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Memorial (Мемориал in russo) è un'associazione non governativa che ha avuto sede a Mosca ed opera nelle ex Repubbliche dell'Unione Sovietica. Fondata nel 1989, rappresenta la più importante organizzazione di denuncia dei crimini del regime sovietico, svolgendo una funzione fondamentale sia sul piano della ricerca storica sia come centro impegnato attivamente nella difesa dei diritti umani. L'associazione venne promossa da un gruppo di rappresentanti della dissidenza sovietica, tra cui Andrej Sacharov, Jan Račinskij, Oleg Orlov, Lev Ponomarëv, Sergej Kovalëv, Irina Scherbakova, Svetlana Gannuškina e Arsenij Roginskij.

L'associazione ha una sede anche in Italia, aperta il 20 aprile 2004, occupandosi della memoria dei gulag e dei 1200 italiani vittime, oltre ad occuparsi di diffondere notizie sulle violazioni dei diritti umani nell'area ex URSS, in solidarietà con membri espatriati della dissidenza russa e bielorussa, nonché esponenti della società civile ucraina e georgiana.Secondo il presidente dell'emanazione italiana (Memorial Italia) dell'associazione non governativa senza fini di lucro Memorial international, essa «ha memoria di 1200 italiani che sono stati vittime nei Gulag sovietici»: Memorial collabora da sempre con altre organizzazioni come il Gruppo di protezione dei diritti umani di Charkiv dell'Ucraina.

Nel 2021 la Corte Suprema russa ne decreta lo scioglimento per violazioni della legge sugli «agenti stranieri» (come era classificata dal 2016) e in seguito la procura la dichiara «organizzazione indesiderabile». La procura russa ha chiesto di dichiarare Memorial "estremista" nel 2026 in quanto accusata dal regime putinista di "distorcere la memoria storica, creare un'immagine falsa dell'URSS e gettare discredito sulla memoria della Grande Guerra Patriottica". La sede principale in attività si trova oggi in Germania.

Nel 2022 Memorial è stata insignita del premio Nobel per la pace, assieme all'attivista bielorusso Ales' Bjaljacki fondatore di Viasna e al Centro per le libertà civili ucraino. L'associazione ha continuato le sue attività in Russia almeno fino al 2023.

Attività Secondo lo statuto dell'associazione, Memorial si pone come obiettivi: Promozione dello sviluppo della società civile, la coscienza giuridica dei cittadini e uno stato di diritto democratico al fine di prevenire un ritorno al totalitarismo; Assistenza nella divulgazione dei valori democratici e nell'affermazione dei diritti individuali; Riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche e diffusione d'informazioni su tali repressioni. Prima del suo scioglimento in Russia all'inizio del 2022, era composta da due entità giuridiche separate: «Memorial International», il cui scopo era la documentazione dei crimini contro l'umanità commessi nell'Unione Sovietica, in particolare durante l'era stalinista; il «Centro per la difesa dei diritti umani Memorial», che si concentrava sulla protezione dei diritti umani, in particolare nelle zone di conflitto nella Russia moderna e nei suoi dintorni. Le due strutture sono state riorganizzate e oggi Memorial si occupa sia della memoria delle persecuzioni comuniste che della protezione dei diritti umani nei paesi ex sovietici, fornendo sostegno politico e morale a prigionieri politici e perseguitati. Oltre a Memorial International è stato ricostituita all'estero l'associazione per i diritti umani, Memorial Human Rights Center.

Memorial conferisce la designazione di prigioniero politico a chi è stato incarcerato per motivi politici, indipendentemente dai suoi atti o dalle accuse ricevute; tale riconoscimento è concesso talvolta anche a resistenti e combattenti per la libertà, negandolo a chi ha effettuato atti di violenza.

Memorial ha ottenuto lo status di partecipante al Consiglio d'Europa // Base de données ONG e in Transparency International,; ha ottenuto diverso sostegno: il Centro Sakharov, Amnesty International, Civil Rights Defenders, Front Line Defenders, Human Rights Watch, Centro europeo di difesa dei diritti umani (EHRAC), Comitato contro la tortura, Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH), Comitato Helsinki norvegese (NHC), Consiglio del forum della società civile UE-Russia, Centro per l'analisi e la prevenzione dei conflitti (CAPC), Fondazione Heinrich Böll, Comitato di assistenza civica, Centro El'cin, "OVD-Info", PEN-Mosca, l'associazione Libertà di parola, il movimento "Voce" (Golos), "Free Historical Society", nonché rappresentanti di Unione europea, Germania, USA, Repubblica Ceca, l'ex presidente dell'URSS Michail Gorbačëv e il caporedattore di Novaja Gazeta Dmitrij Muratov e molti altri valutano o hanno definiti all'unanimità "Memorial" e "Memorial International" come una delle fondamenta della società civile russa e delle organizzazioni senza scopo di lucro, le cui attività rendono un prezioso contributo alla preservazione della memoria dei crimini del totalitarismo e alla prevenzione della loro perpetuazione.

Il presidente della sezione francese è Nicolas Werth, storico dei regimi comunisti e importante sovietologo, autore di opere sulla repressione stalinista tra cui Uno Stato contro il suo popolo. Violenza, repressione e terrore in URSS dal 1917 al 1953, incluso poi ne Il libro nero del comunismo.

Memorial Italia In Italia la sezione di Memorial (Memorial Italia, presidente Giulia De Florio, precedentemente Andrea Gullotta, anche co-presidente di Memorial International) ha ottenuto il riconoscimento di ente che svolge attività socialmente rilevante al pari di associazioni come Amnesty International (inserita nel "sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative"), ma nel suo caso come gruppo di ricerca storica e sociale, potendo accedere alla ripartizione del 5x1000 IRPEF nelle dichiarazioni dei redditi alla voce "finanziamento della ricerca scientifica e delle università", principalmente per la sua attività di divulgazione della memoria delle vittime del comunismo e delle dittature dell'Europa dell'Est, tra cui gli italiani che furono vittime delle Grandi purghe o dei gulag, pur svolgendo anche una funzione di sostegno ai diritti umani nell'Europa dell'Est contemporanea e alla diaspora dei rifugiati politici russi, ucraini e di altri paesi dell'area.

Finanziamenti Memorial, secondo i suoi dipendenti, non riceve finanziamenti governativi ed esiste grazie a donazioni derivate da sponsorizzazioni, attività editoriali e commerciali, nonché entrate da titoli, ecc. Durante la presidenza di Boris El'cin, nel Paese non esistevano meccanismi per sponsorizzare le organizzazioni per i diritti umani. Il primo tra gli sponsor stranieri della società è stata la George Soros Foundation (che ha finanziato Memorial per alcuni anni, prima degli anni 2000), seguita dalla Charitable Foundation for Cultural Initiatives (Mikhail Prokhorov Foundation), la Dmitry Zimin's Dynasty Foundation for Non-Profit Programs, l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e l'Università di Oxford.

Le fonti di finanziamento erano precedentemente indicate sul sito web dell'organizzazione nella sezione "I nostri partner e donatori": Fondo globale per la prevenzione dei conflitti (ambasciata britannica); Commissione europea; Centro Europeo per i Diritti Umani; Comitato Helsinki norvegese; Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; Ambasciata di Francia in Russia; Civil Rights Defenders; Amnesty International; Ambasciata della Repubblica di Corea in Russia; Movimento «Dignità Civile» (Движение «Гражданское достоинство»); Istituto per le questioni della società civile (Институт проблем гражданского общества); Front Line Defenders

Nell'ultimo rapporto annuale di "Memorial" per il 2020, le seguenti organizzazioni sono menzionate tra partner e donatori: Commissione europea, Amnesty International, Human Rights Watch, Federazione internazionale per i diritti umani, Comitato Helsinki norvegese, Partenariato internazionale per i diritti umani, Oak Foundation, Civil Rights Defenders, UNCHR, nonché ambasciate e consolati di Germania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Corea del sud.

Storia Ciò avvenne nel contesto della perestrojka (ristrutturazione) e della glasnost' (trasparenza), politiche perseguite dal presidente Gorbačëv (1985-1991) che portarono ad una maggiore apertura del governo verso la società civile. Una precedente dichiarazione degli obiettivi poi perseguiti da Memorial fu fatta dai dissidenti dell'era Brežnev (1964-1982) nel febbraio 1974, in seguito all'espulsione dall'URSS dello scrittore dissidente Aleksandr Solženicyn."The deportation of Solzhenitsyn", A Chronicle of Current Events (32.1, item 12), 17 July 1974, chronicle-of-current-events.com, accesso 28 December 2021 Essi chiesero la pubblicazione in URSS del libro Arcipelago Gulag di Solženicyn, l'apertura di tutti gli archivi della polizia segreta relativi al passato e l'insediamento di un tribunale internazionale per giudicare i crimini della polizia segreta sovietica.

Alcuni di questi obiettivi divennero realizzabili alla fine degli anni 1980, quando diversi attivisti come Lev Ponomarëv, Jurij Samodurov, Vjačeslav Igrunov, Dmitrij Leonov e Arsenij Roginskij proposero di commemorare le vittime dello stalinismo attraverso la creazione di un monumento, un museo, un archivio e una biblioteca.

Persecuzione e chiusura in Russia Con l'avvento di Vladimir Putin alla Presidenza della Russia (2000), l'atteggiamento delle autorità verso Memorial si è fatto repressivo ed è stata ostacolata la sua attività. Nel 2016 il ministero della Giustizia russo ha dichiarato Memorial come «agente straniero» con l'accusa di aver ricevuto donazioni estere o di agire «sotto influenza straniera». Nel 2017 venne arrestato con l'accusa di pedopornografia, ritenuta da critici come fabbricata e politicamente motivata, Jurij Dmitriev di Memorial Carelia assieme a Sergej Koltyrin, i quali avevano reso nota la strage di 7000 persone uccise a Sandarmoch dall'NKVD tra il 1937 e il 1938.Nicolas Werth, Putin storico in capo, Einaudi 2023, pp. 96, recensione Come avvenuto a lungo per il massacro di Katyn, le autorità russe negano il coinvolgimento degli agenti staliniani affermando si tratti di sovietici uccisi dai nazisti.

Il 28 dicembre 2021 la Corte Suprema della Russia ha ordinato a Memorial International di cessare l'attività (per violazioni della legge sugli "agenti stranieri"), con una decisione di cui la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiesto la sospensione in via interinale. La procura di Mosca ha definito Memorial «organizzazione indesiderabile», vietandone le attività.

La vera ragione della chiusura di Memorial è emersa dalle dichiarazioni rese dall’ufficio del procuratore generale di Mosca, secondo cui l’associazione avrebbe «creato una falsa immagine dell'Unione sovietica come Stato terrorista», denigrando «la memoria della seconda guerra mondiale» e «gli organi di potere» (cosiddetta «legge contro la riabilitazione del nazismo», una legge di censura che vieta di discutere l'operato di Stalin durante la guerra). Il governo ha accusato Memorial di aver inserito nelle liste delle vittime del comunismo anche dei presunti collaborazionisti sovietici del Terzo Reich. Memorial è stata anche accusata di considerare prigionieri politici persone accusate di terrorismo dalla Russia, con condanne però ritenute dalle organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International puramente strumentali; la Russia utilizza infatti la designazione di "terrorista" o estremista anche per gruppi non violenti come il Comitato Anti-guerra, le associazioni dei nativi siberiani e dei tatari di Crimea, la Fondazione Anti-corruzione di Aleksej Naval'nyj, per chi sia stato , o chiunque sia stato accusato di giustificare il terrorismo a parole, comprese le azioni delle forze armate ucraine o tramite opere d'arte.