Iniziò la sua carriera politica con la Rivoluzione francese come deputato del Terzo stato degli Hautes-Pyrénées agli Stati Generali del 1789 e poi come membro della Convenzione nazionale. Inizialmente monarchico costituzionale e finanziato da diversi nobili, si schierò poi su posizioni di estrema sinistra, fu tra i più intransigenti capi montagnardi e uno dei principali fautori e organizzatori del regime del Terrore. Promotore del Comitato di salute pubblica, ne fece parte insieme agli altri capi giacobini, distinguendosi come ispiratore della politica estera aggressiva della Repubblica e della guerra rivoluzionaria contro le monarchie dell'Ancien Régime, e come rigido assertore di provvedimenti terroristici fortemente repressivi contro i nemici interni ed esterni della Rivoluzione, tra cui la legge del 22 pratile anno II e invocando la "distruzione della Vandea" in rivolta.
Fu soprannominato «Anacreonte della ghigliottina» a causa dello stile metaforico e ricercato della sua infuocata oratoria, simile in apparenza alla poesia anacreontica in voga alla fine del XVIII secolo. Fece parte di coloro che elaborarono e votarono le Costituzioni francesi del 1791 e del 1793.
Minacciato dalla nuova politica di Maximilien de Robespierre contraria agli eccessi del Terrore, Barère prese parte alla cospirazione del 9 Termidoro che portò alla caduta e alla morte del capo giacobino e dei suoi seguaci principali. Nonostante questa svolta politica, Barère fu ben presto destituito e imprigionato dalla nuova classe politica termidoriana per le sue posizioni neo-giacobine. Destinato alla deportazione e trasferito sull'isola di Oléron, riuscì a fuggire nascondendosi a Bordeaux e a Tarbes. Tentò una nuova elezione parlamentare durante il Direttorio nel 1797, ma venne richiamato e amnistiato solo da Napoleone Bonaparte durante il Consolato.
Durante la guerra Barère ebbe posizioni pubbliche fortemente anti-britanniche, mentre sembra che in segreto si tenesse in corrispondenza con importanti elementi del governo inglese.Ghita Stanhope, George Peabody Gooch, The Life of Charles, Third Earl Stanhope, 1914, p. 134
Nel 1815 fu eletto deputato durante i cento giorni, ma l'anno dopo fu esiliato dal regime della Restaurazione. Durante la monarchia di luglio, benché anziano, ebbe ancora un incarico politico a livello locale.
Biografia Le origini
Bertrand Barère de Vieuzac, nato a Tarbes (Guascogna, Alti Pirenei), era il nipote di Laurent Barère (1695-1750), un notaio di Bernac-Debat. Anche il primo figlio di questi, Bertrand Barère, marito di Grantianne Dambarrère, fu notaio a Tarbes, ed ebbe una parte importante nei movimenti di denaro tra i membri del clan Barère. Un altro figlio di Laurent Barère fu Jean (1728-1788), il padre del convenzionale: sposato con la nobile Catalina Marrast de Nays, da cui ebbe due maschi - Bertrand e Jean-Pierre – e tre figlie. Procuratore del siniscalco di Tarbes, Jean Barère, proprietario, attraverso la moglie, di un feudo nella valle di Argelès, a Vieuzac, negli Alti Pirenei, trasmise poi a Bertrand questa signoria – da cui il nome aggiunto di Vieuzac – e altri beni siti nella Bigorre, in particolare fattorie a Mauvezin, Vignerie, Abedeille, Nébouzan e altre, ereditate dalla successione del principe Camille de Lorraine.Bibliothèque Nationale, Ms. fichier Charavay, Barère, 1777-1793
A quindici anni Bertrand Barère ottenne la dispensa di poter cominciare anzi tempo gli studi di diritto a Tolosa, città in cui era cresciuto: prestò giuramento nel 1775 e divenne avvocato al Parlamento di Tolosa. Educato come un gentiluomo, del quale aveva del resto le maniere, secondo quanto assicura Madame de Genlis nelle sue Memorie, egli era «l'uomo di tutte le accademie, l'uomo buono per tutti i salotti». Premiato a Montauban per aver composto un panegirico del re Luigi XII, fatto membro dell'Accademia delle scienze di Tolosa per aver studiato una pietra recante un'iscrizione di tre parole latine, nel 1788 fu accolto nellAcadémie des Jeux floraux«Accademia dei giochi floreali» per aver composto tre brevi poesie in lingua occitanica, e fece anche parte della loggia massonica della città.Histoire des journaux et des journalistes de la révolution française (1789–1796) By Léonard Gallois
Due anni dopo, il 14 maggio 1785, sposò a Vic-de-Bigorre la giovanissima - non ancora tredicenne - Catherine-Elisabeth (1772-1852), figlia del nobile Antoine de Monde e di Thérèse de Briquet.R. Launay, Le mariage de Barère, in «Le Correspondant», 1929, I, p. 737-752 Dall'unione nacque un figlio (1788), chiamato Bertrand Barrère, di cui non si sa molto. Nel 1790 la moglie e il figlio si trasferirono a Londra e là rimasero. Nel 1793 Barère divorzio dalla prima moglie e nel 1794 intraprese una relazione con Pierrette Jeanne Charpentier (1763-1824) e in seguito con Gabrielle Victoire Catherine Dadvisard (1771-1841). Precedentemente aveva frequentato Dorothée de Riquet, ghigliottinata nel 1794. Si sposò altre due volte: con Alexandrine Louise Boutinon des Hayes e infine con Marguerite Le Fauconnier, da cui ebbe forse un figlio nato prima del matrimonio.
Dotato di una solida cultura storica e politica, con un'intelligenza superiore alla media, Barère parlava correntemente l'inglese e l'italiano: infine, era in questo periodo un avversario dei philosophes - come dimostra il suo panegirico di Lefranc de Pompignan, allora celebre antagonista di Voltaire e degli illuministi - mostrava sensibilità per l'arte ed era molto socievole.
Nel 1788 partì per Parigi per seguirvi un processo, trascorrendovi una parte dell'inverno. Ritornò a casa all'inizio del 1789, dopo aver saputo della morte del padre. Qualche settimana dopo, partecipò alla redazione dei cahiers de doléances e anche in quell'occasione si fece notare. Presentò la sua candidatura a rappresentante della nobiltà agli Stati Generali ma, poiché voleva estendere la sua fiscalità fino alla superiore nobiltà di spada, la candidatura non fu accettata. Così, egli non fu «che deputato del Terzo stato del siniscalcato di Bigorre e partì per Versailles, dove si aprivano gli Stati generali».David Higgs, nella sua tesi Ultraroyalism in Toulouse, from the origin to the Revolution of 1830, 1973, p. 18, sostiene che Barère, come l'amico Jean-Baptiste Mailhe, intendeva difendere i privilegi della nobiltà, piuttosto che sostenere i nuovi principi borghesi
All'Assemblea costituente All'Assemblea costituente partecipò a dibattiti relativi a proposte di riforma degli istituti giuridici, finanziari e amministrativi. Discusse sulla denominazione da dare alla prima assemblea parlamentare e sottoscrisse la proposta di Legrand, che propose la formulazione di «Assemblea nazionale». Entrò nel «Comitato delle lettres de cachet»Le lettere ufficiali, munite di sigillo, contenenti ordini reali di arresto o di esilio presieduto da Mirabeau, poi nel «Comitato dei beni demaniali e della feudalità», dove mise all'ordine del giorno la questione della restituzione delle proprietà confiscate ai protestanti a seguito della revoca dell'Editto di Nantes, proposta che non avrebbe certamente aggravato il debito pubblico.
Fondò il 10 giugno 1789 il Point du Jour, ou Résultat de ce qui s'est passé la veille à l'Assemblée, un giornale che egli vantava essere stato il primo quotidiano creato a questo scopo dall'inizio della Rivoluzione. Le pubblicazioni cessarono il 21 ottobre 1791, ed egli fece precedere l'edizione completa del giornale da un discorso preliminare nel quale faceva la storia della Rivoluzione dal 27 aprile al 17 giugno 1789, data della costituzione dei Comuni. Il quotidiano dava conto delle discussione e dei decreti dell'Assemblea e si caratterizzava per la sua moderazione: Vi collaborava l'abate Nicolas Madget, traduttore degli articoli per l'Inghilterra.
Secondo Barère, il modello politico ed economico inglese - monarchia costituzionale e bicameralismo - era quello più conveniente per la Francia."Quant à moi qui pensais alors (comme je le pense encore depuis les diverses phases de la Révolution) que la République ne convient pas mieux aux Français que le Gouvernement anglais aux Ottomans, je me rangeai dans la majorité de l’Assemblée qui ne croyait devoir obtenir de la force des événements et des lumières du siècle autre chose qu’une Monarchie constitutionnelle". (B. Barère, Memorie) Barère elogiò Necker nel 1789, fu ricevuto da M.me Necker, adulandone lo spirito, frequentò il conte e la contessa Guibert, e fu un seguace di Mirabeau, considerandolo un vero e proprio modello da seguire: di Mirabeau pronuncerà nell'aprile del 1791 l'elogio funebre. Dopo le giornate del 5 e 6 ottobre 1789Quando il popolo parigino costrinse Luigi XVI a fare ritorno a Parigi da Versailles e il ritorno dell'Assemblea nazionale a Parigi, Barère prese alloggio nell'hôtel particolare del sindaco Jean Sylvain Bailly, che poi abbandonò quando Bailly cadde in disgrazia, del quale sembra essere stato intimo.
Egli era stato anche introdotto al Palais-Royal, residenza del duca d'Orléans, cugino del re, grazie alla raccomandazione della principessa Rohan-Rochefort, testimone al suo matrimonio. La principessa, nota per la sua originalità, essendo nata Rothelin faceva parte della famiglia d'Orléans: teneva salotto ed estese relazioni nell'ambiente aristocratico, così che poté dare a Barère la spinta necessaria per varcare la chiusa cerchia dei famigliari del duca.Camille Desmoulins, Le Vieux Cordelier nº5, 5 nivôse an II (25 décembre 1793).
Barère si recò per la prima volta a Londra verso l'estate del 1790, accompagnato dalla moglie e dal figlio, per trarre beneficio dalle aperture politiche e dalle relazioni ministeriali del duca d'Orléans, anch'egli esiliato in Inghilterra dopo i fatti del 6 ottobre 1789.L. H. Carnot, Notice historique sur Barère, 1842 Fu ricevuto come membro d'onore della società costituzionale londinese, che doveva passare sotto l'influenza del Partito conservatore. Prese alloggio presso Westminster, dove moglie e figlio vissero per anni sotto falso nome, ricevendo una pensione da Barère tramite Jean-Frédéric Perregaux, suo protetto nel periodo del Regime del Terrore.
Tornato a Parigi, Barère frequentò i circoli massonici, in particolare il Cercle social e il Club de Valois e fu poi un habitué del Parc Monceau e del castello di Raincy, presso Parigi, dove si davano convegno gli intimi del duca d'Orléans. Vi conobbe così Agnès de Buffon, l'amante del duca, che invano solleciterà Barère durante il Terrore di intervenire a favore del marito; conobbe altresì, tra gli altri, Antoine Omer Talon, lo zio di questi, Maximilien Radix de Sainte-Foix, il dottor Geoffroy Seiffert e Nathaniel Parker-Forth, un referente del governo britannico. Altro salone nel quale era assiduo era quello di Madame de Genlis, a Bellechasse, nel Faubourg Saint-Germain, dove poteva vedersi spesso con il futuro Luigi Filippo. Qui brillavano la figlia del duca, Adélaïde d'Orléans e le sue probabili sorellastre, Henriette e Paméla, che forse il duca aveva avuto al tempo della sua relazione con Madame de Genlis e che aveva fatto adottare utilizzando le conoscenze di Nathaniel Parker-Forth. Barère fu nominato tutore di M.lle Pamela, fin quando questa si sposò nel 1792.
Questo incarico, che si sommava agli introiti derivanti dalle sue proprietà, comportava una rendita di 12.000 lire, corrispondenti agli interessi fruttati da un capitale di 240.000 lire, che era stato mascherato sotto forma di donazione.