Biografia Gli inizi in Spagna García fu uno dei protagonisti della scena lirica europea dell'inizio del XIX secolo.
Nacque a Siviglia nel 1775 e fu battezzato, nella chiesa di Santa Maria Maddalena, con il nome di Manuel del Pópulo Vicente Rodríguez. Sulle vicende relative all'acquisizione del suo cognome definitivo di García esistono versioni differenti: secondo una tradizione storica, sarebbe rimasto orfano di padre a pochi mesi e avrebbe acquisito il cognome del secondo marito della madre;Caruselli, II, p. 506. secondo ricerche più recenti, "García" sarebbe stato in effetti il secondo cognome del nonno paterno, Diego Rodríguez-García, deceduto verso il 1760, e sarebbe stato ripristinato per il piccolo in onore dell'antenato.Radomski, Grove, II, pp. 345-347. Come che sia, sono destituite di fondamento le leggende circa una sua infanzia tribolata, da orfano o figlio illegittimo, e tutto lascia pensare invece ad una normale vita di famiglia a Siviglia, fino ad almeno quattordici anni d'età, quando il suo nome scompare dagli elenchi censuari della parrocchia di Santa Maria Maddalena.
A Siviglia, il piccolo iniziò, per così dire, la sua carriera canora entrando a far parte a sei anni del coro della cattedrale, dove acquisì i primi rudimenti dell'insegnamento della musica e del canto, ad opera di Antonio Ripa e di Juan Almarcha. L'inizio di una carriera vera e propria si ebbe invece, intorno al 1792, a Cadice, come autore ed esecutore di tonadillas, sorta di operine tipiche spagnole che ricordavano gli intermezzi italiani di inizio secolo. A Cadice García concluse anche il suo primo matrimonio, con la cantante Manuela Morales (1776-1836). Il debutto nell'opera maggiore si ebbe invece a Madrid nel 1799 come Lindoro nella Nina di Paisiello. Dopo una breve parentesi di inizio secolo a Malaga, García tornò a Madrid assumendo anche il suo primo incarico di tipo impresarialeL'incarico era peraltro condiviso con l'attore di prosa Isidoro Maiquez, famoso per la sua interpretazione di Otello. presso il Teatro Coliseo de los Caños del Peral, incarico che si affiancava ovviamente a quello di primo tenore. Per questo teatro García continuò anche la sua attività di compositore, e qui, nel 1805, videro la luce il suo monodramma comico, El poeta calculista, e l'opereta, El cautiverio aparente, che riscossero un clamoroso e duraturo successo. L'aria "Yo que soy contrabandista", proveniente dal primo, divenne popolare in Europa e servì trent'anni dopo a Liszt come spunto per il suo Rondeau fantastique (S.252). La grande carriera europea Dopo essere stato nominato "compositore del Teatro del Príncipe",In seguito Teatro Español. a Madrid, senza peraltro riuscire ad assumere materialmente la carica, nel 1807 si trasferì a ParigiInsieme alla cantante Joaquina Sitchez, alias "la Briones", che si era esibita con lui e la moglie durante il soggiorno madrileno e che aveva alla fine preso il posto di quest'ultima, dandogli anche, nel 1805, un primo figlio, Manuel. per esibirsi nel Théâtre des Italiens, dove debuttò nel 1808 con il ruolo di Gualtiero nella Griselda di Paër.Il Théâtre des Italiens si era allora trasferito al Théâtre de l'Odéon, peraltro a sua volta ridenominato Théâtre de l'Impératrice. Italia Seguì quindi un nuovo trasferimento, nel 1811, in Italia. García partecipò alla stagione autunnale del Teatro Carignano, a Torino, dove cantò in Camilla di Ferdinando Paër (Conte Loredano), Le nozze di Figaro di Wolfgang A. Mozart (Conte d’Almaviva), L’ingiusta critica alle donne ossia Il portantino di Adolfo Bassi (Fernando), Ser Marcantonio di Stefano Pavesi (Medoro). Giunse quindi a Napoli, dove era stato scritturato da Barbaja per i Teatri Reali, e dove sarebbe restato fino al 1816: in questo periodo, dopo aver usufruito dei fondamentali insegnamenti del vecchio tenore e ora maestro di canto Giovanni Ansani, la cui scuola risaliva forse addirittura a Niccolò Porpora, cambiò gradualmente il suo repertorio. García, infatti, era inizialmente un tenore di mezzo carattere votato al genere comico, ma, grazie al vigore interpretativo che lo contraddistingueva, poteva affrontare, con opportune modifiche, anche parti di baritono come il Conte delle Nozze mozartiane. A Napoli si accostò gradualmente al repertorio "serio". Per quanto Andrea Nozzari, baritenore, fosse il principale tenore di forza nella compagnia di canto dei Reali Teatri di Napoli, García cantò personaggi di carattere drammatico in opere serie di un gran numero di compositori coevi e fu, in particolare, il primo Achille nellEcuba dello sfortunato Manfroce (1812), il primo Egeo nella Medea in Corinto di Mayr (1813), e, soprattutto, il primo Norfolk nell'Elisabetta, Regina d'Inghilterra all'esordio di Rossini nell'opera seria a Napoli (1815). Va considerato che solo a Napoli García ebbe occasione di portare in scena lavori scritti da altri compositori per la sua voce. L'unica occasione di questo genere fuori della capitale del Regno delle Due Sicilie venne quando per Gioacchino Rossini, all'inizio del 1816, creò a Roma il ruolo di Almaviva nella prima esecuzione de Il barbiere di Siviglia. Durante il suo soggiorno napoletano, García continuò anche la sua attività di compositore ed al San Carlo videro la luce alcune sue opere, a cui prese parte anche come cantante: Il califfo di Bagdadlibretto della prima esecuzione consultabile su: http://corago.unibo.it/evento/CMBM16581 (1813), appartenente al genere comico, e Jella e Dallatonevento censito in: http://corago.unibo.it/evento/CMBM16582 (1814), appartenente invece al genere serio, inoltre la cantata Diana ed Endimione (1814), in cui esordì la giovanissima figlia Maria Felicia, poi nota come Maria Malibran. Diversamente da quanto a lungo ritenuto, dopo il Barbiere dato a Roma, García non lasciò l'Italia, ma tornò per qualche mese a Napoli riprendendo le mansioni di Primo tenore di Camera e di Cappella della corte borbonica diretta da Giovanni Paisiello, che ebbe per il tenore spagnolo la massima stima. Proprio Paisiello, tra l'altro, intervenne perché García ottenesse il permesso di recarsi a Roma per il Barbiere.Napoli, Archivio di Stato, Prot. Pand. fs 620, f. 9r, 9v. [Musica della Real Camera e Cappella]. La partenza da Napoli avvenne nell'aprile del 1816. Il registro dei passaporti riporta che la meta sua e della sua famiglia era "l'America": ciò attesta che egli aveva intenzione di varcare l'Oceano Atlantico circa dieci anni prima di quando riuscì effettivamente a farlo.Napoli, Archivio di Stato, Ministero Affari Esterni – Registro de’ passaporti, 1816, n. 6218. Un altro avvenimento importante del soggiorno italiano di García fu l'aggregazione alla prestigiosa Accademia Filarmonica di Bologna, avvenuta il 25 novembre del 1813 senza che egli fosse presente, poiché egli la richiese come cantante e non come compositore, quindi senza che vi fosse necessità di una prova pratica.Bologna, Accademia Filarmonica, Archivio, II/5, Verbali, p. 22.
Parigi e Londra Tornò quindi a Parigi al Théâtre des Italiens dal 1816 al 1824: durante questo periodo, il più fulgido della sua carriera, egli si esibì, anche a Londra, sia in ruoli di baritenore, serio (soprattutto Otello) e di "mezzo carattere" (Paolino ne Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa), sia, con qualche aggiustamento, in ruoli di tenore contraltino (Lindoro ne L'italiana in Algeri), e perfino come baritono nel repertorio mozartiano (protagonista del Don Giovanni e Conte di Almaviva ne Le nozze di Figaro). Continuò altresì, a pieno ritmo, la sua carriera di compositore e opere da lui musicate furono messe in scena allOpéra-Comique (Le prince d'occasion, 1817, e Les deux contrats de mariage, 1824), al Théâtre des Italiens (Il fazzoletto, 1820), al Gymnase Dramatique (La meunière, 1821), oltre che nel tempio maggiore dell'Académie Royale de Musique (Opéra) (La mort du Tasse, 1821, soprattutto,La mort du Tasse fu probabilmente la più notevole e ben accolta tra le opere parigine di García, ed ebbe anche il riconoscimento di un'edizione de luxe della partitura, a quattro mesi dalla sua prima esecuzione (Radomski, p. 346). e Florestan, ou Le conseil des Dix, 1822). A Parigi egli si affermò anche come valente maestro di canto. In tale veste, riuscì a convincere il riluttante primo tenore dell'Opéra, Louis Nourrit, a permettere al figlio Adolphe di intraprendere, sotto i suoi insegnamenti, una fulgida carriera canora,. e si dedicò in particolare ai propri eredi: la figlia di primo letto Josefa (1803-1850),James Radomski, Introduction, in Manuel García, L'isola disabitata, Middleton, A-R Editions, 2006, p. XII. e i due maggiori nati dal secondo matrimonio, Manuel, la cui fama come didatta avrebbe superato quella del padre, e Maria, poi passata alla storia con il cognome Malibran. Ebbe inoltre tra i suoi allievi anche il futuro soprano donizettiano Henriette Méric-Lalande. Nel 1824, aprì un'accademia di canto a Londra e pubblicò anche un saggio dal titolo Exercises and Method for Singing.Exercises and Method for Singing, with an Accompaniment, for the Piano Forte, composed and dedicated to Miss Frances Mary Thompson, by Manuel García, London, T. Boosey & Co., 1824. Si è a lungo ritenuto che il piccolo, e poco significante saggio, fosse la traduzione dell'omologo francese intitolato Exercises pour la Voix, ma, secondo James Radomski, le ultime ricerche hanno consentito di accertare che "la versione francese non uscì fino al dicembre del 1824" ed è quindi posteriore a quella inglese (...Chronicle..., p. 170, nota 26). La tournée americana