Dal 1749 al 1757 fu presidente del Consiglio di Reggenza del granducato di Toscana Biografia Nato a Saint-Mihiel, il capoluogo della parte del ducato di Bar facente capo al Sacro Romano Impero (detta Barrois non-mouvant), era figlio di Charles Ignace de Nay (? - 1735) - signore di Pont-sur-Meuse e di Richecourt e consigliere di stato del duca Leopoldo di Lorena - e di sua moglie Barbe-Catherine de Tailfumyer - figlia di Charles de Tailfumyer, signore di Moranville. Nel 1722 il padre riuscì ad ottenere l'elevazione a "baronia" del feudo di Richecourt e, quando morì, nel 1735, era "presidente dal tocco" (à mortier) del parlamento di Nancy. Dictionnaire Généalogique, pp. 11-12.

Seguendo le orme del padre entrò anch'egli al servizio del duca divenendo consigliere di stato, e dopo la morte di Leopoldo, nel 1729, pur non riuscendo a entrare nelle grazie della reggente, Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans si legò strettamente al nuovo giovane duca, Francesco Stefano, il futuro imperatore Francesco I, meritandosi permanentemente la sua fiduciaVerga (D.B.I.). e venendo insignito, nel 1736, insieme al fratello, Henry-Hyacinthe, del titolo di "conte", con un atto ducale estremamente elogiativo nei confronti di entrambi.Dumont, pp. 146-148. Si trattò evidentemente non di un'ulteriore elevazione del feudo paterno, ma del conferimento, a carattere personale, di un titolo onorifico a due sudditi che avevano ben meritato. Tanto è vero che il Dictionnaire Généalogique del 1761 faceva dopo il suo nome la precisa specifica, "detto conte di Richecourt",Pag. 11. così come anche per suo figlio, definito "Charles, conte di Nay, detto conte di Richecourt".Pag. 12.

Nel 1737, su ordine di Francesco Stefano, divenuto nel frattempo granduca di Toscana, raggiunse Firenze ed entrò a far parte del Consiglio di Reggenza incaricato di amministrare lo Stato in assenza del sovrano (che aveva scelto di risiedere a Vienna), e che era presieduto dal lorenese principe di Craon. Grazie soprattutto alla diretta entratura di cui godeva con il granduca, egli divenne ben presto l'eminenza grigia del consiglio e nel 1749 succedette nell'incarico, anche formalmente, al principe di Craon, rientrato in Lorena.

Il 2 maggio 1747 fu investito dall'imperatore del minuscolo marchesato sovrano di Treschietto in Lunigiana, appartenuto fino al 1698 ad una delle tante branche della famiglia Malaspina. Le fonti online sono piuttosto discordi in proposito e rimandano spesso l'investitura del marchesato al 1761, in favore di suo figlio Charles, che lo avrebbe poi tenuto fino al 1789 (cfr., ad esempio: ). L'attribuzione allo stesso Emmanuel, corredata dal Branchi addittura con alcuni estratti del diploma imperiale, è però fattualmente confermata dalla dedica «a S. E. il signor conte Emanuello di Nay di Richecourt marchese di Treschietto, Vico, e Jera […]», contenuta nell'intestazione della traduzione della tragedia Alzira di Voltaire, pubblicata a Firenze nel 1749 () Il 1761 non è neppure la data della conferma dell'investitura a favore del figlio ed erede del conte, dopo la morte di quest'ultimo avvenuta nel 1759. Tale conferma (o, meglio, "rinnovazione") ebbe luogo con diploma dell'imperatore Giuseppe II in data 28 agosto 1766 (Branchi, p. 277).

Massone, fu membro della loggia inglese di FirenzeCarlo Francovich, Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese, Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 63.

Autore di un ardito e ambizioso piano di riforma dell'assetto di governo dello Stato fiorentino e senese (alla fine rimasto incompiuto), Alla fine del 1756 il conte di Richecourt, venne colpito da un colpo apoplettico e dovette rientrare a Nancy, dove morì nel 1759.

Discendenza Sposò Jeanne de Bourcier de Villers figlia di Jean Baptiste Joseph de Bourcier, signore di Villers-en-Haye, dalla quale ebbe i seguenti figli:

Charles-Henry-Dominique (1730-1789), "detto" conte di Richecourt, marchese sovrano di Treschietto;Dumont, pp. 149.; sposa nel 1764 Marie-Catherine-Ghislaine de Steelant, baronessa di Perck ed Élewyt (nella grafia fiamminga moderna, Perk e Elewijt), nel Brabante, senza discendenza; Louise-Charlotte che sposerà nel 1751 François Hyacinthe, conte de la Tour en Voivre; Marie-Anne, monaca visitandina, a Nancy.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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