Per limes orientale (in latino limes Orientalis), si intendeva il sistema di fortificazioni a difesa dell'Oriente romano che collegava Trapezus (Trapezunte) con Aelana (insediamento nella zona delle odierne Eilat e Aqaba), dalle popolazioni seminomadi di Nabatei, Arabi e Palmireni, dal regno d'Armenia e soprattutto dall'Impero dei Parti prima, e Sasanidi poi.

Divisione interna del limes Tre erano i principali settori del limes romano orientale: il limes cappadocio e del Ponto Eusino (creato a partire dall'imperatore Tiberio nel 17 con l'annessione della provincia romana di Cappadocia), unitamente a quello armeno (spesso al centro di guerre tra Romani e Persiani per numerosi secoli); il limes mesopotamico, creato in modo discontinuo a partire dalle campagne partiche di Traiano degli anni 114-117; il cosiddetto limes arabicus, che collegava l'Eufrate al Mar Rosso dopo circa  km, a sua volta diviso in due sub-limes: quello siriano, creato a partire dalla conquista della Siria di Gneo Pompeo Magno nel 65 a.C. e rinforzato soprattutto da Diocleziano con la omonima strada; e quello d'Arabia/Giudea/Palestina, creato a partire dall'annessione definitiva di Giudea (nel 44) e Arabia (nel 105/106, con la successiva costruzione dell'importante Via Nova Traiana degli anni 111-114, che dopo 267 miglia congiungeva Aelana con Bostra).

Storia del limes orientale dell'Impero romano

Le difficoltà di difendere tale limes erano da ricercarsi soprattutto nel fatto che si trattava di un sistema di fortificazioni assai discontinue, che si trovavano in paesi dove scarse erano le risorse idriche e di approvvigionamento.

Province/diocesi settentrionali-orientali

Il settore settentrionale del limes orientale difendeva le coste del Pontus Euxinus, il protettorato o la provincia romana d'Armenia e la provincia di Cappadocia. Si espone una breve sintesi della storia/formazione delle province sopra elencate.

EVOLUZIONE DELLE PROVINCE ORIENTALI-SETTENTRIONALI (FUTURA DIOCESI DEL PONTO) prima della conquista romana regno di Bitinia regno del Ponto regno di Galazia regno di Cappadocia regno di Armenia dal 74 a.C. prov. di Bitinia regno del Ponto regno di Galazia regno di Cappadocia regno di Armenia dal 63 a.C. prov. di Bitinia e Ponto regno di Galazia regno di Cappadocia regno di Armenia dal 36 a.C. Bitinia e Ponto regno di Galazia(protettorato romano) regno di Cappadocia(protettorato romano) regno di Armenia(protettorato romano) dal 25 a.C. Bitinia e Ponto prov. di Galazia regno di Cappadocia(protettorato romano) regno di Armenia(protettorato romano) dal 17 d.C. Bitinia e Ponto Galazia prov. di Cappadocia regno di Armenia(protettorato romano) dal 74 Bitinia e Ponto Cappadocia(Galazia inglobata) regno di Armenia(protettorato romano) dal 114 Bitinia e Ponto Galazia Cappadocia prov. di Armenia dal 117 Bitinia e Ponto Galazia Cappadocia regno di Armenia(protettorato romano) dal 163 Bitinia e Ponto Galazia Cappadocia prov. di Armenia (?) dal 180/192 (?) Bitinia e Ponto Galazia Cappadocia regno di Armenia(protettorato romano) al momento della divisione tetrarchica 293 Bitinia Paflagonia Galazia Pontus Polemoniacus(dalla Cappadocia) Cappadocia I Cappadocia II Armenia I(dalla Cappadocia) Armenia II(dalla Cappadocia) regno di Armenia(protettorato romano) al tempo della Not.Dign. 400 Bitinia Paflagonia Elenoponto Galatia I Galatia II Pontus Polemoniacus(dalla Cappadocia) Cappadocia I Cappadocia II Armenia I Armenia II regno di Armenia(protettorato sasanide)

Epoca tardo-repubblicana (133-111 a.C.)

Il primo intervento in Asia Minore da parte dei Romani era accaduto nel corso della guerra contro Antioco III degli anni 192-188 a.C. Oltre cinquant'anni più tardi veniva creata la prima provincia asiatica (Asia, tra il 132 ed il 129 a.C.), in seguito alla morte di Attalo III di Pergamo (avvenuta nel 133 a.C.), il quale aveva lasciato in eredità allo stato romano il suo regno, ampliato con i territori ceduti dai Seleucidi dopo la pace di Apamea (188 a.C.).

Il senato romano fu costretto ad inviare il console Manio Aquilio per sedare una rivolta nell'ex-regno di Attalo III, e trasformare i suoi territori nella prima provincia romana dell'area asiatica (129 a.C.). Sbarcato in Caria si diresse in Mysia dove riuscì ad espugnare alcune fortezze ribelli, grazie anche all'aiuto di alcune città greche. La successiva riorganizzazione vide: il mantenimento di parte dei territori dell'antico regno (Misia, Lidia, Frigia, Chersoneso Tracico e parte della Caria), il lasciare invece la Lycaonia e la Cilicia Trachea al regno di Cappadocia, e la Frigia maggiore a Mitridate III del Ponto; la costruzione di rete stradale che si irradiava da Efeso in direzione di Pergamo, Sardi, ecc...; . Roma non ratificò mai la cessione dei territori, disposta da Manio Aquilio, tanto da generare una guerra tra i due regni "clienti" di Bitinia (Nicomede II) e del Ponto (Mitridate V Evergete) per la disputa della Frigia maggiore. In seguito, dopo la morte di Mitridate V, avvenuta nel 121-120 a.C., il senato dichiarò la regione indipendente (nel 116 a.C.),. mentre la Cilicia Trachea (ovvero la parte occidentale della regione), rimase priva di governo.

Espansionismo del regno del Ponto (111-90 a.C.)

Pochi anni più tardi (nel 111 a.C.), salì al trono del regno del Ponto, Mitridate VI, figlio dello scomparso omonimo V. Il nuovo sovrano mise subito in atto (fin dal 110 a.C..) una politica espansionistica nell'area del Mar Nero, conquistando tutte le regioni da Sinope alle foci del Danubio, compresa la Colchide, il Chersoneso Taurico e la Cimmeria (attuale Crimea), e poi sottomettendo le vicine popolazioni scitiche e dei sarmati Roxolani. Il giovane re volse, quindi, il suo interesse verso la penisola anatolica, dove la potenza romana era, però, in costante crescita. Sapeva che uno scoontro con quest'ultima sarebbe risultato mortale per una delle due parti.

Alleatosi nel 104 a.C. con il re di Bitinia Nicomede III, partecipò alla spartizione della Paflagonia (regione che si trovava tra i due regni), ma pochi anni più tardi, le crescenti mire espansionistiche portarono a scontrarsi con il nuovo alleato per il controllo del regno di Cappadocia (100 a.C. ca.). Mitridate, seppure fosse riuscito a sconfiggere Nicomede in alcune decisive battaglie, costrinse il sovrano della Bitinia a richiedere l'intervento dell'"alleato" romano, in almeno tre circostanze: la prima volta nel 98 a.C., sotto l'alta guida del vincitore dei Cimbri e dei Teutoni, Gaio Mario;. la seconda volta nel 96 a.C., quando una missione del princeps del Senato, Marco Emilio Scauro nel 96 a.C., intimò al sovrano pontico di togliere l'assedio a Nicomedia, evacuare la Paflagonia e la Cappadocia, lasciando che quest'ultima regione potesse scegliersi un re senza l'interferenza di Mitridate;.Strabone, Geografia, XII, 2, 11. la terza (nel 92 a.C.), quando ad intervenire fu il pretore della Cilicia, Lucio Cornelio Silla, con il compito sia di porre sul trono di Cappadocia il nuovo sovrano Ariobarzane I (che era stato nuovamente cacciato),Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 70.6-7. sia di contenere l'espansionismo di Mitridate VI e del suo alleato Tigrane II d'Armenia (quest'ultimo sconfitto e costretto a ritirarsi ad est dell'Eufrate), venendo in contatto per la prima volta, con un satrapo del re dei Parti (sembra presso Melitene?).Plutarco, Vita di Silla, 5; Appiano, Guerre mitridatiche, 10; Appiano, Guerra civile, I, IX, 77.. Ecco come racconta l'episodio Plutarco:

Ciò portò inevitabilmente alla successiva guerra tra Roma e il Ponto che durò dall'88 al 63 a.C., e che vide Mitridate soccombere di fronte alla crescente potenza romana nell'area orientale, giunta ormai fino all'Eufrate.

E mentre accadevano questi fatti tra Mitridate VI e Nicomede III, nel 102 a.C. veniva inviato in Cilicia il pretore Marco Antonio a debellare i pirati della Cilicia (che facevano del mercato degli schiavi una fonte di profitti ragguardevole),Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 68.1. i quali, capitanati da un certo Tryphon, avevano posto la loro base principale a Coracesium. Essi erano la conseguenza del declino nell'area delle potenze navali di Rodii, Seleucidi e Tolomei. Al termine delle campagne vittoriose condotte contro di loro (grazie anche all'aiuto dei marinai Rodii e di Side di Pamfilia), veniva costituita una nuova provincia (nel 101-100 a.C..), che comprendeva i territori di Licaonia, Pisidia,. Panfilia, Frigia sud-orientale e parte della Cilicia Trachea, con esclusione delle sue coste, infestate dai pirati.

Guerre mitridatiche (90-63 a.C.)

Nel 111 a.C., salì al trono del regno del Ponto, Mitridate VI, figlio dello scomparso omonimo V. Il nuovo sovrano mise subito in atto (fin dal 110 a.C.) una politica espansionistica nell'area del Mar Nero, conquistando tutte le regioni da Sinope alle foci del Danubio, compresa la Colchide, il Chersoneso Taurico e la Cimmeria (attuale Crimea), e poi sottomettendo le vicine popolazioni scitiche e dei sarmati Roxolani. Il giovane re volse, quindi, il suo interesse verso la penisola anatolica, dove la potenza romana era, però, in costante crescita. Sapeva che uno scontro con quest'ultima sarebbe risultato mortale per una delle due parti.

La prima guerra mitridatica iniziò verso la fine dell'89 a.C.. Le ostilità si erano aperte con due vittorie del sovrano del Ponto sulle forze alleate dei Romani, prima del re di Bitinia, Nicomede IV e poi dello stesso inviato romano Manio Aquilio, a capo di una delegazione in Asia Minore. L'anno successivo Mitridate decise di continuare nel suo progetto di occupazione dell'intera penisola anatolica, ripartendo dalla Frigia. La sua avanzata proseguì, passando dalla Frigia alla Misia, e toccando quelle parti di Asia che erano state recentemente acquisite dai Romani. Poi mandò i suoi ufficiali per le province adiacenti, sottomettendo la Licia, la Panfilia, ed il resto della Ionia.Appiano, Guerre mitridatiche, 20.

Non molto tempo dopo Mitridate riuscì a catturare il massimo esponente romano in Asia, il consolare Manio Aquilio e lo uccise barbaramente.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 77.9.Appiano, Guerre mitridatiche, 21. Sembra che a questo punto, la maggior parte delle città della Asia si arrese al conquistatore pontico, accogliendolo come un liberatore dalle popolazioni locali, stanche del malgoverno romano, identificato da molti nella ristretta cerchia dei pubblicani. Rodi, invece, rimase fedele a Roma.

Non appena queste notizie giunsero a Roma, il Senato dichiarò contro il re del Ponto, seppure nell'Urbe vi fossero gravi dissensi tra le due principali fazioni interne alla Res publica (degli Optimates e dei Populares) ed una guerra sociale non fosse stata del tutto condotta a termine. Si procedette, quindi, a decretare a quale dei due consoli, sarebbe spettato il governo della provincia d'Asia, e questa toccò in sorte a Lucio Cornelio Silla.Appiano, Guerre mitridatiche, 22.

Mitridate, frattanto, preso possesso della maggior parte dell'Asia Minore, dispose che tutti coloro, liberi o meno, che parlavano una lingua italica, fossero barbaramente trucidati, non solo quindi i pochi soldati romani rimasti a presidio delle guarnigioni locali. tra cittadini romani e non, furono massacrati nelle due ex-province romane d'Asia e Cilicia (episodio noto come Vespri asiatici).Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 78.1.Appiano, Guerre mitridatiche, 23. La situazione precipitò ulteriormente, quando a seguito delle ribellioni nella provincia asiatica, insorse anche l'Acaia contro Roma.. Il re del Ponto appariva ai loro occhi come un liberatore della grecità, quasi fosse un nuovo Alessandro Magno.