L'espressione "Onda" (o "Onda Anomala") è stata usata per designare complessivamente il movimento di studenti universitari e medi sviluppatosi negli atenei e nelle scuole superiori italiane nell'autunno del 2008. La nascita di tale onda di proteste è legata all'approvazione, sotto il governo Berlusconi IV, dei decreti-legge n° 112/2008 e n° 137/2008, adottati durante l'estate e successivamente convertiti in legge (rispettivamente legge n° 133 del 6 agosto 2008 e legge n° 169 del 29 ottobre 2008), con cui è stato fortemente ridotto il Fondo per il Finanziamento Ordinario.
Tematiche di interesse del movimento
Le critiche che l'Onda ha mosso ai suddetti provvedimenti legislativi sono state principalmente di due ordini, giuridico e socio-economico.Vedi il dossier sulla 133 preparato a Pisa: sotto il primo punto di vista, è stato obiettato che le leggi in questione violano, nella lettera e nella sostanza, la Costituzione Italiana, e più precisamente gli Articoli 3, 9, 33 e 34; sotto il secondo punto di vista, è stato messo in evidenza la scomparsa di numerosi posti di lavoro, l'abbassamento di qualità delle istituzioni della formazione che verrebbero subordinate a consigli d'amministrazione con partecipazione di privati e, quindi, alle logiche di mercato, con un conseguente aumento delle tasse universitarie tale da rendere l'Università inaccessibile ai meno abbienti.
Inoltre, i tagli sono stati presentati dal governo come un mezzo per combattere gli sprechi, ma è stato obiettato da un lato che il carattere indiscriminato dei tagli non colpisce gli sprechi in alcun modo, dall'altro che, nello stesso tempo, vengono varate dal Governo decisioni che comportano spese giudicate inopportune e inutili, come per esempio l'acquisto di lavagne multimediali per le scuole per un ammontare di 20 milioni di euro. Questa critica è stata esposta in maniera sempre più viva in particolare in relazione al panorama di degrado dell'edilizia pubblica scolastica che, nel periodo delle contestazioni, ha portato alla morte di uno studente di 17 anni durante un crollo del soffitto del Liceo Scientifico Statale "Charles Darwin" di Rivoli. Le reazioni del movimento hanno portato a cortei spontanei e al blocco del Torino Film Festival che si svolgeva proprio in quei giorni nel capoluogo piemontese.
Inoltre, è stato rilevato che nei momenti di crisi economica è sconsigliabile tagliare sui settori della formazione, che sono considerati assolutamente necessari per il funzionamento di una società, delle sue istituzioni e della sua economia.
Da queste accuse il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il ministro dell'economia e delle finanze Giulio Tremonti e il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Maria Stella Gelmini si sono sempre difesi, anche se gli esponenti del movimento si sono dichiarati sempre insoddisfatti da queste risposte.
In un'occasione, Berlusconi manifestò l'intenzione di inviare le forze dell'ordine nelle scuole e negli atenei a sedare le proteste.
D'altro canto, il 23 ottobre 2008 il Presidente emerito della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, propose al ministro dell'interno Roberto Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della Legge n° 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, "le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale". Nell'affermare ciò Cossiga sosteneva che il terrorismo degli anni di piombo fosse partito proprio dalle università, e confermava implicitamente di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato ministro dell'interno.
Estensione territoriale e sociale dell'adesione al movimento
Le proteste all'interno delle scuole (elementari e medie inferiori e superiori) sono state estese sostanzialmente a tutto il territorio italiano. Proteste universitarie sono sorte in numerose città italiane, mentre in varie capitali e città europee sono state organizzate, solitamente da studenti italiani in Erasmus, iniziative di solidarietà agli studenti italiani.
Nella maggior parte dei casi non si sono limitate agli studenti ma hanno coinvolto, in misura diversa, le altre categorie che si considerano socialmente colpite dai decreti, ovvero personale tecnico-amministrativo, ricercatori, professori.Si veda ad esempio la posizione di critica della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane sulle politiche governative: Simmetricamente, sono sorti anche diversi piccoli gruppi di studenti che si sono schierati, invece, in difesa dei decreti in questione; i rappresentanti di questa fazione hanno sostenuto di rappresentare una maggioranza silenziosa, il che è stato fortemente messo in dubbio sia da altri studenti che da alcuni giornalisti, a cominciare da Michele Santoro nella sua trasmissione Annozero. Oltre ad innumerevoli manifestazioni locali, cortei autorizzati e non, che hanno percorso tutte le città d'Italia dall'inizio di ottobre 2008, ha dato luogo a varie manifestazione nazionali con centinaia di migliaia di persone in occasione degli scioperi convocati da diversi sindacati: il 17 ottobre a Roma e a Milano 1º NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero dei sindacati di base, il 30 ottobre 2º NO GELMINI DAY in moltissime città in occasione dello sciopero nazionale della scuola della CGIL, il 14 novembre a Roma, 3º NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero nazionale dell'università della CGIL. il 12 dicembre in numerose città in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL e dai sindacati di base. Una settimana prima del 3º NO GELMINI DAY (14 novembre) si è tenuta la prima assemblea nazionale dell'Onda nel plesso didattico occupato di Viale Morgagni a Firenze, seguita poi 15 e 16 novembre da una seconda assemblea nazionale nelle aule dell'Università La Sapienza occupate dagli studenti.
Il movimento ha raggiunto il suo culmine alla fine di ottobre 2008, in concomitanza con l'approvazione in Parlamento della riforma Gelmini, mentre nelle settimane successive il seguito delle proteste è andato diminuendo. Le manifestazioni di protesta contro la riforma, e in generale contro il governo Berlusconi, sono tuttavia proseguite anche nei mesi successivi.
Il Movimento Studentesco dell'Onda Anomala è stato esplicitamente appoggiato da intellettuali come Ezio Mauro, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Stefano Rodotà, Adriano Prosperi e Salvatore Settis.
Proteste e ordine pubblico
Le pratiche politiche del movimento dell'Onda rispecchiano generalmente quelle tradizionali dei movimenti studenteschi della seconda metà del ’900: cortei, manifestazioni stanziali (sit-in) e occupazioni di università e scuole. In particolare quest'ultima pratica ha fatto registrare la più grande ondata di occupazioni di facoltà universitarie dal 1977. Il movimento ha poi presentato una tendenza ad estendere le agitazioni studentesche quanto più possibile nel tessuto sociale metropolitano, utilizzando frequentemente la pratica della “manif-sauvage”: cortei spontanei, estemporanei e non autorizzati, che tendono a coinvolgere nel loro tragitto la circolazione stradale e la mobilità in generale fino ad arrivare al completo blocco stradale. Questi cortei spesso sono prima “interni”, ossia nascono negli spazi universitari nel cui itinerario sovente interrompono le lezioni che si svolgono nelle aule delle varie facoltà nell'ottica del blocco della didattica come forma di protesta. Spesso la pratica della "manif-sauvage" viene utilizzata anche in occasione di cortei autorizzati deviando dal percorso prestabilito e forzando i blocchi di polizia per proseguire oltre la destinazione autorizzata.
Questa tendenza si è via via generalizzata fino a comprendere in questa pratica anche azioni di disturbo e contestazione in occasione di eventi pubblici di rilievo (festival del cinema, incontri istituzionali di personalità politiche...) e di appuntamenti formali della vita universitaria (in particolare le inaugurazioni dell'anno accademico). Da qui l'apparizione di un altro slogan che sarebbe diventato un cavallo di battaglia degli studenti universitari: “Bloccheremo tutto!”. È in particolare con queste manifestazioni che l'Onda ha cominciato a muoversi fuori dalle università e dalle scuole e a creare l'attenzione mediatica attorno a sé. Di seguito una cronologia degli episodi più significativi:
6 ottobre 2008 il polo scientifico dell'Università degli Studi di Firenze viene occupato dagli studenti in seguito ad un'assemblea straordinaria, dando inizio alle mobilitazioni studentesche a Firenze. 8 ottobre vengono occupati all'Università di Pisa il polo didattico "Carmignani" e il rettorato in seguito ad un'assemblea straordinaria autoconvocata che ha riempito piazza dei Cavalieri. Nelle ore successive dall'ufficio stampa del rettorato occupato viene proclamato lo stato di agitazione permanente. 14 ottobre a "La Sapienza" di Roma un corteo interno parte dalla facoltà di lettere e blocca le lezioni. Viene occupata l'Aula 6 e viene proclamato lo stato di “agitazione permanente” 15 ottobre sempre a "La Sapienza" un altro corteo interno sfila per le facoltà dell'ateneo. A Napoli un corteo spontaneo parte dall'Università Federico II e percorre le strade del centro. 16 ottobre dalla Sapienza di Roma dopo un'assemblea d'ateneo generale si muove un corteo non autorizzato che attraversa le strade della città e, dopo una contestazione al Ministero dell'economia e delle finanze, occupa i binari della stazione Termini. 17 ottobre in occasione dello sciopero nazionale del sindacalismo di base a Roma migliaia di studenti deviano dal percorso del corteo e raggiungono il palazzo del Ministero dell'istruzione sul lungotevere dopo aver sfondato un cordone di carabinieri. 20 ottobre 15.000 studenti sfilano per le strade di Palermo in un corteo non autorizzato partito dalla facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze.La Repubblica Migliaia in corteo contro la nuova riformaLa Repubblica Università, la marcia dei 12.000 tornano gli slogan del Sessantotto 8.000 studenti scendono in piazza a Livorno, dopo un lungo corteo per la città, al termine della manifestazione gli studenti occupano la Fortezza Nuova per due giorni. 21 ottobre a Torino dopo un corteo spontaneo viene occupato Palazzo Nuovo; a Milano, Firenze e a Napoli migliaia di studenti si riversano per le strade in cortei spontanei. A Bologna durante un corteo non autorizzato viene occupata la stazione.La Repubblica Gli studenti occupano la stazione A Roma si celebra l'"assedio" al senato accademico. 22 ottobre All'Università di Cagliari l'occupazione della facoltà di scienze politiche dà il via a una serie di proteste che coinvolgerà tutto l'ateneo. 23 ottobre a Roma un corteo di circa 15 000 studenti parte da "La Sapienza" per dirigersi verso il Senato. Giunto a Palazzo Madama il corteo stazionerà per alcune ora lanciando slogan e insulti contro il governo. 24 ottobre a Venezia più di 2.000 studenti si dirigono in corteo a Rialto e bloccano il ponte. A Roma nel pomeriggio circa 3.000 studenti si muovono in corteo dall'università La Sapienza e raggiungono in metropolitana (scavalcando i tornelli di ingresso) l'Auditorium, dove si sta svolgendo il Festival del Cinema, bloccando l'ingresso per diverse ore. 26 ottobre a Roma e Napoli nascono cortei spontanei di studenti medi. Il corteo romano terminerà con un nuovo sit-in sotto al Senato.