La famiglia Gentili, o Gentili di Rovellone, è una famiglia nobiliare originaria della Gola della Rossa.
Storia I Gentili di Rovellone furono dei potenti feudatari, discendenti da un ramo cadetto degli Ottoni di Cerreto e Matelica. Questa nobile famiglia nell'XI secolo era probabilmente consorziata con i signori del gastaldato di Pierosara. Le loro proprietà sono citate nei documenti di San Vittore del 1104, dove in alcune donazioni all'abbazia sono nominati i castelli di Civitella, Precicchie e Serra Secca.
Questi signori nel XII secolo possedevano anche le fortezze di Castelletta, Rotorscio, Grotte, Avvoltore, Frontale, Isola San Clemente, Accola, Crino, Anticola.
La loro dimora era una rocca costruita sulla cima dell'omonimo monte, in prossimità del castello di Castelletta. Oggi del maniero rimangono solo miseri resti delle mura di cinta. Ai piedi della rocca, in località Le Falasche, esisteva il borgo attiguo, oggi completamente scomparso. Il feudo nei secoli X-XII controllava una moltitudine di territori, da Serra San Quirico ad Apiro, fino a Cupramontana, Valdicastro, Albacina e Pierosara.
Nel 1227 il conte Corrado di Gentile donò a San Silvestro Guzzolini una località chiamata Grottafucile, dove questi fondò il primo monastero dell'Ordine Silvestrino. Nel 1251 il conte stipulò un accordo con il potente comune di Jesi, ponendo i propri castelli a difesa di quest'ultimo, con il patto di risiedere in città tre mesi l'anno e di lasciare liberi i propri vassalli di inurbarsi nel Comune. Nel 1265 col suo testamento liberò dal giuramento feudale gli abitanti dei castelli di Accola e Follonica, che finirono per accastellarsi nel vicino castello di Staffolo.
Nel 1303, con la morte del conte Corrado, si aprì una diatriba sull'eredità dei feudi, coinvolgendo anche i potenti comuni di Jesi e Fabriano. Quest'ultimo prese i castelli di Precicchie e Rovellone, e nel 1305 acquistò altri possedimenti da donna Margherita Mainetti, vedova di Corrado, per 20.000 libbre ravennati e anconetane. Ne scaturì una guerra contro Jesi, terminata nel 1308 con la Pace di Fermo, dove i feudi contesi furono assegnati a Fabriano in cambio di un risarcimento ereditario ai discendenti del conte Corrado.
Un ramo del casato era presente a Roma fin da XIV secolo con Luca Ridolfucci Gentili, che fu vescovo di Nocera Umbra e poi governatore dell'Umbria. In seguito allo Scisma d'Occidente, papa Urbano VI il 18 settembre 1378 promosse ben 25 cardinali e fra questi anche Luca Gentili. Un altro personaggio di spicco fu Camilla Gentili, che nacque nella seconda metà del XV secolo. Per volere della famiglia, si sposò con il nobile Battista Santucci, uomo violento e rissoso. Il marito di Camilla riversava su di lei e sulla madre di lei - Brandina Grassi - tutto l'odio che aveva per la famiglia della suocera. Camilla dal canto suo era una donna mite, sottomessa e stimata da tutti per bontà. Incolpato dell'assassinio di Pierozzo Grassi nel 1482 presso Castello Petroso di Genga (l'attuale Pierosara), Battista ebbe salva la vita grazie all'intervento personale e alle preghiere di Camilla. Nonostante ciò il suo odio verso i Grassi non si placò, anzi crebbe a tal punto da proibire alla moglie di avere contatti con la madre Brandina.
Accortosi che il suo divieto non veniva rispettato, il 26 luglio 1486, Battista invitò la sposa ad accompagnarlo all'Uvaiolo, una località dove possedeva un podere, per trascorrere qualche ora in serenità. Camilla accondiscese senza rendersi conto che si stava recando al patibolo. Quando furono arrivati all'Uvaiolo, Battista tirò fuori un pugnale e colpì Camilla prima alla gola e poi al seno, mentre lei innalzava al Signore la sua preghiera di perdono e di amore. Battista tentò dunque la fuga dal luogo dell'omicidio, non riuscendo tuttavia a muoversi di lì, come se fosse stato legato a terra.
Fin da quando la salma di Camilla fu tumulata presso le sepolture di famiglia, la sua tomba divenne meta di pellegrinaggi, per le grazie ed i prodigi accordati a quanti ricorrevano alla sua protezione. Devoto di Camilla fu anche il cardinale di Bologna Prospero Lambertini, divenuto poi papa col nome di Benedetto XIV.
Il 15 gennaio 1841 Gregorio XVI la proclamò "Beata" e stabilì la festa della Beata Camilla Gentili di Rovellone il 26 luglio, giorno della sua morte.
Degno di nota è anche il cardinale Antonio Saverio Gentili, figlio di Teresa Durso e Nicola Gentili. Quest'ultimo fu invece cameriere del cardinal Maidalchini e, in occasione di un suo rientro persso la città natale di Camerino, entrò per buona sorte al servizio del vescovo Monsignor Altieri. Fra le varie concessioni che questi gli concesse spicca il sito dove fu fabbricato Palazzo Gentili. Il fratello del Card. Antonio Saverio, Filippo, si guadagnò invece il marchesato di Antuni e fu comandante della Guardia Còrsa Papale.
I Gentili abitarono nel Rione della Pigna e furono insigniti del titolo di conti di Ascrea, furono ascritti tra i conservatori e i caporioni ed ebbero sempre alto prestigio in Curia.
Il cardinale Antonio Saverio fu mecenate dei letterati, la sua casa fu sempre per loro aperta. Fu protettore della celebre accademia degli Infecondi, madre dell'illustre e cospicua Arcadia. Egli sin dai suoi anni giovanili era stato solito, in tutti i giorni delle solennità della Beata Vergine, dare nella propria abitazione un devoto ed erudito intrattenimento in onore della Santa Madre, con accademie tenute nel proprio palazzo, alle quali partecipavano cardinali, prelati, nobili, letterati, e personaggi illustri.Notizie tratte dal “Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro ai giorni nostri.”, Gaetano Moroni, – vol. XXIX – Venezia 1844, Pagg. 14-15
Alla sua morte fu sepolto nella chiesa di S. Venanzio de' Camerinesi e sua nipote, la marchesa Costanza Giori Sparapani, gli eresse una marmorea iscrizione, con distinto elogio.
La figlia della marchesa Costanza, la marchesa Anna Margarita Catharina Sparapani Boccapadule, erede Gentili, lasciò a sua volta quale erede il marito della sua figlia d'elezione Anna Hopfer, ovvero un del Drago. Quest'ultimo casato ereditò titoli e beni dei Gentili e da allora i del Drago divennero del Drago-Biscia-GentiliCfr. la voce "Gentili" in Rendina, C., Le grandi famiglie di Roma, vol. I, New Compton ed., Roma, 2006, pag.355.
La Casata diramò ampiamente nei secoli, portandosi anche a Bologna, Ravenna, Perugia ed in più parti del territorio marchigiano.
La Casata risulta tra le famiglie consolari di San Severino con il diritto di essere aggregate al ceto nobile ed al patriziato; fregiata della Signoria di Rovellone e del Marchesato di Poggio Manente, la famiglia Gentili è tra le nobili casate di Ripatransone, Fossombrone, Urbino, Trevi (i Gentili di Pettino), Spoleto, Foligno (i Gentili Spinola). Altri titoli dei Gentili sono quelli di Nobile e di Marchese del S.R.I., Nobile di Norcia, Nobile di Pesaro, Nobile di San Ginesioivi dette personaggi di particolare lustro quali Matteo, insigne medico, spentosi a londra nel 1602, il figlio Alberico, dotto giurista, professore ad Oxford di diritto civile, considerato padre del diritto internazionalecfr pure voce Gentili in "Elenco dei Titolati Italiani con annesso Blasonario Generale Italiano", Accademia Araldica Nobiliare Italiana, Firenze, 2017, pagg.280 ss. e pag. 1043. Da San Ginesio, durante i moti carbonari di fine Settecento, un ramo cadetto passò prima a Montegranaro e poi a Santa Croce di Sant'Elpidio a Mare, ove fissò stabile residenzaampl. Spreti, V., Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1932, 9 voll., vol. III, pag. 398 e ss..
Albero genealogico Famiglia Gentili:
│ ├─Luca Ridolfucci Gentili cardinale dal 18 settembre 1378 │ │ Andrea Gentili (n.15__) sposato │ └─Gentile Gentili sposato il 25-11-15N7 con Cinzia di Giampaolo Martorelli (m. 5-10-1631) │ ├──Olimpia (n.16-9-1589) sposata il 17-4-1611 Carlo Vicomanni ├──Francesca (n. 26-1-1592) ├──Lisabetta (n. 6-8-1595) ├──Francesca (n.3-10-1593_m.11-2-16NN) sposata il 9-1-1622 Venanzio Benigni ├──Piera (n.5-8-1599) sposa il 25-2-1620 Francesco Fedeli ├──Andrea (n.2-6-1601_m.5-4-1679) can.co della Cattedrale di Camerino ├──Michelangelo (n.29-9-1603) ├──Lisabetta (n.28-10-1606) ├──Venanzo (n.5-3-1608) └──Ottaviano Gentili (n.5-5-1593_m.5-5-1673) sposato il 26-6-1624 Amorosa di Leonardo Vicomanni │ ├───Venanzio (n.1625) ├───Maria (n.9-4-1627) sposa il 25-4-1648 Baldassarre di Marcelli Ricci di Pioraco ├───Michelangelo (n.9-1-1629_m.6-9-1629) ├───Giuseppe (n.17-7-1633) ├───Cinzia (n.13-8-1636_m.22-6-1658) └───Niccolo' Gentili (n. 1630) sposato Teresa Dursi
├─Antonio Saverio Gentili (n.9-2-1681_13-3-1753) cardinale ├─Margherita sposa il conte Miti d'Imola ├─Filippo Gentili (n.1690_m.1753) marchese di Antuni ├─Caterina sposa il marchese Spada └─Francesca Gentili (n.1684_m.13-4-1723) sposa Antonfrancesco Giori(n.8.7.1665), nipote del cardinale Angelo Giori │ ├─Ippolita(n.3-10-1703_m.4-4-1710) ├─Angiolo(n.21-12-1704_m.21-1-1705) ├─Francesco (n.28-10-1708_m.15-11-1739) ├─Teresa (n.11-7-1711_m.23.7.1712) └─Costanza Giori (n.11-4-1707_m.30.3.1771)eletta Gentili, sposata con Anton Maria di Lucido Sparapani │ ├─Clelia (n.1738_m.16-2-1768) └─Margherita Sparapani Gentili (n.29-10-1735_m.13-12-1820) sposata Giuseppe Boccapadule(n.5-12-1729_m.10.3.1809) └─figlia d'elezione Elena Hofer (n.1797_m.1816) sposata nel 1814 con ilprincipe Urbano Del Drago Biscia Gentili (n.9.3.1773_m.25.7.1851) che ereditò nome e beni della famiglia Gentili.
Note
Bibliografia Fondo Del Drago (schedatura parziale); Archivio di Stato di Roma. Indice dei fondi online. Fondo composto da innumerevoli materiali originali dell'archivio delle famiglie: Del Drago, Gentili, Giori e Sparapani. Archivio di Stato di Camerino.
Collegamenti esterni Stemma di Luca Gentili Biografia di Antonio Saverio Gentili Ritratto di Antonio Saverio Gentili
Categoria:Famiglie marchigiane Categoria:Camerino