Taxi è una raccolta di racconti scritta dallo scrittore e regista egiziano Khaled Al Khamissi. Pubblicato al Cairo nel 2007, l'opera è un viaggio nella sociologia urbana della capitale egiziana attraverso le voci dei tassisti. Primo libro scritto in dialetto egiziano.
Questo libro riprende la tradizione delle Maqāmāt che ebbero in Yūsuf Idrīs, Badi al-Zaman al-Hamadani e in Qasim ibn Ali i loro massimi rappresentanti.
Trama Sottolineando le più diverse specie di tassisti del pianeta, questo sorprendente ritratto svela le inquinate e spietate strade del Cairo, una città che semplicemente rifiuta di fermarsi. Raccogliendo 58 monologhi fittizi dei tassisti cairoti, l'autore ricrea esperienze reali mentre attraversa la città. Questo romanzo porta i lettori su una montagna russa di emozioni irregolari e rumorose come le strade esplosive e caotiche della città. Descritte come una sociologia urbana, una etnografia contemporanea, un classico della storia orale e anche un lavoro di poesia in movimento, queste narrazioni raccontano storie di lotta per la sopravvivenza e per la dignità degli 80.000 tassisti del Cairo. Scritta in modo colloquiale, questa singolare antologia combina acute riflessioni con le intuizioni di fede dell'uomo della strada.
Scrittura Taxi è il primo libro egiziano scritto in dialetto che raggiunge il successo. Una tradizione di scritti in dialetto - arabo colloquiale - è sempre esistita nel mondo arabo, ma non ha mai ottenuto l'approvazione dell'establishment letterario. Tuttavia, negli ultimi anni una nuova generazione di giovani arabi autori - tra cui Mohamed Salah al-'Azab, Ahmed al-Aidi, Ahmed Nagi, Imam e Tareq al-Nail Tokhi - ha iniziato un innovativo movimento letterario conosciuto come al-Riwaya Al-Gadida (Il nuovo romanzo), legata al fenomeno dei blogger.L'uso dell'arabo colloquiale egiziano è un'interessante novità nel mondo dell'editoria. Se la lingua del popolo è sempre stata relegata al massimo ai dialoghi tra i personaggi, di recente sta cominciando ad acquisire una sua dignità letteraria e questo accade grazie a quel potentissimo strumento ch è Internet. Fiorisce anche in Egitto il fenomeno dei Blog, la maggior parte dei quali scritti in arabo egiziano.
Critica Questo libro ha ricevuto molte recensioni positive: «Dopo la lettura di Taxi il visitatore avrà imparato molte cose sulla vita quotidiano degli egiziani, sulle loro frustrazioni, sulle loro piccole grandi miserie, sul disprezzo quasi generale delle istituzioni e, soprattutto, sulla loro mancanza di prospettive.»Patrice Claude, Internazionale. «Dalle chiacchiere con i conducenti è scaturito un libro, in breve divenuto un bestseller. Perché le storie ascoltate nelle convulse vie della capitale lasciano trapelare una denuncia caustica e ironica del malessere sociale che attraversa il Paese.»Elisa Pierandrei, Il Sole 24 Ore. «Pur essendo un'opera di fiction (...) non è un vero romanzo, ma un insieme di quadri in cui si affrontano i temi caldi come la politica, l'economia, la sanità e l'istruzione.»Omayma Abdel-Latif, Internazionale. «Un giornalista, qualche decina di tassisti e una valanga di proteste contro il governo e i politici. Non è la riedizione della rivolta italiana delle auto bianche, ma il soggetto di un libro campione di vendite in Egitto: Taxi, di Khaled Al Khamissi.»Paolo Casicci, La Repubblica «Il libro composto da conversazioni in taxi è diventato un best seller che attraversa il paese. Un ritratto della società egiziana, come l'era del settantanovenne presidente Hosni Mubarak che si avvicina alla fine.»Liz Sly, Chicago Tribune «Il libro parla della resistenza dello spirito umano, è una potente cronaca della colossale lotta per la sopravvivenza.»Baheyya, anonimo ma influente blogger egiziano «Lo leggerai in un giorno e poi tornerai a comprare copie per tutti i tuoi amici.»Baheyya: Art Commentary Media «Un lavoro innovativo che dipinge un quadro veritiero della situazione della società egiziana di oggi, come si è visto da parte di un importante settore sociale.»Galal Amin, economista e sociologo dell'Università Americana del Cairo «Guidano come matti, usano le mani e non i semafori per imporsi nel folle traffico del Cairo, e non hanno il tassametro. Ognuno di loro ha una storia da raccontare, come nel best seller di Khalid Al Khamissi, «Taxi», che dipinge la città con le parole dei suoi tassisti.»Il Giornale, Sabato 18 luglio 2009
Traduzione Taxi è il primo libro egiziano di successo scritto per tre quarti in dialetto. Oltre alle cause e le conseguenze socio-politiche legate all'ingresso prorompente del dialetto nella letteratura egiziana contemporanea, il traduttore dalla lingua araba deve tener conto di una situazione linguistica complessa, in quanto il suo lavoro di traduzione/interpretazione si muove entro un quadro eterogeneo che spazia dall'arabo coranico al dialetto popolare. L'italiano colloquiale con cui è resa la parlata dei tassisti è stato talvolta colorato da termini ed espressioni dialettali meridionali, per lo più napoletane. Questo trova le sue ragioni nel retroterra linguistico del traduttore Ernesto Pagano, e nelle affinità culturali che un meridionale può riscontrare in maniera oggettiva ed empatica confrontandosi con i cairoti. Affinità che inevitabilmente emergono anche nella maniera di concepire le espressioni idiomatiche, gli appellativi, le battute. Fa eccezione il racconto XLI, dove è stato scelto di interpretare col romanesco la parlata del tassista, descritta dall'autore come quella del Limbi, una macchietta del cinema contemporaneo egiziano.
Racconti
I - La grazia di Dio II - I mangia mazzette III - L'intifada dei ladri IV - La corsa e il sonno V - …odafone VI - Sadat, protettore dei migranti VII - È tutto un bizness VIII - Mi piaceva Ciarz Bronzon IX - Il Giorno del Giudizio è vicino X - Iraq… Terra mia XI - Niqab e tacchi a spillo XII - Tamburi di guerra XIII - Cancelliamo la parola americano XIV - Nubi XV - Meglio le Marlboro che il matrimonio XVI - La coscienza e la fame XVII - Fuad, broker tassista XVIII - Un popolo di mendicanti XIX - Elezioni e terrorismo XX - L'associazione illegale dei Fratelli XXI - Pesce, latte e tamarindo XXII - Monologo sull'Iraq XXIII - Lavo il mio spirito nelle acque del Nilo XXIV - 450 lire al mese XXV - Coppa d'Africa: vietato ai poveri XXVI - Solidarietà tassinara XXVII - Affilare i coltelli XXVIII - Cairo cab XXIX - Magari Albertino mi diventa un genio XXX - Scarpe sporche XXXI - ZZZ… Zoccola! XXXII - Deficienza alimentare XXXIII - Mamma Sissi XXXIV - Quando Mubarak va a passeggio XXXV - Edizione «Moine e inciuci» XXXVI - Sarchiapone presidente XXXVII - Caramelle amare XXXVIII - L'invasione dei tucusa XXXIX - Apprendista contrabbandiere XL - Niente diretta XLI - Filosofia del tassinaro XLII - Il mio sogno XLIII - Devastazione edilizia XLIV - La casa abitata XLV - Come la polvere in un bicchiere crepato XLVI - Carte false XLVII - Tragedia egiziana, all'indiana XLVIII - La cantata del tassista XLIX - Mubarak? Un pezzo di pane L - Risate di pancia LI - Impotenza di polli LII - Se il suicidio non fosse peccato… LIII - Mubarak? A me non mi vuole bene LIV - Sicuramente LV - I ricchi predoni della strada LVI - Emicrania LVII - Calvario burocratico LVIII - Angelo nero
Edizioni
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Raccolte di racconti di Khaled Al Khamissi Categoria:Romanzi di viaggio