Il Tempo ritrovato (Le Temps retrouvé) è il settimo ed ultimo volume dell'opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu). Questo volume, pubblicato nel 1927, è il terzo ed ultimo volume dell'opera ad essere pubblicato postumo.

Trama L’opera si apre con il soggiorno del narratore presso Gilberte de Saint-Loup a Tansonville. Il narratore ripercorre i sentieri che faceva da bambino e scopre che la parte di Swann e la parte dei Guermantes si congiungono tramite una strada: questo riflette, simbolicamente, il matrimonio tra Gilberte e Robert de Saint-Loup, anche se l’omosessualità di quest’ultimo lo porta ad allontanarsi dalla moglie. La lettura di un passo inedito del diario dei Goncourt (che mette in scena una serata dai Verdurin) spinge il narratore a riflessioni sull’arte e sulla letteratura, arrivando a ritenerla uno strumento non adatto per raccontare la verità e a esserne disilluso.

L’azione prosegue poi a Parigi, nel 1916. Il narratore scopre che, nonostante il paese sia in guerra, i salotti continuano a tenersi, in particolare quelli di Madame Verdurin e di Madame Bontemps, che ostentano un lusso inaudito. Robert parte per il fronte, mentre a Tansonville la dimora di Gilberte viene requisita dallo stato maggiore tedesco. A Parigi il barone di Charlus si isola sempre di più, manifestando simpatia per la Germania e cadendo vittima delle dicerie diffuse da Madame Verdurin e da Morel, che riesce a farsi congedare.

Una notte, dopo aver incrociato il barone di Charlus e aver parlato con lui di Morel, il narratore è improvvisamente attratto dall’unico albergo illuminato, e decide di entrarvi dopo aver visto un militare che usciva da lì e che gli sembrava Saint-Loup. Vi scopre un luogo losco ma anche affascinante, frequentato da uomini di varia estrazione sociale. In una stanza osserva di nascosto Charlus incatenato a un letto, frustato e intento a pratiche masochistiche. L’albergo è in realtà gestito da Jupien, su richiesta del barone, con l’obiettivo di fornirgli uomini disposti a soddisfare i suoi desideri.

Robert de Saint-Loup finisce per morire al fronte. Colpito da questa morte, il narratore scopre che lo è anche la zia di Robert, la duchessa di Guermantes, che egli credeva invece piuttosto indifferente e senza cuore. Il narratore trascorre infine diversi anni in una casa di cura lontano da Parigi. È progressivamente tormentato dall’idea che non riuscirà mai a scrivere un romanzo. Tornato a Parigi, si reca a una matinée dal principe di Guermantes. Quando arriva, gli invitati stanno ascoltando un brano musicale in una sala a cui non è permesso accedere, per evitare di interrompere la performance. Mentre attende, diversi elementi percettivi (prima, all’esterno, un passo su un selciato sconnesso; poi, una volta entrato, il tintinnio di un cucchiaio contro un piatto e la rigidità di un tovagliolo) gli riportano alla memoria momenti più o meno lontani nel tempo, dandogli una profonda sensazione di felicità. Deciso a indagare la natura di queste impressioni, arriva alla conclusione che ciò che si ha vissuto nel passato non è perduto per sempre, ma è invece possibile riportarlo in vita attraverso la collaborazione tra intelligenza, quindi la memoria volontaria, e percezione sensibile, di cui si ha fatto esperienza nel passato e che può essere richiamata in modo involontario da situazioni analoghe nel presente, e che l'incontro tra queste due componenti del ricordo avviene nella letteratura.

Quando gli viene permesso di entrare nella sala, il narratore osserva gli invitati ed è convinto che si siano travestiti per farsi passare per persone anziane: si accorge poi che essi sono effettivamente invecchiati, e, con loro, anche lui. A questa realizzazione segue la descrizione del cambiamento tanto fisico quanto morale di diversi personaggi: tra quelli che sono ingrassati o dimagriti, quelli che somigliano al padre, quelli che la vecchiaia ha reso più saggi o rimbambiti. Solo Odette de Forcheville, che nel frattempo è diventata l'amante del duca di Guermantes, sembra non essere invecchiata, nemmeno nei modi.

Madame Verdurin è diventata principessa di Guermantes in seguito a un matrimonio con il principe di Guermantes, allora vedovo e rovinato dalla guerra. Quest’ultimo finirà per spegnersi a sua volta, e lei si risposerà con un cugino del principe. Il protagonista scopre con stupore che il nome Guermantes non è più un nome glorioso per la nuova generazione di frequentatori dei salotti. Il narratore si ritrova di fronte a due donne che inizialmente non riconosce: Gilberte, che è aumentata di peso e che a un primo sguardo viene scambiata per sua madre, e Rachel, ex amante di Saint-Loup, che la vecchiaia ha trasformato in un essere dalle fattezze quasi mostruose. Si accorge anche che la duchessa di Guermantes non ha più lo spirito di un tempo e che Morel è considerato un uomo rispettabile. In un breve intermezzo, viene raccontato il progressivo declino sociale e personale della Berma, ormai isolata e prossima alla morte.

Al termine del racconto della matinée, il narratore decide di iniziare la sua opera e di raccontare il proprio passato, quel «tempo perduto» che ha finalmente capito come ritrovare, anche se il compito sembra immenso. Pur temendo di non avere abbastanza tempo, decide comunque di consacrare l’ultima parte della sua vita a questo lavoro, con la collaborazione di Françoise che rimane fedele al suo fianco. Sente allora di nuovo, ma stavolta dentro di sé, il suono del campanello che, quando era bambino, lo avvisava della partenza di Swann dalla casa di Combray, e che riaccendeva in lui la speranza di ricevere il bacio della mamma.

Edizioni Traduzioni italiane Oggi le edizioni di riferimento di questo volume sono considerate quelle di Einaudi, con il testo tradotto da Giorgio Caproni, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, e quella di Mondadori, con il testo tradotto da Giovanni Raboni e la cura di Luciano De Maria.

1951, Giorgio Caproni, Einaudi 1990, Giuseppe Grasso, Newton Compton, poi Orsa Maggiore 1993, Giovanni Raboni, Mondadori 1994, Maria Teresa Nessi Somaini, Rizzoli

Bibliografia

Voci correlate Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto Prima guerra mondiale

Altri progetti

Collegamenti esterni

Le Temps retrouvé, trascrizione completa del volume in lingua originale (francese)

Categoria:Alla ricerca del tempo perduto