Seabiscuit fu un cavallo purosangue da corsa, che grazie ai successi ottenuti a dispetto del fatto di non avere mai ricevuto alcuna considerazione dal punto di vista sportivo, divenne il simbolo di riscatto e combattività dell'americano medio degli anni trenta che stava cercando di risollevarsi dalla Grande depressione del 1929.
La sua storia fu raccontata sul grande schermo nel 1949 e nel 2003 dai film The Story of Seabiscuit e Seabiscuit - Un mito senza tempo e narrata nel libro del 2001 Seabiscuit: An American Legend di Laura Hillenbrand.
Nella classifica dei 100 migliori cavalli da corsa americani del XX secolo è posizionato al n. 25.
La storia
Primi tempi Seabiscuit nacque il a Lexington, in Kentucky, dalla giumenta Swing On e dallo stallone Hard Tack (figlio di un grande campione del novecento, Man o' War). Il nome Seabiscuit (letteralmente biscotto di mare) deriva da quello del padre Hard Tack, che era un tipo di cracker consumato dai marinai. Il puledro baio venne cresciuto nelle scuderie Claiborne Farm, a Paris in Kentucky. La prima proprietaria fu Gladys Mills Phipps e durante il periodo in cui lo allevò, il cavallo non dimostrò le attitudini di un campione. Seabiscuit era in sovrappeso rispetto ad uno stallone medio ed aveva un difetto alla zampa anteriore, difetto che venne soprannominato "andatura a sbattiuova". Il cavallo passava le sue intere giornate a mangiare più del necessario e a dormire per lunghi periodi, sdraiato all'ombra degli alberi che circondavano il suo pascolo. Inizialmente, il suo addestramento fu affidato a Sunny Jim Fitzsimmons, addestratore leggendario per aver vinto con un altro purosangue di nome Gallant Fox, il Triple Crown of Thoroughbred Racing nel 1930.
Fitzsimmons credeva nelle potenzialità di Seabiscuit, ma ben presto si rese conto che il cavallo dimostrava di essere troppo pigro e mal disposto all'addestramento. Essendo Seabiscuit di indole molto docile, Fitzsimmons decise di provare una fase di allenamento con l'ausilio della frusta per fargli cambiare atteggiamento. L'allenatore non aveva mai addestrato i suoi cavalli con l'uso della forza, considerando il metodo un inutile spreco e una violenza. Dopo alcuni mesi di addestramento duro, Seabiscuit non migliorò le sue prestazioni ma cambiò decisamente carattere, diventando molto nevrile e intrattabile, per colpa delle frustate subite e, dato che secondo Fitzsimmons non sarebbe mai diventato un campione, si decise di prepararlo per gareggiare in gare da corsa di minore importanza.
Nei primi tempi della sua carriera da corridore, non vinse nemmeno una delle dieci competizioni alle quali venne iscritto e, ben presto, si decise di ritirarlo dalle gare e di metterlo nuovamente al pascolo, diventando anche motivo di scherno da parte degli altri allevatori di cavalli. All'età di tre anni venne di nuovo tentata la strada delle gare ippiche e partecipò a corse di bassa categoria, partecipando a 35 competizioni, arrivando primo per cinque volte e giungendo secondo per sette volte. Alla fine della stagione agonistica, il proprietario decise di venderlo per una cifra di 8.000 dollari (l'equivalente di circa € del 2008, considerando il periodo) a un imprenditore automobilistico di nome Charles S. Howard. Il prezzo di vendita venne stabilito dall'allenatore che, tutto sommato, considerava Seabiscuit un buon cavallo, capace magari in futuro di procreare un campione. Tuttavia, Seabiscuit non dimostrò effettivamente le sue potenzialità di corridore, fino all'arrivo di Charles S. Howard.
1936 - 1937: la rinascita
Charles S. Howard si affidò per la formazione sportiva di Seabiscuit ad un addestratore di nome Tom Smith, un uomo famoso per non essere molto loquace con gli esseri umani ma che aveva dimostrato di avere un sesto senso nel trattare con i cavalli. Smith rivelò in seguito che la prima volta che vide Seabiscuit giurò che «il cavallo gli fece un cenno con la testa».
Smith allenò il cavallo con metodi non proprio ortodossi, lavorando innanzitutto sul suo carattere intrattabile. Gli mise nella stalla un altro cavallo da compagnia, un cagnolino bianco e una scimmietta per ammansirlo e, ogni volta che si sdraiava per riposare, ordinava a tutti coloro che lavoravano in scuderia di non disturbarlo per nessun motivo. Questo trattamento fu riservato a Seabiscuit perché, durante un giro di prova di pista al Pimlico Race Course, il cavallo stabilì un record di pista, cosa che stupì il proprietario e l'allenatore.
Il problema, dopo aver rimesso il cavallo in sesto, era quello di trovargli un fantino. Seabiscuit aveva un carattere molto difficile e parecchi fantini rinunciarono presto a cavalcarlo. Si presentò un giorno, in cerca di un lavoro, Red Pollard (1909-1981), un ragazzo di origine irlandese con la passione per Shakespeare e un carattere burrascoso, soprannominato "Folletto". Il suo incontro con Seabiscuit fece capire a Smith che sarebbe stato l'unico in grado di tirar fuori le potenzialità del cavallo.
La prima gara alla quale vennero iscritti fu corsa nella città di Detroit il 22 agosto 1936 e non impressionò nessuno. Le cose cambiarono alle successive otto gare, nelle quali Seabiscuit e Pollard si piazzarono sempre al primo posto; tra queste la Detroit's Governor's Handicap (dove in palio c'erano 5.600 dollari) e la Scarsdale Handicap (7.300 dollari) all'Empire City Race Track in Yonkers, New York. Nel giro di poco tempo il cavallo fece vincere a Howard una cifra superiore a quella che era servita per acquistarlo. All'inizio di novembre del 1936 Howard e Smith caricarono il cavallo su un treno, diretti in California. La prima gara alla quale parteciparono, per un valore di 2.700 dollari, fu la Bay Bridge Handicap che aveva un percorso di 1 miglio (1,6 km). Seabiscuit iniziò male la corsa a causa del peso di handicap assegnatogli, superiore rispetto agli altri cavalli di circa 53 kg, ma poi vinse la gara di ben 5 lunghezze.
Nel febbraio del 1937 Howard e Smith spostarono la loro attenzione sulla Santa Anita Handicap, gara ippica più prestigiosa della California, che aveva un montepremi al vincitore di 125.000 dollari (circa € 1.800.000,00 del 2008). Alla prima gara di piazzamento, al Santa Anita Park, Seabiscuit e Pollard vinsero senza problemi. Alla seconda, la San Antonio Handicap, Seabiscuit subì una battuta d'arresto alla partenza, avendo avuto un problema ai blocchi e, partito all'esterno pista, riuscì a piazzarsi in quinta posizione. La gara fu vinta dal purosangue Rosemont.
Alla gara effettiva della Santa Anita, appena una settimana più tardi, Seabiscuit si trovava in testa dopo 800 metri di scatto e il cavallo che lo precedeva (Special Agent) rallentò per la stanchezza. Sembrava che avesse la vittoria in tasca ma inspiegabilmente, in dirittura d'arrivo, Pollard rallentò Seabiscuit e i due vennero superati per la lunghezza di un naso da Rosemont che vinse la corsa.
La sconfitta alla Santa Anita Handicap devastò il morale di Howard e Smith per la guerra mediatica che ne susseguì; i giornali si accanirono sul proprietario e sull'addestratore, attribuendo la cattiva riuscita della gara alla mano del fantino e alla cattiva gestione del cavallo. Pollard dichiarò in seguito che in pista aveva rallentato Seabiscuit in dirittura d'arrivo perché non si era accorto fino all'ultimo momento che Rosemont stava rimontando alla sua destra, essendo del tutto cieco da quell'occhio a causa di un incidente avvenuto durante un allenamento. Nessuno sapeva di questo suo handicap e lui lo aveva tenuto nascosto fino a quel momento per paura di non trovare più lavoro come fantino. Questa sconfitta non fece cambiare idea ai fan delle corse californiane che considerarono da quel momento in poi Seabiscuit come il preferito, avendo comunque vinto le tre gare successive. Questo successo convinse Howard a tentare anche sui circuiti ippici della costa orientale. Seabiscuit vinse 11 delle 15 gare alle quali partecipò, cosa che fece crescere la sua popolarità fino a farlo diventare una vera e propria celebrità tra i fanatici di corse americani.
Nel 1937 fu il cavallo con la classifica di vincite più alta dell'anno. Le sue competizioni venivano seguite via radio da migliaia di persone e sui giornali apparivano sempre articoli che lo riguardavano. Sfruttando questo successo, Howard fece uscire una gamma di merchandising su Seabiscuit. Nella costa orientale, tuttavia, il talento di Seabiscuit non era considerato molto dagli addetti ai lavori. Il grande campione di tre anni War Admiral che vinse la Triple Crown of Thoroughbred Racing del 1937, era considerato superiore a Seabiscuit sia come corridore sia come bellezza e prestigio, essendo anche stato eletto migliore cavallo da corsa dell'anno.
Il miglior cavallo d'America Nel 1938 all'età di 5 anni, il successo di Seabiscuit continuava senza problemi. Il 19 febbraio, Pollard fu vittima di un terribile incidente durante una gara in cui montava Far Knightess, un'altra puledra delle scuderie Howard. La cavalla cadde e, nel tentativo di rialzarsi, trascinò Pollard sotto di sé, schiacciandogli la cassa toracica e rompendogli un braccio. Pollard venne ricoverato in ospedale e Howard provò tre fantini prima di affidare la guida di Seabiscuit a George "The iceman" Woolf, esperto fantino e grande amico di Pollard. L'incidente di Pollard si verificò al suo secondo tentativo di vincere la prestigiosa Santa Anita Handicap, gara che Seabiscuit aveva perso l'anno precedente, su una pista resa difficile dalle abbondanti piogge dei giorni precedenti.Al terzo tentativo al Santa Anita Park, alla partenza Seabiscuit si piazzò all'esterno della pista e fin dall'inizio la sua corsa fu ostacolata da un altro cavallo di nome Count Atlas. I due cavalli gareggiarono fianco a fianco per sei lunghezze, ma la gara fu vinta alla fine da Stagehand, anche per la differenza di peso che l'animale portava, ossia 13,6 kg in meno rispetto a quella di Seabiscuit. Dopo quest'ennesima sconfitta, Seabiscuit fu paragonato ancora sulle varie testate del settore al suo antagonista sulle piste War Admiral.
Tra il 1937 e il 1938 i giornalisti specularono molto su un probabile duello tra Seabiscuit e War Admiral (figlio di Man o' War, che a sua volta era il nonno di Seabiscuit), il campione indiscusso della costa orientale. Ma il proprietario di War Admiral, Samuel D. Riddle, non aveva nessuna intenzione di "sprecare" le energie del suo campione di razza per farlo gareggiare al fianco del cavallo che lui considerava un ronzino.
Intanto Pollard recuperò bene dalla sua disavventura e il 23 giugno del 1938 si recò alle scuderie dove gli era stato richiesto di provare in pista un nuovo puledro di nome Modern Youth. Durante il giro di pista il cavallo si spaventò, probabilmente a causa di un rumore improvviso, e si diresse imbizzarrito verso le stalle con Pollard in sella. Nell'infilarsi in una strettoia tra le stalle, Pollard fu scaraventato tra alcune impalcature e si ruppe la gamba in più punti. La sua carriera di fantino, secondo il medico che lo ebbe in cura, era decisamente finita. Questo ennesimo incidente grave gettò Pollard in un grande sconforto, anche perché si sarebbe dovuta disputare la gara contro War Admiral per stabilire così il primato del cavallo più veloce.
Successivamente Seabiscuit partecipò con Woolf come fantino ad un duello contro Ligaroti, un cavallo di proprietà della star di Hollywood Bing Crosby in un evento che fu organizzato per promuovere il resort dell'artista in California. Intanto il duello con War Admiral fu fissato per il 1º novembre 1938 nel Pimlico Grade a Baltimora, in Maryland.
Il duello del secolo