È stato eletto MVP della stagione 2016-2017. Ha partecipato nove volte all'NBA All-Star Weekend, risultando miglior giocatore dell'evento nel 2015 e nel 2016.
Detiene il record di triple doppie realizzate in una stagione NBA, ossia 42 nella stagione 2016-17, nonché il record di triple doppie all-time nelle partite di regular-season. Considerato uno dei migliori cestisti dell’NBA e della sua generazione, Westbrook è l'unico giocatore nella storia della NBA ad aver realizzato per quattro volte di cui tre consecutive (2017, 2018, 2019 e 2021) una tripla doppia di media stagionale (per punti, assist e rimbalzi). Solo Oscar Robertson e Nikola Jokić sono riusciti nell'impresa di una tripla doppia stagionale di media, rispettivamente nella stagione 1961-1962 e nella stagione 2024-25. Westbrook ha concluso la carriera il 12 agosto 2026 dopo una stagione passata ai Sacramento Kings.
Biografia Russell Westbrook è nato a Long Beach, in California, da Russell Westbrook Jr. e Shannon Horton. Ha un fratello minore di nome Raynard. Crescendo a Hawthorne, Westbrook e il suo migliore amico Khelcey Barrs III nutrivano la speranza di andare a UCLA e giocare insieme. Nel maggio 2004, però, Barrs morì per un ingrossamento del cuore durante una partita.
Il 29 agosto 2015, Westbrook ha sposato la sua fidanzata del college Nina Earl. Il primo figlio della coppia, un maschio di nome Noah Russell Westbrook, è nato nel 2017. La coppia ha poi avuto due figlie gemelle, Skye Westbrook e Jordyn Westbrook, nel 2018.
Caratteristiche tecniche È un giocatore dotato di grande foga agonistica, di ruolo playmaker; è molto bravo nel fornire assist, raccogliere rimbalzi e segnare in quanto dispone di grande tecnica individuale. È molto veloce e agile, oltre che dotato anche di ottime abilità di palleggio che gli consentono di effettuare crossover sugli avversari. Dispone pure di ottima elevazione, infatti spesso effettua delle schiacciate, anche spettacolari. Non è dotato di un buon tiro perimetrale: nella sua stagione da rookie ha chiuso con il 27% sui tiri da tre punti e, in generale, si è attestato su valori vicino al 30% nel corso della sua carriera.
Critiche allo stile di gioco Westbrook è considerato una delle superstar NBA più divisive degli ultimi anni.
Molti analisti, opinionisti ed ex giocatori NBA hanno messo in discussione lo stile di gioco di Westbrook, considerandolo poco favorevole a far vincere un titolo alla sua squadra: Westbrook, infatti, è stato accusato di essere uno stat-padder, ovvero di puntare a incrementare il proprio bottino personale di rimbalzi, punti e assist per ottenere la tripla doppia a discapito, però, dell'esito della partita stessa o delle statistiche personali dei propri compagni. In tutte e quattro le stagioni in cui Westbrook ha mantenuto una media da tripla doppia in regular-season, la sua squadra è poi sempre uscita al primo turno di play-off.
Molti altri, invece, hanno sottolineato che la percentuale di vittoria dei Thunder quando Westbrook ha firmato una tripla doppia è molto più alta rispetto a quando non vi è riuscito: nella stagione 2016-17, chiusa con la cifra record di 42 triple doppie, i Thunder vinsero 33 delle 42 partite (78.5%), ma ottennero soltanto 13 vittorie nelle rimanenti 39 (33.3%) nelle quali Westbrook non chiuse con una tripla doppia. Oscar Robertson si è espresso contro coloro che hanno accusato Westbrook di non aver mai vinto un titolo a causa del suo stile di gioco, egoistico e finalizzato alle sole statistiche personali, definendo le loro critiche "ridicole".
Carriera Oklahoma City Thunder (2008-2019) I primi anni nella lega (2008-2010)
Dopo aver militato a livello universitario con UCLA per 2 anni, viene selezionato come quarta scelta assoluta del Draft NBA 2008 dai Seattle SuperSonics, poi divenuti Oklahoma City Thunder: viene apprezzato per la sua rapidità, la sua esplosività e le sue abilità difensive sul perimetro. Durante la stagione da rookie, mette a segno la sua prima tripla doppia nella vittoria contro i Dallas Mavericks: 17 punti, 10 rimbalzi, 10 assist.
Si conferma uno tra i migliori giocatori al primo anno, e si classifica quarto nelle votazioni per l'NBA Rookie of the Year. Viene, inoltre, nominato nella NBA All-Rookie First Team.
Nel suo anno da sophomore, durante il Rookie Challenge all'All Star Game di Dallas, nel 2010, i sophomore perdono contro i rookie nonostante i suoi 40 punti.
Il 4 aprile 2010 Westbrook fa registrare 10 punti e un massimo in carriera di 16 assist in una partita vinta 116-108 sui Minnesota Timberwolves. I Thunder raddoppiano il numero delle loro vittorie rispetto alla stagione precedente e si qualificano per i play-off con un record di 50-32. Tuttavia, al primo turno vengono eliminati dai Los Angeles Lakers, campioni in carica. Nella serie, Westbrook migliora le cifre rispetto alla stagione regolare, chiudendo con una media di 20.5 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 3.2 recuperi.
L'esplosione e la finale contro Miami (2010-2012)
Durante la stagione 2010-2011 Russel esplode diventando uno dei migliori playmaker della NBA e uno dei più atletici, realizzando, tra l'altro, il suo carrer-high di rimbalzi, catturandone 15 contro i New Jersey Nets, e il suo massimo di punti in carriera (43) contro gli Indiana Pacers il 26 novembre 2010. Il 20 febbraio 2011 prende parte al suo primo NBA All-Star Game, giocando quattordici minuti e mettendo a referto 12 punti, 5 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata. Conclude la stagione con 21,9 punti di media a partita, 8,2 assist e 4,6 rimbalzi e tre triple doppie messe a segno, portando i Thunder alla quarta piazza assoluta, nella Western Conference, con un record di 55-27, apprestandosi a diventare una delle nuove stelle del panorama NBA.
Prima dell'inizio della stagione 2011-12, cominciata in ritardo a causa del lock-out, gli Oklahoma City Thunder vengono indicati come principale candidati al titolo insieme ai Miami Heat. Il 26 febbraio 2012 Westbrook viene convocato per l'All-Star Game, gioca ventisette minuti segnando 21 punti, catturando 5 rimbalzi e distribuendo 2 assist ai compagni. Il 23 marzo mette a segno il suo career-high di punti registrandone 45 contro i Minnesota Timberwolves di Kevin Love. Conclude la regular season con 23,6 punti, 5,5 assist e 4,6 rimbalzi in 35,3 minuti giocati a partita, portando coi compagni Kevin Durant (top scorer per il secondo anno di fila) e James Harden (miglior sesto uomo) i Thunder al secondo posto della conference dietro solo i San Antonio Spurs. Ai playoffs, dopo aver superato i campioni uscenti dei Dallas Mavericks (4-0) e i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant (4-1), arrivano alle finali di conference contro gli esperti San Antonio Spurs di coach Gregg Popovich, che battono in rimonta (dopo lo 0-2 iniziale) per 4-2. Alle finali, però, sono sconfitti dai Miami Heat per 4-1: Westbrook segna 43 punti in gara 4. Russell conclude i play-off con la media di 23,1 punti, 5,5 rimbalzi e 5,8 assist.
Viene convocato per le Olimpiadi di Londra da Mike Krzyzewski, insieme ai compagni di squadra Durant e Harden. Gli viene assegnata la casacca numero 7. Con il Team USA vince la medaglia d'oro battendo in finale la Spagna dei fratelli Gasol.
L'infortunio al menisco (2012-2013) Il 17 febbraio 2013 viene convocato per il suo terzo All-Star Game, in cui gioca diciotto minuti mettendo a referto 14 punti, 4 rimbalzi e 3 assist. Russell gioca un'altra buona stagione, riuscendo a portare OKC al primo posto della Western Conference, col secondo miglior record assoluto (60-22), alle spalle dei soliti Heat (66-16), che intanto sono riusciti nell'impresa di vincere 27 gare di fila. Conclude l'anno con 23,2 punti, 5,2 rimbalzi e 7,4 assist in 82 partite giocate tutte da titolare. Ai Playoffs affrontano al primo turno gli Houston Rockets dell'ex compagno di squadra James Harden. In gara 2, a gioco praticamente fermo perché era stato fischiato un time out, il rookie Patrick Beverley nella foga di rubargli il pallone gli cade rovinosamente addosso, provocandogli la rottura del menisco; il giocatore chiude così in anticipo la sua post-season, interrompendo una striscia di 445 partite consecutive giocate.
La consacrazione: miglior marcatore e la finale di conference (2013-2016) All'All Star Game 2015 viene nominato MVP della competizione, realizzando 41 punti (uno in meno del record di Wilt Chamberlain), di cui 27 nel primo tempo (record della competizione).
Nonostante le continue prestazioni eccezionali (per numeri, il miglior giocatore NBA nei tre mesi post All-Star Game), non riesce a condurre OKC ai play-off, mancando la post season per la prima volta in cinque anni. Viene però nominato miglior marcatore dell'NBA 2014-2015 con una media di 28,1 punti a partita in 67 partite giocate.
La stagione 2015-16 si apre in modo eccellente per Westbrook. Nella partita contro i San Antonio Spurs realizza 33 punti con 10 assist, e nella successiva partita contro i Magic addirittura 48 con 11 rimbalzi e 8 assist, aiutando i Thunder a portare a casa la partita dopo due overtime.
Viene rinominato MVP dell'All Star Game di Toronto dopo una prestazione da 31 punti, aiutando l'ovest a vincere.
Contro i Milwaukee Bucks, nella sfida del 6 marzo 2016, registra la decima tripla doppia della stagione e tre giorni più tardi contro i Los Angeles Clippers fa registrare un'altra tripla doppia da 25 punti, 11 rimbalzi e 20 assist (realizzando il suo record di assist) regalando la vittoria ai Thunder. Nel marzo 2016 realizza 7 triple doppie, tra cui 4 consecutive, record NBA, condiviso con Michael Jordan.
Conclude la stagione con le medie di 23,5 punti, 10,4 assist e 7,8 rimbalzi a partita, arrivando quarto nella corsa al premio di MVP.
Dopo aver eliminato i Mavericks e gli Spurs ai play-off, i Thunder affrontano i Golden State Warriors campioni uscenti. In gara-4 Westbrook, grazie a 35 punti, 11 assist e 11 rimbalzi, diventa il primo giocatore dopo Jerry West a realizzare una tripla doppia con almeno 35 punti ai campioni uscenti. I Thunder, nonostante un vantaggio di 3-1, perdono le restanti tre partite, inclusa una gara 6 in cui Westbrook perde numerose palle nel finale di gara, ed escono per 4-3.
L'addio di Kevin Durant, il titolo di MVP e le tre triple doppia di media (2016-2019) Dopo un'estate che vide il passaggio del compagno Kevin Durant ai Golden State Warriors (oltre che di Serge Ibaka agli Orlando Magic), Westbrook disputa una stagione di alto livello, stabilendo o eguagliando alcuni record relativi alle triple doppie. Sul finire del 2016 e ad aprile ne realizza 7 consecutive, al pari di Michael Jordan e Oscar Robertson: solo Wilt Chamberlain seppe fare di meglio, toccando quota 9. Dopo aver preso parte come riserva all'All-Star Game, nell'aprile del 2017 diventa il secondo giocatore, dopo Oscar Robertson, a concludere una stagione con una tripla doppia di media (31.6 punti, 10.7 rimbalzi e 10.4 assist); supera inoltre il record di 41 triple doppie stagionali (in una partita contro i Nuggets) stabilito dallo stesso Robertson nel 1962, e consegue un ulteriore primato realizzando, in tre occasioni, una tripla doppia con almeno 50 punti. Grazie ai 31,6 punti di media, inoltre, diventa il miglior realizzatore della regular season, tenendo la seconda media più alta degli ultimi undici anni. I Thunder si qualificano con il sesto posto ai Playoff, ma vengono sconfitti al primo turno dagli Houston Rockets nonostante ottime prestazioni da parte di Westbrook. Viene poi nominato MVP della regular season, battendo la concorrenza di James Harden e Kawhi Leonard.