Lo Spezia Calcio, meglio noto come Spezia, è una società calcistica italiana della città della Spezia. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
Rifondata nel 2008 come Associazione Sportiva Dilettantistica Spezia Calcio 2008, porta avanti la tradizione sportiva – della quale occupa il 46º posto – iniziata nel 1906 con la costituzione della sezione calcistica dello Sport Club Spezia, cui sono seguite varie rifondazioni e riorganizzazioni, con denominazioni quali Foot Ball Club Spezia, Associazione Calcio Spezia di cui mantiene l'acronimo nel logo, e Spezia Calcio 1906, fallito al termine del campionato di Serie B 2007-2008. Il club si trova in 55ª posizione nella classifica perpetua della Serie A e in 30ª per quanto riguarda quella della Serie B.
Nel suo albo d'oro lo Spezia può vantare un titolo nazionale, grazie alla vittoria del campionato di guerra 1944 conseguita dai VV.FF. Spezia, un club a esso affiliato;Il primo posto nel torneo fu in realtà ottenuto dal G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco, squadra che sostituì lo Spezia, inattivo per motivi bellici, cooptandone i calciatori. tale successo fu ufficialmente riconosciuto dalla FIGC come titolo "onorifico" (ovvero non equiparabile allo "scudetto") nel 2002.Il titolo del campionato di Divisione Nazionale 1944 è ufficiale, ma non è equiparabile allo "scudetto", cfr. ; Gran parte della sua storia si è comunque dipanata tra la seconda e la terza serie, riuscendo a raggiungere il massimo campionato a girone unico solo nel 2020. Nel campionato di Serie A ha ottenuto come migliore risultato il quindicesimo posto nell'edizione 2020-2021.
Disputa i suoi incontri casalinghi allo stadio Alberto Picco. Il suo colore sociale di riferimento è il bianco, affiancato dal nero.
Storia Dalle origini agli anni 1930 Il 10 ottobre 1906 il commerciante svizzero Hermann Hurni, insieme ad altri suoi connazionali, fonda la sezione football dello Sport Club Spezia. Questo club, tuttavia, ha un'attività piuttosto breve, limitandosi a sfidare nella Piazza d'Armi compagini di marinai di passaggio; ben presto l'iniziativa viene ripresa: il 20 novembre 1911 nasce lo Spezia Football Club, società costituita con un regolare organigramma e diretta emanazione della antesignana. Primo presidente viene eletto Francesco Corio, fra i consiglieri risulta esservi anche Alberto Picco di Ulrico, capitano e primo marcatore della storia aquilotta, caduto eroicamente durante la prima guerra mondiale.
Dopo il conflitto, nel 1919 lo Spezia si iscrive per la prima volta al campionato regolare organizzato dalla Federazione e nella stagione 1919-1920 vince il girone ligure del Campionato di Promozione, accedendo così alla Prima Categoria. È in quel periodo che la maglia da gioco color celeste viene sostituita con la maglia bianca in onore della Pro Vercelli, all'epoca squadra di primo piano a livello nazionale. L'esordio nella massima serie è un terzo posto in classifica nel girone di qualificazione ligure alle spalle di e .
Il 4 luglio 1921 lo Spezia e altre 23 società settentrionali decidono di secessionare dalla Federazione e di creare una federazione (la CCI) e un campionato (la Prima Divisione) concorrente a quello federale. Motivo della protesta era l'aumento esponenziale delle partecipanti al massimo campionato, che nella stagione 1920-1921 aveva raggiunto la cifra record di ben 88 partecipanti. I grandi club, che non volevano giocare partite dal risultato scontato contro le squadre di oratorio o di piccoli paesini, volevano un campionato più elitario e proposero alla Federazione di ridurre le squadre partecipanti. Il voto contrario delle piccole squadre, maggioritarie nel Consiglio direttivo della Federcalcio, comportò la fuga delle grandi società, che fondarono la Confederazione Calcistica Italiana e organizzarono un proprio campionato privato in contrapposizione a quello federale.La Stampa, 29 agosto 1921 - La costituzione ufficiale della Confederazione Calcistica Italiana La Stampa, 26 settembre 1921 - Nonostante la ripulsa della F.I.G.C. la C.C.I. mantiene le sue controproposte
Lo scisma fu presto sanato dopo una sola stagione e sulla base del compromesso Colombo vennero organizzati degli spareggi salvezza per decidere le squadre partecipanti alla nuova Prima Divisione a trentasei squadre. Lo Spezia perse gli spareggi contro il Pastore di Torino e sarebbe dovuto retrocedere. Tuttavia a settembre, a poche settimane dall'inizio del nuovo campionato, il e i concittadini della decisero di fondersi in un'unica società lasciando libero un posto nell'organigramma della massima serie. Alle sei squadre che avevano perso gli spareggi venne dunque concessa un'ennesima, insperata chance di salvezza. Gli spezzini sconfissero nello spareggio decisivo la Sestrese recuperando così in extremis la Prima Divisione.
Nel 1922-1923 lo stadio Alberto Picco viene squalificato per un anno in seguito ai gravi incidenti avvenuti in occasione della partita Spezia-Genoa (0-4) del 10 dicembre 1922. Fino al termine della stagione gli aquilotti sono quindi costretti a giocare lontano dalle mura amiche, ma riescono ugualmente a conquistare la salvezza nella ripetizione dello spareggio con il , vinto per 3-2 l'8 luglio 1923, dopo che la prima gara di spareggio era stata interrotta sul 0-0 dopo ben 207 minuti di gioco. Memorabile è la vittoria per 1-0 contro la , sul campo neutro di Casale Monferrato. Anche l'anno successivo gli spezzini si salvano allo spareggio: avendo terminato il proprio girone al penultimo posto, sono costretti ad affrontare un girone salvezza/promozione composto da quattro squadre, cioè le penultime dei due gironi di Prima Divisione e due squadre di Seconda Divisione, con in palio due posti per la massima serie dell'anno successivo; lo Spezia riesce a chiudere tra i primi due posti, riuscendo quindi a salvarsi.
Nel 1925 però arriva la prima retrocessione in virtù dell'ultimo posto nel girone. In Seconda Divisione lo Spezia torna a dominare, ma la riforma dei campionati fa sì che la squadra rimanga comunque esclusa dalla massima divisione nazionale. La stessa cosa avviene nel campionato di Prima Divisione 1928-1929, quando gli aquilotti inseriti nel girone A conquistano il diritto a partecipare alla costituenda Serie B; al termine di quella stagione lo Spezia batte in finale il e conquista il titolo di campione italiano di Prima Divisione.
Lo Spezia disputa campionati discreti ma non da vertice fino alla stagione 1932-1933 in cui riesce a classificarsi al quarto posto alle spalle di , e , delle quali solo le prime due vengono promosse. Vengono varate ulteriori riforme per la composizione dei campionati e nel 1934-1935 lo Spezia viene retrocesso, insieme a metà delle squadre della serie cadetta, nella costituenda Serie C.
Nella stagione seguente (1935-1936) gli aquilotti disputano un campionato che diventa un serrato testa a testa con la : il torneo si conclude con ricorsi, penalizzazioni e proteste ma alla fine è lo Spezia a spuntarla e a ritornare così subito in Serie B. Nel 1936-1937 in Serie B lo Spezia, che ha nel frattempo assunto la nuova denominazione di A.C. Spezia, arriva quarto a cinque punti dalla Serie A.
A questo torneo seguono cessioni illustri e nel 1938-1939 arriva una nuova relegazione in Serie C. Di nuovo lo Spezia, fresco di retrocessione, riesce a vincere il campionato piazzandosi davanti al ma per accedere alla Serie B è necessario superare anche le vincitrici degli altri gironi della Serie C, ovvero , e .
Negli spareggi lo Spezia viene eliminato a causa del peggiore quoziente reti, ma la promozione in Serie B arriva ugualmente grazie all'esclusione del , per motivi economici, e alla concomitante preclusione al ripescaggio della quartultima fra i cadetti, il piccolo , anch'esso per problematiche gestionali. Sono da ricordare le edizioni 1937 e 1941 della Coppa Italia, in cui lo Spezia riesce ad arrivare sino ai quarti di finale dove viene eliminato rispettivamente da Ambrosiana e .
Anni 1940 Lo scoppio della seconda guerra mondiale
All'inizio degli anni 1940 arrivano in maglia bianca Costanzo e Costa, due giocatori destinati a rimanere nella storia della società. Nel 1940-1941 lo Spezia ottiene in Serie B una salvezza, mentre nella stagione successiva, quella del 1941-1942, la squadra si piazza al sesto posto in classifica.
Nel campionato 1942-1943 arriva sulla panchina dello Spezia Ottavio Barbieri, in passato vincitore dello scudetto con la maglia del Genoa e giocatore della Nazionale. Molti dei successi spezzini conseguiti negli anni seguenti arriveranno grazie al rivoluzionario schema di gioco proposto da Barbieri, il "mezzo-sistema" (che prevedeva l'introduzione del "libero"): l'allenatore lo aveva imparato quando era stato vice dell'inglese Garbutt negli anni del Genoa.
Lo Spezia di quest'anno è la squadra delle "cinque C": Coltella, Carapellese, Costanzo, Castigliano e Costa. La squadra chiude nuovamente in sesta posizione. Si arriva così, mentre infuria la seconda guerra mondiale, allo storico campionato del 1943-1944.
Il campionato di guerra del 1944
Con l'Italia divisa dal fronte di guerra conosciuto come Linea Gotica, la Federcalcio si divise in due: mentre l'amministrazione monarchica legittima continuò a operare nel cosiddetto Regno del Sud, i funzionari federali presenti nella Repubblica Sociale Italiana (stato fantoccio della Germania nazista) organizzarono da Milano un "Campionato di divisione nazionale misto". Il torneo venne diviso in gironi zonali, organizzati in tre fasi regionali le cui vincitrici avrebbero disputato le finali per l'assegnazione del titolo di Campione d'Italia.
Il club, a quel tempo noto come Associazione Calcio Spezia, era stato costretto a sospendere l'attività: il presidente Perioli, infatti, era stato catturato e inviato nei campi di concentramento in Germania. Semorile, l'unico dirigente rimasto, decise di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco cittadini, l'ing. Gandino, per allestire una squadra in grado di rappresentare la città della Spezia nella Divisione Nazionale. L'accordo venne presto raggiunto: nacque così un nuovo club, il Gruppo Sportivo 42º Corpo dei Vigili del Fuoco, il quale mantenne come allenatore Barbieri, rilevò tutti i calciatori dellA.C. Spezia, sotto l'impegno scritto di restituirli alla "casa madre" al termine del conflitto, e acquisì i cartellini di giocatori di altre squadre a titolo di prestito. Questo escamotage, non insolito per il periodo (per abbinamento, anche la Juventus si era trasformata in Cisitalia e il Torino in Torino FIAT), costituì uno stratagemma per sottrarre i calciatori agli obblighi del servizio militare.« [...] Il vincolo sportivo degli atleti alle società di appartenenza restava fermo al 31 luglio 1943. Però, derogando dai regolamenti, si consentiva alle società l'utilizzo anche di giocatori non tesserati purché muniti di nulla-osta del club di appartenenza...» La FIGC, non potendo emettere nuovi cartellini, mandò i giocatori al controllo dell'arbitro con il cartellino della società di appartenenza, "A.C. Spezia" oppure di altra società, e il nulla-osta per il prestito in mancanza del quale avrebbero potuto avere partita persa a tavolino, cfr. LA.C. Spezia, nel frattempo, rimase inattivo..Comunicato ufficiale n. 20 del gennaio 1944 riportante non un cambio di denominazione bensì una «nuova società affiliata», cfr.