I biglietti della follia (Wahnbriefe in lingua tedesca)Fonte principale: Massimo Fini, Nietzsche. L'apolide dell'esistenza, Marsilio editori 2009, p. 335 e sgg. sono una serie di lettere inviate da Friedrich Nietzsche a partire dal 3 gennaio 1889 a varie personalità, alcune di grande rilievo, conosciute o meno dal filosofo tedesco, tra monarchi europei ed alcune figure politiche e secolari.
Questi scritti sono stati chiamati "della follia" poiché, anche se lo stile non è dissimile da quello classico delle sue opere precedenti (tanto che non tutti i destinatari, come l'amico Peter Gast, si accorsero prontamente della loro incoerenzaIn M. Fini, op. cit., p. 323.), in esse appare evidente il loro contenuto squilibrato. Persino la grafia costituita da enormi lettere è ben diversa dall'abituale modo di scrivere di Nietzsche: egli di solito usava abbreviazioni e salti di lettere, che lo rendevano difficile da leggere, ma nel complesso ne permettevano ancora la comprensione.
I biglietti, spediti dalla Posta centrale di Torino, risultano siglati con una varietà di pseudonimi: Dioniso - Zagreo, Il Crocifisso, L'Anticristo. Si nota ancora l’ego di Nietzsche che prepondera anche nella follia: di fatto, L’Anticristo è sia una provocazione che un plaudere da sé all’omonima opera del filosofo, appunto. miniatura|Nietzsche nel 1899
La follia Questi scritti hanno anche un'importanza storico-biografica, poiché sono stati ritenuti il più chiaro sintomo della definitiva compromissione della salute mentale di Nietzsche. Nel 1889 avvenne infatti il famoso crollo mentale di Nietzsche. Il 3 gennaio 1889 occorse la prima crisi di follia in pubblico: mentre si trovava in piazza Carignano, nei pressi della sua casa torinese, vedendo un cavallo adibito al traino di una carrozza fustigato a sangue dal cocchiereIl raccapriccio per un cavallo frustato a sangue dal suo padrone era un tema già trattato da Dostoevskij, autore che Nietzsche stimava, in alcune pagine di Delitto e castigo., abbracciò l'animale e pianse, finendo per baciarlo; in seguito cadde a terra urlando in preda a spasmi.
Per molti questo è un episodio leggendario e Nietzsche si sarebbe piuttosto limitato a fare vistose rimostranze e schiamazzi per i quali venne fermato e ammonito dalla polizia municipaleAnacleto Verrecchia dubita che sia effettivamente avvenuto l'abbraccio: La catastrofe di Nietzsche a Torino (Torino: Einaudi, 1978) alle pag. 208 e 211 ricostruisce la genesi di questo mito..
La follia della filosofia A parte l'allusività degli pseudonimi prescelti, sembra che Nietzsche avesse preconizzato la follia come meta finale della sua vita e del suo pensiero. Nella sua Genealogia della morale, stigmatizzando il Parsifal di Richard Wagner, aveva auspicato che il finale dell'opera avesse un tono parodistico-paradossale più adeguato a un poeta tragico consapevole dell'insensatezza dell'esistenza: miniatura|Lettera di Nietzsche a Meta von Salis.
Più volte aveva poi dichiarato che l'unico modo di essere filosofi fino alla fine è quello, ad un certo punto, di rimanere in silenzio, quello stesso silenzio cui lo condannerà, fino alla morte, la sua condizione certificata di "matto":
Altri autori hanno visto in questo finale drammatico del pensiero di Nietzsche una linea di coerenza speculativa mantenuta sino alla fine dove la follia apre nuovi orizzonti al pensiero moderno:
Cronologia 1º gennaio, a Catulle Mendès (tre scritti) Inizi di gennaio, a August Strindberg 3 gennaio, a Meta von Salis-Marschlins 3 gennaio, a Cosima Wagner (tre scritti) 4 gennaio, a Georg Brandes 4 gennaio, a Hans von Bülow 4 gennaio, a Jacob Burckhardt 4 gennaio, a Paul Deussen«Primo vero 'conoscitore' della filosofia indiana in Europa, il mio amico Paul Deussen. [n.d.t. Das System des Vedânta, Lipsia, 1883; Die Sūtras des Vedânta, aus dem Sanskrit űbersetzt von P. Deussen, Lipsia, 1887]» (Genealogia, cit., pag. 128). 4 gennaio, a Peter Gast«Mio maestro Pietro! Cantami una nuova canzone. Il mondo è trasfigurato e tutti i cieli gioiscono il Crocefisso». circa 4 gennaio, a Umberto I re d'Italia«Al mio amato figlio Umberto. La mia pace sia con te! Martedì verrò a Roma e voglio vederti insieme a Sua Santità il Papa. Il Crocefisso» circa 4 gennaio, al cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, Segretario di Stato circa 4 gennaio, a Franz Camille Overbeck circa 4 gennaio, allIllustre Polacco (Jan Matejko) 4 gennaio, a Erwin Rohde 4 gennaio, a Malwida von Meysenbug 6 gennaio, a Jacob Burckhardt 7 gennaio, a Franz Camille Overbeck«All'amico Overbeck e consorte. Benché voi abbiate finora mostrato poca fiducia nella mia solvibilità, spero di poter dimostrare che io sono un tale che paga i suoi debiti. P. es. verrò da voi. Farò infatti fucilare tutti gli antisemiti [...] Dioniso». 14 gennaio, a Carl FuchsA Carl Fuchs, un mediocre musicologo di Danzica appassionato ammiratore del filosofo che lo inondava di lunghe lettere, Nietzsche scrive: «Tra un paio d'anni governerò io il mondo; perché ho deposto il vecchio Dio» (in Epistolario op. cit.).
Note
Ricezione L'esperto italiano di Nietzsche Mazzino Montinari, nel suo lavoro sull'edizione delle opere di Nietzsche, ha esaminato anche i biglietti della follia del filosofo. A riguardo scrive:Michel Foucault scrive in Storia della follia nell'età classica: Bibliografia
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