Lo stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco, precedentemente noto come Alfasud di Pomigliano e ridenominato nel 2008 stabilimento "Giambattista Vico"Notizia della nuova denominazione . in memoria del filosofo napoletano, è una fabbrica collocata nell'area nord est della città metropolitana di Napoli, insiste nel comune di Pomigliano d'Arco ed in una parte meno ingente nel confinante comune di Acerra. L'intero complesso industriale è di proprietà del gruppo Stellantis.

Progettato nel 1968 dall'Alfa Romeo, cominciò la produzione di autoveicoli nel 1972. A seguito dell’apertura della fabbrica, la casa automobilistica eliminò la dicitura “Milano” dal proprio logo, dove campeggiava fin dal 1910.

A partire da novembre 2011, nello stabilimento viene prodotta la Fiat Panda. Il 28 giugno 2013 l'impianto industriale è stato insignito della Medaglia d'oro nel World Class Manufacturing, metodo di qualifica dei processi delle organizzazioni manifatturiere basato sull'integrazione delle filosofie produttive del Lean Manufacturing, del Total Productive Maintenance e del Total Quality Management.La Stampa - Fiat: A stabilimento Pomigliano medaglia d'oro per metodo W.C.M .

Storia Il primo stabilimento

Nel 1938 l'Istituto per la Ricostruzione Industriale incaricò l'Alfa Romeo di fondare nel Sud Italia un Centro Industriale Aeronautico con abbinato un piccolo aeroporto. La scelta ricadde su Pomigliano d'Arco e grazie all'opera dell'ingegnere Ugo Gobbato si diede vita ad un Centro Aeronautico tecnologicamente all'avanguardia, in grado di produrre motori per l'epoca tecnologicamente evoluti. Per migliorare le condizioni di vita dei dipendenti, per i residenti in zona, fu realizzato ex novo un intero quartiere con circa cinquecento abitazioni ognuna delle quali disponeva di un piccolo giardino, mentre per i forestieri fu costruito un albergo di circa settecento posti. Lo stabilimento di Pomigliano d'Arco, negli anni quaranta, raggiunse uno standard qualitativo ed un livello di avanzamento tecnologico tali da far annoverare il sito produttivo tra le migliori fabbriche del periodo..

Nel 1942 ebbe inizio la produzione della serie di motori Daimler-Benz, tra i più usati dalle società tedesche. Nel 1943 il complesso aeronautico venne ultimato con altri due centri di produzione, per "strutture complete" e "leghe leggere". La seconda guerra mondiale lasciò molti segni anche negli stabilimenti dell'Alfa Romeo, considerati molto importanti per l'approvvigionamento bellico.. A causa della sua importanza strategica il 30 maggio 1943 lo stabilimento di Pomigliano subì un pesante bombardamento che determinò l'abbattimento di oltre il 70% della struttura, cagionando la chiusura del sito produttivo..

La ricostruzione

La produzione di motori aerei ricominciò soltanto nel 1952, quando venne completata la ricostruzione della città e dello stabilimento. È a partire da quegli anni che l'Alfa Romeo iniziò le sue accreditate associazioni con i più qualificati gruppi della motoristica aeronautica; contestualmente, il polo industriale si dedicò anche alla produzione di veicoli commerciali e industriali della casa del Biscione.

Nel frattempo Finmeccanica aveva fondato, in una parte del Centro Aeronautico, le "Officine di Costruzioni Aeronautiche e Ferroviarie Aerfer". Inizialmente vi si realizzarono prodotti ferroviari e autofilotranviari poi l'"Aerfer" operò anche per la produzione su commessa di parti di aviogetti da combattimento per l'aeronautica statunitense e della NATO. Proprio attraverso l'esperienza di costruzione di queste parti, a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta, lo stabilimento di Pomigliano cominciò ad essere sede dello sviluppo e della realizzazione di nuovi prototipi da caccia leggeri, i cui progetti erano stati sostenuti finanziariamente dagli Stati Uniti

Negli anni sessanta l'aeroporto di Pomigliano cessò definitivamente la sua funzione, lasciando il posto alla tipica fabbrica fordista, che fonda i suoi processi su una forte meccanizzazione del lavoro avvalendosi di manodopera non altamente specializzata. Negli intenti dell'Alfa Romeo nacque in quel periodo l'idea di introdurre nella gamma una vettura di fascia piccola che andasse maggiormente incontro alle esigenze degli italiani, ma per evitare una concorrenza con la Fiat (allora leader nazionale di mercato in questo settore), senza dover rischiare ingenti perdite di denaro si scelse invece di non progettare un'auto completamente nuova da zero, stringendo piuttosto un accordo con la Renault per produrre su licenza il modello R4, destinato al mercato italiano. L'Alfa Romeo costruì la Renault 4 tra il 1962 ed il 1964 sia presso lo stabilimento del Portello di Milano che a Pomigliano. Le scocche della vettura venivano prodotte in Francia, mentre negli impianti italiani si effettuava l'assemblaggio finale, incluso il montaggio della meccanica e degli interni. La Renault 4 Alfa Romeo (questo il nome della vettura) venne venduta dalla società Sviluppo Automobilistico Meridionale, sfruttando la rete commerciale italiana della casa francese.La Renault di Pomigliano.

La nascita dell'Alfasud

Durante la seconda metà degli anni sessanta la produzione di automobili Alfa Romeo in Italia avveniva principalmente nel nuovo stabilimento Alfa Romeo di Arese, inaugurato nel 1963, e nello storico stabilimento Alfa Romeo del Portello di Milano, risalente al 1906; il centro industriale di Pomigliano d'Arco era invece impegnato nella fabbricazione di motori aeronautici, tramite l'Alfa Romeo Avio, e nei veicoli commerciali, attraverso la società Apomi.

Alla fine degli anni sessanta Giuseppe Luraghi decise il rifacimento dello stabilimento di Pomigliano, che prevedeva la sua trasformazione in un impianto automobilistico a tutti gli effetti.. Il progetto di assemblare un modello di medie dimensioni Alfa Romeo in Italia meridionale risaliva comunque agli anni cinquanta anche se, per varie vicissitudini, fu reso operativo solo negli anni settanta.. Uno dei motivi che spinse Luraghi a investire nel Sud Italia fu il tentativo di limitare l'emigrazione meridionale verso le fabbriche del Nord, portando quindi il lavoro nelle zone di origine del fenomeno.. In questo modo, secondo Luraghi, si sarebbe limitata la nascita di quei problemi sociali e di integrazione che scaturivano dal massiccio esodo di migranti verso le regioni settentrionali. Nasceva così il progetto denominato "Alfasud".

Lo stabilimento per la fabbricazione di automobili fu realizzato in tempi rapidi sui terreni dell'ex aeroporto. Nel 1967 iniziò, contemporaneamente, la progettazione dello stabilimento e del nuovo modello di auto (l'Alfasud), entrambe sotto la responsabilità tecnica dall'ingegnere Rudolf Hruska, uno dei più importanti tecnici della scena internazionale, già "braccio destro" di Ferdinand Porsche e consulente FIAT, SIMCA ed Abarth.

La gestione dell'operazione, capitanata da Hruska, fu resa completamente autonoma attraverso la creazione dell'Alfasud S.p.A., con sede a Pomigliano d'Arco, che operava, nel completamento dello stabilimento e nella progettazione del nuovo modello, in maniera formalmente indipendente dalla cosiddetta "Alfanord" di Arese.

Il 15 gennaio 1968, dopo decine di progetti proposti e discussi, venne presentato il piano generale per la realizzazione dello stabilimento Alfasud di Pomigliano d'Arco, che prevedeva la costruzione dei nuovi capannoni e l'inizio produttivo dell'attività nel gennaio 1972.

L'Industria Napoletana Costruzione Autoveicoli Alfa Romeo - Alfasud S.p.A. nacque il 17 gennaio 1968 con azionisti Alfa Romeo (88%), Finmeccanica (10%) e IRI (2%). Per il progetto furono stanziati poco più di 300 miliardi di lire finanziati in gran parte dalla Cassa del Mezzogiorno e dal Banco di Napoli.

La posa della prima pietra avvenne alle ore 13.15 del 28 aprile 1968, officiata dal presidente del consiglio Aldo Moro e alla presenza dei ministri Bo, Colombo e Pieraccini.Enrico Nassi, Un'ALFA per il Sud, L'Automobile, n.19 del 1968

Nonostante numerosi ritardi, dovuti anche ai molti scioperi indetti dagli operai, Hruska riuscì a completare le opere e dare inizio alla produzione, con soli tre mesi di ritardo, nell'aprile 1972. Fatto più unico che raro, nella storia delle opere pubbliche italiane, la spesa complessiva per la realizzazione dello stabilimento risultò inferiore di 25 miliardi di lire, rispetto ai 300 miliardi stanziati. Conferenza di Rudolf Hruska e Giuseppe Luraghi Milano, 13 giugno 1991.

La prima vettura ad essere prodotta a Pomigliano d'Arco fu l'Alfasud, cioè un modello medio-piccolo che segnò l'esordio della casa del Biscione in questo segmento e che venne assemblata a partire dal 1972..Storia dell'Alfa Romeo Alfasud. Questa è stata la prima auto dell'Alfa Romeo a trazione anteriore, infatti fino ad allora le vetture prodotte dalla casa erano tutte a trazione posteriore. Il modello dell'Alfasud venne presentato nel 1971 al salone dell'automobile di Torino ed entrò in produzione l'anno seguente. Si trattava di una berlina a due volumi con coda fastback e quattro porte (il portellone posteriore arrivò solo nel 1982Caratteristiche dell'Alfasud.). La commercializzazione delle prime serie diede enormi frutti infatti le vendite in quegli anni ammontarono a circa settantamila veicoli, pur evidenziando alcune problematiche di corrosione dei lamierati. Nel 1975 alla versione berlina si accostò la variante "Giardietta" a tre porte, seguita nel 1976 dal debutto della coupé "Alfasud Sprint".

Gli anni ottanta

Nel 1982, in virtù di un piano di ristrutturazione aziendale teso a rilanciare l'occupazione nell'impianto, sulla base della rapida contrazione della domanda di autovetture sportive dovuta soprattutto al rialzo del prezzo della benzina, l'Alfasud S.p.A. cambiò nome in "I.N.C.A. Investimenti", avviando con tale atto i lavori per l'erede dell'Alfasud, che uscirà di produzione nel corso del 1984, sia nella versione berlina che Giardinetta, dopo circa 893.719 esemplariProduzione Aldasud. (la versione coupé "Sprint" resterà in produzione fino al 1989).

Il modello venne sostituito l'anno prima dall'Alfa Romeo 33, una berlinetta 5 porte disegnata da Ermanno CressoniAlfa Romeo 33 storia., la quale si rivelò innovativa per l'epoca. Dalla vecchia Alfasud la nuova 33 ereditava alcuni organi meccanici come i motori boxer (cercando di contenerne i consumi), la posizione della pedaliera e il pianale di base che era stato aggiornato, mentre l'impostazione della vettura era del tutto inedita e comportò investimenti consistenti per riaggiornare le linee produttive dello stabilimento. Proprio con la 33 furono automatizzati i processi produttivi con l'introduzione dei nuovi robot.I Robot per gli stabilimenti Alfa Romeo. Proposta inizialmente solo in versione berlinetta 5 porte, nel 1984 si aggiunse la versione station wagon denominata 33 Giardinetta e successivamente 33 Sportwagon.

Sempre nel 1983 iniziò a Pomigliano anche la produzione di alcune componenti ed organi meccanici dell'ArnaStoria dell'Alfa Romeo Arna ., la vettura di casa Alfa Romeo di fascia medio bassa, progettata grazie all'accordo con la Nissan e prodotta nello stabilimento di Pratola Serra (AV), generando notevoli ripercussioni negative sull'immagine del marchio e sui bilanci dell'azienda; del resto, nel 1986, l'IRI fu costretto a cedere la proprietà dell'Alfa Romeo alla Fiat e, pertanto, lo stabilimento entrò a far parte dei siti industriali controllati dal Gruppo Fiat.Processi produttivi Fiat a Pomigliano.