Fu considerato un eroe e le sue imprese sono state rese famose dal Romanzo dei Tre Regni.
In seguito è stato divinizzato con i nomi di Imperatore Guān (), abbreviazione del titolo taoista Santo Imperatore Guān (), ed anche Signore Guān ().
Fonti storiche sulla vita di Guān Yǔ Il più autorevole resoconto sulla vita di Guān Yǔ sono le Cronache dei Tre Regni ().
Secondo il romanzo dei tre regni, Guan Yu nacque da una famiglia di pastori, si dice che con la gioventù venne riconosciuto come ladro. All’inizio della ribellione dei turbanti gialli, Guan Yu, assieme a due eroi conosciuti nello stesso momento: Liu Bei e Zhang Fei, giurò eterna fratellanza al giardino dei peschi. Dopo la caduta dei turbanti gialli, Guan Yu e i suoi fratelli si unirono alla coalizione contro il tiranno Dong Zhuo, in una battaglia, Uno dei generali di Dong Zhuo: Hua Xiong, si scontrò con Yunchang, ma cadde dopo tre assalti. In un'altra battaglia nei pressi del passo di Hulao, Guan Yu e gli altri due si scontrarono contro Lü Bu, il guerriero più valoroso del generale Dong, ma a causa dello spostamento della corte imperiale da Luoyang a Chang’an, Lü Bu dovette ritirarsi.
Aspetto fisico
Nelle fonti storiche non esistono descrizioni dell'aspetto di Guān Yǔ, se non la sua barba che è descritta nelle Cronache dei Tre Regni. Tradizionalmente è dipinto con il volto rosso ed una lunga barba. La faccia rossa deriva dalla sua descrizione nel primo capitolo del Romanzo dei Tre Regni, infatti il romanzo ne racconta l'incontro con Liu Bei e dice che Guān Yǔ aveva una barba di 46 centimetri e il viso del colore del frutto del giuggiolo nero, occhi come quelli di Fenice e sopracciglia cispose; con un'aria dignitosa ed apparenza maestosa. È spesso rappresentato con un vestito verde sotto l'armatura, mentre impugna una "Lama crescente del Drago Verde", Qing Long Yan Yue Dao - 青龍偃月刀, che in suo onore fu chiamata Guan dao del peso di 18,25 kg.
Gli inizi Le Cronache dei Tre Regninelle annotazioni al volume 39 江表傳 jiāng biǎo zhuàn riferiscono che Guān Yǔ è nato a Xie (), nella Prefettura di Hedong (), che attualmente è la città di Yuncheng nella provincia di Shanxi, inoltre asseriscono che egli era particolarmente versato nella lettura del Zuo Zhuan (). Più avanti negli anni fu costretto ad andarsene dalla propria città dopo aver commesso un grave crimine e si trasferì nella Prefettura di Zhuo (), attuale città di Zhuozhou nella provincia di Hebei. Quando, nel 180 d.C., scoppia la Rivolta dei Turbanti Gialli, Guān Yǔ e Zhang Fei si unirono alla milizia volontaria creata da Liu Bei e tutti assieme aiutarono Zou Jing () a sopprimere la rivoltaCronache dei Tre Regni capitoli 32 e 36. Liu Bei fu premiato con la nomina a governatore di Pingyuan (平原), mentre Guān Yǔ e Zhang Fei furono messi sotto il suo comando come condottieri di distaccamenti di soldatiCronache dei Tre Regni cap. 36.
Era bravo sia nel combattere (sconfisse in duello una trentina di ufficiali nemici) sia nel guidare eserciti, fu una delle figure chiave del regno di Shu (蜀, Shǔ), nato verso il 220. Si distinse per la prima volta nella battaglia delle colline di Daxing, uccidendo con un colpo della sua "sciabola del Drago Verde" il generale dell'esercito dei Turbanti Gialli, Cheng Yuanzhi; il comandante ribelle, secondo la cronaca del "Romanzo dei Tre Regni", venne tagliato a metàLuo Guanzhong, Il romanzo dei Tre Regni, p. 11.. Dopo mille battaglie, venne infine catturato in una trappola tesa da Lu Meng, uno dei comandanti del regno di Wú (吴, 222-280) e, rifiutando la resa, venne giustiziato. Si dice che prima di morire disse "Se non posso uccidere Lu Meng da vivo, lo farò da morto!" La leggenda racconta che così accadde: il suo fantasma inseguì Lu Meng, portandolo alla morte. Tra le sue vittime ricordiamo il potentissimo generale di Dong Zhou Hua Xiong, i generali di Yuan Shao, Yan Liang e Wen Chou e molti ufficiali Wei, tra cui Qin Qi, Bian Xin e Kong Xiu. Sconfisse in duello inoltre Yu Jin. Insieme a Zhang Fei e Liu Bei sconfisse Lu Bu a Hu Lao, salvando Gongsun Zan. Insieme a Zhang Liao e Lu Bu, Guan Yu è uno dei più grandi guerrieri di tutto il periodo dei tre regni.
Nella mitologia cinese è considerato dio della guerra e delle arti marziali mistiche, anche se tuttavia si tratta di una divinità amante della pace e poco propensa a spargere sangue dei deboli.
Nella cultura di massa Appare come personaggio giocabile nella serie di videogiochi Dynasty Warriors, e appartiene al pantheon cinese nel videogioco Smite.
Note
Voci correlate Cronache dei Tre Regni Temi LGBT nella mitologia cinese
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