A Day in the Life è la traccia conclusiva del disco Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (lato B). È stata scritta da John Lennon e Paul McCartney.
Considerato da alcuni critici una delle vette artistiche della bandGrushkin, Paul R. Rockin' Down the Highway: The Cars and People That Made Rock Roll. MBI Publishing Company. 2008. pag. 135. ISBN 978-0-7603-2292-5., il brano è stato inserito alla posizione numero 28 nella classifica delle 500 migliori canzoni di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone.
Descrizione Registrazione e composizione
Le registrazioni iniziarono il 19 gennaio 1967 con il titolo In the Life of... Come nel caso di She's Leaving Home, anch'essa presente nell'LP Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e la cui storia fu tratta da un articolo di stampaBill Harry, Beatles - L'enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pag. 679., lo spunto per la composizione di A Day in the Life derivò a John Lennon dalla lettura del quotidiano Daily Mail.
Il testo si sviluppa giustapponendo quattro nuclei narrativi diversi. La prima e la quarta parte si riferiscono infatti a due notizie tratte dal Daily Mail del 17 gennaio 1967Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano, 2006, pag. 425. e rielaborate da Lennon in chiave surreale e umoristica: il 18 dicembre 1966, Tara Browne, erede dei Guinness, figlio di un membro della Camera dei lord, nonché amico di John Lennon e Paul McCartney, perde la vita in un incidente d'autoLa storia della morte di un uomo in un incidente d'auto che si celava dietro i versi di Lennon, venne successivamente presa in prestito dai sostenitori di una della più famose leggende metropolitane della storia del rock: la presunta morte di Paul McCartney. Nel 1969, sparsasi la notizia del fiorire delle prime luttuose ipotesi, i fan di tutto il mondo cominciarono a indagare testi, copertine e dischi (suonandoli al contrario) per trovare indizi che confermassero questa bizzarra teoria. Una leggenda correlata riguardava un presunto disco inciso dai Beatles nel 1966, ma non ultimato e non pubblicato a causa della scomparsa di McCartney. I brani non più utilizzati ma scritti con uno stile che introduceva al periodo Sgt. Pepper, sarebbero stati rispolverati dai tre superstiti negli anni settanta per dar vita al progetto di un gruppo fantasma ideato da John per rispondere a quelle major disposte ad offrire miliardi per la riunificazione del gruppo. Il gruppo in questione si chiamava Klaatu, ma, come è stato da tempo chiarito, si è trattato di semplice opportunismo commerciale.; il secondo parlava delle circa quattromila buche nelle strade di Blackburn, nel Lancashire. Il nonsenso voluto fu creato unendo il verso: «Now they know how many holes it takes to...» e un trafiletto che parlava di un'importante esibizione alla Royal Albert Hall. La liaison fill fu suggerita a Lennon da Terry Doran, collaboratore del gruppoBill Harry, Beatles - L'enciclopedia, Arcana, Roma, 2001, pag. 254.. Nella seconda parte è presente un riferimento indiretto al film Come ho vinto la guerra di Richard Lester (dove John recita una parte), satira antimilitarista tratta dal libro di Patrick Ryan. Poiché il film uscì solo verso ottobreSteve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze, 1997, pag. 139., a più di tre mesi dalla pubblicazione di Sgt. Pepper, la battuta si capì solo più tardi.
McCartney ricorda che entrambi passarono molto tempo insieme per scrivere questo brano cercando di influenzarsi a vicenda. Secondo John, il contributo migliore del coautore fu la frase: «I'd love to turn you on»; ma di McCartney è anche la parte centrale (la terza). Si rifà a ricordi dell'adolescenza, quando si affrettava per andare a prendere l'autobus che lo portava a scuola e sul quale era solito fumare una sigaretta, immergendosi nei suoi pensieriLe memorie di McCartney sono citate in Keith Badman, The Beatles Off the Record, Omnibus Press, London, 2007, pag. 287.. In piena era psichedelica, con i Beatles determinati sia da un punto di vista culturale che artistico a giocare sui doppi sensi, tutti quei riferimenti finirono per essere censurati dalla BBC per paura di riferimenti all'uso di sostanze stupefacentiBob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano, 2006, pag. 446..
Orchestrazione
L'idea dell'orchestra fu di McCartney, che chiese a George Martin un organico formato da novanta elementi per realizzare una traccia sonora innovativaMark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano, 1990, pag. 198., dato anche il fatto che sia a Lennon sia a McCartney sarebbe piaciuto inserire nella canzone il crescendo più potente che un'orchestra potesse suonare. Rivelatasi assai dispendiosa per il produttore tale richiesta fu accantonata con la controproposta di ridurre l'orchestra a quaranta elementi.
Ai componenti della stessa orchestra e a tutti gli astanti in studio (tra i quali erano presenti anche Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling StonesMark Hertsgaard, A day in the life, Baldini+Castoldi, Milano, 1995, pag. 21.), Lennon, per la realizzazione del videoclip, fece indossare nasoni di cartapesta completi di baffi e occhiali. La traccia sonora consisteva nel realizzare un vortice da inserire nella canzone come intermezzo e come coda. In pratica fu chiesto all'orchestra di suonare, crescendo man mano in intensità e volume, la nota più bassa di ogni strumento fino a raggiungere quella più alta, possibilmente una nota dell'accordo di Mi maggiore, creando così il famoso vortice di archi, ottoni e fiati di imponente impatto emotivoDerek Taylor, Estate d'amore e di rivolta, ShaKe Edizioni Underground, Milano, 1997, pagg. 25-7.. Dopo il vortice di coda i Beatles decisero di concludere con un accordo al pianoforte, protratto fino alla dissolvenza totale del suono. Per ottenere tale effetto, lo stesso accordo venne suonato contemporaneamente da Lennon, McCartney, Ringo Starr, George Martin e Mal Evans su tre pianoforti a coda, e il volume di registrazione venne man mano alzato per raccogliere ogni minimo suono, oltre che inevitabilmente alcuni rumori di fondo fra i quali il cigolio di una scarpa di Ringo e il fruscio dei condizionatori d'aria Geoff Emerick, Here, There and Everywhere, Gotham Books, New York, 2007, pag. 161.. L'inadeguatezza delle tecniche di registrazione del tempo venne notata quando il nastro fu trasferito su CD e a quel punto si notò che la registrazione terminava mentre si sente ancora l'accordoMark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano, 1990, pag. 208..
Sgt. Pepper Inner Groove Il frammento finale, battezzato Sgt. Pepper Inner Groove, traccia fantasma dell'album, venne inciso nel solco di fine facciata che la puntina quindi percorre a ripetizione finché non viene sollevata; ovviamente questo solco è di norma vuoto. L'idea era quella di riempire tutti gli spazi possibili anche con una gamma di suoni diversi dal normalePaul McCartney ha inserito il vortice, notevolmente velocizzato, tra gli effetti sonori della versione live della sua Coming up, nell'album Tripping the Live Fantastic del 1990.. Fu una cosa fatta per puro divertimento, sullo stile di Pet Sounds dei Beach Boys. Nell'edizione su compact disc, che al contrario del 33 giri si ferma automaticamente al termine della riproduzione, la traccia viene ripetuta alcune volte per simulare l'effetto originale.
Riguardo alla sua registrazione ci sono informazioni discordanti: Paul McCartney ha affermato che c'erano molti nastri contenenti improvvisazioni dei Beatles e fu scelto un pezzetto che piaceva particolarmente ai quattroBarry Miles, Paul McCartney - Many Years From Now, Rizzoli, Milano, 1997, pagg. 259-60., mentre George Martin ha dichiarato che il gruppo scese nella sala di registrazione e iniziò a gridare frasi molto casuali, registrando mezzo minuto di questa sorta di jam vocale dal quale venne estratto il frammento che chiude Sgt. Pepper George Martin, All You Need Is Ears, St. Martin's Griffin, New York, 1994, pag. 212.. Su questo loop, si sente un fischio di 20.000 hertz, udibile dai cani e dai gatti ma non dall'uomo George Martin, All You Need Is Ears, St. Martin's Griffin, New York, 1994, pag. 213., aggiunta commentata da McCartney come un regalo a "Martha, Fluffy e Rover", pag. 247. Con il nome di Sgt. Pepper Inner Groove, è la traccia di chiusura della versione americana dell'album Rarities (1978).
Censura BBC La canzone creò svariate polemiche per i presunti riferimenti all'uso di droga presenti nel testo. La BBC annunciò che avrebbe bandito il brano dalle sue programmazioni. Il verso principalmente incriminato di A Day in the Life fu la frase: «I'd love to turn you on» ("Vorrei farti andare su di giri"), che, secondo la dirigenza della BBC, istigava al consumo di droga. Altre parti del testo messe sotto accusa furono il passaggio cantato da McCartney: «Found my way upstairs and had a smoke / somebody spoke and I went into a dream» ("Me ne andai su per una fumata / qualcuno parlava e sprofondai in un sogno"). Un portavoce della BBC affermò: "Abbiamo attentamente e ripetutamente ascoltato la canzone molte volte. E siamo giunti alla conclusione che sembra essersi spinta un po' troppo in là, e potrebbe incoraggiare un atteggiamento lassista connesso all'assunzione di droga".
All'epoca Lennon e McCartney negarono che ci fossero consapevoli riferimenti alle droghe nella canzone e si dimostrarono pubblicamente amareggiati per la messa al bando della canzone da parte della BBC. Lennon disse che il brano parlava semplicemente di "un incidente e della vittima", e definì la frase in questione "la più innocente delle frasi". Successivamente McCartney ammise che i riferimenti velati all'uso di sostanze stupefacenti erano stati consapevolmente inseriti da lui e Lennon come pura provocazione"Paul McCartney's Guide to the Beatles' Songbook" Los Angeles Times 14 gennaio 1968: B19. Inoltre, George Martin commentò a posteriori di aver sempre sospettato che la frase "found my way upstairs and had a smoke" fosse un riferimento all'uso di droghe, ricordando di come molto spesso i Beatles si allontanassero dallo studio per farsi una canna, fumando abbondanti quantità di marijuana, anche se mai in sua presenza.
Quando Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band venne pubblicato nel Sud-est asiatico, in Malaysia e a Hong Kong, A Day in the Life, With a Little Help from My Friends e Lucy in the Sky with Diamonds furono omesse dalla scaletta dei brani per i presunti riferimenti alle droghe.
Accoglienza ed influenza artistica Fin dalla sua prima pubblicazione A Day in the Life divenne uno dei brani più influenti e celebrati dei Beatles. Paul Grushkin nel suo libro Rockin' Down the Highway: The Cars and People That Made Rock Roll, definisce la canzone "una delle più ambiziose, influenti, e sconcertanti opere nella storia della musica pop". Nel saggio From Craft to Art: Formal Structure in the Music of The Beatles, il brano viene descritto come "una delle composizioni più importanti nella storia della musica rock". Richard Goldstein del New York Times definì A Day in the Life "un evento pop storico" ed "una delle composizioni più artisticamente rilevanti della coppia Lennon-McCartney". Ian Mac Donald definisce il brano dei Beatles «un'opera che resta fra le riflessioni artistiche più penetranti e innovative della sua epoca»Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa, Mondadori, Milano, 1994, pag. 224..