La stand-up comedy è una forma di spettacolo in cui un comico si esibisce "in piedi" () davanti a un pubblico, normalmente rivolgendosi direttamente a esso, senza la quarta parete. L'artista che si esibisce in questa forma di spettacolo prende il nome di stand-up comedian.

Caratteristiche La stand-up comedy si differenzia dal classico cabaret in quanto i comici non utilizzano la maschera teatrale e la quarta parete non esiste. I temi affrontati dal comico stand-up vanno dal politico al sociale. I comici si possono esibire portando in scena un monologo oppure una serie di battute secche, scollegate tra loro. Nel secondo caso sono chiamati comici one liner, da una sola riga, come per esempio Anthony Jeselnik.

Influenze La moderna stand-up comedy vede le sue radici nelle prime forme di intrattenimento negli Stati Uniti d'America all'inizio del XIX secolo. Nel tempo, è stata influenzata da tipi di spettacolo e movimenti artistici come il vaudeville, il burlesque, il dadaismo, dall'intrattenimento in stile Borscht Belt e dalle usanze dell'ambiente dei night club..

Il vaudeville

Verso la metà del XIX secolo si afferma in America una tipologia di spettacolo, il vaudeville, che riunisce in sé diverse tradizioni di intrattenimento confluite anche nel Music Hall del periodo: il teatro dell'arte, il circo, le performance di strada, i mimi, gli spettacoli teatrali, il trasformismo. Questo tipo di show fu la culla della moderna stand-up comedy.

Si ritiene che la prima manifestazione di stand-up comedy siano gli spettacoli di vaudeville di Charlie Case, fra il 1880 e il 1890. Charlie in questo periodo si esibisce spesso senza oggetti di scena, raccontando battute e storie divertenti: una forma di intrattenimento insolita per il periodo.

La prima stand-up comedian donna è Beatrice Herford, che si esibisce con il suo primo monologo nel Regno Unito nel 1895..

Case e Herford non riescono a fare attecchire subito la stand-up comedy come forma di intrattenimento popolare ma durante i primi anni del ventesimo secolo il genere inizia ad avere un seguito grazie a Ed Wynn, che si forma nei vaudeville come presentatore. Il personaggio teatrale di Wynn riusciva subito a empatizzare con il pubblico (capacità che sarà portata in scena anche da Richard Pryor e Bill Hicks): «Faceva il possibile affinché ogni persona in teatro si sentisse in compagnia di un amico e guidata personalmente in un mondo folle e divertente».

Sebbene il Vaudeville tradizionale non fosse più di moda con il sopraggiungere della Grande Depressione degli anni '30 e venisse abbandonato definitivamente verso la metà degli anni '30, sarà ripreso nei varietà televisivi come The Hollywood Palace, nel 1964, The Ed Sullivan Show, andato in onda dal 1948 al 1971, e dopo con il Saturday Night Live, trasmesso la prima volta nel 1975, gettando le fondamenta per lo sviluppo dell'attuale intrattenimento americano. Durante quel periodo finale, verso gli anni '30, si affermano alcuni dei comici più famosi del ventesimo secolo come i Fratelli Marx, Red Skelton, George Burns, Gracie Allen, Judy Garland, Gianni e Pinotto e Bob Hope. Inoltre dal vaudeville si sviluppano nuovi circuiti. I più importanti sono: il Black Vaudeville, meglio noto come Chitlin' Circuit, e il circuito ebraico dei vaudeville nella Borscht Belt.

Il burlesque

Il burlesque, una forma di intrattenimento per adulti, può essere considerato uno dei pochi show di intrattenimento del XIX secolo fondato "sull'estetica della trasgressione, del ribaltamento e del grottesco". Durante uno spettacolo di burlesque si evidenzia una realtà che Peter Stallybrass e Allon White definiscono "L'altra parte inferiore", cioè "qualcosa che è offeso ed escluso dall'ordine della classe sociale dominante, etichettato come sporco, degradato e inutile, che in ogni caso viene visto come un oggetto di desiderio o capace di affascinare"..

Sugli stessi palchi dove vengono rappresentati gli spettacoli di burlesque figurano anche comici, che sono chiamati a fare battute di raccordo fra un numero e l'altro. Durante questi spettacoli fanno esperienza alcuni fra i più famosi nomi della comicità americana e delle star del cinema come W. C. Fields, Red Buttons, Robert Alda, Mae West, il duo Gianni e Pinotto, Joey Bishop.

Gli attori di burlesque intraprendevano con il pubblico una relazione intima e di complicità, sia le donne, consce di essere un oggetto di desiderio e seduzione, sia gli uomini, come William Mitchell e John Broughman, che si esibivano in maniera non convenzionale per i tempi. Di un'esibizione di Broughman scrive lHerald: «Ora include una battuta con riferimenti agli avvenimenti del giorno, ora parla confidenzialmente con il maestro della band, violando agilmente tutti i principi della finzione, producendo un'amabile fraternità fra il palco e gli spettatori». Lo stile è quindi molto simile a quello degli stand-up comedian che si andranno ad affermare negli anni cinquanta.

Nel vaudeville e nel burlesque si riscontrano gli elementi della stand-up comedy, la quale si affermerà negli anni cinquanta raccogliendo l'eredità di queste due forme di intrattenimento. Infatti fu in quel periodo che Lenny Bruce e Mort Sahl introdussero due caratteristiche particolari: la parlata colloquiale, improvvisata e le battute di attualità che prendevano di mira personaggi considerati tabù, come il presidente, il congresso, le alte cariche dell'industria, insieme alle ipocrisie del paese e ai valori neo-vittoriani. Questi fattori che portano il genere della stand-up comedy alla forma attuale.

Lenny Bruce, considerato uno degli stand-up comedian più influenti in assoluto, si forma in club come il Los Angeles' Strip City e il The Colony Club presentando i numeri di strip-tease. Quando introduce un nuovo numero, deve riuscire a ottenere l'attenzione di uomini interessati agli spogliarelli che non aspettano altro che lui se ne vada per poter vedere la prossima spogliarellista. È quindi costretto a "sporcare" i suoi pezzi per competere con le spogliarelliste, a volte prendendole in giro sul palco, di solito crudelmente: «Voi vedete qui una ragazza amabile. Peccato che sia infetta».. Si può affermare che l'eredità lasciata dal burlesque contribuisca a formare Bruce, che si serve degli strumenti imparati sul campo per creare un proprio stile in cui il talento dell'intrattenitore si mescola con l'audacia del linguaggio e dell'atteggiamento, che Bruce usa per sfidare l'ipocrisia della cultura dominante.

Il Dadaismo

Nel primo ventennio del ventesimo secolo accaddero numerosi sconvolgimenti sociali e culturali che minarono le fondamenta della società fino ad allora conosciuta. A partire dal 1916 si sviluppò anche il dadaismo, che influenzò anche i teatri di vaudeville negli Stati Uniti. Gilbert Seldes, in The Seven Lively House, individua nella comicità nonsense e frammentaria di artisti come Joe Cook, James J. Morton e Charlie Case una risposta al Dada.

Oggi la relazione con l'arte Dada è ancora individuabile negli spettacoli comici di Steven Wright e Mitch Hedberg. La destrutturazione della realtà e la ricomposizione in altre forme di difficile interpretazione, tema centrale trattato da Duchamp e dagli altri dadaisti, è riconoscibile nei loro spettacoli, come in quelli messi in scena nei vaudeville nei primi anni del ventesimo secolo. Nello spettacolo "When the leaves blow away" del 2006 Wright fa pensieri come:

In questo caso Wright fa immaginare oggetti quotidiani all'infuori della loro cornice, donando loro una nuova funzione surreale, smantellando la forma convenzionale. Come Duchamp e Picasso, comici come Wright, Hedberg, Jerry Seinfeld, Emo Philips, Robert Townsend, Harland Williams, Jim Gaffigan, Margaret Smith e Brian Regan mostrano un universo caotico poiché tagliano, incollano e ricreano mondi riconoscibili eppure per certi versi ignoti.

Night club

Agli inizi del ventesimo secolo si iniziarono ad affermare nel panorama dell'intrattenimento notturno newyorkese diverse realtà: i saloon, i rathskeller e i nightclub. I primi ospitavano prevalentemente operai; i secondi erano locali nei seminterrati dove si riunivano giornalisti, attori e bohemien, mentre i nightclub, chiamati anche cabaret, erano locali di dimensioni ridotte che attraevano clienti interessati alla vita notturna. In questi spazi ristretti diveniva naturale per gli attori rompere la quarta parete.

La condizione intima del nightclub permetteva agli artisti di esprimere la loro personalità, necessaria per sovrastare il clima informale del locale, un posto "dove trascorrere le ore dopo che le fatiche del giorno sono state messe da parte... è difficile attirare l'attenzione di una mente stanca o di un uomo infatuato". Il sorriso sarcastico e l'autoironia aiutavano gli artisti ad aprirsi e a coinvolgere i clienti nella loro vita personale. Il locale creava una tensione fra l'artista che cercava di intrattenere e l'indifferenza del pubblico. Per riuscire a intrattenere con successo, gli artisti dovevano riuscire a manipolare i desideri del pubblico e sé stessi, basandosi sulla loro vita privata per intessere una relazione con il pubblico.

Una delle comiche più importanti che iniziò a farsi notare nei Cabaret fu Sophie Tucker. La sua formazione comica avvenne nei vaudeville, in cui fece esperienza collezionando un repertorio di "canzoni hot, infarcite di doppi sensi". Una notte del 1915, quando si trovava con il marito Frank Westphal fuori dal The Tokio, il proprietario Henry Fink le chiese di improvvisare uno spettacolo per intrattenere la folla. Al pubblico piacque così tanto la sua esibizione, che lei ne fece una parte fissa delle sue esibizioni. Improvvisando riusciva a dare l'illusione che fosse la presenza del pubblico il motore dello show, poiché toccava dei temi che accomunavano tutti e riusciva a renderli partecipi delle vite private del mondo delle celebrità.

La Tucker continuò a esibirsi nei nightclub fino agli anni cinquanta, preferendo lo spettacolo dal vivo a quello registrato al cinema o alla radio, che per lei erano troppo restrittivi, come disse in un'intervista: "Non si può fare questo, non si può fare questo. Non potevo nemmeno dire 'damn' o 'hell', e niente è più espressivo del mio modo di dire 'damn' o 'hell."

Esibendosi nei nightclub, Sophie Tucker scopre che le battute a sfondo sessuale sono quelle che riscuotono più successo. Le sue canzoni comiche con contenuti osceni permettevano di parlare della sessualità rilasciando la tensione che certi temi portavano, soprattutto in un ambiente dalle radici vittoriane. Sotto il velo della comicità, la Tucker metteva in mostra i desideri e i segreti più intimi del suo pubblico, cantando anche dei suoi problemi divertenti a casa e dei suoi ideali del matrimonio romantico.

Ostentando la propria sessualità, la Tucker anticipa la comicità sessualmente esplicita della fine del ventesimo secolo. Nelle sue canzoni mette in discussioni i costumi del tempo, ribaltando la concezione del matrimonio romantico e felice decenni prima che Lenny Bruce scandalizzasse il pubblico affrontando gli stessi temi.

Durante il periodo del proibizionismo si diffusero in America piccoli locali notturni, che incisero profondamente sul destino della comicità americana. In questi locali si reinventò la figura del presentatore, che poteva decretare il successo o l'insuccesso di uno spettacolo, nacque così il maestro di cerimonie, anche detto MC, per la prima volta nel 1911. Il maestro di cerimonie manteneva alto il ritmo dello spettacolo, annunciava l'arrivo degli artisti e stabiliva un legame di socialità e amichevole con il pubblico.