Biografia Il suo nome era pronunciato in differenti modi, tra cui Carmine Nicola Caracciolo, Carmine Niccolo Caracciolo, Carmine Nicolás Caracciolo e Carmino Nicolás CaraccioloIl suo nome completo era Don Carmine Nicolás Caracciolo, quinto príncipe de Santo Buono, octavo duque de Castel de Sangro, duodécimo marqués de Buquianico, conde de Esquiabi, de Santobido y de Capracota, barón de Monteferrato, Castillón, Belmonte, Roca Espinalberti, Frainefrica, Grandinarca y Castelnuovo, señor de Nalbeltide y de la ciudad de Auñón, y grande de España de primera clase..

Nato a BucchianicoArchivio di Stato di Napoli e Archivio Caracciolo di Santobono, fascicoli n. 1-42., Carmine Caracciolo era il discendente di una famiglia nobile di NapoliFiglio di Marino Caracciolo, principe di Santobuono, e Giovanna Caracciolo, figlia di Giuseppe, principe di Torella, vedasi ., ed era principe del Sacro Romano Impero. Fu esiliato da Napoli nel 1707, quando la città passò sotto al controllo della Corona d'Austria, essendo fedele ai Borbone. Tutte le sue proprietà furono confiscate. Era un letterato acculturato e fu ambasciatore a Roma e Venezia nel 1702.

Fu il primo italiano ad essere nominato a capo del vicereame del Perù. La nomina avvenne nel 1713, ed il viaggio verso l'America occupò qualche tempo. Giunse a Cartagena de Indias sulla nave da battaglia del conte di Vega Florida, dove venne a sapere della corruzione politica e commerciale presente nel vicereame. Portava con sé l'ordine della Corona spagnola di porre fine al contrabbando francese, in qualche modo protetto ed incoraggiato dal suo immediato predecessore.

Entrò a Lima prendendo il potere il 5 ottobre 1716. Per celebrare il suo arrivo il poeta Peralta pubblicò un panegirico in suo onore, El sol en el zodíaco, come anche fece Bermúdez de La Torre. Entrambi erano stravaganti nelle preghiere rivolte al nuovo viceré.

Nel 1717 fu creato il vicereame della Nuova Granada nel Perù settentrionale, incorporando le Audiencia di Bogotà, Quito e Panama. Il nuovo vicereame ebbe vita breve e fu sciolto nel 1724 con i territori che tornarono di pertinenza del vicereame del Perù.

Tra gli accadimenti più importanti della sua amministrazione, si può ricordare che non riuscì a bloccare il contrabbando, i missionari costruirono molti conventi sulle montagne e fu fondato il Collegio di Ocopa. Un'epidemia colpì indigeni. Un decreto reale proibì di marchiare a fuoco gli schiavi neri. A causa degli abusi degli encomenderos del sistema del mita, il Caracciolo ne sollecitò l'abolizione. Il re, però, non accolse la richiesta. Il 15 agosto 1719 inoltre vi fu la prima eclissi solare totale registrata a Lima dopo l'occupazione spagnola, poco prima di mezzogiorno. Fu necessario l'uso del faro, e l'eclissi stimolò processioni di penitenti.

Il suo incarico di viceré si protrasse fino al 1720, mentre la sua morte arrivò nel 1727.

Discendenza Sposò in prime nozze nel 1694 Costanza Ruffo (1679-1715) e in seconde nozze Isabella Martinez.. Ebbe numerosi figli, tra cui: Marino VI (1696-1745), VI principe di Santobuono; Giovanna Irene (1697-1721), che sposò Vittorio Amedeo Ferrero-Fieschi, principe di Masserano, da cui ebbe tre maschi e tre femmine Juana Irene Caracciolo y Ruffo, vedasi .; Giulia Chiteria (Litteria) (1705-1756), la quale sposò Francesco Gonzaga, duca di Solferino; Filippo Luigi (1713-1777); Giacomo (1704-1753), militare.

Ascendenza

Note

Bibliografia

Voci correlate Caracciolo Giulia Chiteria Caracciolo Giacomo Caracciolo

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