Linfluenza e fortuna del pensiero di Nietzsche è stata eterogenea e si può con una certa approssimazione suddividere in vari periodi. Esponenti tanto della sinistra quanto della destra tentarono ben presto di trarre a proprio vantaggio il lavoro del filosofo tedesco. Nel 1937, Georges Bataille si pronunciò contro ogni sorta di consimile strumentalizzazione, posto che il pensiero di Friedrich Nietzsche era intrinsecamente inconciliabile con ogni misera semplificazione, ed a fortiori mal si prestava al sostegno di una qualche ideologia fautrice della supremazia di un principio a scapito di ogni altro.Georges Bataille, "Nietzsche and Fascists" in Acéphale, January 1937Political Liberalism,di John Rawls, Pubblicato da Columbia University Press, 1993 ISBN 0231052480, 9780231052481, pag. 12 - sul concetto di dottrina comprensiva (non) irragionevole come ideologia (It is no longer a society united in its basic moral beliefs but in its political conception of justice, and this justice is the focus of an overlapping consensus of reasonable comprehensive doctrines - "Non è più una società unita nelle sue basilari credenze morali ma nella sua concezione politica di giustizia, e questa giustizia è il punto focale di un consenso per intersezione di dottrine comprensive ragionevoli").
La fortuna del pensiero di Nietzsche si è rivelata un affare complesso e piuttosto confuso. Molti tedeschi scoprirono ad un certo momento i suoi appelli per un individualismo più grandioso e per lo sviluppo della personalità espressi in Così parlò Zarathustra, ma reagirono in modi opposti. Ebbe un certo seguito tra i tedeschi di sinistra negli anni 1890; nel 1894-1895, i loro connazionali conservatori volevano mettere al bando la sua opera come sovversiva. Verso la fine del XIX secolo le idee di Nietzsche erano comunemente associate ai movimenti anarchici e sembrano effettivamente averli influenzati, specie in Francia e negli Stati Uniti.O. Ewald, "German Philosophy in 1907", in The Philosophical Review, Vol. 17, No. 4, Jul., 1908, pp. 400-426; T. A. Riley, "Anti-Statism in German Literature, as Exemplified by the Work of John Henry Mackay", in PMLA, Vol. 62, No. 3, Sep., 1947, pp. 828-843; C. E. Forth, "Nietzsche, Decadence, and Regeneration in France, 1891-95", in Journal of the History of Ideas, Vol. 54, No. 1, Jan., 1993, pp. 97-117Con Vasilij Petrovič Preobraženskij a partire dal suo articolo Fridrich Nicše: Kritika morali al'truizma, apparso sulla rivista Voprosy Filosofii i Psichologii, si aprì in Russia il dibattito sulla vita e l'opera di Friedrich Nietzsche
Al tempo della prima guerra mondiale, viceversa, si era fatta la fama di fonte del militarismo di destra tedesco. L'Affare Dreyfus offre un altro esempio della sua fortuna:
Forse la più grande eredità politica di Nietzsche si ritrova nei suoi interpreti del XX secolo: Martin Heidegger, Pierre Klossowski, Georges Bataille, Michel Foucault, Gilles Deleuze (e Félix Guattari), e Jacques Derrida. Gli ultimi scritti di Foucault, ad esempio, adottano il metodo genealogico di Nietzsche per sviluppare teorie anti-fondazionisteFoundationalist Theories of Epistemic Justification (Stanford Encyclopedia of Philosophy): Foundationalism is a view about the structure of justification or knowledge. The foundationalist's thesis in short is that all knowledge and justified belief rest ultimately on a foundation of noninferential knowledge or justified belief. ("Il fondazionismo è una concezione della struttura della giustificazione o conoscenza. La tesi fondazionista in breve è che tutta la conoscenza ed il giustificato convincimento si basano in ultima analisi su una fondazione di conoscenza non-inferenziale o convincimento giustificato.") sul potere che divide e frammenta invece che unire le società politiche (concetto caro alla tradizione della teoria politica liberale). Deleuze, senza dubbio il più insigne fra gli interpreti di Nietzsche, usava la tanto deprecata tesi della volontà di potenza in tandem con le nozioni marxiane di esubero di materie prime e con le idee freudiane del desiderio di articolare concetti come la "metafora del rizoma"Deleuze, Gilles and Félix Guattari. 1972. Anti-Œdipus. Trans. Robert Hurley, Mark Seem and Helen R. Lane. London and New York: Continuum, 2004. Vol. 1 of Capitalism and Schizophrenia. 2 vols. 1972-1980. Trans. of L'Anti-Oedipe. Paris: Les Editions de Minuit. ISBN 0826476953. ed altri "sconfinamenti" dal potere statuale com'è tradizionalmente concepito.
A costo di scadere nell'ovvietà, non possiamo esimerci dal cenno all'influenza nietzscheana manifestatasi anche in settori artistici vari, eminentemente nella musica; in particolare, esplicitamente, quella di Richard Strauss, quanto meno con Also sprach Zarathustra ("Così parlò Zarathustra") e Tod und Verklärung ("Morte e trasfigurazione"),Tod und Verklärung su International Music Score Library Project: la biblioteca di spartiti musicali di pubblico dominio celeberrime composizioni il cui titolo è migliore di ogni commento che volesse sottolinearne il legame con il maestro di Röcken. Più discussa è l'influenza di Nietzsche sulla poetica del regista Stanley Kubrick, che pure è stata sostenuta appassionatamente.DonaldMacGregor, 2001; or, How One Film-Reviews With a Hammer
Nietzsche e l'anarchismo
Durante il XIX secolo, Nietzsche era frequentemente associato ai movimenti anarchici, con buona pace del fatto che nei suoi scritti egli paia mantenere un giudizio sfavorevole sugli anarchici.In Al di là del bene e del male (6.2:126) li apostrofa come "cani anarchici". Forse potrebbe essere il riflesso di un'associazione — comune nel periodo esaminato — tra le sue idee e quelle di Max Stirner, autore di un'opera che si sarebbe dimostrata influente negli ambienti dell'anarco-individualismo. I due pensatori erano sovente equiparati dagli "anarchici letterari" francesi e le interpretazioni anarchiche delle idee di Nietzsche sembrano aver avuto rilievo anche negli Stati Uniti d'America.O. Ewald, "German Philosophy in 1907", in The Philosophical Review, Vol. 17, No. 4, Jul., 1908, pp. 400-426; T. A. Riley, "Anti-Statism in German Literature, as Exemplified by the Work of John Henry Mackay", in PMLA, Vol. 62, No. 3, Sep., 1947, pp. 828-843; C. E. Forth, "Nietzsche, Decadence, and Regeneration in France, 1891-95", in Journal of the History of Ideas, Vol. 54, No. 1, Jan., 1993, pp. 97-117; see also Robert C. Holub's Nietzsche: Socialist, Anarchist, Feminist, an essay available online at the University of California, Berkeley website.
Nietzsche e il fascismo Nietzsche fu l'unico vero filosofo che Benito Mussolini studiò in maniera approfondita, restandone fortemente ammaliato in gioventù. Dalla sua dottrina del superuomo egli trasse il senso da dare alla rivoluzione fascista, che si sarebbe accinto a compiere di lì a poco:Renzo de Felice, Mussolini il rivoluzionario, Einaudi, 2004.
Nietzsche influenzò sotterraneamente anche le correnti culturali del primo Novecento italiano, come il dannunzianesimo e il futurismo,Il superuomo di D'Annunzio. che sarebbero in gran parte confluite nello stesso fascismo. D'Annunzio in particolare interpretò il superuomo in chiave maggiormente estetica e aristocratica, esaltandone il vitalismo, l'ebbrezza "dionisiaca", e l'eroismo che si contrappone al conformismo delle masse.
Nietzsche ed il nazismo Hitler visitava spesso il museo di Weimar dedicato a Nietzsche, e si faceva ritrarre fotograficamente mentre ostentava la contemplazione del busto del filosofo.
Il nazionalsocialismo ravvisava grandi affinità con: le idee di Nietzsche comprendenti attacchi alla democrazia, al cristianesimo, alle forme di governo parlamentariste; l'annuncio (contenuto in La volontà di potenza) dell'avvento di una razza dominante destinata a divenire il "signore della Terra"; l'esaltazione della guerra, il credo della razza padrona e dell'Übermensch. I nazisti mutarono il punto di vista di Nietzsche sulle donne , il che in effetti parafrasa il "vero" Nietzsche:
Nel periodo fra le due guerre mondiali, alcuni nazisti impiegarono intensivamente vari espedienti per promuovere la propria ideologia, e segnatamente Alfred Baeumler nella sua interpretazione de La volontà di potenza.Bachofen und Nietzsche (1929); Nietzsche der Philosoph und Politiker (1931) La vasta popolarità di Nietzsche tra i nazisti scaturì in parte dai deliberati sforzi di Elisabeth Förster-Nietzsche, sorella del filosofo che ne curò le pubblicazioni dopo il suo tracollo psichico, divenendo peraltro ad un certo punto un'aperta simpatizzante del partito nazista. Per di più, Mazzino Montinari, nel corso della pubblicazione di opere postume di Nietzsche durante gli anni 1960, scoprì che Elisabeth, "creando" — per così dire — La volontà di potenza mediante l'attività di revisione redazionale di frammenti postumi, ne aveva tagliato degli estratti, cambiato l'ordine, aggiunto titoli di sua invenzione, inserito passaggi di altri autori copiati da Nietzsche come se fossero stati scritti da Nietzsche stesso, e così via.Mazzino Montinari, "La Volonté de puissance" n'existe pas, Editions de l'Eclat, 1996
Alcuni antinazisti ed antifascisti, tra cui György Lukács, condividono in sostanza la tesi di una filiazione diretta del fascismo dalla filosofia nietzschana e più in generale irrazionalista.
Georges Bataille fu uno dei primi a sostenere la tesi invece di una sostanziale falsificazione o di un fraintendimento di Nietzsche compiuti dagli autori nazionalsocialisti, fra cui Alfred Baeumler e Alfred Rosenberg, richiamando in particolare l'atteggiamento diffidente ed ostile del filosofo rispetto agli ambienti antisemiti del suo tempo, del resto in gran parte fortemente connotati in senso cristiano. Nel 1937 dedicò un numero di Acéphale, intitolato "Riparazioni a Nietzsche", sul tema "Nietzsche ed i fascisti." In tale sede, ribattezzò ironicamente Elisabeth Förster-Nietzsche come "Elisabeth Judas-Förster," riecheggiando la dichiarazione del filosofo: Mai avere a che fare con chiunque sia compromesso con questo imbroglio sfacciato a proposito delle razze.
Nietzsche e la psicoanalisi Lo psicologo Carl Gustav Jung riconobbe assai presto il proprio debito nei confronti di Nietzsche: tenne un seminario nel 1934 sullo Zarathustra di Nietzsche. Secondo Ernest Jones, biografo e conoscente personale di Sigmund Freud, questi spesso diceva che Nietzsche aveva "una conoscenza di sé stesso più penetrante di qualunque uomo mai vissuto o che fosse probabile che fosse vissuto".Jones, The Life and Work of Sigmund Freud È opinione corrente che — assieme ad Arthur Schopenhauer — Nietzsche abbia costituito il retroterra culturale per tutta la produzione di Freud.Ernest Gellner, voce "Psicoanalisi" in Dizionario delle scienze sociali, Il Saggiatore, ISBN 8842803111, pag. 576Ernest Gellner, The Psychoanalytic Movement: The Cunning of Unreason, Northwestern University Press, 1996 ISBN 0810113708, 9780810113701 Ciò nonostante, Jones riferisce che Freud smentisse con energia il fatto che gli scritti di Nietzsche avessero influenzato le proprie scoperte psicologiche. Oltre tutto, Freud non dimostrò alcun particolare interesse verso la filosofia quando era studente di medicina, maturando una sua idea riguardo a Nietzsche solo quando raggiunse l'età adulta. La femminista Luce Irigaray, che partecipò ai seminari di Jacques Lacan, scrisse un libro intitolato Amante marine de Friedrich Nietzsche (Éditions de Minuit, 1980).Encyclopedia of Contemporary French Culture, By Alex Hughes, Keith Reader. Contributor Alex Hughes, Keith Reader, Published by CRC Press, 1998 ISBN 0415131863, 9780415131865Traduzione italiana: Amante marina di Friedrich Nietzsche, Luca Sossella Editore, 2003
Primi pensatori del XX secolo Nel secolo appena trascorso, è veramente notevole l'elenco di intellettuali influenzati da Nietzsche.
Ricorderemo, quanto meno,