Le lingue osco-umbre (o lingue italiche orientali) sono una famiglia linguistica indoeuropea attestata nell'Italia continentale da metà del I millennio a.C. ai primi secoli del I millennio d.C. Parlate dai popoli osco-umbri, sono dette anche lingue sabellicheR. E. Wallace, Sabellian Languages, in The Ancient Languages of Europe, a cura di R. D. Woodward, Cambridge University Press, 2008.
Il rapporto con le "lingue italiche"
In passato si è ritenuto che le lingue osco-umbre costituissero un ramo di una famiglia indoeuropea più ampia, quella delle lingue italiche, composta anche dal latino, dal falisco e da altre lingue affini e parallela a quella celtica o germanica; caposcuola di questa ipotesi è considerato Antoine Meillet (1866-1936)Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, pp. 474-475..
A partire dall'opera di Alois Walde (1869-1924), però, questo schema unitario è stato sottoposto a critica radicale; decisive, in questo senso, sono state le argomentazioni addotte da Vittore Pisani (1899-1990) e, in seguito anche da Giacomo Devoto (1897-1974), che ha postulato l'esistenza di due distinti rami indoeuropei nei quali è possibile inscrivere le lingue italiche. Variamente riformulate negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, le varie ipotesi relative all'esistenza di due diverse famiglie indoeuropee si sono definitivamente imposte, anche se i tratti specifici che le separano o che le avvicinano, nonché i processi esatti di formazione e di penetrazione in Italia, restano oggetto di ricerca da parte della linguistica storicaVillar, cit., pp. 447-482..
Le lingue e i dialetti osco-umbri thumb|Diffusione della lingua osca, circa V secolo a.C.
Le lingue e dialetti osco-umbri dei quali si è conservata testimonianza erano:
la lingua osca, parlata nel settore meridionale della penisola italiana dagli Osci, ossia da un insieme piuttosto eterogeneo di popoli (i principali erano: Sanniti, Apuli, Lucani e Bruzi). Altre lingue affini all'osco erano: la lingua marrucina; la lingua peligna; la lingua sabina, presto assorbita dal latino. la lingua umbra (da non confondere con i moderni dialetti umbri), parlata dagli Umbri nel settore centrale della penisola. Lingue affini all'umbro erano: la lingua volsca; la lingua picena meridionale o picenaMario Lopes Pegna, Popoli e lingue dell'Italia antica, Libreria editrice L. Del Re, 1967 ( p. 170); la lingua marsa.
Nel loro insieme, i dialetti osco-umbri sono indicati come dialetti sabellici; di alcuni di essi, a causa dell'esiguità delle testimonianze, non è stato possibile testimoniare il sottoinsieme dialettale: la lingua pre-sannitica; la lingua vestina; il dialetto ernico; il dialetto equo.
Note
Bibliografia
A. L. Prosdocimi, Latino (e) italico e altre varietà indeuropee. Padova, Unipress, 2008. J. Clackson, «Subgrouping in the Sabellian branch of Indo-European», Transactions of the Philological Society 113(1), 2015, 4–37. P. Poccetti, «Lingue sabelliche», Palaeohispanica 20, 2020, 403–494.
Voci correlate Lingue italiche Lingue latino-falische Osco-umbri
Collegamenti esterni
"Lingue e culture dell'Italia antica: linguistica storica e modelli digitali", progetto di ricerca finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (PRIN 2017)