La Serie A è il massimo livello del campionato italiano di calcio a 5. È gestita dalla Divisione Calcio a 5, organo della Federazione Italiana Giuoco Calcio afferente alla Lega Nazionale Dilettanti. Sebbene il primo torneo ufficiale fu giocato nel 1984, il primo campionato nazionale fu organizzato solo nella stagione 1989-90 e organizzato in un unico girone dalla edizione successiva.

Storia Gli albori del torneo Quello che al tempo era chiamato "calcetto" inizia a essere praticato in Italia tra gli anni '50 e '60, soprattutto nei circoli sportivi romani sul Lungotevere. Gli improvvisati campi da gioco sono quelli in terra battuta del tennis a cui è tolta la rete e sono installate delle mini-porte da calcio. Sotto la direzione del pioniere Gustavo Valiani, nel 1961 si disputa la prima edizione della "Coppa dei Canottieri" di calcio a 5, riservata ai più prestigiosi circoli sportivi capitolini. Nel 1978 nasce come Federcalcetto la Federazione Italiana Calcetto da cui in seguito derivò, in base ad una scissione interna, la Lega Italiana Calcetto. Dal 1978 al 1983 si giocarono così due campionati fino al dicembre 1983, quando si concretizzò l'ingresso della disciplina all'interno della FIGC.

Nel 1984 la Federazione istituisce il "Comitato Nazionale del Calcetto" con il duplice scopo di organizzare e normare una disciplina ancora improntata sullo spontaneismo nonché di diffondere lo sport oltre i confini dei circoli sportivi romani. In quest'anno, sotto la guida di Antonio Ricchieri, si ha la creazione di una selezione nazionale affiliata all'UEFA nonché l'istituzione del primo torneo nazionaleFranco Marco, Il calcetto, Roma, Edizioni Mediterranee, 1986.. Al primo torneo nazionale parteciparono 350 squadre. Nella prima fase di qualificazione gli incontri erano riservati a compagini appartenenti alla stessa regione, ciascuna delle quali aveva a disposizione un numero di qualificazioni proporzionale a quello delle iscrizioni. A questa prima fase ne seguiva una a carattere interregionale articolata in gare di andata e ritorno per determinare le otto formazioni ammesse alla poule scudetto organizzata in luglio nel Campo Centrale del Foro Italico a cui parteciparono Roma Calcetto, Roma RCB, Circolo Canottieri Aniene, Tor Carbone, Hobby Sport Poggio Verde Roma, Mondo Rubber Torino, Incra Cosenza e Lacco Ameno Ischia. La finalissima è vinta dalla Roma Barilla, che supera 5-0 la Roma RCB davanti a 5.000 spettatori. Nella squadra Campione d'Italia spiccano i nomi di Caneschi, Rotondi, Scacchi, Ronconi, Albanesi e Filippini; il tecnico è Giampiero Forte.

Nell'intenzione di sganciare la disciplina dai ritmi stagionali del tennis, estendendo la sua praticabilità all'intero anno solare e non più alla sola primavera, nell'edizione successiva l'inizio del campionato, seppur interrotto da una lunga sosta invernale, è anticipato a ottobre anziché in marzo. Anche la fase interregionale è modificata, con l'introduzione di quadrangolari in sede unica al posto degli scontri a eliminazione diretta. La poule scudetto si sposta nella Repubblica di San Marino e per la prima volta è giocata in campi con il fondo in erba sintetica e non più nei campi di terra rossa. In finale la Roma Calcetto si ripete, superando 4-1 il Marino Calcetto.

Nella stagione 1985-1986 la Roma Barilla è ancora protagonista; arriva in finale, ma sulla sua strada trova l'Ortana Griphus, società nata in quello stesso anno proprio da una scissione della Roma Barilla. La finale viene vinta ai rigori dagli ortani, che ci riproveranno anche l'anno seguente ma senza successo, uscendo sconfitti dalla finale per mano del Marino Calcetto. La fase finale per la stagione 1987-88 vede il tricolore tornare nella capitale. A conquistarlo è la Roma RCB, che in finale ha la meglio sul Millefonti Torino.

L'avvento della Serie A e la diffusione oltre la Capitale Nella stagione 1989-90 si disputa il primo campionato di Serie A, organizzato in quattro gironi. A sollevare il trofeo è ancora la Roma RCB, che dopo aver vinto il proprio girone, è protagonista anche della poule scudetto vinta ai rigori contro il Marino Calcetto. Le prime cinque squadre classificate di ciascun girone al termine del campionato precedente danno vita nella stagione 1990-91 al primo campionato di Serie A a girone unico. La Roma RCB piazza il tris, al termine di una finale epica, al meglio di tre gare, contro la matricola Geas Roma, allenata da Renato Scalpellino.

Nel 1991-92 inizia l'epopea della BNL Calcetto guidata dal tecnico Piero Gialli, capace di giocare ben 8 finali scudetto consecutive. Il primo titolo lo conquistano superando in finale l'Ericsson Sielte; mentre perdono le successive due finali contro il Torrino dell'emergente tecnico Alessandro Nuccorini. Nel 1994-95 la BNL si riprende il titolo sempre ai danni del Torrino come pure l'anno successivo dando vita ad una vera e propria rivalità in ambito nazionale fra le due formazioni.

Nella stagione 1997-98 viene abbandonata la formula della poule scudetto, sostituita dai play-off: l'egemonia della BNL è interrotta dalla neonata Lazio che rileva il titolo sportivo del Torrino. La stagione successiva rappresenta una vera e propria rivoluzione nel panorama del calcio a 5 italiano: la disciplina ha ormai attecchito anche nel resto della Penisola e il Torino guidata dallo spagnolo Jesús Velasco è la prima formazione non laziale ad aggiudicarsi il titolo.

I due campionati successivi, vinti rispettivamente dal Genzano di Agenore Maurizi e dalla Roma RCB sono gli ultimi successi che la regione esprimerà, lasciando spazio nei decenni successivi ad altre realtà territoriali. La stagione 2001-02 vede infatti salire alla ribalta il Prato di Velasco che si laurea campione d'Italia battendo in finale lo Stabia e ripetendosi l'anno successivo contro la Lazio. I successivi tre anni vedono un progressivo aumento del tasso tecnico del campionato grazie ai numerosi talenti brasiliani che approdano in Serie A.

Il decennio veneto Nel 2003-04 la vicentina Arzignano vince il primo scudetto a distanza di soli due anni dal suo approdo in A, battendo il Perugia di Riccardo Gaucci grazie ad una formazione ricca di talento. Il si riscatta l'anno seguente in una storica finale contro la Roma Futsal nata dalla fusione tra BNL e Roma RCB. La stagione 2005-06 è dominata dalla Luparense di Jesus Velasco; la formazione padovana arriva però piuttosto provata a fine stagione e viene eliminata dagli storici rivali dell'Arzignano, che volano in finale a conquistare il loro secondo titolo a spese del Nepi.

A partire dal 2006-07 la domina ininterrottamente sia la Regular Season che i play-off guidata sempre da Velasco. Il primo titolo arriva in finale contro la Lazio Nepi dopo un'estenuante sfida durata per tutta la stagione. L'anno successivo la Serie A vede sia il Montesilvano che la Luparense contendersi il primo posto durante la stagione; alla fine la spunta la Luparense che si riconferma Campione d'Italia in finale contro l'Arzignano grazie ad una rosa stellare. Il 2008-09 si rivela un campionato estremamente equilibrato, con Luparense e Montesilvano a dividersi la prima piazza del Campionato, tallonati a soli due punti dalla Marca Trevigiana. Nei play-off i padovani conquistano nuovamente lo Scudetto per la terza volta consecutiva vincendo entrambe le finali. La stagione 2009-10 vede interrompersi l'egemonia Luparense con il primo scudetto del : nei play-off la compagine abruzzese sconfigge prima i campioni in carica della e in finale la che aveva dominato la stagione regolare. La stagione seguente lo scudetto prende nuovamente la strada del Veneto: questa volta sono i bianconeri trevigiani ad aggiudicarsi il titolo: concluso il campionato al primo posto, la Marca si conferma irresistibile anche nei play-off, eliminando prima il Montesilvano in semifinale, e quindi il sorprendente Pescara in finale. Il 2011-12 è testimone del ritorno della Luparense; i lupi dominano la regular season con la sola Marca capace di reggerne il passo mentre Lazio, Montesilvano e Pescara concludono la stagione con oltre 20 punti di distacco.

Nei successivi play-off sembra che improvvisamente la squadra di Julio Fernandez abbia smarrito sé stessa, riuscendo ad avere la meglio sul Putignano e quindi sul Montesilvano con enorme fatica e in entrambi i casi solo in Gara 3. Come da pronostici in finale incontra la Marca Futsal, dando vita a un derby vibrante giocato alla meglio delle cinque gare due delle quali decise solo ai rigori. In Gara 5 il sostanziale equilibrio delle partite precedenti è spazzato via dalla maggiore fame e determinazione dei padovani che strapazzano gli avversari per 5-1, appuntandosi sul petto il quarto scudetto della loro storia. La stagione regolare 2012-2013 vede la salita alla ribalta dell'Asti. La formazione orange, costruita in estate senza badare a spese (Kiko, Hernán Garcias ma soprattutto l'acquisto del capitano Vampeta e del bomber Rodolfo Fortino dalla Luparense) sbanca la stagione regolare, concludendo il campionato imbattuta e staccando Luparense e Lazio di ben sedici punti. Un epilogo che sembrava scontato viene tuttavia messo in discussione nei play-off, quando la corazzata piemontese, prima di vincere in casa e passare il turno, è fermata sul campo dell'ostico Pescara (qualificatosi in extremis a spese del Montesilvano). Gli altri quarti di finale si rivelano altrettanto sorprendenti: la Luparense deve compiere un'impresa per avere la meglio di un Kaos privo di timori reverenziali, la Marca (resuscitata dalla cura Fernandez dopo un girone d'andata disastroso) si rivela spietata contro la matricola rivelazione del campionato Cogianco mentre la Lazio è addirittura eliminata dall'Acqua&Sapone. Nelle semifinali la Luparense si qualifica ma fatica contro gli abruzzesi mentre l'Asti, dopo il pareggio a Montebelluna si vede imporre tra le mura amiche la prima e unica sconfitta stagionale da parte della Marca che conquista la propria quarta finale consecutiva. Nella riedizione della finale scudetto 2012, i bianconeri dopo la vittoria corsara a Bassano, vincono entrambe le gare in casa chiudendo la serie già sul 3-0, laureandosi nuovamente campioni d'Italia a distanza di due anni dal primo titolo.