Docente di filosofia al Marischal College di Aberdeen, è ricordato specialmente per aver dato un contributo non trascurabile all'estetica settecentesca. Egli è fautore di una totale libertà espressiva, con ciò si oppone ad ogni regola fissa nel produrre arte o letteratura come l'estetica razionalista secentesca aveva canonizzato. Da vero illuminista e gli contempera ragione e sentimento, ispirazione e fantasia. Questa è per lui essenziale al produrre bellezza artistica e letteraria e scrive nel suo Saggio sul gusto, del 1759:

Nello Essay on Genius, del 1774, Gerard definisce il genio la facoltà dell'invenzione, per mezzo della quale è possibile produrre opere nel campo dell'arte ed effettuare scoperte nell'ambito della scienza.

Bibliografia Piero Giordanetti, "Kant e Gerard", in Rivista di storia della filosofia, 46 (1991), 4, pp. 661-699. Piero Giordanetti, “Lo Essay on Genius di Alexander Gerard nel suo rapporto con il Treatise of Human Nature di David Hume”, Pratica Filosofica, 7 (1995), pp. 59-72. Paul Guyer, Gerard and Kant: Influence and Opposition, Journal of Scottish Philosophy 9.1, 2011, pp. 59—93 Chiara Sironi, La riscoperta di un classico del settecento inglese: il "genio" secondo Alexander Gerard Chiara Sironi, Il problema interpretativo di Gerard nel dibattito sul gusto nel Settecento inglese, in Itinera 5(2013) Joãosinho Beckenkamp, Kant e Gerard sobre imaginação, in Studia kantiana, 20 (2016), pp.117-127.

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