Riva del Garda (già Riva, Ripa in latino, Rìva in dialetto locale, Reif in tedesco desueto ) è un comune italiano di abitanti della provincia autonoma di Trento che fa parte della Comunità Alto Garda e Ledro.
È un centro turistico e climatico internazionale che si affaccia sul Lago di Garda, già importante località commerciale in epoca romana è entrato a far parte del Regno d'Italia nel 1919, dopo la fine della prima guerra mondiale.
Geografia fisica
Clima Il clima di Riva del Garda è quello tipico delle zone prealpine, ma la vicina presenza del lago di Garda si evidenzia climaticamente in particolare nel regime ed intensità delle brezze locali.
L'inverno è relativamente freddo ma con valori di umidità piuttosto contenuti; la stagione vede le precipitazioni più basse tra tutte e quattro quelle annuali, ma comunque più copiose rispetto alle zone più interne delle Alpi.
La neve non è fenomeno raro, anche se negli ultimi 30-35 anni, come in tutte le zone di bassa quota del Norditalia, si è fatta sempre più sporadica e scarsa, complice il riscaldamento climatico in atto da alcuni decenni; l'episodio nevoso probabilmente più ricordato ed abbondante degli ultimi 100 anni è stata sicuramente la nevicata del 1985, ma si ricordano altre nevicate abbondanti come quella del Natale 1938 (quasi un metro di neve portato da due episodi fra 20-21 e 23-24 dicembre), il mezzometro del 3-4 febbraio 1947 e del 26-27 gennaio 2006 e nevicate da 30–40 cm come le due del gennaio-febbraio 1978, quella del 21-22 dicembre 1981 e la recente nevicata del 28 dicembre 2020, quando in appena una dozzina di ore sono caduti oltre 35 cm di neve fresca.
Come accennato, negli ultimi 30 anni si è assistito ad un continuo mitigarsi delle temperature invernali ed un rialzo del caldo durante le estati: le medie minime e massime storiche di gennaio sono -1° e +5°, mentre i valori di luglio sono +17° e +27°; in entrambi i casi i valori degli ultimi 20 anni si sono rialzati di circa 1° rispetto ai decenni precedenti.
L'estate è solitamente piuttosto calda ma raramente afosa o torrida, in particolare nelle ore pomeridiane grazie alla brezza proveniente dal lago (la famosa "Ora") che trasporta nell'entroterra l'aria più fresca presente sopra la superficie lacustre; non sono rari i pomeriggi dove si possono trovare 33º/34º a Trento e Rovereto mentre Riva registra 27°/28°.
Le precipitazioni sono piuttosto frequenti ma durano solitamente poche ore, sotto forma di brevi acquazzoni e temporali pomeridiani o serali/notturni.
L'autunno è mediamente la stagioni più ricca di pioggia, non tanto come numero di giorni (maggiore fra maggio ed agosto), quanto come quantità; in questa stagione sono infatti abbastanza comuni i casi di perturbazioni di scirocco o libeccio, che scaricano una grande quantità di umidità del mar Mediterraneo contro le Prealpi e le Alpi; solitamente si hanno 2-3 giorni consecutivi di pioggia insistente, con accumuli anche nell'ordine dei 60–80 mm giornalieri.
Venti I principali venti del lago di Garda che interessano la zona di Riva sono l'Òra (da sud), il Ponale (vento episodico da SW quando arriva un temporale dalla Val di Ledro/Tremalzo) e il Balinòt (proveniente dalla valle di Ballino e dal tennese).
Vi è poi il "Vent", una brezza da nord che colpisce solamente la zona di Torbole, tanto che non sono rare le notti invernali dove a Torbole si registrino +2º con vento secco e umidità bassa, mentre a Riva ed Arco vi siano valori da -1º a -4º con brina abbondante; il fenomeno spiega anche la crescita del noto e prelibato "Broccolo di Torbole" esclusivamente nella zona torbolana.
Origini del nome
Storia
Preistoria I primi insediamenti nel territorio di Riva del Garda risalgono al Neolitico, e più precisamente all'età del bronzo e all'età del ferro.. Un sito sembra essere quello nella località di San Giacomo, che fu probabilmente un luogo di culto...
Primi insediamenti storici ed epoca romana Nel periodo pre-romano la zona fu certamente abitata ma i ritrovamenti archeologici relativi a quel periodo non permettono di definire con precisione né se la sua popolazione fosse retica o gallica né di avere ricostruzioni attendibili del villaggio. Probabilmente furono interessate popolazioni dei Benacenses, dei Sabini dei Galli Cenomani e non sono da scartare neppure legami con gli etruschi, forse arrivati dalla Pianura Padana in seguito al calare di stirpi galliche (celtiche) attraverso le montagne lombarde.
Le prime notizie certe in epoca romana riguardo a Riva (Ripa) la descrivono aggregata al municipium di Brescia.
Di epoca romana numerosi ritrovamenti, si sa che a Ripa esisteva un collegio nautico e che un certo Metellio, tribuno militare, fece costruire qualcosa (forse un castello) nella parte più alta della cittadina, località detta in loco "Marocco" (sasso). Importanti scavi presso il Monte San Martino (o Luna), nei pressi della frazione di Campi, hanno messo in luce un villaggio-santuario fortificato di epoca preromana e romana, abbandonato successivamente probabilmente perché identificato come "pagano", anche se nei pressi per secoli funzionerà la chiesetta di S.Martino, assai venerato in epoca longobarda. Sono state poi rinvenute anche le rovine della antiche terme romane, esempio quindi di una stabilita e duratura presenza romana a Riva.
Periodo medievale Caduto l'Impero romano, Riva passa di mano più volte seguendo dominazioni di Goti, Longobardi e Franchi.
Successivamente entrerà nella sfera d'influenza del Principe Vescovo di Trento, pur rimanendo un libero comune con statuti propri. Seguono i periodi di dominazione Scaligera veronese, Viscontea, Veneziana, alternata a periodi di dominio del Principe vescovo di Trento. Nel 1440, nelle acque davanti a Riva del Garda la flotta veneziana sconfisse le navi dei Visconti e dei Gonzaga.
Dei veneziani è la costruzione del Bastione, edificato agli inizi del Cinquecento sopra una preesistente fortificazione medioevale, sul dosso detto dei Germandri. Nei pressi, sopra il colle (castelliere preistorico) di Santa Maria Maddalena, resiste al tempo l'antica omonima chiesetta, e il torrione (a sua volta utilizzato come chiesetta) di San Giovanni in località Pinza, lungo la secolare strada che collegava Riva al Bresciano, via Campi/Trat/val di Ledro.
Nei pressi del valico di Trat (punta La Rocca) si trovano i resti del piccolo castello costruito dai Rivani nel Medioevo proprio per controllare il passaggio. Nei suoi pressi (valle dei Morti) si svolse una furiosa battaglia tra Viscontei e Veneziani. Dal secolo XVII Riva del Garda farà costantemente parte del Principato Vescovile di Trento, seguendo le sorti del Trentino dal dominio napoleonico a quello asburgico sino al passaggio all'Italia nel 1919.
Secoli XVII, XVIII e XIX Durante il periodo austro-ungarico, la città divenne, oltre che centro turistico, anche quartier generale della flottiglia militare della K.u.k Kriegsmarine sul lago di Garda. Fu sede del 3° Battaglione “k.k. II Landesschützenregiment Bozen” formato il 1º maggio 1893. Il suo settore d'impiego nella prima guerra mondiale correva dal passo del Tonale a Riva del Garda. Vi era anche stanziato il I° Battaglione del 3° Reggimento Tiroler Kaiserjäger. La città e il circondario furono anche fortificati dagli austriaci (ancora oggi sono visibili e in buone condizioni i fortini posti a guardia del porto e sovrastanti il paese nonché i forti eretti sul monte Brione e sulla Strada del Ponale, tutti parte del Subrayon III di Riva), divenendo un caposaldo mai espugnato dal Regio Esercito Italiano, fino alla ritirata dell'Esercito imperiale alla fine della prima guerra mondiale nel novembre del 1918.
Secoli XX e XXI Nel corso della seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Riva viene de facto annessa al Terzo Reich nell'ambito dell'Alpenvorland, un'entità territoriale comprendente le provincie di Trento, Bolzano e Belluno. Il confine tra i comuni di Riva e Limone nel periodo 1943-1945 rappresenta quindi la frontiera tra la zona sotto il diretto controllo della Germania nazista e la Repubblica Sociale Italiana (RSI), la cosiddetta Repubblica di Salò. In tale contesto, si sviluppa nel Basso Sarca un importante movimento clandestino di Resistenza, in collegamento con Trento e Rovereto. Tra le figure di spicco di tale movimento, emergono Giannantonio Manci, Gastone Franchetti e Dante Dassatti. Traditi da Fiore Lutterotti, che si è infiltrato nelle Brigate Fiamme Verdi di Franchetti e lavora come informatore della polizia nazista, all'alba del 28 giugno 1944 il gruppo partigiano è vittima di una spietata repressione con barbari assassini, arresti, torture e fucilazioni. In totale, i nazisti assassinarono 16 persone, tra cui i rivani Eugenio Impera (studente, 19 anni), Enrico Meroni (studente, 20 anni), Angelo Gambaretto (carabiniere, 29 anni), Augusto Betta (trasportatore, 45 anni), Remo Ballardini (52 anni, morto a seguito delle sevizie subite) e lo stesso Gastone Franchetti (24 anni, fucilato a Bolzano). Il comune di Riva ha intitolato a questi morti una via, Viale dei Martiri del 28 giugno.
La denominazione ufficiale del comune fino al 1969 era "Riva".
Simboli
Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 12 febbraio 1928.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di Santa Maria Assunta, arcipretale. Chiesa dell'Inviolata. A pianta centrale e con l'interno decorato in stile barocco, la tradizione vuole progettata da un architetto portoghese. Porta di San Giuseppe, un tempo chiesa di San Giuseppe ed ora ridotta a passaggio stradale. Rappresenta uno dei più antichi edifici religiosi della città. Chiesa di San Rocco, risalente al XVI secolo, nella zona del rione Marocco e vicina al municipio. Chiesa di San Tommaso di Canterbury in località San Tommaso. Chiesa di San Giorgio nella frazione di Pregasina. Chiesa di San Rocco nuova, parrocchiale nella frazione di Campi. Chiesa di San Rocco vecchia, sussidiaria nella frazione di Campi. Chiesa dell'Annunciazione di Maria nella frazione di Varone. Chiesa di Sant'Alessandro, nella frazione di Sant'Alessandro. Chiesa di Santa Maria Maddalena sul monte Rocchetta. Chiesa di San Giovanni Battista sul monte Rocchetta, in rovina.
Architetture civili Palazzo Pretorio, del 1375. Sotto la loggia ospita lapidi romane, medioevali e moderne. Porte nelle mura medioevali. Torre Apponale, prospiciente il porto. Centrale idroelettrica del Ponale, hotel Sole, complesso della Spiaggia degli Olivi, piazza San Rocco e asilo infantile. Tutte opere dell'architetto rivano Giancarlo Maroni, noto per il suo progetto più famoso, il Vittoriale di Gabriele D'Annunzio a Gardone Riviera. Villino Campi, in stile liberty, appartenuto a Luigi de Campi e dal secondo decennio del XXI secolo divenuto Centro di valorizzazione scientifica del Garda.
Architetture militari Rocca di Riva del Garda, fortezza sul lago del XII secolo circondata da canale con ponte un tempo levatoio. La Rocca è sede del MAG Museo Alto Garda. Bastione, fortezza veneziana costruita sulle pendici del monte Rocchetta a una altezza di circa 160 m. Forte Garda, una delle fortificazioni austriache al confine italiano, posta sul monte Brione Forte San Nicolò, sotto il monte Brione vicino al porto. Forte Sant'Alessandro Batteria di mezzo Tagliata del Ponale, posta sull'omonima strada che collegava Riva con la Valle di Ledro, poi trasformato in sentiero.
Altro