Il Carnevale di Mamoiada è "uno degli eventi più celebri del folclore sardo" . Le sue maschere sono:

I Mamuthones: uomini col viso ricoperto da una maschera nera dai rozzi lineamenti, vestiti con pellicce scure e provvisti di campanacci appesi sulla schiena. Fanno la prima apparizione il 17 gennaio in occasione della festa di sant'Antonio, subito dopo per la domenica e il martedì del carnevale mamoiadino; oggi sono anche attrazione di molte feste folkloristiche di altri paesi dell'isola e nel mondo.Raffaello Marchi, Le maschere barbaricine, in "Il Ponte", VII, 9-10 settembre/Ottobre 1951, pp. 1354-1361Giulio Angioni, Sagre, riti e feste popolari della Sardegna, (a cura di) G. Deidda e A. Della Maria, Newton Compton, Roma

Gli Issohadores: uomini vestiti in corpetto rosso, maschera bianca, sa berritta (copricapo), cartzas (o cartzones, pantaloni bianchi) e s'issalletu (piccolo scialle), che scortano i Mamuthones. Con dei lacci catturano le giovani donne in segno di buon auspicio per una buona salute e fertilità. Un tempo venivano catturati i proprietari terrieri per augurare loro una buona annata ed essi, per sdebitarsi dell'onore ricevuto, portavano tutto il gruppo a casa loro e offrivano vino e dolci. Oggi l'attenzione spesso viene rivolta alle autorità locali, ma l'intento rimane immutato.Raffaello Marchi, Le maschere barbaricine, cit.Giulio Angioni, Sagre, riti e feste popolari della Sardegna, cit.

Note

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