Il Liber pantegni (παντεχνη "[racchiudimento] di tutte le arti [mediche]") è un testo medico medievale compilato da Costantino l'Africano verso il 1080. Attribuito a Isaac Israeli ben Solomon (X secolo), esso è un compendio di medicina ellenistica e medicina islamica, in larga parte costituito da una traduzione parziale del Kitāb al-malikī ("Libro regio")Così chiamato perché dedicato all'Emiro buwayhide ʿAḍud al-Dawla, "uomo forte" del califfato abbaside. di ʿAlī ibn ʿAbbās al-Majūsī.
Si distingue in una sezione theorica e in practica, come era stato già fatto precedentemente nell'Isagoge Johannitii, un testo medico scritto da Hunayn ibn Ishaq (Iohannitius, o Johannitius Onan). Il "Liber pantegni" fu ampliato da Johannes Afflacius sotto il titolo di Liber aureus, e più tardi da Stefano d'Antiochia (1127) come Regalis dispositio.
Una compilazione più sintetica e pratica di tale libro è il Viaticum.
Edizioni Opera omnia Ysaac, ed. Andreas Turinus, Lugduni, 1515; Constantini opera, apud Henricus Petrus, Basileae, 1536/39.
Note
Bibliografia "Constantine the African and Ali ibn al-Abbas al-Magusi: The Pantegni and Related Texts", The Journal of the American Oriental Society, ed. by Burnett and Jacquart, Studies in Ancient Medicine, vol. 10, Leida, E. J. Brill, 1994. Moritz Steinschneider, "Constantinus Africanus und seine arabischen Quellen", in: Virchows Arch., 37 (1866), pp. 351–416; Charles Singer, "A Legend of Salerno. How Constantin the Africain Brought the Art of Medicine to the Christians", in: Johns Hopkins Bulletin, 28 (1917), pp. 64–69; Hermann Lehmann, Die Arbeitsweise des Constantinus Afrikanus und des Johannes Afflacius im Verhältnis zueinander, in: Archeion, 12 (1930), pp. 272–281.
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