Senatore dal 2018, Salvini ha inoltre ricoperto le cariche di vicepresidente del Consiglio dei ministri e di ministro dell'Interno nel governo Conte I dal 2018 al 2019 e in precedenza è stato membro del Parlamento europeo dal 2004 al 2006 e nuovamente dal 2009 al 2018. Inoltre, Salvini è stato membro della Camera dei deputati dal 2008 al 2009 e per 9 giorni nel 2013.
Iscritto alla Lega Nord dal 1990, è stato eletto consigliere comunale di Milano (1993-1997, 1999-2012, 2016-2018), europarlamentare (2004-2006 e, per due mandati consecutivi, 2009-2018), oltre che alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 2008 e del 2013 (preferendo tuttavia cessare dalla carica in entrambe le occasioni per mantenere l'incarico da eurodeputato) e al Senato della Repubblica nelle politiche del 2018 e del 2022.
Eletto segretario federale della Lega Nord nel dicembre 2013 e riconfermato nel maggio 2017,Cfr. elezioni primarie della Lega Nord del 2013 e elezioni primarie della Lega Nord del 2017. la sua segreteria ha segnato un marcato ricollocamento del partito verso la destra e l'estrema destra, abbandonando progressivamente il tema della secessione della Padania e abbracciando una nuova linea nazionalista italiana, xenofoba ed euroscettica. Forte di un'ampliata base elettorale in virtù dell'apertura al Mezzogiorno, il suo partito è così risultato essere il terzo più votato alle elezioni politiche del 2018 e il primo all'interno della coalizione di centrodestra; in tale occasione Salvini è stato anche eletto senatore della Repubblica. Dal 2018 in poi ha affiancato alla vecchia Lega Nord un nuovo partito, la Lega per Salvini Premier, rinunciando definitivamente al tema dell'indipendentismo padano e significativamente alla parola "Nord" nel simbolo. Questo diverso indirizzo ha consentito alla nuova Lega di affermarsi come primo partito alle elezioni europee del 2019.
A seguito delle elezioni politiche del 2018, grazie all'accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle che ha portato alla nascita del governo Conte I, Salvini ha ricoperto le cariche di ministro dell'interno e vicepresidente del Consiglio nel suddetto esecutivo, durato circa quindici mesi. Nell'agosto 2019, però, ha svolto un ruolo cruciale nell'aprire una crisi, determinando l'uscita della Lega dalla maggioranza e sancendo così la caduta dell'esecutivo; di conseguenza, ha fatto ritorno alla tradizionale alleanza di centrodestra ed è passato all'opposizione al nuovo governo Conte II (M5S-PD-LeU). Dopo la fine del secondo governo Conte e la formazione del governo Draghi, la Lega ha preso parte a questo governo di unità nazionale, appoggiato da quasi tutti i partiti presenti nel Parlamento italiano, anche se Salvini non ha avuto alcun ruolo di governo.
Dal 22 ottobre 2022 è nuovamente vicepresidente del Consiglio (insieme ad Antonio Tajani), oltreché ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nel Governo Meloni.
Biografia Nacque a Milano da Ettore, dirigente d'azienda, e da una madre casalinga. Nel 1988, a quindici anni, partecipò al quiz Doppio slalom di Corrado Tedeschi su Canale 5, vincendo circa lire. Nel 1992 si diplomò al liceo classico "Alessandro Manzoni" di Milano con 48/60.
Si iscrisse a scienze politiche all'Università degli Studi di Milano e poi passò a lettere, indirizzo scienze storiche; lavorò da Burghy e partecipò a Il pranzo è servito di Davide Mengacci. Abbandonò gli studi a cinque esami dalla laurea, dopo dodici anni fuoricorso.
Le sue frequentazioni giovanili del centro sociale Leoncavallo sono oggetto di versioni contrastanti: nel 1994, come consigliere comunale di Milano, pronunciò il suo primo discorso pubblico contro lo sgombero disposto dal sindaco leghista Marco Formentini; affermò poi di averlo frequentato «dai 16 ai 19 anni», mentre in autobiografia dichiarò di esservi entrato una sola volta per un concerto, in una vicenda che inchieste successive hanno derubricato a leggenda metropolitana.
Attività politica (1990-2012)
Iscritto alla Lega Nord nel 1990 e militante dall'anno successivo, il 20 giugno 1993 fu eletto consigliere comunale di Milano nella lista di Formentini. Nel Movimento Giovani Padani fu coordinatore degli studenti milanesi (1992), responsabile dei giovani cittadini (1994-1997) e poi segretario cittadino.
Dal 1997 fu cronista di la Padania e dal 1999 di Radio Padania Libera, di cui divenne direttore; nel luglio 2003 fu iscritto all'albo dei giornalisti come professionista.
Alle elezioni del Parlamento della Padania del 1997 fu capolista dei Comunisti Padani — corrente di cui era stato cofondatore — che ottennero 5 seggi su 210; precisò in seguito di non essere mai stato «un compagno». Dal 1998 al 2004 fu segretario provinciale di Milano della Lega Nord.
Nel luglio 1999, dopo la rimozione da parte del prefetto del sindaco di Lazzate Cesarino Monti, guidò in consiglio comunale il coro «Prefetto italiano, via da Milano!», tema che avrebbe ripreso nel 2013 da segretario federale. Pochi mesi dopo, in una visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a Palazzo Marino, si rifiutò di stringergli la mano dicendogli, secondo la sua ricostruzione, «No grazie, dottore, lei non mi rappresenta».
Dal 2004 al 2006 fu deputato del Parlamento europeo, eletto nella circoscrizione nord-ovest con circa 14.000 preferenze, e scelse come assistente parlamentare Franco Bossi, fratello di Umberto. Nel 2006 fu rieletto consigliere comunale a Milano con oltre 3.000 preferenze — a Strasburgo gli subentrò Gian Paolo Gobbo — e nominato vicesegretario nazionale della Lega Lombarda.
Alle elezioni politiche del 2008 entrò per la prima volta alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 1; il 7 giugno 2009 fu rieletto al Parlamento europeo con 70.000 preferenze e un mese dopo si dimise da parlamentare italiano per mantenere l'incarico europeo.
Segretario della Lega Lombarda Il 2 giugno 2012 fu eletto segretario della Lega Lombarda con 403 voti, in rappresentanza dell'ala di Roberto Maroni, contro i 129 di Cesarino Monti, vicino a Umberto Bossi. Il 12 ottobre lasciò dopo diciannove anni l'incarico di consigliere comunale e capogruppo della Lega Nord a Milano; il sindaco Giuliano Pisapia commentò: «Ci mancherai, Matteo».
Alle elezioni politiche del 2013 fu eletto deputato, ma rinunciò al mandato il primo giorno di legislatura, sostituito da Marco Rondini, per restare europarlamentare. Nel settembre 2013, dopo il sequestro all'Ilva di Taranto che minacciava esuberi negli stabilimenti del Nord, partecipò a un sit-in che bloccò per quasi due ore la strada statale 42 a Ceto, in Val Camonica.
Il 23 novembre 2013, in occasione del No Euro Day organizzato dalla Lega Nord, Salvini ospitò a Milano un convegno sull'uscita dell'Italia dall'euro con gli economisti Claudio Borghi, Antonio Maria Rinaldi e Alberto Bagnai, in cui definì la moneta unica «un crimine contro l'umanità».
Segretario federale della Lega Nord
Il 7 dicembre 2013 vince le primarie degli iscritti contro Umberto Bossi e, con 8.162 voti (pari all'82% delle preferenze), viene eletto segretario federale della Lega Nord. La proclamazione ufficiale è avvenuta al congresso federale straordinario tenutosi al Lingotto di Torino il 15 dicembre, dove è stato eletto a maggioranza dai delegati del partito. In un articolo su La Padania, scritto poco dopo la sua elezione a segretario, Salvini ha delineato la sua visione del futuro del partito, il quale dovrà collocarsi in un'alleanza con la estrema destra europea, in nome dell'euroscetticismo. Nel testo si legge:
Il 22 dicembre 2013, durante una manifestazione a Milano, Salvini ha definito l'euro una «moneta farlocca» (paragonandolo alle banconote del gioco Monopoly) e, in merito all'abolizione delle province, ha affermato che «per la Lega gli enti inutili da tagliare non sono le province, ma le prefetture […]: non rappresentano niente e nessuno, costano un "botto", non sono elette e, come diceva Einaudi settant'anni fa, sono contro la democrazia».
Il giorno seguente, in un'intervista ad Ai Radio, ha dichiarato che, in occasione delle elezioni europee del 2014, la Lega Nord correrà «da sola» presentandosi «in tutte e venti le regioni italiane».
Dal 2014 "La Bestia", potente macchina social guidata da Luca Morisi fino al 2021, consente a Salvini di guadagnare una notevole popolarità sui web, fino a diventare nel 2019 il politico con il più alto consenso in Italia.
Nel 2014 Salvini ha proposto di lanciare una consultazione referendaria in Lombardia per chiedere l'indipendenza della regione dalla Repubblica Italiana.
Nel marzo 2014 Salvini ha dichiarato che la Lega Nord è «l'unico interlocutore italiano del Front National di Marine Le Pen» e ha poi aggiunto:
Il mese successivo, è candidato alle elezioni europee del 2014 come capolista della Lega Nord in tutte le cinque circoscrizioni elettorali e ottiene un totale di preferenze ( nel Nordovest, nel Nordest, nel Centro, nel Mezzogiorno e nelle isole).
Il 18 ottobre 2014 a Milano viene organizzata dalla Lega Nord una manifestazione contro l'immigrazione clandestina. Secondo il partito, al corteo, partito dai Bastioni di Porta Venezia per poi arrivare in piazza Duomo dove si è tenuto il comizio degli esponenti, avrebbero partecipato persone, tra cui anche un migliaio di militanti di CasaPound. Secondo fonti della Polizia, invece erano presenti alla manifestazione quarantamila persone.
Il 19 dicembre, Salvini fonda Noi con Salvini, lista leghista per il Centro e Sud Italia, frutto di una strategia di radicamento che vada oltre lo storico secessionismo padano che ha caratterizzato la Lega Nord sin dalla sua fondazione.Il 28 febbraio 2015 Salvini organizza una manifestazione a Roma contro il premier Matteo Renzi cui oltre alla Lega prendono parte Fratelli d'Italia e CasaPound.
Nello stesso mese, Flavio Tosi ha avanzato la possibilità di candidarsi alla presidenza della regione Veneto. Ciò ha portato a forti contrasti tra Tosi e Salvini. Quest'ultimo ha ventilato la possibilità di espulsione di Tosi dalla Lega che è avvenuta il successivo 10 marzo.
Nelle elezioni regionali del 2015 il suo partito conferma, con Luca Zaia, la guida della regione Veneto e conquista, in coalizione con Forza Italia e Fratelli d'Italia, la presidenza della regione Liguria. In Toscana e Umbria, invece, la Lega è secondo partito più votato, mentre terzo nelle Marche, raddoppiando i consensi rispetto alle precedenti consultazioni.
Il 20 giugno 2016 viene confermato per il tredicesimo anno di fila consigliere comunale a Milano nell'opposizione guidata dall'ex candidato sindaco alle elezioni comunali Stefano Parisi.
Con le primarie degli iscritti del maggio 2017 si riconferma segretario del partito con voti contro il suo unico avversario, Gianni Fava, che ne ottiene .
Politiche 2018 ed elezione a senatore Il suo partito prende parte alle elezioni politiche del 2018, coalizzandosi con Forza Italia, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia - UDC, diventando il primo partito all'interno della coalizione di centro-destra.
Eletto senatore con il proporzionale in Calabria, ha rassegnato contemporaneamente le dimissioni da europarlamentare.
Il governo Conte I
Il 1º giugno 2018 fu nominato ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri del Governo Conte I, sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle. Il 7 giugno, in assenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte impegnato al G7 in Canada, presiedette il primo Consiglio dei ministri in qualità di vicepresidente più anziano.
Il 10 giugno 2018 dispose la chiusura dei porti italiani alla nave da soccorso Aquarius, con 629 migranti a bordo, chiedendone l'accoglienza a Malta; la vicenda suscitò le critiche del presidente francese Emmanuel Macron, mentre il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez autorizzò l'attracco della nave a Valencia otto giorni dopo. Salvini annunciò quindi che gli sbarchi in Italia sarebbero stati consentiti soltanto alle navi della Marina Militare.