Biografia

Gino Baratta nasce il 10 agosto 1932 a Revere, provincia di Mantova.

Il padre Felice e lo zio Francesco sono artigiani specializzati nella tornitura del legno.Luigi Lonardo, Dedalo e il labirinto-Saggio su Gino Baratta, Casa del Mantegna, Mantova, 1995, pp. 25-47.

Nel 1952 consegue la maturità classica al Liceo Virgilio di Mantova. È suo insegnante di lettere Emilio Faccioli, che lo incoraggia a coltivare il gusto per la letteratura e per ogni altra forma d'arte. Nel 1965, insieme a lui, tradurrà dal francese, per la Casa Editrice Einaudi, il volume di Henri Focillon, L'arte dell'OccidenteHenri Focillon, L'arte dell'Occidente, traduzione di Emilio Faccioli e Gino Baratta, Torino: Einaudi, 1965 ISBN 88-06-59813-9; e a lui dedicherà, alla presentazione mantovana della sua traduzione della Moscheide folenghiana, una serie di considerazioni sul tradurre, pubblicate postume nel 2008 dall'editore G. Arcari.Guglielmo Shakespeare, I 154 sonetti tradotti in sonetti italiani da Ettore Sanfelice, Gianluigi Arcari Editore, Mantova, 2008. L'orientamento di Faccioli e la frequentazione dei pittori conterranei Rino Luppi e Lanfranco (Frigeri) - con la cerchia di amici che ruotava intorno a loro - lo appassionano alla pittura e lo conducono ad approfondire le tematiche legate all'analisi dell'opera d'arte. Nella biblioteca dello zio materno, Pietro Pavesi, trova abbondanza di libri. Di quegli anni di letture disordinate e appassionate è la 'scoperta' di Baudelaire e dei poeti maledetti, di Nietzsche, di Jung, di Kerenyi, di Kierkegaard... Legge moltissimo, con una curiosità onnivora, come sarà per tutta la sua vita, spaziando dalla letteratura - con particolare attenzione alla poesia - alla critica letteraria e d'arte, alla filosofia, alla psicanalisi, alla sociologia, all'antropologia. Legge e ascolta musica.

Concluso il Liceo, frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia presso l'Università Cattolica del "Sacro Cuore" di Milano e si laurea in Lettere Moderne, nel febbraio 1958, con una tesi su La poesia cosmografica del '400, relatore il professor Mario Apollonio. Dopo la laurea si dedicherà all'insegnamento e nel 1963 otterrà la nomina in ruolo come insegnante di lettere, prima alle Scuole Medie, poi, nel 1965, alle Superiori: e sarà l'Istituto Tecnico per Geometri Carlo d'Arco di Mantova, la scuola della sua vita; dove - con alcuni colleghi, negli anni 1975 e 1976 - farà anche l'esperienza della Presidenza collegiale.Ivana Ceresa, Giochiamo a ieri - per una memoria politica del Carlo d'Arco, in Venticinque anni di laboriose speranze (1970-1995). Annuario dell'Istituto per Geometri "Carlo d'Arco", Mantova, 1996.

Nel 1960 si sposa con Annarosa Enzi e si trasferisce a Mantova. Hanno una figlia, Valeria.

La sua formazione culturale si arricchisce e si approfondisce attraverso la lezione degli esponenti delle tendenze critiche che si intersecano e si combinano fin dagli anni '50 del Novecento, soprattutto nell'ambito del pensiero fenomenologico (Edmund Husserl, Maurice Merleau-Ponty, Emmanuel Lévinas...) e della "Nouvelle critique littéraire" ( Roland Barthes, Jean Starobinski...): a partire dalla critica di area marxista (Antonio Gramsci, György Lukács...) e della Scuola di Francoforte (Max Horkheimer, Theodor Adorno, Walter Benjamin...), al Formalismo russo (Viktor Šklovskij, Vladimir Propp, Jurij Tynjanov,...), allo Strutturalismo (Ferdinand de Saussure, Roman Jakobson, Claude Lévi-Strauss...) e al Poststrutturalismo (Jacques Derrida, Gilles Deleuze, Félix Guattari...), alla critica semiotica (Julia Kristeva, Algirdas Julien Greimas, Umberto Eco, Maria Corti...), psicanalitica (Charles Mauron, Giacomo Debenedetti) e filosofica (Jacques Lacan, Michel Foucault, Louis Althusser...), a quella stilistica (Ernst Curtius, Leo Spitzer, Erich Auerbach, Gianfranco Contini...) e, soprattutto dalla fine degli anni Settanta, a quella ermeneutica (Hans Georg Gadamer, Hans Blumenberg, Jürgen Habermas...). Per quanto riguarda la critica italiana, particolare interesse riserverà alla Neofenomenologia critica di Luciano Anceschi e al Gruppo 63.L.Lonardo, op.cit., pp. 33-39.

I suoi interessi spaziano in tutti i campi: poesia, teatro, pittura, architettura, cinema e musica; si ancorano profondamente nella contemporaneità e si rivolgono in particolare alle cosiddette "aree marginali", ai "territori di frontiera", dove "fermenta e matura il futuro dell'arte".L. Lonardo, op. cit., pp. 97-102. Le sue predilezioni vanno alle poetiche del Barocco e del Manierismo, alle grandi ermeneutiche del passato e contemporanee, al tema dell'immaginario, che " è accessibile solo nei travestimenti in cui esso si disloca, cioè nei segni"G. Baratta, Immaginario e letteratura, Atti del Convegno mantovano del 1973 Dall'immagine all'immaginario, contenuti in Uso, modalità e contraddizioni dello spettacolo immagine, altro/la nuova foglio editrice, Pollenza-Macerata, 1975.; invariata nel tempo rimane "la chiave formale, lo smontaggio retorico e linguistico dell'evento letterario"Umberto Artioli, Francesco Bartoli, Il viaggio nelle parole e nella memoria, Mantova Provincia,n. 4, anno II, dicembre 1984., di cui testimonia il saggio su Giorgio Manganelli del 1982, raccolto nei Miraggi della Biblioteca. Così come temi ricorrenti sono i motivi del Labirinto - con la sua dimensione disorientante - e della Biblioteca "sotterranea".

Scrive sul quotidiano locale Gazzetta di Mantova, su riviste letterarie come Che fare, Marcatré, Quindici, Il Verri, Anterem, Il Caffè, Il Cobold, Quinta Generazione, Spirali, Testuale, Squero, Studi teatrali, Letteratura.

Nel 1973 collabora con l'Università di Verona. Intenso è il suo impegno nella realtà sociale e locale; partecipa all'organizzazione di eventi culturali e presenta mostre d'arte. Nel 1974 cura con Francesco Bartoli e Zeno Birolli Osvaldo Licini, Errante, eretico, erotico - Gli scritti letterari e tutte le lettere, Feltrinelli, Milano. Nel 1983 scrive un saggio introduttivo su La doppia dimenticanza - Poeti della sesta generazione, per l'Editrice Forum di Forlì. A partire dagli anni Settanta si appassionerà al teatro di sperimentazione e porterà a Mantova, con il Circolo Ottobre, i gruppi di punta della Neoavanguardia e della Postavanguardia teatrale, impegnandoli anche in laboratori per la scuola.Roberto Lorenzoni, Datario delle iniziative del Circolo Ottobre, in Giochi di contrasto - C. Cancellieri e il laboratorio culturale mantovano negli anni '70, Casa del Mantegna, Mantova 2004. Conclusi gli anni Settanta e il periodo dell'utopia collettiva - scrivono gli amici Umberto Artioli e Francesco Bartoli, ambedue docenti universitari di Storia del Teatro - diventano centrali per lui i temi della soggettività e della memoria, del viaggio come "quest che porta al centro, all'origine, al fondo, al desiderio".G. Baratta, Immaginario e letteratura, op.cit. (s.p.). E ancora Umberto Artioli sottolinea, per altro verso, come fosse "... sempre alla ricerca del nesso che stringe in un'unica costellazione l'avventura letteraria e la passione civile. [...]"; e come "Il dialogo, l'intervento, la militanza [fossero] per Baratta una sorta di necessità: di qui i tratti inconfondibili del magistero, praticato con assoluto dispendio di sé in una difficile osmosi tra l'aristocratica raffinatezza dei presupposti culturali e la necessità di diffondere e divulgare" (Umberto Artioli, Prefazione al libro di Luigi Lonardo, Dedalo e il labirinto, pp. 9–10).

Muore il 23 ottobre 1984, a cinquantadue anni, per il male che l'aveva colpito quasi cinque anni prima.

Nel 1998 il Comune di Mantova gli dedica la nuova biblioteca della città: la Biblioteca Mediateca Gino Baratta.

Attività culturale e opere

Specola e Microscopio Nel corso degli studi universitari, collabora alla rivista d'arte e di attualità Specola e Microscopio, edita a Milano. Pubblica articoli su BaudelaireBaudelaire o il sadismo dell'impossibile, Specola e Microscopio, anno II, n. 2, marzo-aprile 1953, pp. 3-4. su Nicola BerdjaevLa statura umana in Nicola Berdjaev, Specola e Microscopio, anno IV, n.3, maggio-giugno 1955, pp. 9-11. su La genesi di Parsifal.La genesi di Parsifal, Specola e Microscopio, anno IV, n.5, settembre-ottobre 1955, pp. 9-12.

Gruppo di Cultura Moderna Agli inizi degli anni Sessanta, insieme ad altri intellettuali mantovani, anima il Gruppo di Cultura Moderna, interessato alle realtà artistiche e letterarie contemporanee. Il Portico Nel 1964 collabora alla nascita a MantovaVladimiro Bertazzoni, Stagione irripetibile: nel 1964 nasceva la rivista "Il Portico", in Mantovani nel mondo, 1999-2000. della rivista d'avanguardia Il Portico, rivista di analisi della letteratura, dell'arte e della filosofia del Novecento. Escono quindici numeri. L'esperienza si chiude nel 1970. Gino Baratta pubblica articoli riguardanti Herbert ReadMotivi dell'estetica di Herbert Read, Il Portico, n. 1, giugno 1964, pp. 3-12.Pretesti critici,(Ricerche sulla letteratura contemporanea),Luigi Leonardi Editore, s.a. (ma 1967), pp. 11-37. Umberto BellintaniNota sulla poesia di Umberto Bellintani, Il Portico, n. 2, settembre 1964, pp. 3-7.Pretesti critici, op.cit., pp. 95-106.Il voltafaccia del linguaggio,a cura di Zeno Birolli, Claudio Lombardi editore, Milano, 1993, pp. 159-171. il Gruppo '63Una letteratura senza pubblico? A proposito del Gruppo 63, Il Portico, n. 2, settembre 1964, pp. 21-24.Il voltafaccia del linguaggio, op.cit., pp. 133-45. Rocco ScotellaroNota sulla poesia di Rocco Scotellaro, Il Portico, n. 6, dicembre 1965, pp. 6-13.Pretesti critici, op.cit., pp. 109-129. Elio PagliaraniLinea di lettura per Elio Pagliarani, Il Portico, nn. 8-9, 1967, pp. 20-23.Pretesti critici, op.cit.pp. 133-160. Roberto Di MarcoStruttura e tecnica di Roberto Di Marco, Il Portico, n. 14, giugno 1969, pp. 17-30. Edoardo Sanguineti.Tempo, spazio e corporeità nel teatro di Edoardo Sanguineti, Il Portico, n.15, agosto 1970, pp. 45-57..

Nel 1967 esce il volume Pretesti critici (Ricerche sulla letteratura contemporanea)Pretesti critici (Ricerche sulla letteratura contemporanea), Luigi Leonardi Editore, Bologna, s.a. (ma 1967)., che raccoglie gli articoli pubblicati dal 1964 al 1966 su Il Portico e uno studio del 1966, Il manierismo: una categoria discussa.Annuario dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Alberto Pitentino" di Mantova, 1966, pp. 31-45.Pretesti critici ,op.cit., pp. 41-66..

Circolo Ottobre Nel 1972 è fra i collaboratori del gruppo politico-culturale il Circolo OttobreCatalogo della Mostra Giochi di contrasto. Cesare Cancellieri e il laboratorio culturale mantovano degli anni '70, Casa del Mantegna, Mantova 27 novembre 2004 - 9 gennaio 2005. ISBN 88-7943-042-4, fondato da Lotta Continua.

Il gruppo mantovano, che subito si rivelerà "trasgressivo rispetto alla linea nazionale"F. Sessi, G. Bernardelli, "Il Circolo Ottobre di Mantova", in "Giochi di contrasto...", op.cit., p.18 organizzerà mostre d'arte, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche d'avanguardia, cicli di conferenze e dibattiti, fino al 1980, data dello scioglimento.

Le iniziative culturali del Circolo Ottobre sono presentate e commentate da articoli scritti sul quotidiano locale da Gino Baratta, che in quelle occasioni non firma col proprio nome ma con quello del Circolo stesso. Fra i molti altri gruppi si esibiscono a Mantova Memè Perlini, il Carrozzone (noto poi come Magazzini Criminali)La scelta del teatro. Il Circolo Ottobre propone Memè Perlini e il Carrozzone per il 4 e l'11 aprile, Gazzetta di Mantova, 25 marzo 1976, p. 10.Il Viaggio, il Mito, lo Spreco, nello spettacolo del Carrozzone, Gazzetta di Mantova, 10 aprile 1976, p. 15.L'allestimento del Carrozzone di Firenze, Gazzetta di Mantova, 13 ottobre 1979, p. 9. il Bread & Puppet TheaterL'ottobre, il Bread & Puppet e il Codice Penale, Gazzetta di Mantova, 17 maggio 1977, p. 19. l'Odin TeatretIl cerchio e la maschera dell'Odin Teatret, Gazzetta di Mantova, 18 ottobre 1977, p. 11.