Il 5º Reggimento Alpini è un reparto dell'Esercito Italiano dipendente dalla Brigata alpina "Julia" con sede a Vipiteno in Provincia di Bolzano, comandato dal Colonnello Riccardo Venturini dall'11 ottobre 2024.

Storia Origini Il Reggimento viene costituito il 1º novembre 1882 a Milano, con al comando il Colonnello Carlo Goggia, i suoi Battaglioni originari "Val Dora", "Moncenisio", "Valtellina", "Alta Valtellina", quattro anni dopo prendono il nome di "Morbegno", "Tirano", "Edolo" e "Vestone".

Circa 150 alpini di questo reparto, inquadrato nel Regio Esercito, vengono schierati dal generale Bava Beccaris come rinforzo nella sanguinosa repressione dei moti popolari e operai scoppiati a Milano nelle giornate fra il 6 e il 9 maggio 1898.

Guerre coloniali

Il primo impiego operativo per gli alpini del 5° avrà luogo in Africa durante la prima guerra d'Eritrea nel 1887-88 nella quale partecipano 6 Ufficiali e 150 uomini di truppa del reparto; negli anni 1895-97 esso è impiegato nuovamente nella Seconda Campagna di Eritrea con personale inquadrato in un battaglione di formazione al Comando del Ten. Col. Davide Menini il quale cadrà sul campo. All'Ufficiale, medaglia d’argento al Valor MIlitare, è dedicata l’attuale caserma sede del Reggimento. Dei 5 Ufficiali, 4 Sottufficiali e 168 di truppa del 5° partecipanti ai combattimenti, torneranno in Patria 1 Ufficiale, 1 Sottufficiale e 93 alpini.

Il Battaglione alpini "Morbegno" fu il primo a sperimentare la cosiddetta uniforme "grigioverde". L'uniforme alpina infatti era inizialmente dall'aspetto sgargiante, tipicamente ottocentesco, frutto delle tradizioni ereditate dalla Regia Armata Sarda, con la giubba turchino scuro e i pantaloni di colore celeste, cosa che non consentiva certo una buona mimetizzazione in ambiente montano. La questione fu dibattuta tra 1904 e 1906 su sollecitazione del presidente della sezione di Milano del CAI, Luigi Brioschi. Nell'aprile 1906, per un esperimento pratico, furono scelti gli alpini del Battaglione alpini "Morbegno" di stanza a Bergamo. L'esperimento fu un successo e nacque così il "plotone grigio", composto di 40 uomini della 45ª Compagnia del "Morbegno", che fece la sua prima comparsa ufficiale a Tirano.Pino Capellini, Nell'Ottocento qui nacque la divisa grigioverde con prove in Maresana, L'Eco di Bergamo, 11 agosto 2009. Alla fine del 1908 l’uniforme "grigioverde" viene ufficialmente adottata per tutto il Regio Esercito.

Il 28 dicembre 1908 un tremendo terremoto investe il territorio calabro-siculo. Per l'assistenza prestata, al Reggimento viene assegnata la Medaglia d'Argento di Benemerenza.

Il Reggimento sul finire dell'anno 1911 giunge a Derna per affrontare la Campagna di Libia.

Negli anni in cui il Reggimento è impegnato sul fronte libico, gli alpini vengono spesso elogiati nei bollettini di guerra: tra gli scontri ai quali prendono parte si ricordano l'episodio della ridotta "Lombardia" (Combattimento del Bu Msafer) che vide protagonista il Battaglione "Edolo" nel 1912 e la presa di Assaba del 1913, alla quale partecipò il Battaglione "Vestone". La campagna si chiude per gli alpini con due medaglie al Valor Militare, una d'argento ed una di bronzo, quest'ultima riportata sul medagliere della Bandiera di Guerra.

Prima guerra mondiale

Negli anni dal 1915 al 1918, il Quinto partecipa alla prima guerra mondiale portando in linea 16 battaglioni: Morbegno, Val d'Intelvi, Monte Spluga, Monte Mandrone Tirano, Valtellina, Stelvio, Tonale Edolo, Val Camonica, Monte Adamello, Monte Ortler Vestone, Val Chiese, Monte Suello, Monte Cavento un reparto d’assalto di Fiamme Verdi

I battaglioni del Quinto operano su tutto il fronte italiano, dai tremila metri del settore occidentale (Adamello- Valcamonica) alla zona dell’Altopiano dei Sette Comuni fino al settore del Medio e Alto Isonzo, del Grappa e del Piave.

Nella Grande Guerra gli alpini del 5° meritarono una medaglia d’argento al Valor Militare, concessa al battaglione “Morbegno” per i fatti d’arme di Monte Fior e Castelgomberto (Altopiano di Asiago, provincia di Vicenza) del 5-8 giugno 1916, quando di fatto il sacrificio degli uomini del "Morbegno" bloccò la cosiddetta Strafexpedition, che segnerà qui il suo punto di massima avanzata sul fronte dell’altopiano; proprio per commemorare questi avvenimenti viene celebrata ogni anno la Festa di Corpo.

Nel 1921 il 5º Reggimento viene inserito nella 2ª Divisione alpina, di stanza a Bergamo (la caserma è oggi occupata dalla galleria GAMeC), portandosi dietro, da Milano, la statua dell'alpino che si difende scagliando un masso contro il nemico.

Nel 1926 il 5º Reggimento torna nella Brigata alpina a Milano, e dal 1936, assieme al 6º e al 2º artiglieria, nella Divisione alpina "Tridentina", che verrà poi sciolta il 10 settembre 1943, dopo il rientro dal fronte russo.

Seconda guerra mondiale

Negli anni 1940- 1943 il Quinto Alpini prende parte alla seconda guerra mondiale con i suoi tre tradizionali battaglioni: “Morbegno”, “Tirano” ed “Edolo”, sui fronti alpino occidentale (Battaglia delle Alpi 1940), Campagna di Grecia (1940 – 1941) e Campagna italiana di Russia (1942 – 1943), ottenendo 2 medaglie d’oro al Valor Militare. I battaglioni del 5° resisteranno per cinquanta giorni di lotta in durissime condizioni climatiche e di terreno in terra greco – albanese. Sul suolo di Russia partecipano a tutti gli scontri che contrassegnano il terribile ripiegamento dell’Armata Italiana in Russia distinguendosi negli scontri di Postojali, Warwarowka, dove il “Morbegno” verrà annientato, e nella Battaglia di Nikolaevka nella quale si distingue il “Tirano”. Al rientro dalla campagna di Russia, come il Comandante del Reggimento Colonnello Giuseppe Adami scrive nell’Ordine del Giorno del 31 marzo 1943, mancheranno all’appello tra morti, feriti, congelati e dispersi, 4130 uomini.

Dall’armistizio dell’otto settembre il 5º Alpini cessa di esistere come unità organica. Anche il Comandante del Quinto, Tenente Colonnello M.O.V.M. Adolfo Rivoir, viene catturato, ma riesce a nascondere la Bandiera e a custodirla durante due anni di prigionia; il Quinto Reggimento Alpini verrà poi ricostituito il 15 marzo 1953, e assegnato alla Brigata Alpina “Orobica” di nuova costituzione con sede a Merano.

Il dopoguerra e la rinascita Viene rifondato solo il 1º gennaio 1953, ed inquadrato nella Brigata alpina "Orobica"; sciolto nel 1975, consegna bandiera e tradizioni al Battaglione alpini "Morbegno".

A seguito della rimodulazione cui andò incontro l’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra, il 5º Reggimento Alpini venne trasformato in Battaglione “Morbegno” ed impegnato in attività emergenziali: soccorso alla gente di Stava (paese colpito nel 1985 da una frana), alluvione in Valtellina nel 1987 e in Piemonte nel 1994, frana della Val di Vizze nel 2012.

Dal 1992 il 5º Reggimento Alpini è ricostituito come Reggimento presso la sede di Vipiteno, inquadrando al suo interno il Battaglione alpini “Morbegno” e la Compagnia Comando. Dal 1º Luglio 2002 il reparto passa alle dipendenze della Brigata alpina "Julia".

L'avvento del professionismo Nel 2000 il Reggimento viene alimentato con volontari in ferma annuale e partecipa, l’anno successivo alla sua prima operazione fuori area in Bosnia nel quadro della missione “Joint Forge”. Nel 2002 presso il Reggimento ha inizio l’alimentazione con personale professionista, VFB e VSP. Il 1º luglio 2002 il Reggimento passa alle dipendenze della Brigata Alpina “Julia”.

Dal Maggio 2003 al Dicembre 2003 il Reggimento partecipa all’operazione “Joint Forge” in Bosnia-Erzegovina quale reparto leader nella struttura del German–Italian Battle Group.

Nel Luglio 2005 il Reggimento è impegnato nell'operazione “Joint Enterprise” in Kosovo, dove opera fino al mese di Gennaio del 2006.

Dall'Agosto 2006 fino al mese di Gennaio 2007 è impiegato presso Kabul (Afghanistan) e nel mese di Ottobre 2010 fino al mese di Aprile 2011 presso Shindand (Afghanistan).

A partire dal 2008 saranno molteplici i mandati di partecipazione all'Operazione Strade Sicure in varie zone d'Italia.

Tra il 2010 e il 2011 ha partecipato alla missione in Afghanistan, operando nella FOB "La Marmora" all'interno dell'aeroporto militare di Shindand, il 28 febbraio del 2011 cadeva vittima, nei pressi della cittadina di Adraskan, il tenente Massimo Ranzani, nello stesso attentato rimanevano feriti altri quattro militari. Nel 2013 la 44ª Compagnia sarà nuovamente inviata in terra afghana a protezione dell'aeroporto militare di Herat.

Il Reggimento partecipa ancora all’operazione “Joint Enterprise” in Kosovo dal Dicembre 2014 al Giugno 2015, come parte consistente del comando del “Multinational Battle Group West”, l’unità multinazionale con competenze sul settore occidentale della regione.

Dal Novembre 2016 al Giugno 2017 il Reggimento partecipa ancora una volta all’operazione” Strade Sicure”, garantendo attività di antisciacallaggio nelle zone colpite dagli eventi sismici dell’Ottobre 2016 in Marche ed Umbria, presidiando i maggiori centri colpiti dal terremoto.

Dal Dicembre 2017 al Giugno 2018, la 44ª Compagnia ed alcune unità del Comando di Reggimento prendono parte all’Operazione “Baltic Guardian” in Lettonia, inquadrati all’interno del “Battle Group Latvia” a comando Canadese nell'ambito della missione NATO Enhanced Forward Presence.

Nel 2018 il reparto è stato impiegato nuovamente in Kosovo, nel 2020 la 47ª Compagnia ed alcune unità del Comando di Reggimento prendono parte alla missione bilaterale italiana in Libia denominata MIASIT.

Il Reggimento

Organico del Reggimento Il Comandante di Reggimento ha alle sue dipendenze il Comando di Reggimento, la Compagnia Comando e Supporto Logistico e il Battaglione Alpini "Morbegno".

Battaglione Alpini "Morbegno" Il Battaglione Alpini "Morbegno" si articola in tre compagnie di fucilieri ed una compagnia di supporto alla manovra composta da specialisti alpieri, controcarri, mortaisti e tiratori scelti.

Comando di Reggimento Compagnia Comando e Supporto Logistico Battaglione Alpini "Morbegno" 44ª Compagnia "L’Ardita" 45ª Compagnia "L’Fer" 47ª Compagnia "L’Audace" 107ª Compagnia Supporto alla Manovra "Là Dove Voglio"

Missioni e operazioni NomeDecorazioniLuogoDataDescrizione Operazione Vespri siciliani 1992 - 1998 Intervento di controllo militare per la lotta alla mafia. Operazione Riace 1993 - 1994 Intervento di controllo militare per la lotta alla 'ndrangheta. Operazione Domino 2001 - 2006 Intervento di controllo militare per fronteggiare la minaccia terroristica internazionale sul territorio italiano. SFOR 2001 Intervento di peacekeeping nella forza multinazionale NATO. SFOR 2003 Intervento di peacekeeping nella forza multinazionale NATO. KFOR 2005 Operazione Joint Enterprise: intervento di peacekeeping nella forza multinazionale NATO KFOR. ISAF 2007 Intervento di peacekeeping Kabul. Operazione Strade Sicure 2008 -in corso Intervento di cooperazione con le altre Forze Armate e Forze dell'Ordine per il controllo del territorio metropolitano delle città. ISAF 2010 Intervento di peacekeeping Shindand. ISAF 2013 Force protection della base NATO di Herat. KFOR 2014 Operazione Joint Enterprise: intervento di peacekeeping nella forza multinazionale NATO KFOR.NATO Enhanced Forward Presence 2017Operazione "Baltic Guardian": rafforzamento della presenza NATO sul fianco est dell’Alleanza. KFOR 2018 Operazione Joint Enterprise: intervento di peacekeeping nella forza multinazionale NATO. MIASIT 2020 Assistenza e supporto al Governo di Accordo Nazionale in Libia, frutto della riconfigurazione, dal 2018, della precedente Operazione “Ippocrate”.MIASIT2021Assistenza e supporto al Governo di Accordo Nazionale in Libia, frutto della riconfigurazione, dal 2018, della precedente Operazione “Ippocrate”.Operazione "Prima Parthica"Iraq2023Contributo nazionale alla Coalizione Internazionale per il contrasto a DAESH.