Da Aristotele, A 3 983b 20-21 in poi, Talete viene indicato come il primo filosofo della storia del pensiero occidentale; che iniziò la ricerca dell'archè (ἀρχή), ossia del «principio», identificato empiricamente nell'acqua, da cui tutte le cose avrebbero avuto origine. In questa tradizione quindi egli è considerato come uno dei sette savi dell'antica Grecia e come primo «filosofo», intendendo con questo termine colui che per primo si occupò delle scienze naturali, matematiche, astronomiche.. Il suo metodo di analisi della realtà lo rende una delle figure più importanti della conoscenza scientifica: deviando dai discorsi esplicativi forniti dalla mitologia, anche se ancora lontano dal metodo sperimentale, Talete, pur ancora legato a un ragionamento astratto sulla realtà, favorì l'ancora generica concezione naturalistica dei filosofi della scuola di Mileto caratterizzata da osservazione dei fenomeni e dimostrazione puramente logica...

Di Talete, fondatore della scuola di Mileto, non rimane alcun testo, se mai ne scrisse, ma ci sono giunte varie testimonianze sul suo pensiero e su alcuni episodi della sua vita, non tutti accettati come storicamente validi e verosimili. Le fonti letterarie antiche lo ritraggono come una figura di saggezza proverbiale e di grande versatilità, attiva in molti campi differenti: scienze naturali, ingegneria, politica, economia applicata..

Biografia

Data di nascita

Secondo Apollodoro di Atene, Talete nacque nel I anno della 35ª olimpiade (640 a.C.), citato in . o, più probabilmente secondo molti studiosi moderni, nel I anno della 39ª olimpiade (624 a.C.). La nascita nel I anno della 35ª olimpiade è attestata in vari manoscritti, ma molto probabilmente si tratta di un errore di copiatura, dovuto alla somiglianza tra (5) e (9), per cui è stato proposto di emendare 35 in 39. In questo modo tra la nascita e l'acme, costituita dalla presunta previsione dell'eclissi del 585 a.C., sarebbero trascorsi quarant'anni; v. ; . Una discussione delle possibili date di nascita è in ..

Origini Le sue origini erano discusse già dagli antichi. In base all'opinione prevalente riportata da Diogene Laerzio, Talete sarebbe nato a Mileto, in Asia Minore, figlio di EssamioA volte tradotto Examio (). e Cleobulina.; secondo altre versioni, tra cui quella di Erodoto. Il passaggio è criticato da Plutarco (De Herodoti malignitate, 15 = ), che accusa Erodoto di fare di Talete un barbaro, privando la Grecia di uno dei suoi Saggi., avrebbe avuto origine fenicia e sarebbe appartenuto alla stirpe dei Telidi, che cita a sostegno Duride () e Democrito; , che riporta sia la notizia dell'origine milesia sia quella dell'origine fenicia. Secondo , gli avi fenici di Talete sarebbero stati Cadmei della Beozia; How-Wells (A Commentary on Herodotus, I, 170) notano che il nome del padre di Talete è Cario e quindi Talete avrebbe avuto origini non elleniche. A conclusioni analoghe giunge , che le ritiene comunque "molto discutibili". (queste due versioni non sono necessariamente in contrasto, poiché Talete potrebbe effettivamente essere nato a Mileto da genitori greci, sebbene di lontane origini fenicie, che ricorda che il termine "Fenicia" era talora usato anche per indicare la Caria.). Un'ultima versione, riferita da Diogene Laerzio, sostiene che Talete sarebbe nato in Fenicia e, dopo esserne stato esiliato, sarebbe emigrato a MiletoSul tema dell'origine fenicia dei filosofi antichi, si veda anche ..

Aneddoti Nella lista dei sette sapienti Fin dall'antichità fu considerato uno dei sette sapienti: la prima attestazione è nel dialogo Protagora di Platone, dove figura insieme a Pittaco di Mitilene, Biante di Priene, Solone, Cleobulo di Lindo, Misone di Chene e Chilone di Sparta.. Sebbene le liste dei sette sapienti siano variabili tra gli autoriIl nome e lo stesso numero di questi antichissimi saggi sono variamente riportati da diverse tradizioni, tanto che fra di essi vengono annoverati anche Orfeo, Leofanto Gorgiade, Epimenide, Periandro, Anacarsi, Pitagora, Aristodemo, Acusilao, Ferecide di Siro, Laso, Ermioneo e perfino Anassagora; v. ; ., il nome di Talete è sempre presente; .. In seguito si diffusero numerosi racconti che videro protagonista Talete in quanto primo tra i sapienti: nella versione di Callimaco, l'arcade Baticle lascia in punto di morte una coppa d'oro al figlio AnfalceTirione secondo ., affinché costui la consegni al migliore dei sapienti; Anfalce la dona a Talete, ma costui la invia a Biante, il quale a sua volta la dona a Periandro finché la coppa, dopo essere passata da tutti i sette sapienti, torna a Talete, che decide di dedicarla ad ApolloCallimaco, Giambi, I, 43-77.. In altre versioni alcuni pescatori rinvengono un tripode o un altro oggetto prezioso e, dopo aver chiesto all'oracolo a chi dovesse essere consegnato, lo donano al "più sapiente", che in alcuni casi è Biante, in altri Talete, in altri Pittaco; il tripode passa tra i sapienti finché l'ultimo lo dona ad ApolloVarie tradizioni sono raccolte in . Un prospetto riassuntivo è in ..

Sempre legata alla tradizione dei sette sapienti è una notizia di Demetrio Falereo, riferita da Diogene Laerzio e generalmente ritenuta priva di storicità dagli studiosi moderni., secondo la quale Talete sarebbe stato il primo a essere chiamato "sapiente" e ciò sarebbe avvenuto al tempo dell'arcontato di Damasia (582-581 a.C.) = .. Alcuni studiosi moderni, comunque, difendono la notizia, ritenendo che Talete si sarebbe davvero recato ad Atene per ricevere, come una sorta di onorificenza, il titolo di sophos..

L'aneddoto di Talete raccontato da Socrate

Socrate racconta nel Teeteto di Platone un aneddoto su Talete:Platone, Teeteto, 174 a-174 c. (=Diels-Kranz 11 A 9)

Previsione dell'eclissi

Secondo Erodoto, durante una battaglia tra i Medi, guidati da Ciassare, e i Lidi, guidati da Aliatte II, si verificò un'eclissi solare, che impressionò talmente i Medi e i Lidi al punto che smisero di combattere; Erodoto annota che Talete aveva annunciato agli Ioni questa eclissi e ne aveva previsto l'anno; , che cita come fonte Eudemo.. Le fonti antiche collocano questa eclissi tra la 48ª e la 50ª olimpiade11 A 5 .; l'ipotesi che ha riscosso più consensi tra gli storici moderni è che l'eclissi citata da Erodoto sia l'eclissi totale verificatasi il 28 maggio 585 a.C. (secondo il calendario giuliano; 22 maggio secondo quello gregoriano.), visibile in Asia Minore. Tra le fonti antiche, , e il Chronicon di Eusebio di Cesarea, nella traduzione di san Girolamo, pongono l'eclissi nel quarto anno della 48ª olimpiade (585/4 a.C.). Altre eclissi visibili in Asia Minore (come quella del 30 settembre 610 a.C.) sono state scartate per ragioni cronologiche.. Tuttavia, dal punto di vista storico anche questa notizia comporta alcuni problemi, in particolare a proposito del re dei Medi.. Cicerone afferma che al momento dell'eclissi prevista da Talete il re dei Medi era Astiage e non il padre, Ciassare, come sostiene Erodoto.; nella traduzione armena del Chronicon di Eusebio, l'eclissi è posta nel corso di una battaglia tra Aliatte e Astiage. La versione armena pone la battaglia nel II anno della 49ª olimpiade (583/2 a.C.).; inoltre un frammento papiraceo di un commento a una poesia di Alceo cita una battaglia tra Aliatte e AstiageP.Oxy. 2506 fr. 98, citato da ., probabilmente la stessa battaglia in cui si verificò l'eclissi, poiché probabilmente il trattato di pace tra Medi e Lidi fu firmato non molto tempo dopo l'eclissi..

Consigli politici e rapporti con la Lidia

Parlando dell'avanzata nella Ionia dei Persiani, Erodoto ricorda il consiglio di Talete agli Ioni per evitare di essere conquistati.: egli propose che le città ioniche, pur rimanendo abitate, diventassero dei demi e che avessero un unico consiglio a Teo, una città che si trovava al centro della Ionia. La proposta di Talete è stata datata anteriormente al 545 a.C.. Per , sarebbe anteriore al 562 a.C., ma la sua storicità è stata negata da vari studiosi: in particolare, è parso poco verosimile che un cittadino di Mileto, città che aveva stretto un patto con Ciro, si schierasse con le altre città ioniche in posizione anti-persiana, che però nota che il comportamento di Talete non sarebbe stato in contraddizione poiché la lega ionica non era una federazione di stati e ciascuno degli aderenti poteva stipulare trattati con altri stati.. Inoltre l'episodio si sarebbe verificato in un periodo che non si adatta alla fase attiva di Talete, poiché si è ritenuto che quarant'anni dopo la previsione dell'eclissi egli fosse molto avanti negli anni o non più vivo.. Secondo altri, invece, la notizia di Erodoto è da accettare: Talete avrebbe proposto di creare uno Stato unitario (forse un effettivo sinecismo) in cui l'autorità del consiglio comune avrebbe prevalso sulla sovranità delle singole città. o sarebbe stata usata solo per gestire i rapporti con gli altri StatiHow-Wells (A Commentary on Herodotus, I, 170), secondo i quali la scelta di Teo, una città di scarsa importanza, avrebbe permesso alle città ioniche di mantenere la loro indipendenza. , ipotizza che la proposta di Talete fosse modellata sull'esempio di Tripoli in Fenicia, dove tre città (Tiro, Sidone e Arados) tenevano un consiglio comune (Diodoro Siculo, Biblioteca storica, XVI, 41, 1).. In ogni caso, la proposta di cui parla Erodoto non vide mai la luce.

Diogene Laerzio riferisce un altro consiglio politico di Talete: egli avrebbe sconsigliato un'alleanza antipersiana di Mileto con Creso, prevedendo la sconfitta di quest'ultimo, cosa che poi si verificò per opera di Ciro.. Anche se il consiglio è attribuito a Talete, si è pensato che l'opposizione all'alleanza con Creso non sia stata proposta dal filosofo in persona, ma sia derivata dalla sua condotta politica..

Mentre la notizia di Diogene Laerzio pone Talete in opposizione a Creso, un altro episodio colloca il filosofo al suo seguito. Erodoto riporta un aneddoto relativo ai prodromi della battaglia di Pteria (547 a.C.), secondo cui un espediente elaborato da Talete avrebbe permesso all'esercito di Creso, re della Lidia in guerra contro Ciro, di attraversare il fiume Halys; .. Poiché Creso non poteva far attraversare il fiume all'esercito a causa della mancanza di ponti, Talete, che si sarebbe trovato nell'accampamento di Creso, avrebbe parzialmente deviato il corso del fiume scavando un canale sul lato destro dell'accampamento; in questo modo il fiume avrebbe in parte percorso il canale e in parte avrebbe proseguito sul proprio letto naturale, a sinistra dell'accampamento, ma sarebbe stato da entrambe le parti facilmente guadabile. La storicità di questo episodio è stata messa in dubbio già nell'antichità: lo stesso Erodoto non crede a questa versione dei fatti, ritenendo che Creso oltrepassò il fiume usando ponti esistenti.. Anche gli studiosi moderni sono in generale scettici sulla storicità del racconto, nega la partecipazione di Talete alla spedizione e nota che, se davvero Talete avesse partecipato alla battaglia a fianco di Creso, sarebbe difficile spiegare perché Ciro dopo la vittoria non prese provvedimenti contro Mileto. Per la storia conterrebbe comunque un "nucleo di verità".: per esempio, è stato rilevato che, se effettivamente Talete ebbe rapporti con i sovrani della Lidia, più probabilmente ebbe contatti con Aliatte, che regnò prima di Creso e che quindi, dal punto di vista cronologico, si adatterebbe meglio al periodo in cui visse Talete. , nota che Talete sarebbe probabilmente stato troppo vecchio per una partecipazione attiva alla spedizione di Creso..

È da notare come questa scelta di alterare il letto naturale di un fiume presupponga da parte di Talete la sfiducia nell'esistenza delle divinità fluviali (si ricordi l'episodio della lotta fra il dio fluviale Scamandro e Achille, narrata da Omero nellIliade)Come nota Livio Rossetti in Erodoto, Storie, 1997, p. 52..

Storicità degli aneddoti