L'Accademia Veneziana (o, talvolta, Accademia Veneta), nota anche come Accademia della Fama, per via della propria marca editoriale, è stata un'istituzione culturale e scientifica, nonché una casa editrice, attiva a Venezia nella seconda metà del XVI secolo.

Storia Fondata nel 1558 da Federico Badoer, un diplomatico della Repubblica di Venezia, era composta da un centinaio fra patrizi, eruditi, scienziati e umanisti dell'epoca, che prescelsero come proprio cancelliere Bernardo TassoCfr. S. Romanin, Storia documentata di Venezia, tomo VI, Tip. Naratovich, Venezia 1857, pp. 457-458. Le sue riunioni erano articolate sulla letture di memorie relative a diverse discipline, fra le quali la teologia, la filosofia, la metafisica, la poesia, la matematica e la cosmografia, le scienze naturali e il diritto, tanto che, nonostante la breve vita delle sue attività, venne considerata alla stregua di una università di scienze e lettere, con grande notorietà anche a livello internazionaleCfr. G. Rosso, Scoperta di due documenti relativi all'antica Accademia Veneziana detta della Fama. Memoria, in «Esercitazioni scientifiche e letterarie dell'Ateneo di Venezia», Tip. Alvisopoli, Venezia 1838, p. 259. Fra gli obiettivi dell'Accademia vi era anche la promozione della lingua italiana in materie nelle quali il suo uso era ancora nuovo: si ricorda, ad esempio, il Discorso generale sopra la legge canonica dell'accademico Marco Antonio Pagani da ForlìMarco Foscarini, Della letteratura veneziana, I, Stamperia del Seminario, Padova 1752, pp. 56-57..

Il programma dell'Accademia della Fama prevedeva anche di fornire, con l'ausilio e il placet del Consiglio dei Dieci, la sistematizzazione e la pubblicazione delle leggi della Repubblica veneziana, promuovendo altresì tutto quanto potesse essere utile, come ad esempio l'accesso ad una fornita bibliotecaCfr. F. Mutinelli, Lessico Veneto, Andreola editore, Venezia 1851, pp. 11-12.

La conoscenza del sapere doveva essere, infatti, veicolata attraverso la pubblicazione di testi scelti, fra i quali quelli dell'umanista Paolo Manuzio, che fin dall'inizio - non a caso - era stato chiamato a dirigere la tipografia dell'Accademia, affinché ne curasse le edizioni secondo i canoni delle aldine. La marca editoriale, che compariva sul frontespizio dei volumi, era costituita dalla «Fama in atto di volare, con un piede sul mondo e la tromba in bocca, su sfondo di raggi di luce, entro una corona di alloro», mentre aveva come motto Io vol al ciel per riposarmi in DioE. Vaccaro, Le marche dei tipografi ed editori italiani del sec. XVI nella Biblioteca Angelica di Roma, Olschki, Firenze 1983, p. 217.. La sua esperienza si chiuse, nel 1561, con il fallimento e il connesso incarceramento del suo fondatore.

Note

Bibliografia L. Bolzoni, La stanza della memoria. Modelli letterari e iconografici nell'età della stampa, Einaudi, Torino 1995. L. Bolzoni, L'Accademia Veneziana: splendore e decadenza di una utopia enciclopedica, in L. Boehm – E. Raimondi (a cura di), Università, Accademie e Società scientifiche in Italia e in Germania dal Cinquecento al Settecento, Il Mulino, Bologna 1981.

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