cui riva sinistra poggia Oristano a 5 metri sul livello del mare. Il Tirso è il fiume più lungo della Sardegna, l'attraversa in direzione Sudovest lungo l'ampia valle del Goceano per sfociare nel Golfo di Oristano, a circa 4 km in linea d'aria dalla città.

Il clima, temperato delle medie latitudini, presenta la stagione estiva asciutta e calda e inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli.

Oristano è caratterizzata da alti tassi d'umidità, che la rendono una città parecchio umida, soprattutto d'estate. Nonostante ciò è frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine che mitigano la calura in estate.

La stagione piovosa si concentra tra ottobre e marzo, mentre la piovosità media è di 580 mm/anno. A volte le dense nebbie comuni nella media valle del Tirso riescono a penetrare nella pianura, arrivando alla città. Non sono rare le brinate invernali, soprattutto nei quartieri periferici della città dove, in gelide notti invernali, la colonnina del mercurio riesce a spingersi qualche grado sotto lo zero.

Dati climatologici Capo Frasca (1971-2000)

Nonostante disti in linea d'aria circa 18 km e si trovi in provincia del Medio Campidano, la stazione di riferimento per la provincia di Oristano è situata a Capo Frasca che, assieme a Capo San Marco, formano il golfo di Oristano. Essendo posta ad un passo dal mare, ne risentono soprattutto i valori di temperatura minima nei mesi invernali (nettamente più alti rispetto alla più interna città) e i valori di temperatura massima estivi, decisamente mitigati dalla immediata vicinanza dal mare.

In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media nel mese più freddo, febbraio, è di +10,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,0 °C; mediamente si contano zero giorni di gelo all'anno e 21 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i −4,8 °C del gennaio 1981 e i +41,6 °C dell'agosto 1999.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 529 mm, mediamente distribuite in 71 giorni di pioggia, con minimo in estate e moderato picco massimo in autunno.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 81% con minimi di 78% a giugno, a luglio, ad agosto e a settembre e massimo di 85% a gennaio; mediamente si contano 10 giorni di nebbia all'anno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante climatico d'Italia del Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.

Origini del nome

Il nome della città di Oristano potrebbe derivare dal gentilizio romano Aristius. Il geografo bizantino Giorgio Ciprio nel VII secolo cita Αριστιάνης λίμνη in greco (Arhistianis límni, stagno di Oristano) mentre la più antica citazione del poleonimo si ha in una carta arborense dei primi del XII secolo dove è menzionata come Aristanis.

Per Alberto G. Areddu la città sorta ai limiti del golfo omonimo, può esser interpretabile sulla base di un prefisso ar- 'presso' (=lat. ad, italico ar-, celt. ari-) che ritroviamo in termini illirici e del lessema indoeuropeo ōusta 'imboccatura, porto, slargo' ; a conferma il toponimo tautologico Portu ìstana (Olbia). Il suffisso -an(a) è ricorrentemente nuragico. La nuova città, sorta nel XI secolo, sarebbe stata chiamata poi Maristanis, ad indicare la sua posizione tra il mare e lo stagno, con l'affissazione di Mara/Bara, indoeuropeismo indicante 'palude'.

In spagnolo è Oristán e in catalano Oristany, nomi tuttora in uso e ampiamente documentati anche nella lingua scritta.

Storia Preistoria e storia antica Il territorio di Oristano è abitato dall'uomo sin dal periodo prenuragico e nuragico.

Nel VIII secolo a.C. sorsero, nell'ambito della colonizzazione fenicia della costa, le città di Tharros, in territorio di Cabras, e Othoca, in territorio di Santa Giusta. Seguono ulteriori tracce di frequentazione punica e romana. Storia medievale e moderna

La giudicale Aristianis, sorta presso l'antica città di età fenicio-punica e romana di Othoca, divenne un centro importante nel 1070, quando l'arcivescovo arborense Theoto vi trasferì la sede vescovile, abbandonando l'ormai decaduta Tharros, e il Giudice Orzocco I la eresse a capitale del Giudicato di Arborea.. Questo trasferimento probabilmente fu dovuto alle incursioni saracene che in quegli anni imperversavano sul litorale occidentale sardo, e alle quali la città di Tharros era soggetta. La nuova città era invece protetta dalle eventuali incursioni nemiche da barriere naturali quali gli stagni di Santa Giusta e la biforcazione del fume Tirso, che prima di arrivare ad Oristano si divideva in due rami, di cui uno passava a nord e l'altro a sud della città.

Il medioevo oristanese fu caratterizzato da numerose guerre tra il giudicato arborense e gli altri regni sardi. Nel 1195 il giudicato venne invaso dal Giudice di Cagliari Guglielmo di Massa che dilagò sulla capitale spargendo distruzione; Oristano fu saccheggiata e incendiata e l'antica cattedrale gravemente danneggiata.

La città fu però presto ristrutturata dai successivi giudici arborensi del XIII e XIV secolo che migliorarono l'antiche fortificazioni, erette dal Giudice Barisone, attraverso la costruzione di circa ventotto torri e l'innalzamento delle mura cittadine fino ai dieci-quindici metri. Oristano all'epoca contava circa 10.000 abitanti e comprendendo i sobborghi di San Lazzaro, Nono, Maddalena e Vasai raggiungeva un'estensione di circa 27 ettari. La forma della città a fuso era tipica della città-fortificata medioevale italiana. La reggia giudicale si trovava nell'attuale piazza Manno, in passato denominata "Sa Majorìa"..

Nel 1324 il Giudicato di Arborea si alleò coi catalano-aragonesi, dopo che questi ultimi sbarcarono sull'isola con l'intento di conquistare i possedimenti pisani per la creazione del Regno di Sardegna, per poi passare a contrastare lungamente gli stessi. La lunga e sanguinosa guerra culminò nel tentativo di egemonia sull'intera isola operato dal giudice Mariano IV (1347-1375) e dai suoi figli Ugone III (1376-83) ed Eleonora (1383-1404), reggente dei figli; il conflitto devastò l'intera Sardegna, oltre che i due schieramenti, anche a causa delle epidemie di peste; la stessa Oristano fu coinvolta nelle attività belliche e cinta d'assedio, senza successo, da Pietro Martinez de Luna nell'estate del 1368..

Successivamente alla battaglia di Sanluri, nel gennaio del 1410 l'aragonese Pietro Torrelles prese Bosa e mise sotto assedio Oristano dove infine Leonardo Cubello firmò, a San Martino fuori le mura, la resa della città e di tutta l'Arborea storica che fu incamerata nel Regnum Sardiniae et Corsicae.. Acquisito quindi dagli aragonesi, il territorio arborense con Oristano fu trasformato in marchesato a favore di Leonardo Cubello, discendente da Ugone II di Arborea.

Quel che restava, nel nord dell'isola, del Giudicato di Arborea, il più longevo dei giudicati sardi, cessò di esistere nel 1420, quando l'ultimo sovrano di Arborea, Guglielmo III di Narbona, lo cedette alla Corona aragonese per 100.000 fiorini d'oro..

Leonardo Alagon, ultimo marchese di Oristano, tentò di rivendicare i propri territori dal Viceré, ma nel 1478 a Macomer il suo esercito subì una pesantissima sconfitta e il marchesato fu annesso definitivamente al Regno di Sardegna.. Il titolo di marchese di Oristano venne assunto a partire da tale data dai re d'Aragona e ancora oggi appartiene ai re di Spagna, attualmente Filippo VI di Spagna. Da quel momento Oristano, elevata al rango di città regia il 15 agosto 1479., seguì la comune storia della Sardegna spagnola.

Fra il 1542 ed il 1572 venne edificata la torre costiera, oggi detta Torre Grande, per la difesa dell'approdo nel golfo di Oristano e per proteggere la foce del Tirso che poteva essere utilizzato per raggiungere la città. Ebbe il compito di sovrintendere alla fondazione don Peroche de Salazar, capitano di Oristano dal 1530 al 1543, che ne fu il primo capitano e alcalde.

Il 21 febbraio 1637, durante la guerra dei Trent'anni, una flotta francese di quarantasette vascelli, al comando di Enrico di Lorena, conte di Harcourt, sbarcò nei pressi di Oristano e saccheggiò la città per circa una settimana. Non volendo poi affrontare le milizie del Regno di Sardegna che arrivavano in soccorso della città assalita, i francesi si ritirarono precipitosamente, abbandonando anche gli stendardi che oggi sono custoditi nella cattedrale..

I suoi abitanti erano circa 2784 nel 1688, 3042 nel 1698, verso la fine della dominazione spagnola. Dal 1720 Oristano, come il resto dell'isola, passò alla dinastia Savoia.

Storia contemporanea

Nell'aprile del 1921 Davide Cova, Emilio Lussu, Camillo Bellieni e altri reduci sardi della prima guerra mondiale fondarono in città il Partito Sardo d'Azione.

Nel 1927 al comune di Oristano furono aggregati, come nuove frazioni, i comuni di Massama, Nuraxinieddu, Silì e Santa Giusta. Quest'ultimo nel 1947 ritornò ad essere un comune indipendente.

Staccandosi col suo circondario dalla Provincia di Cagliari, divenne infine capoluogo della neonata Provincia di Oristano il 16 luglio 1974.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Cattedrale di Santa Maria Assunta (1130). Distrutta in un assedio, è stata ricostruita sotto il regno di Mariano II. Della struttura originale rimangono solo basi dell'abside e del campanile e la cappella del Rimedio, che ospita alcune sculture medievali.Nel 1733 la Cattedrale gotica del XIII secolo fu abbattuta per far posto ad una barocca. Alla ricostruzione del XVII secolo appartiene la cappella dell'Archivietto. Al suo interno sono custodite le reliquie di Sant'Archelao. Seminario Tridentino, edificato nel 1712. Antica canonica della cattedrale. Chiesa di San Francesco, in stile neoclassico, l'attuale chiesa è opera dell'architetto cagliaritano Gaetano Cima nel 1835