I Whitesnake sono stati un gruppo musicale hard rockrevelationz.net - Recensione "1987" britannico fondato nel 1978 a Londra, Inghilterra, in seguito all'abbandono dei Deep Purple da parte del cantante David Coverdale. Nella fase iniziale della sua carriera, la band produsse del materiale che i critici spesso accostarono al blues rock dei Deep Purple, per spostarsi successivamente verso un rock più accessibile. Verso la fine degli anni '70, la band iniziò a conoscere il successo commerciale attraverso una serie di album che entrarono nella top 10 inglese, quali Ready an' Willing (1980), Come an' Get It (1981), Saints & Sinners (1982) e Slide It In (1984).
Alla fine degli anni '80, Coverdale riformò completamente la band e spostò il suo interesse verso il mercato americano. I nuovi Whitesnake raggiunsero il successo anche attraverso un completo restyling del gruppo, che iniziò ad adottare l'estetica della scena hair metal, facendo fortemente affidamento su ballate melodiche e atmosfere AOR. L'album omonimo, Whitesnake, divenne il loro album più venduto in tutto il mondo e fu lanciato da due singoli di grandissimo successo delle classifiche americane, "Here I Go Again" e "Is This Love", che raggiunsero rispettivamente la prima e la seconda posizione su Billboard. L'album ottenne 8 volte la certificazione di disco di platino negli USA e la band ottenne nel 1988 il Brit Award per il miglior gruppo inglese. L'album seguente, Slip Of The Tongue, fu anch'esso un successo di vendite e vide la partecipazione straordinaria di Steve Vai.
Nel corso della carriera, la band si è sempre segnalata per l'eccellente qualità dei musicisti che vi hanno partecipato. Verso la fine degli anni '70, David Coverdale riuscì a riunire nella band tre quinti della Mark III dei Deep Purple, includendo Jon Lord e Ian Paice all'interno del gruppo. Tra i numerosi strumentisti che hanno fatto parte della band, si segnalano anche Cozy Powell (Rainbow), Mel Galley (Trapeze), Steve Vai, Doug Aldrich, Guy Pratt (Pink Floyd), Don Airey (Rainbow, Black Sabbath), Tommy Aldridge (Black Oak Arkansas, Ozzy Osbourne), Adrian Vandenberg, Vivian Campbell (Dio, Thin Lizzy, Def Leppard) e John Sykes (Thin Lizzy).
Storia Origini (1976-1979) Nel 1976, dopo i dissapori sfociati nella dissoluzione dei Deep Purple, David Coverdale rifiutò l'invito di unirsi al trio degli ex membri Paice, Ashton & Lord decidendo di dare inizio alla carriera di solista. A questo scopo rivolse l'invito al chitarrista degli Uriah Heep, Mick Box per questo nuovo progetto, ma senza successo. Coverdale successivamente collaborò con il chitarrista Micky Moody allo scopo di formare una nuova band. I musicisti coinvolti, oltre a Moody, furono il bassista dei Deep Purple, Roger Glover, incaricato anche della produzione, il bassista Deslyle Harper, il tastierista Tim Hinkley e il batterista Simon Phillips. Nel marzo 1977 uscì l'album solista, intitolato White Snake, che mescolava sonorità hard rock e rhythm and blues e venne composto durante il periodo in cui il cantante militava ancora nella formazione dei Deep Purple. Durante il tour, la band di supporto veniva comunemente introdotta come la White Snake Band. L'album solista successivo Northwinds, pubblicato nel 1978, includeva ancora una volta Moody, Glover, Phillips, con i nuovi membri, il batterista Tony Newman e il bassista Alan Spenner. Lee Brilleaux dei Dr. Feelgood contribuì all'armonica. Il disco fu nuovamente prodotto da Glover.
L'inizio
Nel 1978, Coverdale fondò i Whitesnake come una vera e propria band permanenteClassic Rock presents Whitesnake The Official Magazine pg.127 ed allestì una nuova formazione assieme a Moody. La prima scelta della coppia cadde sul bassista Chris Stewart, che declinò l'offerta, optando per raggiungere la band di Frankie Miller. Neil Potts partecipò alle audizioni come batterista senza successo. La prima formazione era composta dal bassista Neil Murray (ex Colosseum II e National Health), dai chitarristi Bernie Marsden (ex Wild Turkey e Paice Ashton Lord) e Micky Moody (ex Juicy Lucy e Snafu), dal tastierista Jon Lord (ex Deep Purple e Paice Ashton Lord) e dal batterista Dave Dowle (ex Streetwalkers e Runner).
Nell'ottobre dello stesso anno, la band pubblicò il primo album, Trouble; l'attività dal vivo della band, in questo primo periodo venne documentata dal disco Live at Hammersmith, primo live della band, pubblicato nell'ottobre del 1979, inizialmente come album singolo solo in Giappone e poi, alcuni anni dopo, come doppio in tutto il mondo.
Durante il tour europeo, la band aprì per i Nazareth e nel corso dell'estate partecipò a ulteriori date in Germania come headliner, oltre a partecipare a diversi grandi festival al fianco dei Police, dei Dire Straits e dei Barclay James Harvest. Durante questo periodo, Dave Dowle venne allontanato. Verso la metà del tour, Coverdale contattò l'ex collega dei Deep Purple, Ian Paice, che acconsentì a collaborare nel progetto ed entrò ufficialmente nella band in seguito al tour estivo.
Nel 1979, la pubblicazione dell'album Lovehunter, ancora senza Paice alla batteria, provocò l'ira delle femministe a causa della copertina, disegnata da Chris Achilleos, che ritraeva una donna nuda vista di schiena e avvinghiata da un enorme serpente. La copertina suscitò diverso polemiche anche negli Stati Uniti. Ciononostante, la band si esibì nel primo concerto americano il 23 settembre 1979 presso la UCLA Royce Hall di Los Angeles. Il gruppo partecipò poi a ulteriori tour nel Regno Unito, concludendo l'anno con il supporto dei Marseille. L'album riuscì ad arrivare nella top 30 inglese, trainato dal piccolo successo di "Long Way From Home", che raggiunse la posizione #55.
Gli anni '80
I primi anni ed il successo commerciale (1978-1983) L'ingresso di Ian Paice portò alcuni critici a supporre che Coverdale stesse fondando una nuova versione dei Deep Purple. I tour britannici li vedevano supportati dalla nuova band di Gary Moore, chiamata G Force. Il disco Ready an' Willing, registrato ai Ridge Farm Studios da Martin Birch, fu una vera svolta per la band, che entrò nella top 10 delle classifiche inglesi, trascinato dal singolo Fool for Your Loving, scritto inizialmente per B. B.King. Il singolo entrò nelle classifiche raggiungendo la posizione #13 in Regno Unito ed ebbe un timido successo anche negli USA, raggiungendo la 53sima posizione. Sebbene ancora sconosciuti negli Stati Uniti, il successo dell'album riuscì a far guadagnare una reputazione della band, che andò in tour in Europa aprendo per gli AC/DC, e negli States di supporto ai Jethro Tull. Più tardi, sempre nel 1980, venne pubblicato l'album dal vivo Live...In the Heart of the City, che includeva anche le registrazioni risalenti al 1978 del concerto registrato all'Hammersmith Odeon. L'album raggiunse la posizione #5 in Regno Unito.
Con il quinto album, Come an' Get It, la band arrivò alla posizione #2 delle classifiche inglesi. Il disco venne registrato al parco di Tittenhurst di Ascot e fu trainato dal successo di due singoli, "Don't Break My Heart Again" e "Would I Lie To You", rispettivamente nella top 20 e nella top 40 inglese. Il conseguente tour nel Regno Unito ebbe un grande successo e fu coronato da ben cinque date sold out all'Hammersmith Odeon di Londra ed una partecipazione in veste di headliner al famoso festival Monsters of Rock di Donington Park. Tuttavia, nonostante l'intensa attività e le certificazioni di vendite, nella formazione incominciarono a emergere degli attriti legati alla gestione dei guadagni. Nello stesso periodo, la band iniziò a registrare l'album successivo, Saints & Sinners. Verso la fine del 1981, durante le registrazioni dell'album, Moody abbandonò improvvisamente la band e Paice e Lord iniziarono ad essere sempre meno interessati. Di fronte alle difficoltà a portare avanti il lavoro, Mardsen propose a Coverdale l'eventualità di terminare il progetto ed il gruppo decise collettivamente di licenziare il manager, John Coletta. Tuttavia, nell'incontro fissato, Coverdale non partecipò e Coletta, ancora in veste di manager, licenziò Mardsen, Paice e Murray. In seguito, Coverdale riuscì a richiamare Moody e rimpiazzò Mardsen con Mel Galley, chitarrista dei Trapeze. Al posto di Murray e Paice entrarono, rispettivamente, Colin Hodgkinson e Cozy Powell. In questo modo, Coverdale e Moody rimasero gli unici membri fondatori della band. L'unico membro della nuova formazione che contribuì alle registrazioni fu Galley, che contribuì solamente ai cori inizialmente pensati per Mardsen. Saints & Sinners raggiunse ancora una volta la top 10 nel Regno Unito. L'album al suo interno conteneva la famosa hit "Here I Go Again", scritta da Coverdale e Mardsen, che anni dopo fu ri-registrata e divenne il maggior successo del gruppo. Anche l'altro singolo estratto dall'album, Crying In The Rain, venne ri-registrato per l'album omonimo della band, Whitesnake.
Il cambio di direzione artistica (1983-1985) Le sessioni per un nuovo album incominciarono nel luglio 1983, prima che la band intraprendesse un nuovo tour, durante il quale parteciparono nuovamente, nell'agosto 1983, al Monsters of Rock di Donington. Durante le registrazioni, Moody, pur riconoscendo l'ottimo livello dei suoi colleghi, iniziò ad essere insoddisfatto della direzione musicale e per la mancanza dell'alchimia che era presente tra i membri della vecchia band. Il settimo album, Slide It in, pubblicato nel febbraio 1984, venne pubblicato per la EMI e prodotto sempre da Martin Birch e si piazzò al #9 delle classifiche inglese, trainato da singoli come Guilty of Love e Slow an' Easy. Durante questo periodo, la band approdò alla Geffen. Il disco ottenne recensioni contrastanti e fu criticato in particolare per il mix eccessivamente "piatto". Per la promozione, la band andò in tour di spalla ai Judas Priest. Nell'ottobre del 1983, la band partecipò ad un festival in Germania assieme ai Thin Lizzy, nei quali militava John Sykes. Fu in questo periodo che Moody, dopo essere stato umiliato da Coverdale proprio di fronte a Sykes, decise di abbandonare definitivamente la band. Alla fine del festival, convocò una riunione la band per annunciare le sue intenzioni, ma Coverdale non partecipò, preferendo intrattenersi nella suite coi suoi ospiti. In seguito, il chitarrista dichiarò in un'intervista che Coverdale era cambiato radicalmente e che secondo lui era interessato ad avere qualcuno come Sykes nella band perché, "oltre ad essere bravo, era anche di bell'aspetto". Dopo pochi giorni, Sykes divenne ufficialmente il chitarrista della band. Successivamente, il cantante licenziò anche Hodgkinson, ritenendolo non adeguato alle nuove sonorità della band, e richiamò in formazione il vecchio bassista, Neil Murray. Da questo momento in avanti, i Whitesnake rimarranno una creatura del solo David Coverdale, che smonterà e rimonterà la band in numerose occasioni, affidandosi a musicisti di altissimo livello tecnico.