La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli si trova a Benevento, nel Rione Ferrovia, lungo il viale Principe di Napoli.
Storia La confraternita di Santa Maria di Costantinopoli sorse a Benevento nel 1588.
L'11 maggio 1603 Agostino Orsolupo, Arciprete della Metropolitana, concesse ai confratelli la chiesetta di San Giacomo dei Foris (Sancti Jacobi a Foro), in piazza cardinal Pacca che, dopo il 1608, venne allargata a tre grandi navate, e dedicata a Santa Maria di Costantinopoli.
Con il terremoto del 1688 la chiesa crollò. Il cardinale Orsini la riedificò con il titolo di S. Spirito e permise che vi officiasse la confraternita di S. Maria di Costantinopoli. Tuttavia qui officiava anche la confraternita dei calzolai, istituita all'altare dei santi Crispino e Crispiniano. Ciò comportava litigi e discordie, tanto che l'amministrazione della confraternita di S. Maria di Costantinopoli eresse, attigua alla chiesa di S. Spirito, una propria chiesa, il cui altare fu consacrato il 26 dicembre 1740 dal Vicario Apostolico Domenico Antonio Manfredi, vescovo di Boiano (come ricorda una lapide), che vi tenne pure ordinazione in minoribus Restaurata dopo il 1915 venne poi distrutta nel corso della seconda guerra mondiale. Ricostruzione La chiesa moderna sorse nel Rione Ferrovia nei pressi della stazione centrale di Benevento; è stata progettata dall’ingegnere Salvatore Pennella nel 1948 e completata nel 1949. La struttura in cemento armato presenta un impianto suddiviso in tre navate. La facciata a salienti ha un rosone centrale e una lunetta decorata a mosaico sopra il portale d’ingresso.
Le decorazioni della chiesa vennero affidate al pittore cremonese Giuseppe Moroni che realizzò varie opere: dalle pale raffiguranti: Sacro Cuore, Battesimo di Nostro Signore, Santa Maria Goretti, una via crucis e un mosaico nella lunetta della facciata con la scena della Discesa dello Spirito Santo. Nei primi anni 50 il Moroni realizza anche l’affresco dell’abside raffigurante la Madonna di Costantinopoli con ai lati i due flagelli di Benevento: i bombardamenti del 1943 e l’alluvione del 1949.
A seguito ci furono delle ristrutturazioni della chiesa e dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, l’abside venne ritinteggiata e il dipinto venne ricoperto e sostituito con un’icona moderna, in stile bizantino, di Santa Maria di Costantinopoli, opera del pittore Mario Ferrante.
Note
Bibliografia Salvatore De Lucia, Passeggiate beneventane, Benevento, 1925; Mario Rotili, Guida artistica illustrata, Benevento, 1980.
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