LAnno dell'elefante () è l'anno che la tradizione islamica indica come anno di nascita di Maometto.
Secondo essa, nell'anno in cui il Profeta sarebbe stato messo al mondo dalla madre Amina bint Wahb (all'incirca il 570 d.C.), un esercito himyarita, condotto dal viceré himyarita Abraha (un liberto originario di Adulis) e in cui figurava almeno un terrorizzante elefante, si sarebbe presentato sotto la Mecca per conquistarla, impadronirsi delle sue ricchezze e mettere più di tutto sotto controllo il pellegrinaggio ( hajj ) che aveva come meta finale il santuario urbano della Kaʿba. Esso era all'epoca come sua divinità principale Hubal, il "Signore della Kaʿba" ( Rabb al-Bayt ), ma Abraha con ogni probabilità voleva trasformarlo in una chiesa cristiana.
Collocazione storica La spedizione sembra avere basi storiche abbastanza plausibili, dal momento che s'inquadrava nel complesso piano di operazioni strategico-tattiche che avevano portato a un'alleanza fra Bizantini e Aksumiti contro i Sasanidi e i loro alleati, tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo.
La tradizione islamica vuole che a cercare inutilmente di contrastare l'opera di Abraha si fosse mosso il nonno paterno di Maometto, ʿAbd al-Muṭṭalib (la cui autorevolezza gli derivava dalla buona nomea e dall'essere intestatario delle istituzioni della siqāya e della rifāda, con cui i meccani si preoccupavano di approvvigionare rispettivamente con bevande e con alimenti i pellegrini. ʿAbd al-Muṭṭalib non sortì apprezzabili risultati. Il Corano parla però, nella sua sūra CV, del miracoloso sopraggiungere di misteriosi uccelli (definiti abābīl) che avrebbero lasciato cadere sugli assedianti i sassi che portavano tra le zampe: ciò potrebbe simboleggiare forse di un'epidemia di vaiolo scoppiata fra gli himyariti, che avrebbe causato la loro morte e assicurato senza pericoli l'imminente nascita di Maometto.
Problemi cronologici Per quanto la tradizione voglia far coincidere l'anno dell'elefante con il 570, gli studi storici più recenti suggeriscono che, se se ne accetta la storicità, esso debba essere collocato in una data anteriore: da un decennio John L. Esposito, "The Oxford Dictionary of Islam", Oxford University Press (2003), ISBN 0-19-512558-4 a un trentennio prima dei fatti raccontati dalle tradizioni islamiche.
In effetti proprio il fatto che Abraha fosse morto molto prima di quella data avvalora l'ipotesi che la data dell'Anno dell'elefante sia stata in seguito spostata per farla coincidere con l'anno di nascita del profeta Maometto.
Al di là della banale osservazione che verso il 570 Abraha era da tempo morto, a datare la spedizione che transitò per la Mecca esiste la precisa testimonianza epigrafica del 658 del calendario sabeo (che data dal 110 a.C. circa), equivalente al periodo comunque compreso tra il 540 e il 550. In essa il sovrano yemenita fa esplicito riferimento all'avvio dei lavori (l'anno precedente) e alla conclusione dei lavori di restauro della Diga di Ma'rib,Corpus Inscriptionum Semiticarum, Parigi, E Reipublicae Typographeo, 1889, iv, t. II, p. 541 oltre alla fondamentale informazione della sua vittoria ai danni dei sostenitori del figlio del detronizzato Esimiphaios - che sappiamo avvenuta nel 658 - e infine del suo ricevimento di ambasciate inviate dai sovrani d'Abissinia, Bisanzio, Persia, dai Lakhmidi di al-Hira e da al-Harith ibn Jabala, filarca ghassanide.
Note
Bibliografia Il Corano, Introduzione, traduzione e note di Alessandro Bausani, Firenze, Sansoni, 1955.
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