Biografia La famiglia Leopold Perutz nasce a Praga, nell'Impero austro-ungarico, il 2 novembre 1882. Suo padre, Benedikt Perutz, è un importante commerciante tessile della città; sua madre Emilie è di origine austriaca. Leopold è il maggiore di quattro fratelli, dopo di lui vengono alla luce Paul (1885), la sorella Charlotte (1888) e Hans (1892). La famiglia Perutz è di origine spagnola, ma insediatasi a Rakovník, una cittadina situata ad una sessantina di chilometri dalla capitale boema già dalla metà del XVIII secolo. I Perutz sono di fede ebraica, ma non professano attivamente e da lunghi anni ormai sono quello che si dice una famiglia secolarizzata.
La formazione scolastica e il servizio militare Il giovane Leopold non è affatto uno studente modello, frequenta con scarsi risultati la prestigiosa scuola dei Padri Scolopi ed il ginnasio statale a Praga, dal quale viene espulso per cattiva condotta. Iscrittosi al liceo di Český Krumlov lo abbandona prima del diploma. Nel 1901 la famiglia si trasferisce a Vienna e vi instaura una fiorente attività commerciale che rimarrà attiva sino alla annessione dell'Austria da parte della Germania nazista. Leopold tenta di nuovo di completare i suoi studi liceali in un ginnasio della città austriaca, ma visti gli scarsi risultati decide di lavorare nella ditta di famiglia, sino al 1903, quando partirà come volontario per prestare servizio militare presso i vigili del fuoco di Praga da dove verrà congedato per motivi di salute nel dicembre del 1904.
L'università e l'esordio letterario Negli anni successivi è con ogni probabilità nuovamente impiegato nella azienda tessile di famiglia. A partire dal 1905 frequenta le facoltà di filosofia e di matematica della Università di Vienna. Leo Perutz non è in possesso dei requisiti di ammissione ai corsi e segue pertanto come uditore straordinario le lezioni di matematica ed economia. Nel 1906 passa al Politecnico di Vienna dove si occupa di calcolo delle probabilità, statistica, matematica attuariale ed economia politica. Alcuni documenti personali rinvenuti successivamente alla sua scomparsa attestano una laurea in matematica attuariale ottenuta proprio a Vienna sebbene sembri che mai lo scrittore abbia conseguito quel diploma di scuola superiore necessario per accedere alla formazione universitaria.
Durante questo periodo entra in contatto con il circolo letterario denominato Freilicht composto in massima parte da scrittori esordienti. Stringe amicizia con Richard A. Bermann, già suo compagno di classe al liceo di Vienna, che più tardi diverrà famoso con lo pseudonimo di Arnold Höllriegel, con Berthold Viertel e con Ernst Weiß. Certamente subisce l'influenza di Karl Kraus, lo scrittore austriaco autore di un monumentale dramma satirico contro la guerra: Gli ultimi giorni della umanità. Karl Kraus infatti fonda e dirige in quegli anni la rivista Die Fackel della quale Perutz è un fedele lettore. Nel febbraio del 1906 esce sulla rivista Der Weg il suo primo racconto mentre nel marzo del 1907 viene pubblicata sul Sonntags-Zeit la sua prima novella: Der Tod des Mess Lorenzo Bardi (Morte di Messer Lorenzo Bardi), ambientata nella Italia rinascimentale.
(1907-1915) La matematica attuariale e i caffè letterari viennesi A partire dall'ottobre del 1907 Leo Perutz è a Trieste, impiegato come matematico attuariale presso la Assicurazioni Generali, la stessa compagnia assicurativa per la quale, nello stesso periodo, nella agenzia praghese lavora Franz Kafka con analoghe mansioni. All'ordinario lavoro di statistico Perutz affianca la pubblicazione di recensioni e racconti. Nel 1908 lascia Trieste per Vienna, dove è impiegato presso la compagnia di assicurazione Anker, impiego che mantiene sino al 1923. Come statistico attuariale Leo Perutz lascerà un contributo scientifico importante occupandosi principalmente di calcolo dei tassi di mortalità, pubblicando interventi su diverse riviste del settore e ricavando la cosiddetta formula di equivalenza di Perutz, formula matematica che verrà utilizzata ancora a lungo nel calcolo attuariale. Per tutta la vita lo scrittore si interessa ai problemi matematici e la matematica rivestirà un ruolo chiave nella costruzione della sua opera letteraria.
A Vienna Leo Perutz frequenta numerosi caffè letterari fulcro di una vitalità culturale nuova ed alternativa che, sostenuta spesso da editori capaci ed intraprendenti, si oppone alla rigidità degli ambienti accademici. In locali come il Café Museum o il Café Central si riuniscono gruppi di scrittori dilettanti, amatori ed irregolari della letteratura che trascorrono il loro tempo nella lettura reciproca dei propri testi e facendo giochi di società. Alla sua cerchia di conoscenze appartengono personalità importanti della cultura mitteleuropea di quegli anni: Peter Altenberg, Hermann Bahr, Oskar Kokoschka e Alfred Polgar. Negli anni che vedono l'Europa avviarsi verso il primo conflitto mondiale, Leo Perutz prende attivamente parte alla vita culturale della capitale austriaca, ma si dedica anche allo sport, in particolare allo sci. Compie numerosi viaggi che lo portano a visitare diversi paesi del bacino del Mediterraneo: Francia, Italia, Spagna, il Nordafrica, la Turchia, il Libano, la Palestina e l'Egitto. Quello di Leo Perutz è uno stile di vita difficilmente sostenibile con lo stipendio di un impiegato assicurativo, ragion per cui è facile ipotizzare che in questo periodo lo scrittore usufruisca di un contributo economico proveniente dalla famiglia.
(1915-1918) I primi successi letterari e la guerra Nel 1915 vede la luce a Monaco di Baviera il primo romanzo dello scrittore: Die dritte Kugel (La terza pallottola) e nel 1916 un secondo romanzo, scritto in collaborazione con Paul Frank, Das Mangobaumwunder (Il miracolo dell'albero di Mango). Entrambi i romanzi ottengono un discreto successo editoriale. In particolare Die dritte Kugel, che viene recensito in termini molto lusinghieri da Kurt Tucholsky. In un periodo nel quale il cinema è appena ai suoi esordi vengono immediatamente venduti i diritti cinematografici de Das Mangobaumwunder; il romanzo fu portato sugli schermi nel 1921 con il titolo Das Abenteuer des Dr. Kircheisen (L'avventura del dottor Kircheisen), per la regia di Rudolph Biebrach.
Perutz non si lascia coinvolgere dall'entusiasmo bellicistico e interventista che anima parecchi scrittori di quel periodo. Inizialmente, a causa della forte miopia che lo aveva costretto ad abbandonare i vigili del fuoco nel 1904, non viene richiamato al fronte ma nell'agosto del 1915 viene ugualmente mobilitato e trasferito a Budapest per un corso di addestramento al termine del quale, nel marzo del 1916, è inviato direttamente a combattere sul fronte orientale. Nel luglio dello stesso anno rimane ferito gravemente ai polmoni e, colpito da setticemia, è costretto ad una lunga degenza in un ospedale militare. Viene dimesso circa un anno dopo con il grado di tenente e inviato a prestare servizio presso il quartier generale dell'esercito austriaco dove ricopre essenzialmente incarichi di tipo amministrativo e di crittografia all'interno della sezione cifra e dove incontra Egon Erwin Kisch che successivamente si affermerà come uno dei più importanti giornalisti e reporter della prima metà del secolo. Nel marzo del 1918 sposa Ida Weil, una ragazza di 13 anni più giovane che aveva conosciuto nel 1913.
(1918-1928) Il successo Sempre nel 1918 viene pubblicato il suo primo grande successo editoriale Zwischen neun und neun (Dalle nove alle nove), un romanzo che fu accolto con grande favore dalla critica ufficiale che, in taluni casi, arrivò a paragonare Perutz a Dostoevskij. I diritti del romanzo vengono acquistati da una casa cinematografica statunitense che però non girerà nessun film.
È sempre a Vienna che lo scrittore segue con partecipazione gli eventi epocali che contraddistinguono gli anni a cavallo tra il 1918 e il 1919. Si iscrive al Partito Socialdemocratico e partecipa a numerose manifestazioni politiche, pubblica diversi articoli nei quali attacca con veemenza la giustizia militare austriaca e di tanto in tanto prende parte ai consigli di fabbrica della azienda per la quale lavora. Le sue simpatie partitiche non sono determinate da orientamenti ideologici, quanto dal fatto che il Partito Socialdemocratico è quello che sostiene con più convinzione lAnschluss, ovvero il ricongiungimento della Austria post-bellica alla giovane repubblica tedesca, meglio conosciuta come Repubblica di Weimar e Leo Perutz crede in questa unificazione come ad una possibilità per invertire le sorti dell'Europa avviata, nella sua visione, verso la catastrofe e vede nel parlamentarismo repubblicano alla tedesca, la possibilità di una reale rappresentatività popolare.
Gli anni tra il 1918 e il 1919 sono anche anni molto produttivi dal punto di vista letterario. In questo periodo Leo Perutz pubblica ben sei romanzi che risulteranno tra i più apprezzati da pubblico e critica. La sua produzione non si fermò ai romanzi, ma comprese anche dei racconti brevi, delle novelle e persino delle sceneggiature. Nel 1928 vede la luce il romanzo Wohin rollst du, Äpfelchen... (Dove rotoli, piccola mela - comparso in Italia con il titolo "Tempo di spettri"), pubblicato a puntate sulla Berliner Illustrirte Zeitung.
Il successo lo rende famoso anche in Germania e grazie alla notorietà raggiunta, si allarga considerevolmente la cerchia di intellettuali legati allo scrittore, anche da semplice relazione epistolare: Bertolt Brecht, Theodor Kramer, Anton Kuh, Robert Musil, Friedrich Reck-Malleczewen, Alexander Roda Roda e Franz Werfel, solo per citarne alcuni; in particolare l'amicizia con Bruno Brehm, il romanziere austriaco che più tardi sposa con entusiasmo la ideologia e la causa nazista, costa a Perutz, data l'origine ebraica, durissime critiche. Nonostante tutto il loro legame rimase saldo per tutta la vita e, finita la guerra, difese l'amico con vigore, testimoniandone le convinzioni antirazziste. Brehm d'altra parte non fu il solo intellettuale amico di Perutz che risultò pesantemente coinvolto con il nazismo, tra gli intimi dello scrittore troviamo infatti anche Josef Weinheber, il poeta viennese suicida al crollo del Terzo Reich e Mirko Jelusich autore di alcuni romanzi storici che inneggiano palesemente alla figura del Führer. Con tutti questi ed altri intellettuali lo scrittore ebreo praghese condivide il senso di non appartenenza, di marginalità culturale, di anticonformismo, di esclusione dai grandi circoli accademici della letteratura; una originalità alla quale si interessò, strumentalmente e con molte manipolazioni, la propaganda di regime, operazione questa dalla quale Perutz rimarrà immune.
Il punto di incontro di questo gruppo di intellettuali è rappresentato dal Café Herrenhof a Vienna. Nel retrobottega del caffè, Perutz dispone sempre di un tavolo dove è solito giocare intense e passionali partite di carte e tarocchi con i suoi amici, lasciandosi andare a scenate talvolta anche violente. Sempre in questo periodo Leo Perutz incontra Alexander Lernet-Holenia, il romanziere austriaco che si definirà più tardi discepolo e che curò la pubblicazione postuma dell'ultimo romanzo perutziano: Der Judas des Leonardo (Il Giuda di Leonardo).
I coniugi Perutz sono una coppia felice: Ida e Leo abitano a partire dal 1922 in un appartamento di 4 stanze in prossimità del Liechtensteinparks, a Vienna. Nel 1920 nasce Michaela, la primogenita dei Perutz alla quale, nel 1922, fa seguito Leonora e nel 1928 Felix, il terzogenito. La famiglia Perutz viaggia molto in Europa e durante questi viaggi lo scrittore pubblica diversi articoli su alcuni quotidiani viennesi. Tra il 1926 e il 1927 Perutz è corrispondente dalla Russia, nello stesso periodo si occupa della traduzione dal francese di alcuni romanzi di Victor Hugo.
(1928-1933) La crisi personale ed economica