Biografia Fin da giovane impegnato in attività di propaganda per il partito comunista, anche in Francia dove la famiglia era emigrata si impegna in attività sindacali. Rientra in Italia per il servizio militare e diventa membro del comitato di zona a Monfalcone del Partito Comunista Italiano.

Nel 1934 viene arrestato e condannato, nel 1935, a 16 anni di prigione, dal quale esce per amnistia nel 1941.Sentenza n. 4 del 22.2.1935 contro G. Battista Padoan e altri (“Organizzazione comunista del Friuli-Venezia Giulia scoperta nel maggio 1934. Articolata in cinque zone, svolgeva attività sindacale e di propaganda. – Associazione e propaganda sovversiva”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. II, p. 836 Dopo l'Armistizio di Cassibile, diventa commissario politico della Divisione Garibaldi "Natisone" e successivamente vicecomissario del Raggruppamento Divisioni Garibaldi "Friuli", è lui in questa veste che assieme a Mario Lizzero firma il 7 maggio 1944, gli accordi internazionali tra la resistenza italiana e jugoslava.

I rapporti con la Brigata Osoppo

Il 22 novembre nel corso di un incontro tra gli osovani e i garibaldini (in procinto di essere inquadrati nell'esercito Jugoslavo) Padoan, rappresentante dei garibaldini, ribadì la necessità di far passare alle dipendenze degli Jugoslavi anche le formazioni osovaneMarina Cattaruzza: L'Italia e il confine orientale, Società editrice Il Mulino, Bologna, 2007, pag. 277: "Padoan riferendosi al proclama del Pci pubblicato in "La nostra lotta" ribadiva che tutte le formazioni partigiane avrebbero dovuto passare alle dipendenze del IX Korpus "non essendo più compatibile in questa zona l'esistenza di formazioni partigiane non dipendenti dai comandi sloveni". Gli osovani, rappresentati dal capitano Francesco De Gregori detto "Bolla", rifiutarono la proposta. "Bolla" in data 23 novembre 1944, informò il "Comando 1 brigata Osoppo" circa le proposte di "Vanni":

Il 7 febbraio 1945 nell'Eccidio di Porzûs un gruppo di osovani, tra cui Francesco De Gregori detto "Bolla", furono uccisi dal gruppo GAP guidato da Mario Toffanin detto "Giacca".

Dopoguerra Nel dopoguerra riveste diversi incarichi a livello nazionale. Negli anni '50, viene sottoposto a processo per l'Eccidio di Porzûs, venendo assolto in primo grado a Lucca, poi condannato a trent'anni per omicidio in appello a Firenze e in via definitiva in cassazione, infine graziato nel 1959.Arrigo Petacco, L'Esodo, Arnoldo Mondadori Editore SPA, Milano, 1999, pag. 107 In attesa di giudizio, venne fatto riparare dal PCI in Cecoslovacchia e in Romania.

Nel 2001, assumendosi la responsabilità della strage, definì l'"Eccidio di Porzûs" «crimine di guerra che esclude ogni giustificazione», chiedendo «formalmente scusa e perdono agli eredi delle vittime del barbaro eccidio». Padoan affermò che la sua dichiarazione «l'avrebbe dovuta fare il Comando Raggruppamento divisioni "Garibaldi-Friuli" quando era in corso il processo di Lucca. Purtroppo, la situazione politica da guerra fredda non lo rese possibile»Corriere della Sera 10 febbraio 2003, visto 11 gennaio 2009.

Morì nel 2007 all'età di 98 anni nella sua casa di Cormons, dove risiedeva da molti anni.

Onorificenze

Opere Abbiamo lottato insieme: partigiani italiani e sloveni al confine orientale, Del Bianco Editore, Udine, 1965 Un'epopea partigiana alla frontiera tra due mondi, Del Bianco Editore, Udine, 1984 Porzûs. Strumentalizzazione e realtà storica, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli, 2000

Note

Bibliografia Roberto Battaglia, La storia della Resistenza Italiana, Einaudi, 1964 Sergio Gervasutti, Il giorno nero di Porzûs. La stagione della Osoppo, Marsilio, 1997 Giovanni Padoan, Abbiamo lottato insieme - Partigiani italiani e sloveni al confine orientale, Del Bianco Editore, Udine, 1966 Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Strage di Porzûs un'ombra cupa sulla resistenza, articolo di Paolo Deotto

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