Biografia Di formazione cattolica, studia dai giuseppini e consegue la maturità scientifica prima di iscriversi alla facoltà di medicina all'Università degli Studi di Torino, dove inizia a fare politica, prima nella Sinistra Studentesca e poi in Lotta Continua, di cui divenne uno dei leader del gruppo torinese.

Il caso dell'"Angelo Azzurro" Per una denuncia del terrorista Roberto Sandalo di aver partecipato ai "fatti dell'Angelo Azzurro"Un attentato incendiario al Bar "L'Angelo Azzurro" di Torino a seguito degli scontri avvenuti durante il corteo di protesta per l'uccisione del militante di Lotta Continua Walter Rossi, il 1º ottobre 1977. In quell'episodio perse la vita lo studente Roberto Crescenzio. fece sei mesi di custodia cautelare nel carcere Le Nuove. La denuncia non fu suffragata da nessun elemento e Viale in appello fu assolto con formula piena.

Verrà più volte eletto rappresentante degli studenti al consiglio di facoltà in liste di sinistra ed animerà l'esperienza de "Il clistere".

L'attività medica e politica successiva Una volta laureato si specializza in ginecologia e comincia a lavorare all'ospedale Sant'Anna di Torino.

Verso la metà degli anni ottanta entra nei Verdi, impegnandosi e partecipando in tutte le iniziative portate avanti dal gruppo torinese del partito (come, ad esempio, i blocchi alla centrale nucleare di Trino, le pose di alberi, le manifestazioni a favore della metropolitana, ecc.). All'inizio degli anni novanta viene eletto nelle liste verdi al comune di Torino, dove in consiglio s'impegna sui temi della tossicodipendenza e delle unioni civili e sulle problematiche legate ad AIDS, prostituzione, aborto e contraccezione.

È capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale nelle due amministrazioni guidate da Valentino Castellani, dal 1993 al 2001. Lascia poi i Verdi e passa ai Radicali, che ne appoggiano la candidatura a sindaco di Torino in occasione delle elezioni comunali del 2001 (ottiene l'1,5%, senza confermare il seggio in consiglio). In seguito diventa un dirigente di rilievo di Radicali Italiani; nel 2005 contende, senza successo, la segreteria a Daniele Capezzone. È dirigente anche dell'Associazione Luca Coscioni e di Exit Italia. È stato per anni presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta. È stato eletto presidente dei Radicali Italiani nel corso del IX Congresso tenutosi dal 29 ottobre al 1º novembre 2010 a Chianciano Terme (SI).

In ambito radicale è stato candidato alle elezioni europee del 2004 con la Lista Emma Bonino (senza risultare eletto) e poi "candidato" per la Lista Pannella-Bonino alla carica di presidente della regione Liguria, alle elezioni regionali del 2010ː la lista non è però riuscita a raccogliere le firme per presentarsi alla competizione.

Alle elezioni comunali di Torino del 15-16 maggio 2011, si è candidato nella lista del Partito Democratico risultando eletto. Oltre che a Radicali Italiani è iscritto al Partito Democratico sin dalla sua fondazione.

L'impegno a favore della RU-486 Negli ultimi anni ha assunto un ruolo politico rilevante nell'impegno a favore della pillola RU-486 o mifepristone, tecnica per l'aborto farmacologico, di cui Viale ha avviato la sperimentazione in Italia nel 2005, dopo il parere favorevole del Comitato Etico della Regione Piemonte, ma in assenza del parere, vincolante, del Ministero della Salute, nella persona degli allora Ministri Sirchia e Storace, a cui è seguita la sua legalizzazione a livello nazionale nel dicembre 2009.

Controversie Nel 2010 viene sospeso per 25 giorni dall'ospedale Sant'Anna di Torino, a seguito di una lite con una caposala, la quale ha riportato la frattura di un dito.

Nel 2015 viene querelato per diffamazione dallo scrittore Erri De Luca, per aver postato su Twitter un'immagine di un'auto in fiamme in Val di Susa, con il commento "Ecco il sabotaggio di Erri De Luca", riferendosi alle parole dello scrittore sul fatto che occorrerebbe "sabotare la TAV".

Nel febbraio del 2024 viene indagato per molestie sessuali in base alle denunce di quattro sue pazienti.

Nel novembre 2025 viene richiesta per lui una condanna per un anno e quattro mesi dalla procura di Torino, il procedimento si conclude tuttavia con la sua assoluzione nel dicembre dello stesso anno

Note

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