I Gruppi di Combattimento furono unità militari dell'Esercito Cobelligerante Italiano attive, al fianco degli Alleati, durante la seconda guerra mondiale, nella campagna d'Italia e nella guerra di liberazione italiana. Nacquero dalla riorganizzazione del Regio Esercito seguita all'armistizio di Cassibile.
Creati il 23 luglio 1944 su autorizzazione allo Stato Maggiore generale da parte delle forze armate alleate, erano costituiti per lo più da soldati provenienti da varie Divisioni dell'Esercito Regio (ma anche da partigiani e da volontari) equipaggiati, armati e addestrati dall'esercito britannico.Filippo Cappellano, Nicola Pignato "L'Esercito Italiano dall'armistizio al trattato di pace", Storia Militare n.91 e n.91, Albertelli Edizioni Speciali, Parma maggio 2001 ed aprile 2001. Inizialmente formati a partire dalle Divisioni "Cremona" e "Friuli" - ognuna delle quali era composta da circa 10.000 uomini ordinati su due reggimenti di fanteria, uno di artiglieria e unità minori - dopo poche settimane si aggiunsero i gruppi "Folgore", "Piceno", "Legnano" e "Mantova"..
Storia Subito dopo l'annuncio dell'8 settembre dell'armistizio di Cassibile nell'Italia Meridionale e in Sardegna erano presenti 7 divisioni di fanteria del Regio Esercito, oltre a 8 divisioni costiere e al corpo d'armata d'occupazione della CorsicaPignato, Cappellano, art. cit. parte 1 p. 45. Inizialmente queste divisioni furono disarmate dagli Alleati, e solo il 1º Raggruppamento Motorizzato fu utilizzato in combattimento. Intanto venivano costituite unità "ausiliarie" per il supporto logistico e i lavori campali, che furono inquadrate a fine dicembre 1943 nell'"Ispettorato della Manovalanza", successivamente dal 1º luglio 1944 "Ispettorato delle Truppe Ausiliarie"Pignato, Cappellano, art. cit., parte 1 nota 8. Il 22 marzo 1944 il Raggruppamento Motorizzato veniva trasformato in Corpo Italiano di Liberazione (CIL), con gli organici di una divisione rinforzataPignato, Cappellano, art. cit. parte 1 p. 46.
La campagna d'Italia entrò in crisi nella prima metà del 1944, in quanto fu confermato, subito dopo la presa di Roma, che per la fine dell'estate avrebbero dovuto essere ritirati il CEF e il VI Corpo USA (per un totale di sette divisioni) per essere utilizzati per l'operazione Anvil/Dragoon. Questo indeboliva sensibilmente le forze alleate, in un momento in cui ancora non era stata raggiunta la linea Gotica e quindi non si era ancora a conoscenza dell'effettiva capacità tedesca di resistere sull'Appennino. A questi dubbi si aggiungeva la volontà britannica, spinta dalle esortazioni di Churchill che, attraverso la campagna d'Italia, voleva raggiungere Lubiana e Vienna prima delle truppe sovietichePer questi particolari della strategia britannica nella campagna d'Italia, vedi, per esempio, Amedeo Montemaggi, Clausewitz sulla Linea Gotica, Angelini Editore, ISBN 978-88-87930-37-5, "La situazione politico-militare nell'estate 1944" pp. 15-19, di effettuare quanto prima lo sfondamento della linea Gotica. Considerando che era possibile a quel punto una crisi nelle linee alleate per mancanza di forze, venne studiata la possibilità di utilizzare le truppe del Regio Esercito, fino a quel momento concentrate nel CIL, in grandi unità che permettessero una maggiore flessibilità di impiego. La prima proposta di costituzione avvenne il 2 luglio 1944 in un colloquio fra il generale Paolo Berardi (Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito) e il generale Browning (capo della Allied Control Commission)I Gruppi di Combattimento, citata in bibliografia, Mario Montanari "Le operazioni dei reparti regolari italiani: I Gruppi di Combattimento" p. 86 per due gruppi di combattimento, portati a sei alla fine del mese.
I Gruppi di combattimento avrebbero dovuto avere equipaggiamento britannico, dato che gran parte dell'equipaggiamento del Regio Esercito che era stato salvato al sud era stato trasferito ai partigiani jugoslaviVedi tabelle su Pignato, Cappellano, art. cit., parte 1 pp. 48-49, mentre le divisioni che avevano respinto i tedeschi dalla Corsica erano state costrette a lasciare il loro equipaggiamento alle forze francesi.
L'entrata in linea dei gruppi era prevista appena superata la fase di addestramento, quindi entro la fine ottobre 1944 ("Friuli"), entro la prima metà di novembre ("Cremona"), entro la prima metà di dicembre ("Legnano" e "Folgore") ed entro la prima metà di gennaio ("Mantova" e "Piceno"); in realtà i tempi furono sensibilmente più lunghi, tanto che i primi gruppi entrarono in linea solo nel gennaio 1945, il "Mantova" rimase in riserva all'VIII armata britannica e il "Piceno" fu trasformato in unità di addestramento.
Organico
Nel settembre 1944 l'Ufficio ordinamento e mobilitazione dello Stato maggiore del Regio esercito pubblicò le tabelle organiche relative al Gruppo di combattimento, che era ordinato nel seguente modo:
Comando di Gruppo (quartier generale, 2 sezioni miste Carabinieri reali, nucleo inglese di collegamento, officina media) 2 reggimenti di fanteria, ognuno su: Compagnia comando di reggimento (plotone comando, plotone servizi, autocarreggio) Compagnia mortai da 76 (2 plotoni mortai; totale: 8 mortai da 76) Compagnia cannoni controcarri da 57/50 (plotone comando, 4 plotoni cannoni; totale: 12 pezzi da 57/50) 3 battaglioni di fanteria, ognuno su: Compagnia comando di battaglione (plotone comando, plotone collegamenti, plotone esploratori-guastatori) 3 compagnie fucilieri (ognuna su plotone comando, 3 plotoni fucilieri; totale: 3 mortai da 50) Compagnia armi di accompagnamento (plotone comando, plotone pionieri, plotone carrette cingolate, plotone mortai, plotone cannoni; totale: 4 mortai da 76, 14 mortai da 50, 2 pezzi da 57/50) Officina leggera Reggimento di artiglieria Reparto comando di reggimento (sezione comando, autocarreggio) 4 gruppi cannoni da 88/27 (ognuno su 2 batterie cannoni; totale: 8 pezzi da 88/27) Gruppo controcarri da 76/55 (2 batterie controcarri; totale: 8 pezzi da 76/55) Gruppo controaerei leggeri da 40/56 (2 batterie controaerei; totale: 12 pezzi da 40/56) 2 officine leggere Battaglione misto genio (2 mortai da 50) 2 compagnie artieri (ognuna su plotone operai, 2 plotoni artieri, plotone artieri d'arresto) compagnia teleradio (plotone teleradio per comando gruppo, 2 plotoni teleradio per reggimento fanteria, plotone teleradio per reggimento artiglieria) 2 officine leggere Sezione sanità (2 reparti autocarreggiati, reparto portaferiti, plotone disinfezione e difesa antimalarica) 2 ospedali da campo Compagnia trasporti e rifornimenti (3 plotoni trasporti, 3 nuclei autieri di riserva, 2 plotoni misti) Deposito mobile materiali di artiglieria e genio
Come si vede i gruppi di combattimento erano strutturati come divisioni di fanteria binarie (cioè su due reggimenti di fanteria e uno di artiglieria), come quelle con cui l'Italia aveva combattuto nella prima parte della guerra ma, rispetto alla divisione Pariani, avevano un quantitativo di armi di appoggio superiore sia numericamente sia qualitativamenteI Gruppi di Combattimento, citata in bibliografia, Mario Montanari "Le operazioni dei reparti regolari italiani: I Gruppi di Combattimento" p. 88. Tuttavia, di fronte a queste situazioni sulla carta, i Gruppi ebbero spesso un organico ridotto, soprattutto nella componente di artiglieria campale (su due/tre Gruppi anziché i quattro previsti), e neppure questo organico fu sempre raggiuntoPignato, Cappellano, art. cit., parte 1 p. 56.
Le tabelle organiche del Gruppo di Combattimento assommavano quindi a un totale di 432 ufficiali italiani e 7 ufficiali britannici, 8.758 sottufficiali e truppa, 2.513 mitra Thompson, 502 fucili mitragliatori Bren, 201 lanciabombe controcarro PIAT, 40 mortai Ordnance ML 3-inch, 140 mortai leggeri da 50 mmSecondo la terminologia britannica, Ordnance SBML 2-inch mortar., 36 cannoni controcarro da 57/50Secondo la terminologia britannica, Ordnance Quick-Firing 6-pounder 7 cwt. e 8 da 76/55Secondo la terminologia britannica, Ordnance Quick-Firing 17 pounder., 32 obici-cannoni da 88/27 mmSecondo la terminologia britannica, Ordnance Quick-Firing 25-pounder. e 12 cannoni contraerei da 40/56Secondo la terminologia britannica, Ordnance Quick-Firing 40-mm Mk.III.. L'equipaggiamento quindi era britannico e così le uniformi, che tuttavia conservavano mostrine, stellette militari e distintivi di grado del Regio Esercito e portavano una fascetta tricolore sulla manica sinistraInizialmente doveva essere una sottile fascetta tricolore infilata sull'estremità esterna della controspallina sinistra, ma fu sempre invece usato il rettangolino illustrato di seguito, cucito appunto sulla manica sinistra (a imitazione dei flash britannici)..
Volutamente i Gruppi di Combattimento erano privi di una componente corazzata, tuttavia in alcune occasioni furono appoggiati da componenti corazzate britannichePignato, Cappellano, art. cit., parte 1 p. 54.
Il reclutamento Il reclutamento nei gruppi di combattimento fu effettuato principalmente tra il personale delle Forze Armate (Regio Esercito e Regia Marina) inquadrato nelle unità rimaste organizzate dopo l'8 settembre o da personale sbandato proveniente dai centri di raccolta. Questo comportò problemi non indifferenti sia dal punto di vista organizzativo sia addestrativo, dovendo riunire personale già con esperienza in combattimento ("Cremona", "Friuli"), a volte anche considerevole (gli elementi già del Corpo Italiano di Liberazione confluiti dei gruppi Legnano e Folgore), con personale proveniente da unità mai prima impegnate in azione o addirittura del tutto privo di addestramento al combattimento terrestre (come larga parte del personale di marina del gruppo Folgore). Consistente fu anche l'afflusso di personale volontario o proveniente da unità partigiane.
Tra le unità partigiane, l'unico inserimento organico a livello ufficiale nei gruppi di combattimento fu quello della "Brigata Gordini" (XXVIII Brigata Garibaldi) nel gruppo "Cremona" a partire dal 19 febbraio fino al 19 maggio 1945Nicola Lablanca, op. citata in bibliografia, Arianna Franceschini, Le fonti dell'Archivio dell'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito, p. 171, ma non mancarono aggregazioni "non ufficiali" di altre formazioni, quali gli elementi della "Brigata Bianconcini" (XXVI Brigata Garibaldi)Elementi della XXVI Brigata avevano già combattuto a Monte Battaglia alla fine del settembre 1944 a fianco del 350º reggimento della 88ª divisione fanteria statunitense. Vedi Amedeo Montemaggi, Clausewitz sulla Linea Gotica, Angelini Editore, ISBN 978-88-87930-37-5, "Monte Battaglia - la vittoria rifiutata" pp. 168-177 inquadrati nella Prima compagnia partigiani Folgore Alessandro Bianconcini del "Reggimento Nembo"Nicola Lablanca, op. citata in bibliografia, Arianna Franceschini, Le fonti dell'Archivio dell'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito, p. 205, parte del gruppo di combattimento "Folgore".
Numerosi altri ex-partigiani (molti dei quali militari del regio esercito) erano già affluiti nelle file del Corpo Italiano di Liberazione (quali i circa 2.000 volontari e partigiani dell'Italia centrale, che in parte confluirono nel Battaglione alpini "Abruzzi", poi "L'Aquila", successivamente inquadrato nel gruppo di combattimento "Legnano") o gli oltre 1.000 partigiani toscani ed emiliani delle divisioni partigiane Garibaldi "Arno" e "Modena" che confluirono nel Regio Esercito nella primavera del 1945, praticamente a guerra finita.F.Cappellano, S.Orlando, L'Esercito Italiano dall'armistizio alla Guerra di Liberazione, pp. 173-174