Radio Sardegna fu un'emittente radiofonica italiana nata a Bortigali, in Sardegna, il 2 ottobre 1943, poche settimane dopo l'armistizio di Cassibile. Sorta per iniziativa di un gruppo di militari addetti alle comunicazioni e mediante l'impiego di apparati del Regio Esercito, fu la prima emittente radiofonica libera dell'Italia successiva alla caduta del fascismo.

L'emittente è nota soprattutto per un primato nella storia mondiale della radiodiffusione: il 7 maggio 1945 fu la prima stazione radiofonica al mondo ad annunciare pubblicamente la fine della seconda guerra mondiale in Europa, anticipando le altre grandi emittenti internazionali. L'annuncio, trasmesso da Cagliari dopo l'intercettazione di una comunicazione militare alleata relativa alla resa della Germania nazista, precedette di circa venti minuti quello di Radio Londra.

Storia Le premesse Nel corso del 1943 la Sardegna assunse una crescente importanza strategica nel teatro mediterraneo. Cagliari, sede di un importante porto militare e prossima all'aeroporto di Elmas, fu sottoposta a ripetuti bombardamenti alleati. Le incursioni più distruttive ebbero luogo il 17, 26 e 28 febbraio e il 13 maggio 1943; dopo gli attacchi di febbraio decine di migliaia di abitanti abbandonarono il capoluogo per rifugiarsi nei centri dell'interno, mentre nel maggio successivo la città risultava ormai in larga parte evacuata e gravemente danneggiata.

La situazione logistica dell'isola era aggravata dall'isolamento rispetto alla penisola e dalla presenza di un consistente schieramento militare. Durante la guerra furono dislocati in Sardegna circa - militari italiani e tedeschi. Il Comando delle Forze Armate della Sardegna, guidato dal generale Antonio Basso, trasferì quindi parte delle proprie strutture lontano dagli obiettivi costieri maggiormente esposti agli attacchi aerei.

La sede principale fu stabilita a Bortigali, centro del Marghine situato ai piedi del monte Santu Padre, in posizione interna e relativamente protetta. La scelta consentiva inoltre di mantenere i collegamenti con la vicina Macomer, importante nodo ferroviario e stradale della Sardegna centrale.

Nell'aprile del 1943 la 47ª Divisione fanteria "Bari" fu schierata nel settore costiero di Oristano; nello stesso periodo la 47ª Compagnia mista telegrafisti e marconisti fu posta alle dipendenze del Comando militare della Sardegna e trasferita a Bortigali, costituendo successivamente il principale nucleo tecnico dal quale sarebbe nata Radio Sardegna. Nei mesi successivi furono trasferiti nell'area anche gli apparati necessari alle comunicazioni fra il comando e le unità dislocate nell'isola..

Una stazione R6 a onde medie, della potenza di circa 1 kW, fu collocata a Birori ed era destinata prevalentemente al traffico radiotelegrafico con il Comando Supremo. Un secondo apparato, una R6 modello 1942 a onde corte della potenza di circa 3 kW e dotata anche delle apparecchiature per le trasmissioni foniche, fu successivamente installato a Lei.Memorie di Armando Migliorini.

L'operazione Mincemeat e il rafforzamento della Sardegna

Fra il 14 e il 24 gennaio 1943, durante la Conferenza di Casablanca, i vertici politico-militari britannici e statunitensi definirono le principali operazioni alleate per il prosieguo della guerra. Il 23 gennaio i Combined Chiefs of Staff impartirono al generale Dwight D. Eisenhower la direttiva per la preparazione dell'invasione della Sicilia, denominata operazione Husky.

Per occultare il reale obiettivo dell'offensiva fu predisposto un ampio programma di depistaggio strategico. Una delle iniziative più note fu l'Operazione Mincemeat, ideata nell'ambito dell'intelligence britannica da Ewen Montagu e Charles Cholmondeley. Il piano prevedeva di far rinvenire alle autorità spagnole il cadavere di un uomo vestito come un ufficiale dei Royal Marines e munito di documenti falsi dai quali risultava che gli Alleati progettavano sbarchi principali in Grecia e in Sardegna, mentre la Sicilia sarebbe stata un obiettivo diversivo.

Il corpo, cui fu attribuita la falsa identità del maggiore William Martin, fu lasciato nelle acque al largo di Huelva il 30 aprile 1943. I documenti giunsero ai servizi tedeschi e contribuirono a rafforzare la convinzione che Sardegna, Grecia e Balcani potessero costituire i principali obiettivi dell'offensiva alleata. Adolf Hitler dispose conseguentemente il rafforzamento di quelle aree, mentre la Sicilia rimase il reale obiettivo dell'operazione Husky.

Nel quadro del rafforzamento delle comunicazioni militari dell'isola fu trasferita dalla penisola anche la R6 a onde corte, installata a Lei insieme a personale specializzato del Genio trasmissioni e posta a supporto della 47ª Compagnia mista telegrafisti e marconisti.

La nascita di Radio Sardegna

Dopo l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943, la Sardegna rimase temporaneamente isolata dalle normali reti di comunicazione della penisola. Gli apparati R6 non erano più impiegati secondo le precedenti esigenze operative e quello a onde corte fu trasferito da Lei alla periferia di Bortigali.

L'idea di utilizzarli per un servizio radiofonico fu promossa dal capitano Pio Ambrogetti, già collaboratore dell'EIAR, insieme al sottotenente Walter Vannini e agli specialisti delle trasmissioni militari. Uno degli scopi iniziali consisteva nel ristabilire un collegamento informativo fra i militari rimasti nell'isola e le loro famiglie nel continente. Nelle settimane successive assunsero responsabilità organizzative anche il capitano del Genio Emanuele Caddeo e il vicecapo di Stato maggiore Enrico Cocco..

Dopo alcune trasmissioni sperimentali e ufficiose, Radio Sardegna iniziò ufficialmente il proprio servizio sabato 2 ottobre 1943 alle ore 13:15. Il quotidiano sassarese L'Isola ne annunciò nello stesso giorno l'avvio con la frase «Oggi inizia l'attività la nuova stazione Radio Sardegna».

Il Comando delle Forze Armate della Sardegna presentò la nuova emittente come uno strumento destinato a integrare l'informazione della stampa isolana, fornire assistenza morale alla popolazione e ai militari e trasmettere verso il continente messaggi destinati alle famiglie. La radio si dichiarava inoltre «libera da qualsiasi influenza straniera» e fedele al governo del re Vittorio Emanuele III..

La prima sede operativa fu ricavata in una delle stanze di un rifugio antiaereo scavato nella trachite a Bortigali; le trasmittenti furono invece collocate in un terreno alla periferia del paese e collegate alla cabina mediante cavi, così da ridurre le interferenze radioelettriche.

Radio Sardegna fu la prima emittente radiofonica libera sorta in Italia dopo la caduta della dittatura fascista.

Programmazione a Bortigali Le trasmissioni si aprivano inizialmente con alcune battute di Cunservet Deus su Re, inno del Regno di Sardegna, coerentemente con la dichiarata fedeltà monarchica dell'emittente. Il marconista Armando Migliorini pronunciava quindi la sigla «Qui Radio Sardegna, libera voce d'Italia fedele al suo Re», cui seguiva il notiziario letto da Walter Vannini.

Il palinsesto del 2 ottobre comprendeva tre notiziari quotidiani di circa quindici minuti, trasmessi alle 13:15, alle 17:15 e alle 22:00. Dal 17 ottobre i notiziari furono ridotti a due e venne introdotto il programma Notizie da casa, dedicato soprattutto alla corrispondenza fra i militari e le famiglie..

Dal 15 novembre la programmazione fu ulteriormente ampliata: i notiziari quotidiani divennero cinque, Notizie da casa fu trasformato in Messaggi da e per il continente, articolato in tre spazi giornalieri di quindici minuti, e furono introdotte due trasmissioni musicali. I dischi utilizzati provenivano in larga parte da raccolte messe a disposizione dai militari e dagli abitanti di Bortigali. Complessivamente la programmazione quotidiana raggiunse circa 150 minuti.

Il controllo alleato Dopo l'armistizio le forze tedesche presenti in Sardegna evacuarono progressivamente l'isola verso la Corsica; successivamente giunsero in Sardegna contingenti e rappresentanti alleati.

L'attività di Radio Sardegna attirò l'attenzione del Psychological Warfare Branch, l'organismo angloamericano responsabile della propaganda e del controllo dell'informazione nei territori liberati. In Sardegna il PWB fu rappresentato da Guido D'Agostino, scrittore italoamericano proveniente dall'Office of War Information e comunemente indicato dagli italiani come «maggiore», benché fosse un civile.

Gli Alleati sottoposero l'emittente alla propria supervisione e ne riorganizzarono progressivamente il personale. Alla redazione furono affiancati giornalisti e collaboratori ritenuti affidabili, fra i quali Jader Jacobelli, mentre Armando Rossini assunse la direzione della radio. L'impiego dell'apparato R6 a onde corte fu interrotto, limitando temporaneamente la possibilità di raggiungere direttamente il continente..

Secondo le testimonianze raccolte successivamente dalla Rai, D'Agostino esercitò tuttavia un controllo poco invasivo e favorì lo sviluppo di un'informazione radiofonica meno propagandistica rispetto all'esperienza dell'EIAR; proprio in riferimento al carattere libero e ancora artigianale dell'emittente Jacobelli coniò successivamente la definizione di «Radio Brada».

Il trasferimento a Cagliari La riduzione della portata delle trasmissioni e la posizione periferica di Bortigali spinsero il comando e la direzione a trasferire Radio Sardegna nel capoluogo. Nel gennaio 1944 l'emittente e parte della 47ª Compagnia trasmissioni furono quindi trasferite a Cagliari, dove fu resa disponibile una trasmittente della potenza di 5 kW..

Le prime apparecchiature furono collocate in alcuni ambienti sotterranei del quartiere di Is Mirrionis, già utilizzati come rifugi antiaerei. La R6 fu sistemata nell'area di piazza d'Armi, mentre redazione, studi e alloggi del personale furono ricavati in strutture militari della zona..

Armando Rossini fu il primo direttore della fase cagliaritana. Gli succedettero il capitano Carlo Sequi e il giornalista Mino Pezzi. Nell'ottobre 1944 giunse a Cagliari Amerigo Gomez, inizialmente con funzioni di supervisione; il 16 gennaio 1945 assunse formalmente la direzione dell'emittente, succedendo a Pezzi.

A Cagliari il palinsesto si ampliò considerevolmente e comprese programmi d'informazione, musica, cultura, intrattenimento e trasmissioni religiose. Fra i collaboratori figuravano Jader Jacobelli e, durante il servizio militare in Sardegna, Fred Buscaglione, che partecipò alle rubriche musicali e culturali. La domenica venivano inoltre trasmessi interventi religiosi del cappellano militare don Paolo Carta. Dal 1944 l'emittente assicurò una programmazione quotidiana..

Nel maggio 1945 Radio Sardegna lasciò le sistemazioni provvisorie e si trasferì in locali più ampi nell'ex sede della Gioventù Italiana del Littorio di viale Bonaria 124..

7 maggio 1945: il primo annuncio radiofonico al mondo della fine della guerra in Europa

Il 7 maggio 1945 Radio Sardegna conseguì il principale primato della propria storia: fu la prima emittente radiofonica al mondo ad annunciare la fine della seconda guerra mondiale in Europa, precedendo di circa venti minuti Radio Londra.

Nelle prime ore di quella giornata, alle 2:41, il generale tedesco Alfred Jodl, quale rappresentante dell'Oberkommando der Wehrmacht e del governo di Karl Dönitz, aveva firmato a Reims l'atto di resa militare incondizionata delle forze armate tedesche, che sarebbe entrato in vigore alle 23:01 dell'8 maggio.

Tra le 14:00 e le 14:15 il radiotelegrafista Quintino Ralli, impegnato nell'ascolto delle comunicazioni militari, intercettò una trasmissione proveniente da una stazione alleata di Algeri che annunciava la resa tedesca. Ralli informò immediatamente il direttore Amerigo Gomez, il quale verificò personalmente la comunicazione e raggiunse lo studio insieme all'annunciatore Antonello Muroni. Gomez interruppe quindi la normale programmazione e annunciò: