La Terra di Israele (, Erétz Yisra'él) è la regione che, secondo il Tanakh e la Bibbia, fu promessa da Dio ai discendenti di Abramo attraverso suo figlio Isacco e agli Israeliti, discendenti di Giacobbe, nipote di Abramo. Costituisce la Terra promessa ed è parte del patto fatto da Yahweh con Abramo. La tradizione ebraica considera la promessa valida per tutti gli ebrei, compresi i discendenti dei convertiti.
Il termine non deve essere confuso con l'attuale Stato di Israele, che è uno Stato politico moderno più piccolo, compreso all'interno dei confini biblici e storici così definiti. Tuttavia, dopo la Guerra dei sei giorni del 1967, il termine e il concetto sono stati politicizzati e usati per giustificare le politiche dei partiti israeliani di destra, come il Likud.Raffaella A. Del Sarto, L'identità contestata di Israele e il Mediterraneo, L'asse territoriale-politico: Eretz Israel versus Medinat Israel, pag. 8
Etimologia e radici bibliche Il termine "Terra di Israele" è una traduzione diretta dell'espressione ebraica Eretz Yisrael, che si trova nella Bibbia ebraica. Secondo Anita Shapira, il termine Eretz Israel era un termine sacro, vago per quanto riguarda i confini precisi dei territori ma indicante chiaramente l'appartenenza.Anita Shapira, 1992, 'Land and Power', ISBN 0-19-506104-7, p. ix
Il nome "Israele" compare la prima volta nella Bibbia come nome dato da Dio al patriarca Giacobbe (Genesi |32:28) e può essere tradotto "Colui che combatte con Dio".Mike Campbell, Behind the Name, entry Israel Il nome si trova già in testi in lingua eblaitica e ugaritica come nome comune.Michael G. Hasel, Domination and Resistance: Egyptian Military Activity in the Southern Levant, Brill, 1998 I commentatori divergono sul significato letterale originario. Alcuni dicono che il nome deriva dal verbo śarar ("governare, essere forte, avere autorità su"), pertanto ritengono che il nome significhi "Dio governa" o "Dio giudica". Altri significati possibili sono "il principe di Dio" (dalla Bibbia di re Giacomo, o Versione Autorizzata) o "El combatte/lotta". Indipendentemente dal significato preciso del nome, la nazione biblica fondata da Giacobbe diventò i "Figli di Israele" o gli "Israeliti".
La prima definizione di terra promessa (Genesi 15:13-21) parla di "questa terra". In Genesi 15, questa terra viene promessa ai "discendenti" di Abramo, attraverso suo figlio Isacco, mentre in Deuteronomio 1:8 viene promessa esplicitamente agli Israeliti, discendenti di Abramo attraverso Giacobbe.
Una definizione più dettagliata è data in Numeri 34:1-15, per la terra chiaramente assegnata, dopo l'esodo, a nove tribù e mezza. In questo passaggio la terra è chiamata "Terra di Canaan". L'espressione "Terra di Israele" è usata per la prima volta in un libro successivo, Samuele 13:19. Viene usata spesso nel libro di Ezechiele e anche dal Vangelo secondo Matteo. Antichi documenti egiziani si riferiscono alla regione come R-t-n-u (pronuncia Rechenu). Nella Bibbia ebraica è indicata con diversi nomi: Eretz Israel "Terra di Israele", Eretz Ha-Ivrim "Terra degli Ebrei", "Terra in cui scorre latte e miele", Terra del Signore.
Dimensioni secondo la Bibbia
La Bibbia ebraica dà tre diversi confini, ciascuno con uno scopo diverso. Essi sono definiti in Genesi 15:18-21, Numeri 34:1-15 ed Ezechiele 47:13-20.
Genesi 15 Genesi 15:18-21 descrive ciò che nella tradizione ebraica è conosciuto come Gevulot Ha-aretz ("Confini della Terra")Kol Torah, vol. 13, num. 9, Torah Academy of Bergen County, Nov 8, 2003 e definisce l'estensione totale della terra promessa ai discendenti di Abramo attraverso suo figlio Isacco e suo nipote Giacobbe.Vedi commenti numero 6 e 7 di Rashi Il passaggio descrive la terra in termini di estensione di territori di vari popoli antichi. Confini geografici più precisi sono dati in Esodo 23:31, che descrive i confini segnati dal Mar Rosso (vedi dibattito sotto), il "Mare dei Filistei", cioè il mar Mediterraneo, e il "Fiume," cioè l'Eufrate, la tradizionale massima estensione del Regno di David.Stuart, Douglas K., Exodus, B&H Publishing Group, 2006, p. 549Tyndale Bible Dictionary, Walter A. Elwell, Philip Wesley Comfort, Tyndale House Publishers, Inc., 2001, pag. 984
Numeri 34 Numeri 34:1-15 descrive la terra assegnata alle tribù di Israele dopo l'esodo. Le tribù di Ruben, Gad e metà di Manasse ricevettero la terra a est del Giordano, come spiegato in Numeri 34:14-15. Numeri 34:1-13 fornisce una descrizione dettagliata dei confini della terra da conquistare a ovest del Giordano per le tribù rimanenti. La regione è chiamata "la Terra di Canaan" (Eretz Kna'an) in Numeri 34:2 e i confini sono conosciuti nella tradizione ebraica come "confini per quelli usciti dall'Egitto". Questi confini sono di nuovo menzionati in Deuteronomio 1:6-8, Deuteronomio 11:24 e Giosuè 1:4.
Nella tradizione ebraica, Canaan era il figlio di Cam, che secondo il Libro dei Giubilei con i suoi discendenti aveva preso la terra dai discendenti di Sem. Così la tradizione ebraica indica la regione come Canaan nel periodo tra il diluvio e l'insediamento degli Israeliti. Schweid considera Canaan come nome geografico, e Israel come nome spirituale della terra: «L'unicità della Terra di Israele è pertanto "geo-teologica" e non meramente climatica. Questa è la terra che sta di fronte all'entrata del mondo spirituale, quella sfera dell'esistenza che si colloca al di là del mondo fisico che noi conosciamo attraverso i sensi. Questa è la chiave per capire lo status unico della terra se consideriamo la profezia e la preghiera, e anche i comandamenti».The Land of Israel: National Home Or Land of Destiny, di Eliezer Schweid, tradotto da Deborah Greniman, pubblicato nel 1985 Fairleigh Dickinson Univ Press, ISBN 0-8386-3234-3, p. 56. Quindi, il fatto di rinominare questa terra marca un cambiamento nello status religioso, l'origine del concetto di Terra santa. Numeri 34:1-13 usa il termine Canaan esclusivamente per la terra a ovest del Giordano, ma nella tradizione ebraica si usa l'espressione Terra di Israele per indicare l'intera terra degli Israeliti. L'espressione "Terra promessa" può indicare o la terra promessa ad Abramo nella Genesi o la terra di Canaan, anche se il secondo significato è più comune.
Ezechiele 47 Ezechiele 47:13-20 fornisce una definizione di confini della terra dove vivranno le dodici tribù di Israele alla fine dei tempi. I confini della terra descritti dal testo in Ezechiele includono il confine settentrionale del Libano moderno, a est (direzione di Hethlon) fino a Zedad e Hazar-enan nella Siria moderna; da sud sud-ovest fino all'area di Busra sul confine siriano (area di Hauran in Ezechiele); segue il fiume Giordano tra la Cisgiordania e la terra di Gilead fino a Tamar (Ein Gedi) sulla riva occidentale del Mar Morto; da Tamar a Meribah Kadesh (Kadesh Barnea), poi lungo il Ruscello d'Egitto (vedi dibattito più in basso) al Mar Mediterraneo. Il territorio definito da questi confini è diviso in dodici strisce, una per ciascuna delle dodici tribù.
Pertanto Numeri 34 ed Ezechiele 47 definiscono confini diversi ma simili che includono tutto il Libano attuale, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e Israele, tranne il Negev meridionale ed Eilat. Sono incluse anche piccole parti della Siria.
Da Dan a Beersheba La frase biblica comunemente usata per indicare i territori su cui attualmente sono insediati degli Israeliti è "da Dan a Beersheba" (o la sua variante "da Beersheba a Dan"), che si trova nei seguenti versetti della Bibbia: Giudici 20:1 1 Samuele 3:20 2 Samuele 3:10 2 Samuele 17:11 2 Samuele 24:2 2 Samuele 24:15 1 Re 4:25 1 Cronache 21:2 2 Cronache 30:5
Punti oggetto del dibattito
Ruscello d'Egitto Il confine con l'Egitto è dato come Nachal Mitzrayim (Ruscello d'Egitto) in Numeri e Deuteronomio, così come in Ezechiele. La tradizione ebraica (così come espressa nei commentari di Rashi e Yehuda Ha-Levi), e anche i targumim aramaici, lo interpretano come riferimento al Nilo, più precisamente al braccio orientale del delta del Nilo secondo Halevi, un'opinione confortata da testi egiziani e assiri. Saadia Gaon lo identificò nel "Uadi di El-Arish", riferendosi al biblico Sukot presso Faiyum. Kaftor Vaferech lo collocò nella stessa regione vicino al sito dell'antico ramo orientale del Nilo. I commentari della bibbia del XIX secolo interpretarono la descrizione come riferimento al Uadi della località costiera chiamata El-Arish. Però l'Easton Bible Dictionary annota una tradizione locale secondo cui il corso del fiume era cambiato e dove oggi c'è un uadi un tempo c'era un braccio del Nilo. Secondo i minimalisti biblici il ruscello è il fiume Besor.
Nella Genesi il confine con l'Egitto è dato come Nahar Miztrayim - in lingua ebraica nahar indica un grande fiume, mai uno uadi.
Confine meridionale e orientale Solo il "Mar Rosso" (Esodo 23:31) e l'Eufrate sono menzionati come confine meridionale e orientale della terra promessa agli Israeliti. In tempi antichi il "Mar rosso" corrispondente all'ebraico Yam Suf veniva interpretato come Mare Eritreo, come si vede nella traduzione della versione della Bibbia in lingua greca. Anche se il nome "Mar Rosso" deriva da questo nome ("Eritreo" deriva dal greco e significa "rosso"), il termine indica tutte le acque che circondano l'Arabia, incluso l'Oceano Indiano e il Golfo Persico, e non solo il mare che porta questo nome e si trova a ovest dell'Arabia. Così l'intera penisola arabica si trova all'interno dei confini descritti. I confini della terra da conquistare di cui parla il libro dei Numeri hanno un limite orientale definito con precisione che include il Wadi Araba e la Giordania.
Variabilità dei confini Deuteronomio 19:8 indica i confini della terra promessa in modo un po' vago quando si riferisce alla possibilità che Dio avrebbe "allargato i confini". Questa espansione di territorio significa che Israele avrebbe ricevuto "tutta la terra che ha promesso di dare ai tuoi padri", il che implica che l'insediamento in realtà si rivelò inferiore a quanto era stato promesso. Secondo Jacob Milgrom, il Deuteronomio si riferisce a una mappa più utopica della terra promessa, il cui confine orientale è il deserto piuttosto che il Giordano.Jacob Milgrom, Numbers (JPS Torah Commentary; Philadelphia: JPS, 1990), 502.
Paul R. Williamson nota che "un esame attento dei testi rilevanti per la promessa" conforta una "interpretazione più ampia della terra promessa" in cui essa non è "assolutamente ristretta a un'area geografica". Williamson afferma che "la mappa della terra promessa non fu mai fissata in modo permanente ma era soggetta a un certo grado di espansione e ridefinizione".Paul R. Williamson, "Promise and Fulfilment: The Territorial Inheritance," in Philip Johnston and Peter Walker (eds.), The Land of Promise: Biblical, Theological and Contemporary Perspectives (Leicester: Apollos, 2000), 20-21.
Nella storia
Regni antichi
La Bibbia ebraica narra siano anticamente esistiti nella regione diversi regni: secondo gli scritti il Regno di Giuda e Israele, di Re Davide e Salomone è il periodo in cui gli Israeliti governarono un territorio che può essere paragonato alla definizione data da Genesi 15.
Uso del nome durante il Mandato Britannico