Ròdero (Rödur in dialetto comasco, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Si trova al culmine dell'Alto Olgiatese.
Geografia fisica Il Comune di Rodero sorge a 400 m s.l.m. nelle prealpi lombarde in territorio comasco al confine con la provincia di Varese e a pochi chilometri dal confine tra l'Italia e la Svizzera. Appartiene perciò alla cosiddetta Regio Insubrica. Rodero sorge sulle colline prealpine, in posizione dominante sulla valle del Lanza a oriente, sulla piana di Stabio a settentrione e sulla valle del Rio dei Giaghi (affluente del Lanza) a occidente.. Rodero possiede 2 frazioni: Casello Ferroviario e Confine. Classificazione sismica: zona 4 (Zona con pericolosità sismica molto bassa), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003 Classificazione climatica: zona E (Periodo di accensione degli impianti termici: dal 15 ottobre al 15 aprile pari a 14 ore giornaliere), Decreto PR. 412 del 26/08/1993
Origini del nome Il toponimo potrebbe prendere dalla radice *rod, similmente a Rho, col significato "argine, torrente incanalato"M. Soresina, Antichi nomi locali lombardi,Greco&Greco editori, Milano, 1991; L.G. Saporiti, Toponimia del Seprio, 2018, o dalla radice *ròha a significare "altezza, luogo alto"M. Colaone, In cima ai colli: la torre di Rodero o di San Maffeo, in Terra Insubre nº34, Varese, 2005.
Nel XII secolo il nome è attestato come Rodeira.
Storia
Attestato nella pieve di Uggiate già nel 1335, il "comune de Rodoli" nel 1668 ottenne la redenzione dall'infeudazione, riscatto che il comune fu tenuto a pagare alle casse del Ducato di Milano mediante un versamento a cadenza quindecennale ancora attivo nel 1751, anno in cui il comune risultava composto anche dai cassinagi di "Molino di Sotto" e "Molino di Sopra".
Nel 1757 Rodero e tutte le comunità della pieve uggiatese divennero parte del Territorio civile della città di Como.
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Rodero a Cagno, decisione che fu cancellata dalla Restaurazione.
Durante il Risorgimento, gli abitanti di Rodero aiutarono alcuni garibaldini a fuggire in Svizzera.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 25 agosto 1953.
La torre ricorda la fortificazione medioevale di cui ancora si scorgono i resti sulla vetta della collina di San Maffeo; le ruote hanno assonanza con il toponimo; rosso e argento sono gli smalti dello stemma del capoluogo Como.
Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di giallo.
Patronato I santi patroni di Rodero sono SS. Simone e Giuda e la festa patronale è il 28 ottobre.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Parrocchiale dei Santi Simone e Giuda
La chiesa parrocchiale, intitolata ai Santi apostoli Simone e Giuda è ricordata negli atti della visita pastorale del vescovo Ninguarda (anno 1592) solo come chiesa di San SimoneS. Monti: Atti della Visita Pastorale Diocesana di Feliciano Ninguarda, Vescovo di Como, vol. II, Ristampa, Como, Edizioni New Press, 1992, p. 60.. In alcuni altri documenti precedenti viene associato a San Simone anche il nome di San Fedele e ancora in altri, sempre relativi al cinquecento, viene denominata di San Fedele.M. Mascetti: Uggiate Trevano, una comunità e la sua pieve - Comune di Uggiate T. 2002, vol II, p. 844. L'orientamento spaziale dell'edificio è quello ortodosso con l'altare maggiore rivolto verso est; particolare è la presenza di due navate laterali, ognuna con un altare, e la porta d'ingresso in linea con l'altare maggiore; la tipologia di pianta a due navate affiancate è una rarità dell'architettura protoromanica. L'interno era inizialmente molto spoglio, ma nel corso dei secoli furono fatti molti interventi di ristrutturazione e l'ambiente fu ornato di molti oggetti e suppellettili, ritenuti necessari per lo svolgimento dei riti quotidiani. L'ultimo importante restauro è stato eseguito nel 1998; durante i lavori è stato scoperto un patrimonio d'arte che non poteva essere ignorato: il progetto iniziale di restauro ha quindi lasciato spazio alle opere di artisti, pittori, scultori, decoratori e artigiani, i cui interventi si sono succeduti in cinque secoli di storia e che rendono la chiesa parrocchiale un patrimonio artistico-culturale. La chiesa conserva inoltre un organo a canne costruito dalla ditta Bernasconi di Varese nel 1888.
Chiesa di San Maffeo o Maria Regina Angelorum
Architetture civili
Collegio (Istituto San Raffaele) L'apertura dell'istituto, nel 1946, si deve a don Domenico Garrone, sacerdote vercellese. Da Borgo d'Ale, paese dove era nato il 24 ottobre 1895, don Domenico per motivi di salute si era trasferito a Cadegliano come cappellano della locale Casa di Riposo, della quale divenne direttore. Al termine della seconda guerra mondiale era insorto il grave problema dei molti bambini rimasti orfani o lasciati in custodia dai genitori costretti ad emigrare in Svizzera o in Germania.
Nacque così nel sacerdote l'idea di aprire un istituto che potesse offrire vitto, alloggio ed istruzione a questi ragazzi; per realizzare questo luogo don Domenico vendette i propri beni e acquistò dai signori Colombo la loro villa situata in paese in via Teodolinda Buzzi. Il primo direttore del Collegio fu don Trussoni, sacerdote della diocesi di Como. Nel corso degli anni furono attivate all'interno dell'istituto una scuola elementare ed una di avviamento agrario, che fu ben presto molto apprezzata tanto che si rese indispensabile ampliare lo stabile, costruendo nel 1952 le nuove aule ed i dormitori. Verso la fine degli anni Sessanta la scuola di Avviamento commerciale (poi scuola dell'obbligo) ottenne il riconoscimento statale come sede staccata di Olgiate e poi Valmorea, cosicché il piccolo paesino di Rodero si trovò ad possedere la fortuna di avere asilo, scuole elementari e medie.
Don Garrone, prima di morire (16 marzo 1979), donò la sua opera alla diocesi di Como.
Negli anni ottanta, con la diminuzione degli alunni figli di emigranti, il Collegio era divenuto luogo di accoglienza per bambini e ragazzi con difficoltà familiari, spesso affidati dal Tribunale per i minori. Per don Adelmo Costanzi, subentrato alla direzione del collegio nel 1968, le difficoltà aumentarono poiché era necessario assumere personale con adeguate capacità educative e la struttura risultava ormai obsoleta. Tuttavia, i servizi sociali dei Comuni limitrofi ritennero economicamente più vantaggiosa la soluzione del collegio. Don Adelmo, ed i suoi collaboratori, si attivarono per sopperire alle mancanze statali: provvidero all'inserimento di una psicologa, anche per affiancare gli assistenti educatori; fecero in modo che alcune famiglie accogliessero i ragazzi per i fine settimana o le vacanze; avviarono una scuola media sperimentale al fine di ampliare le ore di laboratorio per gli alunni che richiedevano un approccio alla "manualità", piuttosto che all'approfondimento culturale.
Agli inizi degli anni Novanta, però, la Regione Lombardia impose un adeguamento di tutto l'edificio come condizione necessaria perché l'ente potesse proseguire l'attività scolastica e di accoglienza. La diocesi di Como, da parte sua, non ritenne opportuno ricostruire lo stabile e nemmeno proseguire l'attività per motivi economici e anche perché con sempre maggiore difficoltà si poteva contare sull'impiego di personale religioso.
Nel 1993 l'Istituto San Raffaele venne chiuso definitivamente.
Architetture militari Insediamenti della linea di difesa frontiera nord
Nel territorio comunale sono presenti alcune postazioni belliche con annesse gallerie della Linea difesa frontiera nord, un'opera militare difensiva costruita tra il 1911 e il 1916 nelle Prealpi lombarde per proteggere il territorio italiano e i poli industriali di Milano e di Bergamo da un'eventuale aggressione della Germania e dell'Austria dal nord durante la I guerra mondiale; fatto mai verificatosi. Dopo la manutenzione attuata durante il periodo fascista, la linea di difesa frontiera nord rimase in stato di abbandono per oltre sessant'anni. A luglio 2013 sono iniziati i lavori di bonifica esterna delle due piazze di tiro e delle relative entrate ai cunicoli sotterranei. Non tutti i cunicoli sono agibili; la vegetazione e il degrado hanno reso impraticabile l'entrata di alcuni, altri sono franati. Non potendo ad oggi accedere a tutti questi cunicoli non è possibile quantificarne la lunghezza e l'estensione. Per ciò che concerne le trincee, si ipotizza la presenza ma non si è ad oggi ancora stabilita la reale posizione.
Torre sul colle di San Maffeo
In cima al Colle di San Maffeo è presente una torre, di origine tardoromana ma utilizzata perlopiù nel periodo immediatamente successivo. come torre semaforica., di cui resta la base quadrata in pietra alta oggi quasi dieci metri ma in origine ben più elevata: la parte superiore della struttura fu infatti smantellata e riusata come materiale da costruzione per la vicina chiesa. La torre è citata nel cosiddetto "codice di Ivrea", un'opera risalente al XV secolo.
Obelisco battaglia fra garibaldini e austriaci
A Ligurno, frazione di Cantello, vi è un obelisco commemorativo (vedi Lige Ligurno) dei combattimenti a Rodero del 23 agosto 1848 fra una compagnia di volontari Garibaldini comandati dal generale Giacomo Medici e gli austriaci del generale D'Aspre.
Altro Ferrovia di Valmorea
Il territorio di Rodero era attraversato dalla ferrovia Castellanza-Mendrisio, dismessa e riaperta solo saltuariamente per fini turistici; il comune era servito dalla stazione di Rodero-Valmorea, che era la fermata in territorio italiano più vicina al confine di Stato. Dogana
In località Dogana da Rödur era possibile attraversare il confine di Stato attraverso una dogana ciclopedonale, frequentata in particolare dagli avventori di un vicino bar dove si giocava a carte. Successivamente, il posto di guardia è stato smobilitato.
Siti archeologici Tombe romane Nel territorio di Rodero ci sono testimonianze di ritrovamanti di tombe contenenti alcuni vasi e terriccio nerastro (A. Garovaglio 1901).
Aree naturali
Parco Valle del Lanza. Parco locale di interesse sovracomunale. Riconoscimento D.G.R. n. 8967 del 30.4.2002 Ente gestore: Convenzione tra i comuni di Malnate (VA) (capofila), Cagno, Valmorea, Rodero e Bizzarone (CO). Superficie: 978 ha Caratteristiche: il parco è caratterizzato dall'ampio territorio costituito prevalentemente dalla valle in cui scorre il torrente Lanza, che dal confine italo-svizzero si immette poi in località Folla di Malnate nel fiume Olona e lungo il quale sorgono testimonianze storiche e di archeologia industriale quali mulini ad acqua e antichi nuclei industriali. Altre caratteristiche sono zone umide, ampie zone di interesse agricolo-forestale, sentieri e viabilità campestre, sistema idrografico di terrazzamento; elementi di architettura rurale storica, luoghi di culto e interesse culturale. Stagno "Buzum"
Lungo la ferrovia della Valmorea, si è formato ormai da tempo un biotopo umido.
Società Evoluzione demografica Demografia pre-unitaria
1751: 339 abitanti 1771: 393 abitanti 1799: 360 abitanti 1805: 385 abitanti 1809: 379 abitanti (prima dell'annessione a Cagno) 1853: 602 abitanti
Demografia post-unitaria
Tradizioni e folclore Soprannome degli abitanti
Gli abitanti di Rodero, vengono simpaticamente chiamati "Rabiaa" (arrabbiati); il soprannome deriverebbe da una storia popolare secondo la quale la gente di Cagno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decise di far salire in cima ad esso per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. L'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima; a questo punto dovendosi liberare dell'animale morto, i cagnesi chiamarono poi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino.