Il cinese medio (), detto anche "lingua cinese media" o "medio cinese", è la varietà storica di lingua cinese parlata durante il periodo delle Dinastie del Nord e del Sud e le dinastie Sui , Tang e Song (VI-X secolo). Il termine "cinese medio", in contrapposizione al cinese antico e al cinese moderno, si usa di solito nel contesto della fonologia storica cinese, che cerca di ricostruire la pronuncia del cinese utilizzato in quei tempi.

Il medio cinese si divide in un periodo iniziale, il "primo cinese medio", e un periodo successivo, il "tardo cinese medio". Il punto di transizione fra il primo e il tardo medio cinese è collocato nel passaggio dalla dinastia Tang alla dinastia Song ed è indicato da sviluppi fonologici.

Il nome Il nome "cinese medio", "medio cinese" e per esteso "lingua cinese media" deriva dalla traduzione della sillaba 中 zhōng ("centro/mezzo") nel nome in cinese.

Siccome le dinastie Tang e Song corrispondono a quello che alcuni storici chiamano "Rinascimento cinese" (il termine è preso in prestito dalla storiografia europea), la lingua si può anche chiamare "cinese rinascimentale".

La traduzione "cinese medioevale" o "cinese medievale" deriva sempre dal nome in cinese e dal fatto che è la varietà intermedia tra un generico cinese antico e un altrettanto generico cinese mandarino, cioè cinese usato dagli ufficiali nella corte imperiale, nella burocrazia e nella letteratura non vernacolare, scritta solitamente in wenyan o "cinese classico". In realtà, l'evoluzione del cinese si può suddividere in molti più periodi e varietà: lo stesso cinese antico ha una fase pre-imperiale, una fase imperiale e una fase tarda parlata durante gli Han orientali ed è preceduto dal proto-cinese. Anche il mandarino è diviso in tre fasi (primo mandarino, mandarino medio e mandarino tardo-imperiale), per cui la tripartizione della lingua cinese in tre macro-periodi storici è molto generica. Peraltro, il nome "medievale" rischia di fuorviare siccome il periodo Tang e Song è considerato il Rinascimento cinese, quindi l'esatto opposto di un medioevo se pensato come epoca oscura. Il Medioevo cinese è anteriore ed è il periodo compreso tra la caduta della dinastia Han e la riunificazione della Cina con l'avvento della dinastia Sui.

Infine, il linguista svedese Bernhard Karlgren l'aveva chiamato "cinese antico", termine oggi in disuso, e l'aveva contrapposto al "cinese arcaico" (detto oggi cinese antico).

Storia e contesto linguistico Il periodo appena precedente a quello del primo cinese medio è quello del cinese della dinastia Jin, di cui ancora non esistono ricostruzioni. Dopo la caduta della dinastia Han (220), la Cina si era divisa in tre regni in lotta tra loro; il periodo dei Tre Regni va dal 220, anno in cui l'ultimo imperatore Han abdica, fino al 280. All'interno di uno dei tre regni, Cao Wei, con un colpo di Stato nacque una nuova dinastia di origine mongola, la dinastia Jin. La dinastia Jin riuscì a vincere gli altri due regni in guerra e per un breve periodo (280-316) unificò la Cina sotto l'impero. La dinastia Jin iniziò a vacillare quando, nel 311, gli Xiongnu riuscirono a saccheggiare l'antica capitale Luoyang e a imprigionare e giustiziare l'imperatore Jin del tempo (disastro di Yongjia). La Cina dunque si divise nuovamente in feudi in lotta tra loro per la terza volta nella sua Storia, tra cui un baludardo della dinastia Jin nel sud della Cina che resse fino al 420.

Il periodo dal 420 al 589 viene detto "periodo delle Dinastie del Nord e del Sud": cinque dinastie a nord del fiume Changjiang (Yangtze) e cinque dinastie a sud del fiume si fecero guerra per avere l'egemonia sul territorio cinese. Il 420 è anche l'anno di inizio del primo cinese medio, che era genericamente diviso in varietà a nord del Changjiang e a sud del Changjiang.

I dieci regni si fecero guerra tra loro finché la dinastia Sui, nel 589, riuscì a riunificare la Cina sotto all'impero. La dinastia Sui ebbe comunque una breve durata, siccome nel 618 venne sostituita dalla dinastia Tang. Già prima della dinastia Sui si compilavano i rimari, cioè dei vocabolari di sinogrammi ordinati in base alla consonante iniziale, alla rima e alla modulazione tonale siccome il primo cinese medio era una lingua tonale; i rimari venivano usati come prontuario per comporre le poesie in rima (che venivano già composte durante il cinese antico, per esempio nello Shijing). Il primo rimario sopravvissuto è il Qieyun di Lu Fayan, pubblicato nel 601 e poi rimaneggiato in più edizioni.

I Sui furono una dinastia che durò pochi anni perché l'Imperatore Yang (隋炀帝), pur essendo riuscito a riconquistare il Vietnam (perso a seguito di una rivolta), aveva anche provato a invadere quattro volte la penisola coreana per assoggettare tutta la Corea, senza mai riuscirci, e aveva lasciato l'impero in bancarotta siccome si era lanciato in mega-progetti costosi come la ricostruzione della Grande Muraglia Cinese e del Gran Canale della Cina. A causa delle numerose guerre fallimentari, i cinesi pur di non essere arruolati si facevano venire il "piede fortunato", cioè si rompevano apposta gli arti. I cinesi, pur di sbarazzarsi di Yang, dovettero architettare un complotto e strangolarlo intanto che si era riparato dalle rivolte a Jiangdu (江都).

La dinastia Tang ha inaugurato il rinascimento cinese, cioè il periodo in cui le Arti ebbero una particolare fioritura in Cina. Un prodotto culturale molto celebre della Cina dei Tang e fondamentale per la ricostruzione del primo cinese medio è tutto il corpus delle poesie Tang. Le poesie Tang sono in rima e seguono uno schema compositivo fisso che contiene delle corrispondenze tonali; la corrispondenza delle rime era molto più alta durante il primo cinese medio, siccome la lingua cinese è poi evoluta (lo stesso discorso vale per lo Shijing). In questo periodo, il buddismo Mahayana conobbe una grande diffusione in Cina; il buddismo comunque era già entrato durante il periodo degli Han orientali grazie alla traduzione delle prime opere buddiste dalle lingue indiche (e.g., sanscrito classico) in cinese degli Han orientali. Siccome i cinesi dovevano talvolta traslitterare delle parole in sanscrito classico in primo cinese medio, dovettero usare l'inventario di suoni e sinogrammi disponibili per rendere questi prestiti e creare dunque dei calchi fonetici.

La dinastia Tang terminò nel 907 e, dopo un breve periodo di guerre che coinvolse anche un baluardo della dinastia Tang, ascese al potere la dinastia Song. La caduta della dinastia Tang marca il passaggio dal primo cinese medio al tardo cinese medio. La dinastia Song corrisponde al secondo periodo del rinascimento cinese. Un prodotto culturale importante durante questa dinastia è il corpus delle poesie Song. Durante la dinastia Song, si produssero altri rimari come il Guangyun, un'espansione del Qieyun pubblicata nel 1008 e contenente 9000 caratteri; un altro rimario è il Jiyun. Nei rimari del periodo Song, si notano delle differenze fonetiche per cui il cinese medio si può suddividere in due fasi. Ad esempio, il Qieyun mostra le iniziali bilabiali ma non mostra iniziali labiodentali come /f/ e /v/, che invece si possono trovare nel Jiyun.

Substrato in vietnamita Durante il primo cinese medio, il Vietnam possedeva già i sinogrammi ("Han tu"), entrati al tempo del cinese antico durante le dominazioni cinesi dello Stato antenato del Vietnam: questo Stato si chiamava "Nanyue" ed era stato fondato da Zhao Tuo durante il declino della dinastia Qin. Le dominazioni cinesi sono dette Bắc thuộc (北屬, 北属), che letteralmente significa "Appartenenza al Nord", in senso di "Dominazione del Nord". Il 111 a.C. è l'anno di inizio della prima dominazione cinese, in cui entrarono anche i primi prestiti di cinese antico nella lingua locale, siccome il vietnamita ancora non esisteva. Questo lessico viene genericamente detto "lessico sino-vietnamita", 詞漢越 Từ Hán-Việt. I sinogrammi vennero introdotti in quanto erano il mezzo di scrittura cinese e uno strumento per la gestione dell'amministrazione e burocrazia ordinaria; già dal periodo Qin venivano usati in Cina anche per fini amministrativi. I sinogrammi avevano poi subito la prima standardizzazione proprio sotto la dinastia Qin, guidata dal cancelliere Li Si. Durante il primo Bắc thuộc, i cinesi esportarono il Buddismo Chan, il Taoismo e il Confucianesimo in Vietnam.

Il vietnamita moderno non ha solo un substrato risalente al cinese degli Han orientali al suo interno di 400 parole circa, ma anche un substrato risalente al cinese medio (420-1279). Infatti, svariati prestiti nella lingua moderna sono cinesi e risalgono proprio al periodo del rinascimento cinese. Tuttavia, il vietnamita come unica forma di scrittura usata gli Han tu' insieme a un poderoso corpo di caratteri nazionali, cioè di ideogrammi coniati direttamente dai vietnamiti per rappresentare il lessico nativo e non sino-vietnamita. I caratteri nazionali in vietnamita sono detti Chu' nom e sono attestati grossomodo a partire dal periodo Yuan (khanato mongolo). Durante la dinastia Sui, il Vietnam (che allora si chiamava "Regno di Van Xuan" ed era un regno che aveva guadagnato l'indipendenza a seguito di una rivolta) era stato nuovamente invaso dalla Cina; durante la dinastia Tang, venne ribattezzato "Annam" 安南, cioè "Pacifico Sud", da cui deriva il nome della lingua vietnamita in francese, "annamitico" (i francesi poi avrebbero chiamato "Annam" solo la parte di Vietnam compresa tra Tonchino e Cocincina). Il Bắc thuộc finì per un'altra rivolta capitanata da Ngô Quyền (吳權), che nel 938 d.C. respinse i cinesi della Dinastia Song nella battaglia del fiume Bạch Đằng. Per la precisione, sconfisse la flotta cinese nascondendo dei pali di legno sotto l'acqua, che fecero incagliare le navi cinesi e permisero ai vietnamiti di bruciarle. Salì quindi al potere la Dinastia Ngô, che rinominò l'Annam "Đại Việt" (大越). Dopo la cacciata dei Tang, entrarono comunque altri prestiti risalenti al periodo del cinese medio per un totale di circa 3000 parole; tra questi vocaboli, si contano i vocaboli che dal cinese degli Han orientali hanno mutato la pronuncia durante il primo cinese medio, per cui sono stati riadattati in vietnamita.

Il vietnamita si è dotato di un alfabeto solo grazie all'opera dei missionari cattolici nel Seicento, durante la tarda dinastia Ming in Cina; all'epoca, il Vietnam non era più dominato dalla Cina in quanto era diventato spontaneamente uno Stato vassallo retto dalla dinastia Le. l'alfabeto vietnamita permette dunque di attestare con un maggiore grado di precisione la pronuncia delle parole vietnamite, incluse quelle del substrato in cinese medio, nonostante l'invenzione dell'alfabeto vietnamita sia tarda rispetto al primo cinese medio. I primi missionari cattolici entrati in Vietnam provenivano dalla Spagna, Portogallo e Italia. Molti di essi erano della Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola nel 1534. Le zone in cui essi affluivano maggiormente per fare proselitismo erano la regione storica di Đông Kinh (Tonchino; si scrive 東京 e oggi si chiama Bắc Bộ 北部), che era molto fertile e ospita il delta del Fiume Rosso (Hồng Hà 紅河), e la regione storica del Nam Kỳ (si scrive 南圻 e corrisponde al Vietnam meridionale, i francesi la ribattezzarono "Cocincina" e oggi si chiama Nam Bộ 南部), che ospita il delta del Fiume Mekong 湄公. Ai missionari, si aggiunsero poi i mercanti europei. Nel 1615 i preti Francesco Buzomi e Diogo Carvalho stabilirono la prima comunità cristiana in Vietnam a Hội An (會安), il cui centro storico oggi è Patrimonio UNESCO. I missionari erano tollerati dalla dinastia Le.