Origine Oddone, secondo il documento n° III del Cartulaire de Marmoutier pour le Dunois, era il figlio del conte di Blois, di Tours, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins e di Reims, Oddone I di Blois e di Berta di Borgogna, che secondo il Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 9 era figlia del re di Arles o delle due Borgogne, Corrado III il Pacifico e della sua seconda moglie (come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium), Matilde di Francia (943-980).Oddone I di Blois, come conferma il Rodulfi Glabri, Historiarum III era figlio del conte di Blois, di Tours, di Chartres e di Châteaudun, Tebaldo I di Blois e della sorella di Erberto III d'Omois, Liutgarda di Vermandois, che, secondo il monaco e scrittore normanno, Guglielmo di Jumièges (anche se non la nomina), era la figlia femmina (secondogenita) del conte di Vermandois, di Meaux, di Soissons e di MadrieLa contea di Madrie, tra il VI ed il X, secolo occupava un territorio corrispondente all'attuale Nord-Est del dipartimento dell'Eure e di Vexin, signore di Peronne, Senlis e San Quintino e futuro conte di Troyes, Erberto II (880 – 943) e di Adele (ca. 895- ca. 931), l'unica figlia del marchese di Neustria e futuro re di Francia, Roberto I.

Biografia Oddone viene citato in un documento del 989, inerente a una donazione: infatti nel documento n° XXIV delle Chartes Vendômoises, compare come testimone assieme al padre, Oddone I, ed al fratello, Tebaldo.

Nel 996, alla morte del padre, il fratello primogenito, Tebaldo, gli subentrò nei titoli e nel governo dei territori; infatti il documento n° VI della raccolta di documenti riguardanti Oddone, Eudes, comte de Blois, de Tours, de Chartres, de Troyes et de Meaux, di quello stesso anno, conferma che i fratelli, Tebaldo e Oddone, definiti conti, assieme alla loro madre, Berta, confermano la donazione fatta dal loro padre, Oddone I, alla abbazia di Bourgueil.

Della madre Berta, da poco vedova, si era perdutamente innamorato il re di FranciaNel dicembre del 987, il padre Ugo Capeto lo aveva associato al trono mediante incoronazione, per evitare che, alla sua morte, la successione di Roberto potesse subire contestazioni., Roberto II, che avrebbe voluto sposarla, non ottenne il permesso di potersi risposare, sia dal papa Gregorio V che dal re Ugo Capeto, padre di Roberto dato che erano cugini di terzo gradoLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pag 774.Sempre nel 996, alla morte di Ugo Capeto, Roberto divenne re di Francia e pochi mesi dopo sposò, in seconde nozze, pur con l'opposizione di Papa Gregorio V, la cugina Berta, mirando alla successione al regno di Arles o delle due Borgogne. Oddone divenne così il figliastro del re di Francia.

Tra il 1003 e il 1004, Oddone sposò Matilde di Normandia, figlia del jarl o duca dei Normanni e conte di Rouen, Riccardo I e della sua seconda moglie, Gunnora.

Nel 1004, il fratello maggiore, Tebaldo II, morì, senza lasciare eredi e Oddone gli succedette come Oddone II di Blois: infatti nel documento n° III del Cartulaire de Marmoutier pour le Dunoi, inerente ad una donazione, datato 1004, Oddone lo firma col titolo di conte assieme alla madre che, nonostante si fosse separata da Roberto II, continuò ad attribuirsi il titolo di regina (Bertæ reginæ, Odonis comitis filii ius), mentre il fratello non compare più.

Dopo la morte della moglie, Matilde, nel 1005, Oddone rifiutò di restituire al cognato Riccardo II la dote della moglie, la metà della città di Dreux. Sconfitto sul campo di battaglia, nel 1006, Oddone fu salvato dal patrigno, Roberto II che intervenne come arbitro e decretò che Dreux dovesse rimanere al conte di Blois, Oddone II, come ci riferisce Guglielmo di Jumièges.

Verso il 1005, Oddone sposò Ermengarda d'Alvernia, figlia del conte d'Alvernia Guglielmo IV.

Come riporta Rodolfo il Glabro, nel 1016, Oddone II ebbe delle controversie con il conte d'Angiò, Folco Nerrapurtroppo il paragrafo 6 della Rodulfi Glabri, Historiarum, liber III, a pag. 64, è stato omesso: lo si può trovare a pag 122, in latino e a pag 123 in italiano delle Cronache dell'anno Mille di Rodolfo Glabro, a cura di Guglielmo Cavallo e Giovanni Orlandi, Fondazione Lorenzo Valla, Mondadori, VII edizione., che iniziò la politica di usurpazioneI conti d'Angiò riuscirono ad appropriarsi della contea di Tours, dopo essersi alleati col re di Francia, Enrico I, solo dopo la morte di Oddone, nel 1044. della Turenna. Già in quell'anno, Folco Nerra inflisse ad Oddone una sconfitta a PontlevoyLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pag 795.Subito dopo Oddone II invase la Lorena.

Nel 1022, alla morte del cugino, il conte di Conte di Champagne (sedicesimo conte di Troyes, settimo conte di Meaux), Stefano I, Oddone II gli succedette; come ci conferma lo storico francese, Louis Halphen, ci sono tutte le ragioni per credere che il re di Francia, Roberto II, rivendicandone l'eredità, si sia opposto alla successione, pensando in un primo tempo di contrastarlo, accettando poi il fatto compiutoLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pag 776, probabilmente l'accettò per avere sotto controllo lo stesso Oddone II. In realtà, è più probabile che Oddone II sia stato designato come successore direttamente da Stefano, in quanto era già beneficiario del feudo; Oddone difese i suoi diritti scrivendo una lettera al re Roberto II, che lo aveva minacciato di accusarlo di tradimento e sottrargli tutti i feudi, e, pur dichiarandosi un fedele suddito, asserisce che la successione gli spetta, chiudendo che vuole riconciliarsi e continuare servirlo fedelmenteLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pag 789.

Dopo la morte dell'imperatore Enrico II (13 luglio 1024), Oddone appoggiò il re di Francia, Roberto II, nel progetto di combattere il nuovo re di Germania e futuro imperatore, Corrado II di Franconia, per potersi riappropriare della LorenaIl re di Francia, Roberto II il Pio, con il duca d'Aquitania, Guglielmo V, e con il conte di Champagne e conte di Blois Oddone (983-1037), dopo il 1025, orchestrò un piano per sottrarre all'imperatore: la Lombardia, che sarebbe toccata a Guglielmo V, il regno di Arles, che sarebbe toccato ad Oddone II, e la Lorena che sarebbe stata incorporata dalla corona di Francia. , senza però riuscirviAustin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", in «Storia del mondo medievale», cap. VII, vol. IV, pag 174.

Oddone, per la successione al trono del regno di Arles o delle due Borgogne, era in diretta concorrenza con il nuovo re di Germania Corrado il Salico, in quanto il re di Arles, Rodolfo III, senza eredi, nel 1025, aveva confermato (Corrado II aveva occupato Basilea per forzare la decisione di Rodolfo IIIAustin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", in «Storia del mondo medievale», cap. VII, vol. IV, pag 173) la successione a Corrado II, marito della nipote di Rodolfo III, Gisella, la figlia della sorella di Rodolfo III, GerbergaLouis Halphen, "Il regno di Borgogna", in «Storia del mondo medievale», cap. XXV, vol. II, pag 817. Però Oddone, nipote di Rodolfo III (la madre di Oddone, Berta di Borgogna, era la sorella di Rodolfo III), che si riteneva il pretendente più diretto alla successione, in quegli anni aveva tentato, inutilmente, di convincere Rodolfo a riconoscerlo come eredePaul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dal XI al XV secolo" in «Storia del mondo medievale», cap. XI, vol. VII, pag 386, sino a che, nel 1027, a Muttenz, Corrado II aveva ricevuto le insegne reali da Rodolfo III, la corona e la lancia di san Maurizio, ed era stato riconosciuto ufficialmente erede; anche Rodolfo il Glabro riporta la questione della pretesa alla successione nel regno di Arles.

Alla morte di Roberto II di Francia, nel 1031, Oddone II di Blois spalleggiò la regina madre Costanza d'Arles, in una rivolta contro il figlio, il nuovo re, Enrico I di Francia, per poterlo sostituire sul trono con l'altro figlio, RobertoLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pag 778. La regina madre si impossessò di Senlis, Dammartin, Le Puiset, Poissy e Sens, donata per metà a Oddone II, come compenso per l'appoggio ricevutoLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pag 779. Enrico, con il sostegno decisivo del duca di Normandia, Roberto I il Magnifico, si difese con vigore, riprese alcune città, costrinse la madre e il fratello alla pace e mantenne il trono, cedendo però al fratello, Roberto, il ducato di Borgogna, che ormai, da quasi trent'anni, era legato alla corona di FranciaLouis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», cap. XXIV, vol. II, pagg 778 d 779.Oddone però si rifiutò di deporre le armi e fu assediato in Sens, ma senza successo. L'anno dopo Enrico assediò nuovamente Oddone II nella città di Sens, ma incontrò ancora una fiera resistenza che lo costrinse a ritirarsi.

Oddone, nel settembre 1032, alla morte di Rodolfo III, il 6 settembre, senza eredi legittimi, approfittando che Corrado era impegnato in una guerra in Polonia, come ci racconta il Herimanni Augiensis Chronicon, invase la Borgogna, e con l'appoggio dell'arcivescovo di Lione, Burcardo IIBurcardo II nel giugno del 1032 aveva innescato una rivolta, fratellastro di Rodolfo, del conte di Ginevra, dell'arcivescovo di Vienne ed altri nobili, contrari alla successione di Corrado, si impadronì di numerose fortezze, mentre la nobiltà si schierava a favore del pretendente più diretto alla successioneAustin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", in «Storia del mondo medievale», cap. VII, vol. IV, pag 176, e, quando, nel gennaio del 1033, il cugino Corrado II giunse a Basilea, accompagnato dal figlio EnricoCaroline. M. Ryley, "L'imperatore Enrico III", in «Storia del mondo medievale», cap. VIII, vol. IV, pag 195, gli tenne testa, obbligandolo a rientrare a Zurigo.Allora, nella primavera del 1033, a Deville sulla Mosa, il re di Francia, Enrico I si incontrò con l'imperatore, Corrado II di Franconia, per stipulare un patto di alleanza contro il conte di Champagne e di Blois, Oddone II, che, oltre che essersi ribellato a Enrico I, si era impadronito del regno di ArlesOddone, dopo la rinuncia del duca d'Aquitania, Guglielmo V, e la morte del re di Francia, Roberto II il Pio, era l'unico che continuava a portare avanti il piano orchestrato dai tre, dopo il 1025., attaccando l'imperatore anche in Lotaringia. In un primo tempo, Corrado II, dopo essersi occupato ancora una volta della Polonia, riuscì ad ottenere la sottomissione di Oddone II, con la rinuncia alle sue pretese ed abbandonare i distretti occupati, ma non aveva poi mantenuto la parola; la guerra riprese e Oddone II tenne testa ai due sovrani per circa due anni, e solo nel maggio del 1034 la guerra di successione terminò, dopo che, Corrado II aveva ricevuto aiuto dai suoi alleati con Umberto I Biancamano, che ebbe il comando militare delle operazioni, il marchese Bonifacio IV di Toscana e l'arcivescovo di Milano, Ariberto. Con la conquista di quasi tutte le fortezze da parte di Corrado e la conseguente ritirata, e rinuncia ad ogni pretesa sul regno di ArlesAustin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", in «Storia del mondo medievale», cap. VII, vol. IV, pag 177.Quindi Oddone dovette sottomettersi anche al re di Francia, Enrico I.

Secondo il documento n° IV, di incerta datazione (1032/1037) del Cartulaire de Marmoutier pour le Dunois, Oddone II, assiema alla moglie Ermengarda, ed al figlio, Tebaldo, conferma una donazione, fatta dal padre, Oddone I.