Il Friuli (AFI: ;Si pronuncia Friùli con iato tra i e u. La pronuncia Frìuli, così come la variante Frìoli, sono antiquate e non autoctone, non più accettate neanche in italiano; Friûl in friulano, Furlanija in sloveno, Friaul o Vriaul in tedesco, Friùl in veneto, bisiaco e ladino) è una regione storico-geografica dell'Italia nord-orientale, comprensiva delle province di Pordenone (Friuli occidentale), Udine (Friuli centrale), Gorizia (Friuli orientale), del mandamento di Portogruaro e della regione del Goriziano in Slovenia. Comprende la pianura friulana, che si estende dal fiume Livenza a ovest fino al fiume Timavo a estCitazione tratta dall'enciclopedia Treccani - edizione del 1932 - (copia/incolla delle prime due righe della voce), FRIULI: “FRIULI (A. T., 24-25-26). - Regione storica situata tra la Livenza, le Alpi Carniche, le Alpi Giulie e il Timavo." - Consultata il 7 giugno 2020" e gli archi alpini dalle Alpi Carniche alle Alpi Giulie.Enciclopedia Treccani, voce FRIULI - enciclopedia on line https://treccani.it/enciclopedia/friuli: “Friuli Regione storica dell’Italia nord-orientale (dal nome latino di Cividale, Forum Iulii). Ampia circa 8000 km², è limitata a O dal fiume Livenza e a E dal Timavo. Attualmente ricade per la massima parte nella regione amministrativa Friuli-Venezia Giulia, di cui occupa le province di Pordenone, Udine e Gorizia; alcune sue parti marginali sono comprese nel Veneto (territorio di Portogruaro in provincia di Venezia). (...) ” - copia/incolla il 13 aprile 2021 - La città più popolosa è Udine.
Il toponimo deriva dal nome latino Forum Iulii, ovvero Cividale del Friuli, ove ebbe centro il Ducato del Friuli, istituito dai Longobardi nel 569. Successivamente alla campagna in Italia di Carlo Magno contro i Longobardi, la Marca del Friuli divenne parte integrante dell'Impero carolingio, poiché era compresa nel Regnum Italicorum. Nel 1077 venne creato dall'imperatore Enrico IV il Principato del Patriarcato di Aquileia dal XIII secolo denominato Patria del Friuli, guidata dal Patriarca di Aquileia che aggiungeva al potere ecclesiastico il potere temporale, ebbe sede nominalmente ad Aquileia, ma il patriarca risiedette prima a Cividale e poi a Udine (che fu anche sede del Parlamento del Friuli), fino all'annessione alla Repubblica di Venezia nel 1420. Storicamente, il Friuli fu un'entità distinta dal citato più esteso Patriarcato di Aquileia ecclesiastico, che comprese per determinati periodi della sua esistenza anche parti dell'Istria, della Carniola, della Stiria, della Carinzia e del Cadore.
Il conte di Gorizia fu vassallo del Patriarca di Aquileia fino al 1500, epoca in cui, per assenza di eredi, la Contea di Gorizia entrò nei possessi dell'Arciducato d'Austria. Fu per secoli l'avvocato del Patriarca e sedette anche nel Parlamento Friulano (Udine - attuale salone del Parlamento). Il confine non impedì che continuassero i rapporti linguistici, culturali e economici tra i friulani diventati sudditi di Venezia e i friulani diventati sudditi dell'Impero in quanto questo confine fu sempre un confine precarioGiorgio Valussi, Il Confine nordorientale d'Italia, edizioni Lint Trieste, pubblicato dall'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, 1972, pagina 69: "Il confine feudale del 1420, che dopo l'annessione della contea di Gorizia all'Austria era diventato confine politico austro-veneto, rimase alquanto precario ed instabile e non ebbe il tempo di consolidarsi". È in forza dei rapporti feudali esistenti tra il Patriarca di Aquileia e il conte di Gorizia che la Repubblica di Venezia, che si considerava l'erede del Principato patriarcale, contestò all'Impero d'Austria il possesso della Contea di Gorizia e diede inizio a guerre che furono tutte perse da Venezia.Citazione (copia e incolla) dall'enciclopedia Treccani – anno 1932 – voce FRIULI: “Morto infatti nel 1500 Leonardo, ultimo conte di Gorizia, Venezia sostenne che il feudo goriziano fosse ricaduto naturalmente a S. Marco successore della chiesa aquileiese. (…)“ - Consultato il 13 giugno 2020.Giorgio Valussi, Il Confine nordorientale d'Italia, edizioni Lint Trieste, pubblicato dall'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, 1972, pagina 69: "Quando nel 1500 l'ultimo conte di Gorizia si estinse senza lasciare eredi, l'imperatore Massimiliano, duca d'Austria, prese subito possesso della Contea principesca, come legittimo successore. (…) Venezia, si limitò ad una protesta formale proponendo all'imperatore di accettare l'investitura del feudo dalle mani del doge". Ancor oggi, nello stemma della città di Gorizia, c'è anche il simbolo araldico del Patriarcato di Aquileia.
Gorizia fu contea autonomia fino agli inizi del XVI secolo, quando venne annessa dagli Asburgo. Dopo le guerre napoleoniche, quando l'area venne occupata, col Congresso di Vienna del 1815 la Provincia del Friuli entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto e successivamente venne annessa al Regno d'Italia nel 1866 (dopo la terza guerra d'indipendenza), mentre Gorizia fu capitale della Contea Principesca di Gorizia e Gradisca e parte dell'Impero austriaco fino al 1919. A partire dal secondo dopoguerra, la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia comprende buona parte della regione storico-geografica del Friuli, assieme a parte della Venezia Giulia, amministrativamente suddivisa fino al 2016 nelle province di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone, oggi sostituite dagli enti di decentramento regionale.
Geografia fisica e antropica
Confini naturali La regione storica del Friuli è il territorio che geograficamente trova limiti naturali nelle Alpi Carniche e Alpi Giulie a nord e nel mare Adriatico a sud. A ovest è classicamente delimitato dal fiume Livenza. Ad est, dalle prime descrizioni conservate del Cinquecento e fino alla prima metà del novecento dallo spartiacque alpino italiano dato dalle Alpi Giulie, comprendendo dunque l'intero bacino idrografico del fiume Isonzo e quindi il territorio Goriziano oggi sloveno. La delimitazione orientale correva dal "passo di Piro" alle foci del Timavo, presso Duino, lungo il confine storico dell'ex-contea di Gorizia.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale il confine orientale viene spesso fatto erroneamente coincidere con quello politico disegnato dagli Alleati nel 1947 o addirittura ritratto fino al fiume Isonzo, che segna nel territorio italiano, gran parte del confine linguistico friulanofono.
Altro criterio, appunto, talvolta utilizzato è quello di assegnargli i confini entro i quali è diffusa la lingua friulana che resta comunque associata all'identità culturale friulana. Questo criterio è però restrittivo ed erratoEnciclopedia Treccani, FRIULI - Citazione: "Un criterio più ristretto e non accettabile, perché trascura il fatto che il Friuli è una regione storica con limiti abbastanza sicuri, si è quello di assegnargli i confini della parlata friulana" - enciclopedia consultata il 7 giugno 2020 dato che trascura il fatto che il Friuli è una regione plurilingue in cui da molti secoli si parla lo sloveno (esempio Goriziano sloveno o nella Slavia Friulana), il tedesco (isole germanofone) oltre ai dialetti veneti e la lingua italiana.
Talvolta si distingue dal resto del Friuli la sub-regione montana della Carnia.“Nei secoli successivi, usi e costumi romani si mescolano lentamente con usi e costumi carnici, si mescola sangue romano e carnico e da questo connubio di due civiltà e due popoli prende lentamente origine una gente nuova, il Popolo Aquileiese o Friulano, che avrà una sua precisa identità verso il 1000. Anche la lingua del vincitore (il latino rustico e popolano) si mescola con la lingua del vinto e nasce una nuova lingua, la aquileiese o friulana, che nei secoli successivi si arricchirà di numerosissimi vocaboli derivati dalla lingua di altri popoli.” tratto da Storia di Carnia Cjargne online .
Geomorfologia Dal punto di vista morfologico, il territorio si divide in quattro grandi microregioni naturali. A nord la zona Alpina e Prealpina, che include Alpi e Prealpi Carniche e Giulie ed una piccola porzione di Dolomiti Orientali, corrispondendo quindi grossomodo a Carnia, Canal del Ferro e vallate sottostanti. Nella fascia centrale giace il Friuli collinare, che si estende dai piedi delle Prealpi fino al Collio, includendo i Colli Orientali. A Sud la Pianura Friulana, costola di quella Veneta, seguita poi dalla costiera dell'Alto Adriatico.
Il Friuli collinare può venir ulteriormente differenziato in due aree geografiche, separate dal corso del Tagliamento: quello cosiddetto centrale (appellato di cà da l'aghe, cioè "di qua dal fiume" rispetto a Udine) e quello occidentale (di là da l'aghe). A questa suddivisione si aggiunge il Friuli orientale (appellato di là dal clap, cioè "di là del confine austro-veneto" rispetto a Udine).
Storia
Origini e epoca romana Interessata in età protostorica dalla Cultura dei castellieri, la regione fu popolata, sul finire del V secolo a.C., da genti di origine celtica ed in particolare dai Carni (che introdussero, nei territori da loro occupati ed in quelli limitrofi, nuove ed avanzate tecniche di lavorazione del ferro e dell'argento), facendo dunque parte della Carnorum regio citata da Plinio.
Conquistato e colonizzato dai Romani fin dal II secolo a.C., il Friuli Meridionale venne profondamente influenzato dalla civiltà latina, grazie anche alla presenza dell'importante centro di Aquileia, quarta città d'Italia e fra le principali dell'impero, capitale della X Regione augustea Venetia et Histria. La città, importante porto fluviale sull'allora fiume Natissa e snodo dei traffici adriatici verso l'Europa settentrionale (la così chiamata "Via Iulia Augusta") e verso l'Illiria, doveva la sua importanza ad una posizione strategicamente favorevole: sorgeva infatti sul mare Adriatico in prossimità delle Alpi e Prealpi orientali, permettendo in tal modo a Roma di contrastare più efficacemente le invasioni dei celti e dei barbari provenienti da oriente.
Il greco Strabone, geografo di età augustea, in un passo della sua opera annota che il porto di Aquileia, colonia romana « [...] fortificata a baluardo dei barbari dell'entroterra... si raggiunge... risalendo il fiume Natisone per sessanta stadi... e serve come emporio per i popoli illirici stanziati lungo lIstro»Citazione tratta da Strabone, Geografia, V libro, 1-8. (il fiume Istro corrisponde al Danubio). Va al riguardo segnalato che mentre al giorno d'oggi il Natisone è tributario dell'Isonzo, all'epoca sfociava direttamente in mare. Lo sviluppo di altri centri oltre ad Aquileia, quali Forum Iulii (Cividale del Friuli) e Iulium Carnicum (Zuglio) contribuì ad assicurare alla regione un notevole benessere economico che riuscì a mantenere, nonostante le prime incursioni barbariche, fino agli inizi del V secolo. Negli ultimi decenni del III secolo Aquileia divenne la sede di uno dei vescovati più prestigiosi dell'Impero, contendendo in Italia il secondo posto per importanza, dopo Roma, alle capitali imperiali di Milano e, successivamente, Ravenna. Nel 381 vi si tenne un importante concilio, presieduto dal vescovo Valeriano e voluto da sant'Ambrogio, che aveva preferito Aquileia alla sua sede episcopale di Milano per far condannare pubblicamente l'eresia ariana e i suoi seguaci.