La correggiola (Polygonum aviculare L., 1753) è una pianta erbacea strisciante della famiglia delle Poligonacee.

Etimologia Il nome del genere è stato coniato da Linneo nell'anno 1737 coniugando le parole di due radici greche: polys (= molto) e gonu (= nodo o ginocchio), alludendo all'aspetto dei numerosi nodi (internodi) che si formano lungo il fusto delle sue specie. Ma secondo altre ricerche etimologiche sembra che il nome del genere, nella seconda parte, derivi dalla parola greca gònos (= discendenza); e quindi formando, insieme alla prima parte, la frase "tanta discendenza", si allude alla facilità di propagazione delle piante di questa specie. L'epiteto specifico (aviculare) indica che gli uccelli si nutrono dei frutti e dei semi di queste piante. Gli inglesi chiamano questa pianta Knotweed ma anche Knotgrass; i francesi la chiamano Renouée des oiseaux; i tedeschi la chiamano Vogel-Knöterich.

Descrizione

Il primo carattere che si osserva in questa pianta è la sua disposizione, piatta e omogenea, sul terreno. La forma biologica infatti è terofita reptante (T rept), ossia si tratta di una pianta a ciclo biologico annuo (raramente biennale) con fusti striscianti al livello del terreno. Radici Questa pianta possiede una radice robusta a fittone a volte lignificata. Fusto

Il fusto può assumere diversi portamenti: da quello strisciante (con apertura a raggiera) a quello prostrato-ascendente fino a quello eretto (in terreni favorevoli possono elevarsi fino a ). In genere è molto ramificato con accentuazione della fogliosità verso l'alto. La sua superficie è glabra e striata, mentre la sezione è cilindrica. Alla base del fusto sono presenti delle stipole fuse insieme, inguainanti e tubolari (chiamate più propriamente "stipole ocreate") di consistenza membranosa e colore rossastro e con nervature (lunghezza ); queste ocree sono presenti anche alla base degli internodi ma hanno un colore più argentino e sono più lunghe (). La lunghezza del fusto può variare da 10 a , ma in condizioni favorevoli si può formare un tappeto fino a 1,5 metri di diametro. Foglie Questa è una specie polimorfica nella forma delle foglie (vedere il paragrafo “Variabilità”); in effetti in uno dei suoi sinonimi il termine specifico è eterophyllum che significa letteralmente "a foglie diverse". Le foglie del fusto principale sono disposte in modo alterno, sono sub-sessili (o con un piccolo picciolo); la forma è oblanceolato - spatolata o anche lanceolato – ovata; il margine è intero con superficie glabra (al massimo è presente una sottile peluria). Le foglie dei rami laterali sono di dimensioni progressivamente minori ed hanno una forma più decisamente lineare - ellittica; l'apice è acuto. Questa "diversità fogliare" è soprattutto evidente in giovane età della pianta. Il colore delle foglie è verde ma anche verde – bluastro e sono persistenti fino all'autunno ma scoloriscono e si rischiarano. Dimensione massima delle foglie maggiori: larghezza quasi ; lunghezza . Infiorescenza

L'infiorescenza è composta da fiori raggruppati all'ascella delle foglie; generalmente questi gruppi vanno da 2 a 5 fiori e si trovano da metà fusto fino al termine di rami. Fiori

La struttura dei fiori di questa specie è diversa dal "classico" fiore delle Angiorsperme in quanto il calice e la corolla non sono ben differenziati; abbiamo quindi un perigonio con diversi tepali (e non un perianzio con un calice e i suoi sepali e una corolla con i suoi petali). Questa "diversità" non sempre è chiara e ben definita, o accettata dai vari botanici, per cui in alcuni casi strutture di questo tipo si definiscono come "perianzio corollino con tepali" oppure "perianzio aciclico".. I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, pentameri e persistenti. Dimensione dei fiori: ; dimensione del perigonio: . Formula fiorale: * P 5, A 8, G 3 Perigonio: i tepali sono 5 e di sopra sono rosati, verdastri e bianchi (mentre la parte inferiore è completamente verde); la forma è triangolare quasi ellittica; i segmenti sono lunghi da 3 a 4 volte il tubo "corollino" (parte inferiore del perigonio a tepali riuniti). Androceo: gli stami sono disposti a spirale; non sporgono dal fiore in quanto i filamenti sono più corti dei tepali; le antere sono rotondeggianti. Gineceo: gli stili (brevi) sono 3 su un ovario supero sincarpico formato da tre carpelli. Fioritura: la fioritura avviene fra maggio e novembre; mentre i semi maturano da settembre a novembre. Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti. Frutti I frutti sono degli acheni piriforme (a forma di fiamma) ad un solo loculo e quindi un solo seme; la sezione dei frutti è triangolare (sono trigoni) e sono appuntiti all'apice, mentre alla base sono arrotondati; le tre facce sono lievemente concave. Il frutto rimane racchiuso nei tepali che sono persistenti. Questa pianta si riproduce solamente attraverso i semi. Dimensione dei frutti: .

Distribuzione e habitat Geoelemento: l'area di origine di questa pianta è sconosciuta in quanto è diffusa in tutto il mondo, per cui il tipo corologico è indicato come Cosmop. ("Cosmopolita"). In effetti la presenza di questa pianta sul globo è antichissima: sono state trovate tracce fossili nei giacimenti del terziario in Europa (un arco di tempo che va da 65 milioni di anni fa ad oggi). Altre classificazioni. cercano di definire in modo più specifico il tipo corologico definendolo: Eurasiat. | Nord-Am. (-Subcosmop.). In Italia è presente su tutto il territorio (manca nelle pianure alluvionali come la Pianura Padana), come anche è comune in tutta l'Europa e nel resto del mondo. L'habitat tipico per questa pianta sono i bordi dei sentieri o strade, zone di calpestio e antropizzate, ma anche fossi e zone a macerie oppure campi, colture e incolti. Sopporta bene la siccità e cresce anche in terreni compatti e duri. Il substrato per questa pianta è sia calcareo che siliceo, con pH neutro ma bisognoso di terreni con buoni livelli nutrizionali. Distribuzione altitudinale: la fasce vegetazionali frequentate da questa pianta sono (oltre al piano a livello zero) la fascia collinare, quella montana e in parte quella subalpina fino a .

Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: comunità terofitiche pioniere nitrofile Classe: Stellarietea mediae Ordine: Polygono aviculari – Poetalia annuae

Tassonomia Il genere Polygonum comprende oltre 160 specie, di cui circa 25 sono spontanee della flora italiana.

Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Poligonacee all'ordine delle Polygonales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine delle Caryophyllales.

Il genere Polygonum appartiene alla sottofamiglia delle Polygonoideae Eaton (1836)..

Variabilità Polygonum aviculare viene considerata una specie complessa per i suoi caratteri morfologici variabili ed è anche controversa tra i vari botanici; infatti è polimorfica sia nel portamento che nella forma delle foglie, che nella lunghezza degli internodi (le piante gracili hanno internodi più lunghi e si presentano quindi più slanciate; quelle più densamente cespugliose hanno gli internodi più ravvicinati). In altre parole questa pianta è capace di adattarsi spontaneamente, ma in modo temporaneo, alle condizioni ambientali più disparate, per poi riprendere le usuali forme vegetative al ritorno delle normali condizioni. Ad esempio negli ambienti a carattere litorale le foglie sono più grassette (subsp. littorale). Sono presenti inoltre alcune strutture che rendono più facile l'impollinazione incrociata aumentando così la diversità della specie. Studi recenti hanno dimostrato che il complesso delle sottospecie di questa pianta ha una comune origine allopoliploide. Pignatti negli (anni ottanta) si lamentava che questo gruppo non avesse ricevuto ancora una soddisfacente trattazione sistematica e sospettava che più di qualche segnalazione di questa pianta poteva essere riferibile ad altre specie simili (vedi il paragrafo "Specie simili"). Probabilmente a tutt'oggi la situazione non è ancora cambiata; molti autori suddividono diversamente la specie base in diverse sottospecie, mentre altri considerano alcune sottospecie autonome e le portano a rango di specie.

Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie): Polygonum aviculare L. subsp. aequale Ascherson & Graebner (1913) (sinonimo = P. avivulare subsp. depressum) Polygonum aviculare L. subsp. agrestinum (Jordan ex Boreau) Berher in L. Louis (1887) Polygonum aviculare L. subsp. aviculare: è la specie più comune. Polygonum aviculare L. subsp. bellardii (All.) Bonnier & Layens (1894) (sinonimo = Polygonum bellardii) Polygonum aviculare L. subsp. boreale Lange (sinonimo = Polygonum boreale): si trova solamente nel Nord America. Polygonum aviculare L. subsp. buxiforme: sottospecie tipica della Groenlandia, Terranova e Labrador. Polygonum aviculare L. subsp. calcatum (Lindman) Thell. (1913) (sinonimo = P. aviculare subsp. depressum) Polygonum aviculare L. subsp. depressum (Meisn.) Arcang Polygonum aviculare L. subsp. erectum Schübler & Martens (1834) Polygonum aviculare L. subsp. heterophyllum (Lindman) Ascherson & Graebner (1913) Polygonum aviculare L. subsp. humifusum (Jordan ex Boreau) Berher in L. Louis (1887) Polygonum aviculare L. subsp. littorale (Link) Ball (1878) Polygonum aviculare L. subsp. littorale H. Gross (1913) Polygonum aviculare L. subsp. microspermum (Jordan ex Boreau) Berher in L. Louis (1887) (sinonimo = P. aviculare subsp. depressum) Polygonum aviculare L. subsp. monspeliense (Pers.) Arcangeli (1882) Polygonum aviculare L. subsp. nanum (Bory) Arcangeli (1882) Polygonum aviculare L. subsp. neglectum (Besser) Arcangeli (1882) Polygonum aviculare L. subsp. pulchellum (Loisel.) O. Bolòs & Vigo (sinonimo = Polygonum arenarium subsp. pulchellum) Polygonum aviculare L. subsp. rectum Chrtek (1956) Polygonum aviculare L. subsp. robertii (Loisel.) O. Bolòs & Vigo (1974) (sinonimo = Polygonum robertii) Polygonum aviculare L. subsp. rurivagum (Jord ex Boreau) Berher – Poligono gracile: questa sottospecie in realtà nella maggioranza delle classificazioni viene considerata specie autonoma (vedi paragrafo “Specie simili”). Polygonum aviculare L. var. angustissimum Meisn. (sinonimo = Polygonum bellardii) Polygonum aviculare L. var. arenastrum (Jord. Es Boreau) Rouy (sinonimo = Polygonum arenastrum) Polygonum aviculare L. var. bellardii (All.) Duby (1828) (sinonimo = Polygonum bellardii) Polygonum aviculare L. var. calcatum (Lindman) Hylander (1945) (sinonimo = P. aviculare subsp. depressum) Polygonum aviculare L. var. depressum Meisner in DC. (1856) (sinonimo = P. aviculare subsp. depressum) Polygonum aviculare L. var. erectum (L.) Roth. Ex Meisn. (sinonimo = Polygonum erectum) Polygonum aviculare L. var. heterophylum Muschei & Javeid (1986) Polygonum aviculare L. var. humifusum (Jordan ex Boreau) Cariot & St-Lager (1889) Polygonum aviculare L. var. littorale (Link) Mertens & Koch [(831) (sinonimo = Polygonum buxiforme) Polygonum aviculare L. var. microspermum (Jordan ex Boreau) Cariot & St-Lager (1889) (sinonimo = P. aviculare subsp. depressum) Polygonum aviculare L. var. minimum Murith (1810) Polygonum aviculare L. var. monspeliense (Pers.) Ascherson (1866) Polygonum aviculare L. var. neglectum (Besser) Nyman (1881) Polygonum aviculare L. var. vegetum Ledeb.

Nomi comuni Elenco dei nomi più comuni italiani per la specie Polygonum aviculare: Aviculare Centimorbia Erba correggiola Erba dei cento nodi Erba spaghetta Poligono centinodia Poligono degli uccelli Porcellana selvatica

Sinonimi L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti: Polygonum acetosellum Klokov (1927) (sinonimo = P. aviculare subsp. depressum)