Bareggio (AFI: ; Baregg in dialetto milanese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale ha forma allungata e confina ad est e a nord-est con Cornaredo, a est con Cornaredo (frazione San Pietro all'Olmo) a sud con Cusago e Cisliano, a nord-ovest con Sedriano e infine a nord con Pregnana Milanese, mentre dista circa 11 chilometri ad ovest dal capoluogo lombardo.

Il comune di Bareggio possiede tre frazioni, la più distante delle quali è la Brughiera, un piccolo centro abitato in ampliamento negli ultimi decenni che si trova verso il confine con Pregnana Milanese. San Martino di Bareggio, invece, pur qualificandosi meglio come località a causa dell'espansione del centro abitato principale, viene ancora riconosciuta ampiamente dalla popolazione come frazione a livello territoriale e culturale, come dimostra la festa di San Martino, nella quale vengono esposte nel territorio di San Martino bandiere con i colori che storicamente identificavano la frazione. Cascina Figina, la più piccola e meno abitata delle tre frazioni, era originariamente una cascina, appartenente a sua volta ad un antico podere signorile, ma l'esigenza del Comune di Bareggio di nuove case popolari ha permesso il restauro e ampliamento della sezione storica della Cascina Figina, ad oggi popolata da circa 100 persone.

Geologia e idrografia

Morfologicamente, il territorio di Bareggio è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a coltivazioni o boschi. L'altitudine è di circa 138 m s.m.l.

Uno degli aspetti più significativi dell'idrografia di Bareggio, come delle zone limitrofe all'abitato, sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco agricolo Sud Milano, di cui Bareggio fa parte. Tra i fontanili più rilevanti ricordiamo il fontanile Laghetto, il fontanile Barona e il fontanile Nuovo, quest'ultimo protetto dalla "Riserva Naturale parzialmente biologica Fontanile Nuovo", che si estende su circa 40 ettari.

Sismologia Dal punto di vista sismico Bareggio presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4 (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima Il clima di Bareggio è quello continentale, tipico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi con diverse giornate di gelo, col fenomeno della nebbia; le estati, che risentono di elevate temperature che possono superare i 30 °C, presentano una umidità che può raggiungere l'80% causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". L'umidità non è comunque presente solo d'estate, ma è molto elevata tutto l'anno. I dati provenienti dalla vicina stazione meteorologica di Milano Malpensa, ad ogni modo, indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a −4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C.

Il comune appartiene alla zona climatica E, 2563 GR/G. Bareggio, come del resto gran parte dei comuni della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione.

La piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera con un minimo relativo invernale e con una media annua superiore ai 1000 mm, con un minimo relativo invernale.

Origini del nome Vi sono diverse interpretazioni per definire le origini del nome Bareggio. Alcuni studiosi lo fanno derivare dal latino Baradiglum o Baradiclum (i primi documenti, medioevali attorno all'anno 1000, riportano il termine "Baradiglo"). Altri considerano la radicale celtica "bar" e lo fanno derivare da Barasia o Baraggia ("luogo incolto"), con un probabile rimando all'area della brughiera ancora oggi esistente, caratterizzata da cespugli isolati.

Nella mappa del 1581 che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, il toponimo compare nella forma Paregio.

Storia Bareggio è un centro molto antico: furono i Galli Insubri a scacciare dal territorio dove ora sorge il paese i Liguri della cultura di Polada, suoi antichi abitanti, tra il VI ed il V secolo a.C. dai Galli si passò ai Romani nel 197 a.C. ed ancora ai Longobardi, che regnarono su queste terre dal 569 al 774 quando i Franchi di Carlo Magno ebbero il sopravvento. Da Bareggio, epoca romana, passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. La prima documentazione relativa al paese risale infatti al 780 e si riferisce ad una permuta di fondi.

Con i Franchi la comunità di Bareggio visse un lungo periodo sotto il diretto potere temporale dell'abate della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano, uno dei grandi feudatari dell'imperoSecondo alcuni nello stemma comunale, in fascia, non si troverebbe infatti la figura di un rastrello bensì nell'intento degli araldisti vi era quello di rappresentare una sferza, in ricordo di quella usata da Sant'Ambrogio e divenuta poi suo simbolo personale (.

Nel periodo successivo si ricordano i Canonici lateranensi ed i monaci Umiliati, rispettivamente al monastero di San Pietro all'Olmo e all'ospizio della Roveda, allora entrambi nel territorio di Bareggio.

Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, nel 1385 tolse il paese dalla giurisdizione del Contado di Burgaria mettendolo sotto quello del podestà di Milano assieme a Corbetta, Cisliano, Sedriano, Bestazzo, San Pietro di Bestazzo e San Vito.

Nel 1570 arriva a Bareggio per la sua visita pastorale San Carlo Borromeo. In un documento del 1574 risulta che le attività degli abitanti, in tutto 740 persone, sono quelle di "contadino, ferraro, prestinaro, mulinaro, camparo e legnamaro".

Del flagello della peste del XVI secolo restava una traccia significativa nell'oratorio di San Rocco, fatto costruire in quell'occasione.

Negli ultimi secoli Bareggio, come per gli altri comuni lombardi, subì l'alternarsi di molti dominatori: dopo gli spagnoli, gli austriaci, i francesi e poi ancora gli austriaci sino a giungere all'unità d'Italia (i resoconti della battaglia di Magenta indicano la presenza in paese della Divisione di Cavalleria Mensdorff, in ritirata nella sera della battaglia).

Dal 1786 fino al 1797 il comune di Bareggio fu nella provincia di Pavia.

Nel 1866 il parroco Don Antonio Villa, arguto autore di scritti, poesie e sonetti sul paese ed i suoi abitanti, venne arrestato e incarcerato con l'accusa (rivelatasi poi infondata) di essere "austriacante".Carlo Riva, Don Antonio Villa curato di Bareggio dal 1835 al 1869, Bareggio 1969

Nel periodo post-unitario si ricorda altresì la sommossa popolare del maggio 1889, con i danneggiamenti alle ville dei possidenti del tempo e al municipio, e il conseguente intervento dell'esercito.

Durante la Grande Guerra Bareggio ebbe 92 caduti con 15 decorati.

Nel 1921 la popolazione del comune risultava essere di abitanti.

Simboli

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

Lo stemma del comune di Bareggio è un chiaro rimando all'economia del territorio, unito ad un elemento che allude all'attività prevalentemente svolta un tempo dalla sua popolazione: l'agricoltura. Questo fatto è confermato non solo dal fascio di spighe e dall'albero nello scudo, ma anche dalla presenza del rastrello in sbarra (secondo altri è raffigurato lo staffile di Sant'Ambrogio).

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso

Per la Chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso, non è stata trovata con esattezza una precisa data di costruzione, ma essa era sicuramente presente già nel XIII secolo quando viene menzionata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero.Anticamente si sa che la chiesa era direttamente sottoposta all'amministrazione della collegiata di San Vittore di Corbetta nell'ambito dell'omonima pieve, dalla quale si sarebbe staccata come parrocchia già a partire dal XII secolo, conservando però il privilegio di godere dell'influenza della giurisdizione della basilica di Sant'Ambrogio di Milano che qui possedeva diversi fondi agricoli e terreni. Questa predominanza è oggi ricordata anche dalla frusta di Sant'Ambrogio che è possibile ammirare trasversalmente allo stemma comunale di Bareggio. La chiesa subì notevoli variazioni nel corso dei secoli, ed in particolare ottenne l'aspetto corrente dopo i lavori di ammodernamento eseguiti nel 1727, che si conclusero ufficialmente solo nel 1893. Dell'antica chiesa romanica si trovano solo alcuni archetti nella torre campanaria.

Esternamente, la facciata presenta una struttura tipicamente barocca, tripartita, sormontata da un grande timpano ricongiunto ai lati della chiesa con due volute terminate da angeli annuncianti con trombe. Due nicchie accolgono le statue dei Santi Nazaro e Celso, inframezzati da una lapide con la dedicazione della chiesa. L'interno, anch'esso di stampo puramente barocco, presenta un complesso di tre navate di cui la maggiore di grandezza quasi doppia rispetto alle laterali. Le pareti sono perlopiù bianche, mentre il tripudio di stucchi e colori si identifica all'altezza del cornicione e dei capitelli corinzi che decorano le lesene e la parte superiore della chiesa. A perpendicolo dell'altare, sul soffitto, un affresco settecentesco, realizzato in un riquadro stuccato, rappresenta Il martirio dei Santi Nazaro e Celso. Chiesa di Santa Maria alla Brughiera

La chiesa di Santa Maria, posta tra gli alberi ed il verde dell'antica cascina Brughiera, nella frazione Brughiera, risale al 1482 quando venne edificata a spese del nobile abate Giovanni Crivelli (ricordato all'interno da una lapide), protonotario apostolico ed abate di San Pietro all'Olmo, il quale ne affidò la gestione proprio all'abbazia locale. Caratterizzata sin dalla sua pianta iniziale da una struttura quadrata semplice con decorazioni in cotto a vista, attorno al 1700 la chiesetta venne ingrandita, nel rispetto però della parte antica. Fu in quel periodo (1706) che comparve anche il campanile lineare di forma quadrangolare. A 500 anni dalla sua costruzione, la chiesetta è tornata al proprio splendore grazie a recenti restauri.

All'interno si trovano alcuni affreschi, fortemente danneggiati in molti punti, in passato attribuiti a Vincenzo Foppa e al Bergognone ma che oggi invece sono stati ravvicinati alla cerchia di Michelino da Besozzo, in particolare per quanto riguarda la figura del Cristo Pantocratore presente nel catino absidale.

Chiesa di Santa Maria della Neve Situata in via Battisti, la chiesa di Santa Maria della Neve (denominata "la chiesuola") consiste in un pregevole edificio seicentesco in mattoni a vista alternato con parti intonacate o stuccate. La chiesa è dotata anche di un piccolo campanile, pure esso di origine seicentesca.

Chiesa di Sant'Anna

La chiesa è stata sottoposta ad un totale restauro in occasione del giubileo del 2000, anno nel quale è stato anche sostituito il semplice finestrone sovrastante il portale d'ingresso con un'opera grandiosa di vetreria, raffigurante il simbolo dell'anno giubilare 2000.

Santuario della Madonna Pellegrina a San Martino