Biografia Figlio del compositore ed editore Guglielmo Cottrau (1797 – 1847)Cottrau, Guillaume treccani.it e della moglie GiovannaPasquale Scialò e Francesca Seller, op. cit., p. 71] (a sua volta figlia di Domenico CirilloPassatempi musicali / Guglielmo Cottrau bnnonline.it), rinunciò a studiare a Parigi, nonostante avesse vinto una borsa di studio a causa della volontà del padre che iniziò il figlio alla musica, allo studio del pianoforte ed alla composizione.. Successivamente Cottrau si laureò in leggeRaffaele Cossentino, op.cit. e divenne, oltre che un noto compositore, anche un poeta, un letterato e un politico attivo: di lui Harold Acton scrive
Continuò il lavoro del padre nell'azienda del defunto Bernardo Girard, che divenne con lui Stabilimento Musicale Partenopeo T. Cottrau, in attività sino alla fine del XIX secoloGrande Enciclopedia della Musica Classica, Armando Curcio Editore, p. 284
Cottrau compose la musica della canzone Santa Lucia, il cui testo inizialmente era stato scritto in napoletano dal barone Michele Zezza con il titolo Lo varcaiuolo de Santa LuciaRaffaele Cossentino, op.cit.; dopodiché il poeta e giornalista Enrico Cossovich (1822 – 1911) scrisse, in accordo con Cottrau, un altro testo in lingua italiana, e in questa versione il brano ebbe un successo mondiale,.; questo fatto creò una disputa fra i due autori del testo. Un'altra sua canzone che riscosse successo fu L'addio a Napoli, composta nel 1869, interpretata tra gli altri da Beniamino Gigli, Enrico Caruso e Mario Del Monaco.
Collaborò al L'Indipendente, il giornale di Alexandre Dumas padreRaffaele Cossentino, op.cit. e stampò Relazione del primo viaggio alla luna fatto da una donna nell'anno di grazia 2057, di Ernesto Capocci BelmonteErnesto Capocci: un caposcuola a tutto tondo, in M. Capaccioli - G. Longo - E. Olostro Cirella, L'astronomia a Napoli dal Settecento ai giorni nostri. Storia di un'altra occasione perduta, Napoli, Guida, 1999, p. 152; fu inoltre attivo in politica, aderì al partito liberale, lasciando che il suo negozio, sito in Piazza San Ferdinando, diventasse il principale punto di propaganda del partito con la partecipazione di esponenti politici come Fedele De SiervoRaffaele De Cesare, La fine di un regno, parte II, S. Lapi Tipografico Editore, p. 127 eleaml.org e Beniamino CasoRaffaele De Cesare, La fine di un regno, parte II, S. Lapi Tipografico Editore, p. 128 eleaml.org. Per tale motivo fu più volte richiamato dalla polizia borbonica, da cui si liberava dichiarando la sua cittadinanza francese e conoscenze politiche.
Appartenente alla dinastia dei Cottrau, fu il nonno materno di Teodoro CapocciSergio Lambiase, Adriana, cuore di luce, Capitolo Adriana "cuore di luce", Giunti Editore.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Italo-francesi